Home Scenari Ecco l’App per ricaricare nel garage (degli altri)

Ecco l’App per ricaricare nel garage (degli altri)

29

Presto potremmo avere l’App che permetterà di ricaricare l’auto elettrica nel garage o nel box di altri utenti, o presso impianti privati momentaneamente inutilizzati di hotel, ristoranti, aziende.

Key Energy 24

Alessandro Montanari ed Amaury Cronenberg sono due studenti, rispettivamente del Politecnico di Milano e TUM di Monaco. Da ottobre a questa parte hanno sviluppato un’idea innovativa: creare una piattaforma che consenta ad automobilisti proprietari di box o garage con impianti di ricarica, hotels, ristoranti e aziende (in sostanza chiunque disponga della possibilità di una ricarica privata per auto elettrica, di rendere disponibile e condividere la loro fonte di energia con chi ha bisogno di rifornirsi e preferisce non rivolgersi alla rete di ricarica pubblica.

Due studenti e un’idea: l’AirBnB della ricarica privata

Questo, ovviamente, in cambio di un compenso economico. Per ora l’idea ha solo un nome, Spark-e, e un sito che la illustra. Ma la stanno traducendo in una App che vedrà la luce nei prossimi mesi.

app per ricaricare nel garage
Alessandro Montanari (a sinistra)  e Amaury Cronenberg, i due studenti che hanno fondato Sparke

Hanno chiesto il supporto di Vaielettrico per diffondere un sondaggio fra automobilisti elettrici interessati a questa nuova possibilità e proprietari di ricarica privata disposti a cogliere l’opportunità. E Vaielettrico, condividendone le finalità, ha deciso di aiutarli. perciò invita i suoi lettori a dedicare pochi minuti alla compilazione del questionario cliccando qui: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeUU5s61Oq2j8o5FDxW7WWAAxeKLA8txYFFKRpzXoZtjiM-gw/viewform?usp=sf_link

Comodo per chi viaggia, remunerativo per i proprietari

L’ idea non vuole sostituirsi alla rete di colonnine pubbliche che già esiste, specificano i fondatori, ma vuole semplicemente dare la possibilità di avere un’ulteriore opzione per ricaricare l’auto.

app per ricaricare nel garage

Ci sono infatti pro e contro differenti: i benefit sono che ci si potrà prenotare garage e colonnina con giorni di anticipo, sistematicamente e per le ore che si desiderano (ad esempio se si pianifica di viaggiare tra due città differenti, si potrà prenotare la colonnina con largo anticipo ed essere sicuri di caricare e parcheggiare l’auto una volta arrivati). Si avrà la macchina in un luogo più sicuro rispetto alla strada e talvolta potrà essere ancora più conveniente delle colonnine pubbliche (se ad esempio la persona che mi presta il garage è dotato di pannelli fotovoltaici). I contro sono essenzialmente il fatto che la ricarica non sarà mai ultra fast, ma essendo pensata per una vera e propria sosta di qualche ora, non sarà un fattore così debilitante.

app per ricaricare nel garage

Al momento Sparke si sta concentrando nel nord Italia, Emilia-Romagna compresa, per partire con i primi test. Quindi anche il questionario è rivolto principalmente a tutti coloro che abitano o frequentano queste zone.

Un sondaggio, con il supporto di Vaielettrico

Essendo una piattaforma a due lati (proprietario garage e proprietario auto), con il sondaggio i due studenti si propongono da una parte di raccogliere il maggior numero di persone disposte a rendere disponibile il garage nella App (non appena questa sarà pronta) e, dall’altra, per chi non dovesse avere un garage, capire quanti proprietari di auto elettriche sfrutterebbero questa idea per caricare la propria auto.

Il nostro parere – Ottima idea, ragazzi. Quando i veicoli elettrici saranno di massa – noi auspichiamo il prima possibile – il nuovo ecosistema della mobilità elettrica avrà bisogno di tante altre idee come la vostra, perchè la soluzione del rebus della ricarica non potrà mai essere una sola.

