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Appello di Ford, Volvo e altri 26 big: “Solo auto elettriche dal 2035”

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appello auto elettriche

Ford Europe e Volvo Cars si uniscono a 26 grandi aziende di più settori firmando  un appello pubblico ai legislatori dell’UE perchè confermino lo stop alle auto e ai furgoni termici dal 2035, consentano la vendita esclusivamente di auto elettriche e stabiliscano obiettivi obbligatori per le infrastrutture di ricarica.

 

Oggi l’appello sarà al centro dell’ European Car Climate Summit, organizzato dal gruppo di associazioni non governative “Transport and Environment”.

L’appello pro auto elettriche senza l’Italia

Gli altri firmatari sono: Allego, An Post, Arrival, AVERE, Ball, ChargePoint, Currys, Danfoss, EDP, EVBox, FastNed, Greenway, Grundfos, Iberdrola, LeasePlan, Li-Cycle, Novo Nordisk, Sanofi, SAP Labs in Francia, Solar Group, Tesco, Uber, Unilever, Vattenfall,  Vulcan, Zurigo. Da notare l’assenza di aziende italiane.

Lo stop ai motori a combustione dal 2035, sostengono i firmatari , è la condizione necessaria perchè nessun veicolo endotermico circoli più sulle strade europee nel 2050, quando l’Europa dovrà raggiungere il suo obiettivo di emissioni nette zero.

La lettera è indirizzata agli eurodeputati e ai governi dell’UE alla vigilia dell’approvazione finale delle nuove regole per le auto pulite. Come è noto la Commissione europea ha proposto che solo auto e furgoni nuovi a emissioni zero – e non ibridi – possono essere venduti in tutta l’UE dal 2035.

Entro giugno l’ultima parola di Bruxelles

Il Parlamento europeo ha completato l’iter legislativo recependo le indicazioni di Bruxelles e in giugno dovrà ratificare la legge in seduta plenaria. L’ultima parola spettarà però al Consiglio dell’Ue, l’organismo che rappresenta i governi dei Paesi aderenti all’Unione nel loro complesso. La legge  dovrebbe entrare in vigore in autunno.

I veicoli elettrici rappresentano già il 10% delle auto vendute nell’UE. E sono una soluzione prontamente disponibile contro le emissioni di CO2 e l’inquinamento atmosferico pericoloso. Auto e furgoni sono responsabili infatti del 15% di tutte le emissioni di CO2 e sono anche la principale fonte di inquinamento da biossido di azoto, che secondo l’Agenzia europea dell’ambiente provoca oltre 40.000 morti premature in Europa ogni anno.

Obblighi precisi anche per le ricariche

Le auto con motore a combustione sono anche responsabili di circa un terzo di tutte le importazioni di petrolio in Europa. Il passaggio al trasporto su strada privo di combustibili fossili rafforzerebbe la sicurezza energetica del continente. E taglierebbe i miliardi di euro che ogni anno l’Europa invia all’estero per il petrolio.

Fissare una data di fine per le vendite di auto a combustibili fossili, sostiene infine l’appello pro auto elettriche, darà anche il via a una trasformazione sistemica nell’industria automobilistica europea e la renderà un leader globale in un settore chiave per un futuro decarbonizzato.

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17 COMMENTI

    • Credo che con la furia ecologista che c’è in giro a breve ci impediranno di usare pure quelle. Mi auguro di sbagliarmi eh, ma con la caccia alle streghe che vedo ovunque sarà meglio prepararsi anche a quello. Non c’è il minimo rispetto per la cultura e la storia.

      • Caccia alle streghe, facciamo una premessa, in una stanza con porte chiuse lo sa chiunque che con l’auto endotermica accesa si muore, ma nessuno tiene conto che la nostra ( amata ) terra non è altro che una stanza più grande ma la differenza sostanziale è che da un garage/autorimessa/box una volta che esci sei salvo mentre dalla terra non c’è nessuna via di scampo.
        Quindi qui bisogna capire realmente la differenza sostanziale, oltre al fatto delle catastrofi climatiche che stiamo vedendo ogni giorno, e noi siamo ancora in fascia abbastanza buona, non immagino quelli che stanno in fasce già distrutte, e poi ci si lamenta che scappano e vengono ad invaderci e abbiamo anche il coraggio di questionare.

