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Askoll Model Year 2022: cambiare senza strafare

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La Casa vicentina Askoll EVA presenta le ultime novità funzionali ed estetiche adottate per i propri e-scooter. Tra queste, spicca la scelta di una o due batterie per i ciclomotori e il potenziamento della gamma NGS.

Fin dagli albori della mobilità elettrica su due ruote Askoll è un punto di riferimento in Italia. I suoi piccoli ed agili ciclomotori elettrici “eS” sono stati tra i primi a girare per le nostre strade e tra i più richiesti, anche dai neonati servizi di sharing urbano.

Negli anni l’azienda vicentina è rimasta il più possibile fedele alla sua idea di mobilità a zero emissioni, intervenendo sempre in maniera oculata sulla propria gamma di successo. Anche l’introduzione della linea NGS, più avanzata e prestazionale, è stato un upgrade necessario che però non ha stravolto gli obiettivi ben chiari della società: produrre due ruote elettriche semplici ed efficienti per la guida urbana.

Passano gli anni, la concorrenza aumenta, ma Askoll non sembra spaventarsi più di tanto. Per il 2022 non ha previsto ribaltoni ma ha scelto di rinnovare la gamma dei suoi scooter con piccoli e significativi interventi, per migliorarne funzionalità e sicurezza. E limare qualcosa anche sui prezzi.

Retromarcia, fari a Led e ruote più spesse

Partiamo dalla praticità. Rispetto al passato tutti i modelli Askoll guadagnano ora la retromarcia (azionabile da un selettore presente sul manubrio), le quattro frecce di stazionamento e i fari a Led di serie. Inoltre, la gamma eS EVOlution da oggi è anche munita di cavalletto laterale per semplificare il parcheggio o la sosta.

Oltre a tante nuove colorazioni disponibili, gli scooter NGS2 e NGS3 vedono anche importanti novità tecniche. A partire dalle ruote maggiorate: i cerchioni (dal nuovo design) montano pneumatici da 90/80 16” all’anteriore (prima era 80/80) e 110/80 16” al posteriore (prima era 90/80). Quindi sono più larghi.
Inoltre, i due mezzi hanno anche un nuovo display multicolore da 5” retroilluminato.

Una o due batterie. NGS2 con motore potenziato

Cambiamenti non epocali ma significativi anche in ambito propulsivo. I modelli aggiungono alla loro denominazione i numeri 1.4 e 2.8 ad indicare la presenza di una o due batterie (i numeri indicano le kWh).
La novità importante è che adesso i ciclomotori di categoria L1e (eS2, eS2 EVOlution e NGS2) sono proposti anche con singola batteria, con vantaggi sul prezzo di listino. Ideali per chi non ha bisogno di tanta autonomia per girare in città (si resta sotto i 50 km).

Ovviamente, per gli stessi ciclomotori rimane l’opzione a due batterie (2,8), che porta ad un raddoppio dell’autonomia a parità di prestazioni. L’NGS2 2.8, inoltre, ha a disposizione un motore più potente (2,7 kW), ereditato dal ‘fratello’ NGS3 di categoria superiore (guarda qui la nostra PROVA SU STRADA). Con l’autonomia che sale a 87 km.

Gli scooter di categoria L3e (eS3 EVOlution e NGS3) rimangono invece con la sola opzione a due batterie.

I prezzi concorrenziali Askoll

Queste novità portano a variazioni nei prezzi di listino dei vari modelli. I ciclomotori con singola batteria costano, di fatto, 800 euro in meno di quelli con doppia batteria.

La linea eS EVOlution può contare su: eS2 EVOlution 1.4 ad un prezzo di 3.590 euro, sulla versione 2.8 che ne costa 4.390 e sullo scooter eS3 EVOlution 2.8 che arriva a 4.690.
La linea NGS vede a listino il ciclomotore NGS2 1.4 a 3.690 euro, la versione 2.8 a 4.490 euro e lo scooter NGS3 al prezzo di 4790 euro.

Askoll ha pensato anche di mantenere in gamma una sorta di “entry level” di qualità, eS2 City Glossy White, ciclomotore con un prezzo di lancio di appena 2.790 euro.

Ovviamente, sono tutti prezzi ulteriormente riducibili sfruttando gli incentivi statali appena approvati.

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3 COMMENTI

  1. Però dovrebbero assumere un progettista con un certo occhio per il design… va bene che l’estetica è soggettiva, ma questi modelli sono fin troppo minimal. Oggettivamente bruttini. Aspettiamo i Kymco/iOnex.

  2. Sono il possessore di un ngs3 e credo che con una batteria sola sia davvero molto limitato.
    In modalità normale per superare i 50 km di autonomia bisogna andare davvero piano.
    Detto questo il mezzo fa ciò per cui è progettato in maniera egregia.
    L’importante è non farsi influenzare dai dati di autonomia dichiarati che non rispecchiano un uso reale

  3. Proporre i modelli L3e solo con due batterie mi sembra un approccio serio anche se a prima vista penalizza il cliente da un punto di vista economico. Con altri costruttori si puó scegliere fra una o due batterie ma con il rischio di surriscaldare l’accumulatore in caso di guida minimamente “sportiva” e/o di perdere prestazioni in salita con SoC basso.

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