– Iscriviti alla newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico –

Apri commenti

29 COMMENTI

  1. Ci avevo pensato pure io da quando acquistai la mia auto elettrica ma poi ci pensai sù e mi son detto ma coi tempi che corrono chi si rischia di prendere nella propria proprietá sconisciuti magari balordi o anche solo una scusa per vedere la posizione dell abitazione e poi trovarti la sorpresa successivamente?bell idea se vivessimo nel paese dei balocchi dove tutto è bello e perfetto!

  2. io sono per la condivisione, di conseguenza mi piace l’idea di mettere a disposizione di chi ha bisogno in un viaggio le proprie prese elettriche, più che costruirci sopra castelli di carta con denaro provvigioni e roba simile a me piacerebbe la disponibilità reciproca senza giri di denaro, io offro volentieri l’energia dei miei 40 kW di pannelli il sabato e la domenica e mi aspetto che qualcuno faccia lo stesso con me se e quando capito in altre zone d’Italia

  3. E in caso di problemi ?
    Arriva un tizio, collega la sua bev, mi fa saltare l’impianto condominiale (magari gli ho solo dato modo di collegare il carichino alla presa), oppure banalmente urta la serranda, fa un danno ad un vicino… rispondo io ?
    Cmq vendere energia così mi pare come riempire delle taniche con benzina presa a xx e rivenderla a xx+tot, non mi pare sia proprio legalissimo senza fattura o altro….

      • Secondo la FAQ degli ideatori di Sparke (https://sparke.it/faq) non bisogna farsi problemi fiscali sulla “compravendita” di corrente perché il servizio principale che viene proposto è l’affitto dello spazio di ricarica sulla falsariga delle piattaforme tipo AirB&B come accennato dall’articolo. Per quanto riguarda eventuali danni (non ai materiali forniti da Sparke), le due parti si mettono d’accordo per il risarcimento come in casi simili fra privati.

      • E se succede un infortunio, la proprietà potrebbe essere temporaneamente incustodita.
        I risvolti potrebbero essere svariati

    • Ce l’avete nel sangue la Fattura! Ecco perchè in Italia il governo ci mazzuola per bene con le tasse! Se viene un suo amico e le chiede di caricare l’auto emette anche la fattura? Lo sa che se lei non supera un certo importo non deve dichiarare proprio nulla?

  4. Sinceramente il posto auto è dentro la mia proprietà, magari non c’è la macchina ma c’è la mia famiglia.
    Mi spiace ma non se ne parla .
    E poi come già accennato,come proteggo ciò che c’è nel garage o nella zona concessa .
    L’intenzione è buona ma credo sia poco applicabile

      • In effetti i timori sulla sicurezza personale non mi sembrano cosí infondati, leggendo la FAQ di Sparke (https://sparke.it/faq) non mi sembra che per aderire al servizio sia necessario fornire la foto di un documento di identitá come per le piattaforme di car pooling tipo Uber o Blablacar (dove peraltro i rischi sono potenzialmente ben maggiori..)

  5. Io non avrei problemi avendo il parcheggio facilmente raggiungibile, fronte piazza del paese e in zona sprovvista di colonnine. A dire il vero ci avevo già pensato e ne parlai con un mio amico che lavora nel settore distribuzione energia ma lui mi disse che non sarebbe stato possibile. I contratti residenziali hanno delle agevolazioni di varia natura, non applicabili alla rivendita di energia a terzi.
    Forse a suo dire si potrebbe bypassare il problema affittando il parcheggio a ore con ricarica inclusa, ma a quel punto diventerebbe poco conveniente per il cliente

  6. È un’idea interessante, bisogna solo vedere se e come riusciranno a risolvere tutte le problematiche che potrebbero crearsi nell’apertura al pubblico di spazi privati e quanto questo sia legale.

    In passato avevo letto di un progetto uguale (walli) che però non ha avuto alcun seguito. È rimasto solo l’account Instagram con l’ultimo post di quasi un anno fa.

