Anche l’Arabia Saudita prepara il suo personale debutto nel mondo elettrico. Ceer Motors, il primo marchio di auto elettriche saudita, sta testando in strada un prototipo fuori dagli schemi. Un progetto ambizioso, sostenuto dal fondo sovrano saudita, che integra tecnologie firmate BMW, Hyundai e Rimac.
Lanciata ufficialmente nel 2022 per volontà del principe ereditario Mohammed Bin Salman, Ceer rappresenta il primo tentativo concreto dell’Arabia Saudita di costruire un’industria automobilistica elettrica domestica. Il marchio nasce come joint venture tra il Public Investment Fund (PIF) e Foxconn, con l’obiettivo di produrre veicoli elettrici destinati al mercato interno e ad alcuni Paesi esteri, principalmente in Medio Oriente.

Progetto interno, tecnologia di altri
Ceer non sviluppa internamente le principali tecnologie del veicolo, ma le acquisisce tramite accordi di licenza e partnership industriali. Una strategia che ricorda quella di molte startup EV e che consente di accelerare lo sviluppo, riducendo tempi e costi.
Per la piattaforma e l’architettura del veicolo in questione, Ceer utilizza tecnologie BMW, mentre nel giugno 2024 ha siglato un accordo con Hyundai Transys per l’adozione del suo mm “three-in-one”, che integra motore, inverter e riduttore in un unico modulo compatto. A novembre dello stesso anno è arrivata un’altra partnership di peso: Rimac fornirà sistemi EDS ad alte prestazioni, un nome che nel mondo della mobilità elettrica è sinonimo di powertrain avanzati.
Un design che non passa inosservato
Le prime immagini-spia del prototipo, intercettato durante test su strada, mostrano un’auto che sembra una via di mezzo tra un crossover e una versione compatta del Tesla Cybertruck. Linee tese, superfici piatte e un’impostazione molto futuristica che difficilmente passerà inosservata.
Uno degli elementi più originali è il parabrezza. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, si tratterebbe del “parabrezza più grande al mondo”, quasi completamente piatto per migliorare l’aerodinamica. Ceer parla anche di protezione a infrarossi e isolamento acustico avanzato, aspetti interessanti soprattutto per climi caldi, ma che potrebbero trovare applicazione anche in altri mercati.
Curiose anche le soluzioni per le portiere laterali, che sembrano adottare un sistema ad ali di gabbiano, mentre i finestrini laterali hanno una conformazione inusuale, probabilmente legata a scelte aerodinamiche o strutturali.

Test in Europa ma nulla di concreto
Secondo le informazioni disponibili, Ceer starebbe testando il primo EV in una struttura “segreta” in Europa, un dettaglio che suggerisce un interesse concreto per l’omologazione e la validazione secondo standard europei. Tuttavia, al momento non esistono conferme ufficiali su una futura commercializzazione nell’Unione Europea, né su prezzi, autonomia o prestazioni.
Il progetto resta quindi da osservare con cautela. Design molto polarizzante, brand completamente nuovo e assenza di una rete commerciale consolidata sono fattori che potrebbero rallentare un eventuale ingresso sul mercato.
Un tassello della visione green saudita?
Ceer è parte integrante della Vision 2030, il piano strategico con cui l’Arabia Saudita punta a ridurre la dipendenza dal petrolio investendo in tecnologia, industria e rinnovabili. Secondo le stime del PIF, entro il 2034 Ceer potrebbe contribuire direttamente per circa 8 miliardi di dollari al PIL saudita.
Per il mercato di settore, al momento, Ceer rappresenta più un segnale geopolitico e industriale che un concorrente immediato. Un nuovo attore che utilizza soprattutto competenze europee per costruire un’industria locale, ma che dovrà dimostrare sul campo affidabilità, qualità e sostenibilità nel lungo periodo.
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