Arc dal diporto alle barche da lavoro: commessa da 160 milioni

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Se nell’automotive l’elettrico sta trovando una forte risposta da parte dei privati — almeno in alcuni Paesi — nella nautica il diporto a batteria fatica a decollare. Basti pensare al fallimento di X Shore. Ma c’è un intero mondo parallelo che si sta elettrificando rapidamente: quello delle barche da lavoro, anche quando non si tratta di soluzioni full electric. Ne sono convinti gli ex Tesla che hanno fondato Arc  — ne avevamo scritto nel 2021 — e i fatti sembrano dar loro ragione: l’azienda ha ottenuto una commessa da 160 milioni di dollari per otto rimorchiatori ibridi-elettrici e ha appena chiuso un round di finanziamento da 50 milioni.

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Arrivano nuovi capitali per Arc, che ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 50 milioni di dollari, guidato da Eclipse, a16z, Menlo Ventures, Lowercarbon, Necessary Ventures e Offline Ventures. Risorse che, come spiega l’azienda, serviranno ad «accelerare la produzione dei sistemi di propulsione elettrica di Arc per rimorchiatori, traghetti e imbarcazioni per la difesa — l’ossatura commerciale dell’industria marittima».

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Oggi la svolta sulle barche da lavoro ma Arc Boat ha iniziato con il diportismo

Un cambio di passo che segue chiaramente la direzione del mercato. «Stiamo assistendo a un cambiamento di paradigma nell’intero settore marittimo» sottolinea Mitch Lee, cofondatore e CEO di Arc. «Ogni segmento sta cercando tecnologie più performanti e affidabili per alimentare le proprie imbarcazioni — dai mezzi portuali ai traghetti fino alla difesa. La nostra tecnologia di propulsione elettrica rappresenta un salto in avanti per il settore, e la stiamo scalando rapidamente per tenere il passo con la domanda».

Un ordine da 160 milioni di dollari

Le parole di Lee non nascono solo da analisi di mercato, ma da risultati commerciali già concreti. Il round di finanziamento arriva infatti dopo il contratto da 160 milioni di dollari firmato da Arc con Curtin Maritime per il varo di otto rimorchiatori ibridi‑elettrici destinati al Porto di Los Angeles, il più trafficato dell’emisfero occidentale. La prima unità è attesa in acqua entro l’anno, mentre la seconda è già in costruzione.

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Come si legge nella nota diffusa da Arc: «Queste imbarcazioni sostituiranno vecchi rimorchiatori diesel che per decenni hanno sostenuto le operazioni portuali con costi elevati e frequenti tempi di fermo. La piattaforma elettrica integrata di Arc riduce i costi di carburante e manutenzione, aumenta l’affidabilità e mantiene le operazioni di carico e scarico puntuali».

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Arc sta lavorando per rispondere alla crescente domanda di propulsione elettrica anche nei settori dei traghetti e della difesa. In Europa esistono già numerosi modelli operativi — dalla Norvegia ad Amsterdam, passando per i laghi svizzeri e francesi — e secondo l’azienda i «traghetti elettrici garantiscono orari più regolari e un’esperienza più pulita per i passeggeri».

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Il cantiere di Arc Boat dedicato sempre più alle barche da lavoro elettriche

Un altro ambito strategico è quello della difesa. Shawn Carolan, partner di Menlo Ventures, guarda con fiducia all’evoluzione del settore: «Con l’aumento della domanda di sistemi di propulsione elettrica avanzati nei settori commerciale e della difesa, Arc è in una posizione unica per crescere».

E arrivano anche i riconoscimenti come sottolineano i soci di questa avventura imprenditoriale. «Quattro anni fa stavamo ancora testando se il nostro primo prototipo sarebbe rimasto a galla. Oggi Arc è stata inserita nella lista annuale di Fast Company delle aziende più innovative al mondo. Arc è stata presentata al pubblico nel 2021 con un round Series A da 30 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo dei prodotti. Da lì è nata la prima flotta in acqua nel 2022. Le 25 unità prodotte sono andate esaurite rapidamente, spingendo Arc a sviluppare l’Arc Sport».

«Fin dall’inizio – aggiungono -abbiamo scelto di sviluppare internamente batterie e software,  nella nostra sede di Los Angeles. Possedere l’intera tecnologia di base ci permette di muoverci a una velocità che i produttori tradizionali non possono eguagliare».

Al di là del caso Arc, è evidente che l’elettrico sta tracciando una rotta precisa nel mondo dei mezzi da lavoro e del trasporto passeggeri, dove è possibile rispondere alle esigenze del settore diverse da quelle del diportista. Almeno per ora.

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