          • Dici perché quando non si potrà più respirare non avremmo posti in qui andar a vivere, si su questo fatto è diverso sulla saturazione no.
            Poi se vuoi trovare mille scuse per non fare nulla è un altro discorso, sappi comunque che ha milioni di anni e noi in tempo relativamente piccolo l’abbiamo stravolta.

  1. Anche se la firma è di Ford Europe, Ford è una azienda americana. Volvo è cinese. In pratica mancano le europee. Di recente contro lo stop al 2035 si è espressa anche Renault in modo sibillino, evidenziando la difficoltà di offrire auto economiche in tempi brevi (a memoria, in Francia lo stop alle auto a benzina è fissato per il 2040).

    Le auto elettriche, con i loro ampi margini di guadagno, rappresentano una benedizione per i produttori che si trovano tutti catapultati in segmenti premium. Inoltre lo shortage di materie prime e/o chip, destinato a peggiorare nei prossimi anni, “giustifica” i prezzi alti agli occhi degli acquirenti.

    Chi frena sullo stop al 2035 lo fa temendo di non riuscire per quella data ad offrire modelli economicamente competitivi per tutti, chi preme per il 2035 invece è più ottimista. Personalmente credo che per il 2035 avremo, con molto ritardo, auto adatte al ceto medio: rimarranno “fuori” i segmenti A e B che, in versione elettrico, costeranno qualcosa in più (o comunque chiederanno diverse rinunce, come la Microlino venduta oggi a 12000 euro, il prezzo di una Renault Clio).

  2. “Da notare l’assenza di aziende italiane.” Io direi “Da notare l’assenza di qualunque altro produttore di automobili”. Volvo i motori non li ha praticamente mai fatti (celebre il ricorso ai Volkswagen sui sui modelli più venduti) e non ha certo una tradizione da difendere (basti pensare che ha a listino UN solo motore, peraltro un 4 cilindri e che fa auto a trazione anteriore), e Ford….beh, è Ford.

  3. meno male che l’Italia è assente! Vediamo prima di imporre, dove saremo con le rinnovabili! La guerra è il relativo problema con il fas non hanno insegnato niente?
    Mi pare anche la Germania sia assente!
    p.s. Anche l’elettrico ha le sue lobby!

    • Anche usando fonti fossili per produrre energia, il vantaggio a favore dei veicoli elettrici resta, troppo grande il divario in termini di efficienza. In questi giorni per esempio, andando al lavoro arrivo facilmente a medie di poco sopra a 10kWh/100km. Tradotto in litri di gasolio (potere calorifico 10.3kWh/l) equivale a fare 100km con un litro. E questo con una macchina che pesa 1.9 tonnellate ed ha quasi 400 cv. Se parliamo di prezzi di acquisto ancora troppo alti, difficoltà a ricaricare se non si dispone di una casa di proprietà sono d’accordo, ma per tutto il resto (efficienza, prestazioni, confort….) non c’è storia, i powertrain elettrici vincono a mani basse.

  4. Italia assente, ci stupiamo direi proprio di no, visto chi abbiamo al governo, le forti lobby e gli interessi della politica premono per gli idrocarburi si è capito da decenni ed ora è molto più forte, vedasi vari programmi televisivi contro le elettriche, vedasi la burocrazia contro le rinnovabili, e tutto quello che può servire alla transazione, la neutralità del governo dove si nasconde dietro per non fare nulla, un vero scempio che ci costerà caro molto caro.

    • Non buttiamola sempre in propaganda politica. Siamo un Paese libero: nessuno impedirebbe a grandi banche, grandi assicurazioni e primari gruppi industriali di aderire all’appello.

      • Perché no, io ho un amico prenditore che voleva aprire in Italia un azienda per produrre pannelli fotovoltaici, lo stabilimento che voleva usare era in disfacimento da decenni, alla fine della fiera dopo più di un anno tra vari enti pubblici, ha rinunciato ed è andato al estero, ha avuto incentivi a fondo perduto ha realizzato nuovi posti di lavoro, ha beneficiato la città , le famiglie e lo stato, peccato che qui da noi non hanno visto oltre il loro naso, e poi mi dice che non è colpa della politica, e di chi è colpa 🤷
        E parlo di una sola esperienza vorrei sapere quante cose finiscono così.

        • è stata una lobby del petrolio o le solite lungaggini burocratiche?
          volendo fare un esempio, quante associazioni ambientaliste/paesaggistiche non vogliono l’eolico in determinati posti?

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