  7. Ormai si fanno le ferie o si alloggia per lavoro in casa di altri.. perché non ricaricare?..ho fatto il test ,e ho letto della modalità di accedere alla chiave box tramite cassettina codificata…semplice come per le case vacanza ma non proprio sicurissimo nel caso un fruitore facesse copia nelle ore in suo possesso,non credo ci sia un deposito cauzionale e non vorrei trovarmi il giorno dopo la mia auto in box senza i cerchioni…. l’idea c’è ,ma c’è l’incognita sicurezza..🖖

  8. Idea da tenere in considerazione soprattutto per quello che fa riferimento all’uso di ricariche da hotel alberghi e perché no parcheggi pubblici in superficie o sotterranei ma mi fermerei li io personalmente non avrò mai auto che ricaricano nel mio box che non fossero le mie

    • Lei no, altri sì. Non si tratta di beneficenza, ma di rientrare, almeno in parte, dei costi di impianto

        • Ma poi bisogna rientrare anche di 10000€ per acquistare un altro box dove tenere la propria roba… Un piccolo particolare che vaielettrico certo saprà risolvere

    • Non è legale vendere energia, ma è legale ricevere un corrispettivo per la ricarica (cioè il tuo costo più un tot)

      • Massimo, ma per il privato non c’è lo stesso obbligo di fatturazione che abbiamo per le colonnine pubbliche? (Che è poi il problema per cui non paghiamo con bancomat, perché fiscalmente la ricarica elettrica è un servizio e non un bene come la benzina… o qualcosa del genere, perché sono tutto fuorché un esperto!).
        Mi sono perso qualcosa?

          • Io non ne capisco nulla, soprattutto non so che succeda per i privati, ma la Repower dove ricarico ogni mese mi emette fattura anche per 6 euro.
            E credo di aver letto qui che, essendo un servizio e non un bene fisico, per la ricarica c’è obbligo di fattura.
            Per me dovrebbe diventare tutto come al distributore, ma per il fisco italiano non è così.
            Poi mi taccio perché, come detto, non ne capisco nulla.

      • Che è esattamente la definizione di vendere energia a un privato. Il costo della materia prima oltre a un tot. Io ci vedo queste problematiche:
        – una violazione del contratto di fornitura di energia elettrica per residenti, questo perché di fatto si sta usando l’energia anche per non residenti
        – una inclusione nella dichiarazione dei redditi del guadagno derivato dal servizio offerto (il famoso “più un tot”)
        – un problema per chi si alimenta con fotovoltaico perché, sia in caso di scambio sul posto che di ritiro dedicato, l’eccedenza può solo essere venduta al GSE e non a terze parti
        – una violazione della legge nazionale che ad oggi consente solo a determinate attività (alberghi, ristoranti, uffici, complessi di appartamenti gestiti in modo professionale … infatti i Tesla Destination Charger in Italia sono possibili solo in questi casi) di poter regalare o vendere energia come servizio aggiuntivo oltre a quelli già offerti
        – una serie di problematiche legali in caso di: interruzione del servizio, mancata ricarica, danneggiamento della wallbox, incendio, furto, mancato rispetto dei termini contrattuali (esempio: utente che non ritira l’auto e quindi abusivamente occupa lo slot temporale destinato ad un utente successivo; kWh erogati inferiore a quelli previsti), compatibilità del servizio offerto (l’auto “sensibile”), fruibilità del servizio offerto (il Cybertruck che resta incastrato nel garage e non riesce a uscire)

        Ricordiamoci che il GSE, vado a memoria, ritira la corrente prodotta a 4 centesimi mentre noi la paghiamo anche 40. Bell’affare sarebbe venderla a 50 …

        Però non è la mia materia e quindi aspetto che quelli studiati ci spieghino come la risolvono.

