Continua a destare curiosità la prima Solar EV sviluppata e prodotta da Aptera Motors. Gli ultimi dati rilevanti arrivano direttamente per voce del co-CEO Steve Fambro, che ha mostrato sui social come, nelle prime ore del mattino, la piccola tre ruote riesca a produrre più energia del suo impianto fotovoltaico domestico.
Poco dopo le 8, infatti, il tetto di casa generava appena 136 watt, mentre il veicolo parcheggiato all’esterno superava i 300 watt. Una piccola centrale su ruote.
Il dato, condiviso da Fambro sui social, non è solo un aneddoto: rappresenta in modo efficace la filosofia progettuale dietro Aptera, che da anni punta su un’auto capace di ridurre drasticamente la necessità di ricarica tradizionale. Un esempio concreto che riaccende l’attenzione sul potenziale dei veicoli elettrici solari (SEV) e sulla loro capacità di sfruttare meglio la luce in condizioni non ideali, uno dei punti deboli degli impianti fotovoltaici tradizionali.

Solar EV vs fotovoltaico domestico: una resa diversa
Gli impianti residenziali sono progettati per massimizzare la produzione nelle ore centrali della giornata. I pannelli sono installati con inclinazione fissa e spesso vincolati all’orientamento del tetto, con possibili ombreggiamenti dovuti a comignoli o alberi.
L’auto di Aptera segue invece una logica opposta. Il pacchetto solare da circa 700 watt è distribuito su cofano, tetto, plancia e parte posteriore. Questa configurazione consente di intercettare la luce da diverse angolazioni, garantendo che almeno una parte delle celle sia sempre vicina alla perpendicolarità rispetto ai raggi solari.

Il risultato è evidente proprio nelle ore meno favorevoli: mentre un tetto lavora “fuori asse”, l’auto continua a produrre in modo più efficiente. In condizioni ideali, secondo l’azienda, il sistema può aggiungere fino a circa 60 km di autonomia al giorno nei climi più soleggiati, un dato che è in fase di validazione in test reali.
Nel mostrare questi dati, Aptera non intende mettere in competizione diretta la sua auto solare con gli impianti domestici, che, su base giornaliera, produrrebbero comunque molta più energia complessiva. Il punto chiave è un altro: mostrare la capacità di generare energia in momenti “marginali” della giornata.
È proprio qui che si gioca parte della promessa dei veicoli solari: accumulare piccoli contributi energetici distribuiti nel tempo che, sommati, riducono la dipendenza dalla rete.
Aptera, è iniziata la produzione del tre-ruote a energia solare
Aptera: primo anno difficile ma scenari ancora aperti
L’episodio raccontato da Steve Fambro arriva a stretto giro dalla pubblicazione dei risultati finanziari 2025 di Aptera, il primo anno completo come società quotata al Nasdaq. Come prevedibile per una startup automotive in fase pre-commerciale, i numeri mostrano perdite significative, anche se, sul piano industriale, si registrano segnali concreti.
A marzo il primo veicolo è uscito dallo stabilimento di Carlsbad, in California, mentre l’azienda ha rafforzato la propria struttura operativa e raccolto nuovi capitali nei primi mesi del 2026.
La sfida ora è quella di passare dalla promessa tecnologica alla produzione su scala industriale. E qui entrano in gioco anche le incognite regolatorie e di mercato, soprattutto per un eventuale approdo in Europa, dove omologazioni e standard potrebbero rappresentare un ostacolo non banale.
Se il modello Aptera dovesse dimostrarsi efficace su larga scala, potrebbe aprire a una nuova categoria di mobilità energeticamente autonoma, particolarmente interessante nei Paesi ad alta insolazione. Resta da capire quanto questa visione sia replicabile fuori dagli Stati Uniti e in contesti urbani più complessi come quelli europei.
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Una boutade tipica di Fambro.
L’Aptera era sicuramente orientata nella direzione giusta e con il cofano posteriore aperto: non esattamente una condizione tipica.