        • L’idea non è quella di vendere energia, ma è quella di fare una piattaforma che metta in comunicazione chi ha uno spazio ed una colonnina inclusa con chi deve caricare e parcheggiare. Il prezzo va infatti ad ore, deciso dal proprietario del posto, ed è fisso per ogni ora che si parcheggia; non c’è alcun contatore di energia quindi che tenga conto della quantità effettivamente consumata.

          È una sorta di Airbnb, ma per i garage con colonnine, tu usando Airbnb non paghi l’energia che usi, ma paghi lo spazio che occupi, qui uguale, potenzialmente tu puoi utilizzarlo anche solo per parcheggiare l’auto e non caricare.

          Es: ho una colonnina 7,4kW; faccio due calcoli e imposto come prezzo del mio posto 4,50€/h, con questo prezzo sono sicuro che l’energia elettrica sarà coperta e la restante somma (tolta una piccola percentuale dell’app) la guadagno.

          Spero di aver chiarito l’argomento

          • Sì ma la domanda è come fate con la normativa italiana. In Italia una banalissima wallbox bidirezionale è illegale, una prolunga per la ricarica della colonnina è illegale, come si coniuga il vostro sistema con la normativa sulla vendita dell’energia e tutto il resto? In Italia un cittadino privato, un pensionato, può offrire un servizio di ricarica a pagamento?

            Capisco che lo si voglia travestire da servizio accessorio al servizio di sosta in garage ma anche per quello c’è una normativa, un contratto, così come per Airbnb ci sono adempimenti.

            Inoltre lo stato potrebbe avere da ridire: perché col superbonus (parlo ora di chi ha il fotovoltaico) ti ho regalato i pannelli fotovoltaici? Perché (anche) ho stimato di guadagnare sulla corrente in eccesso non autoconsumata che viene sottopagata dal GSE trasformandoti in un produttore: aumentando artatamente il consumo con un servizio di ricarica per terzi (anche se accessorio o travestito da tale) di fatto si sta bypassando il divieto di vendita di energia a terzi soggetti. In un processo sarebbe dura convincere un giudice che non sia proprio la ricarica il vero oggetto del servizio. Basta vedere il nome del dominio, la foto in home page e le prime parole “Si tratta di una piattaforma che collega i possessori di garage provvisti di colonnina di ricarica con coloro che hanno la necessità di caricare l’auto elettrica/plug-in. Questa idea ha come scopo di base aumentare la densità di punti di ricarica, visto l’incremento di auto elettriche che ci sarà anche qui in Italia nei prossimi anni.”

            Secondo me rischiate non solo una causa da parte del gse ma anche di chi fa le colonnine per concorrenza sleale. Questo perché le società che installano le colonnine se le pagano di tasca propria mentre il privato ha la spesa quasi interamente o interamente finanziata dallo stato e lavora in barba alla legge.

            Anche travestendo il tutto da parking sarei molto cauto perché la denuncia potrebbe arrivare dai parcheggi privati nei paraggi perché loro devono garantire determinati requisiti di sicurezza che il privato non garantisce.

            Ma una consulenza legale si tutto il progetto ce l’avete? Anche Uber era una idea fantastica, peccato fosse illegale…

          • Grazie Alessandro.
            Avrete certamente esplorato tutti i possibili ostacoli, soprattutto burocratici, fiscali e normativi. Anche legali, penso, visto che c’è un accesso a zone private…
            Di primo acchito sembra una cosa per chi ha molto spazio (e quindi “sta bene”). Il mio garage lo vedrei maluccio: non contiene solo l’auto, ma gli sci, la bici, attrezzi, ed un’infinità di altre cose. Gli spazi sono quello che sono. E poi condominio: e se agli altri condomini l’idea non piace? Devi aprire il cancello di accesso al cortile con i garage di tutti. Farci entrare altri… mmm…
            Villetta privata, cortile di proprietà, ecc…, allora si, può essere. Ma quanti sono?
            In bocca al lupo, comunque!

      • Io so soltanto che da adesso in poi tutte le volte che andremo a Bologna potremo ricaricare dal Signor Massimo. Gratis. 😀

Rispondi