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Anno record per EV e ibride plug-in: un milione di auto vendute

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Dati alla mano, il 2017 sarà quasi certamente un anno record per le auto “con la spina”: secondo quanto riportato da Bloomberg New Energy Finance, infatti, le vendite di vetture elettriche e ibride plug-in (cioè quelle che si possono ricaricare dalla presa di corrente) sono aumentate del 63% su base annua a livello mondiale nel terzo trimestre di quest’anno, raggiungendo la cifra record di 287.000 unità.

Un +23% rispetto al secondo trimestre, che proietta l’ammontare delle vendite complessive a superare il milione di unità nell’intero 2017. E sarebbe la prima volta.

Insomma, il treno della mobilità elettrica e sostenibile comincia finalmente a viaggiare veloce, con una locomotiva imponente come la Cina, dove il mercato dell’elettrico è raddoppiato. Più della metà delle vetture “green” sono commercializzate all’ombra della Muraglia e questo è merito soprattutto dei forti incentivi dell’amministrazione pubblica messi in campo per promuovere la mobilità a basso impatto ambientale: non a caso per rilanciare l’industria automotive locale e provare a contrastare l’inquinamento galoppante nelle metropoli, grazie alle agevolazioni economiche, una EV cinese può arrivare a costare fino a 40% in meno rispetto a un veicolo omologo con motore termico.

La Cina fa da traino ma anche il resto del mondo non sta certo a guardare. Il secondo mercato per i veicoli elettrici e ibridi plug-in è l’Europa, che rappresenta il 24% delle vendite complessive (circa 68.000 unità), seguita dal Nord America con poco meno di 60.000 veicoli immatricolati.

In Europa il processo di “elettrificazione” della mobilità (anche pubblica) sembra poter accelerare, soprattutto in Francia, Regno Unito e Olanda, dove i governi hanno già dichiarato di voler vietare la vendita delle auto a combustibile entro il 2040. La lista degli Stati pro-EV si sta comunque allargando e anche le case costruttrici si stanno muovendo in tal senso, producendo un numero di modelli EV sempre maggiore.

Anche in Italia, seppur lentamente, si sta sviluppando una coscienza elettrica, nonostante permangano dubbi e perplessità. Oltre ai prezzi, considerati ancora troppo alti, da noi permane un problema per nulla secondario: il rischio di non sapere dove ricarica la propria EV.
La diffusione di postazioni di ricarica pubbliche non è certo capillare nel Belpaese, a differenza di altri Stati europei.
Un’indagine del Politecnico milanese ha messo in evidenza che, a fine 2016, i punti di ricarica pubblici in Italia sono comunque in crescita (+28% rispetto al 2015), ma sono meno del 3% di quelli totali europei.

Va bene che la maggior parte dei possessori di auto elettrica ricarica il proprio mezzo tra le mura domestiche (87%), ma questo non deve essere un pretesto per procrastinare il problema nei prossimi anni.

Anche perché le 1400 auto elettriche vendute in Italia nel 2016 sono un buon inizio, ma rappresentano pur sempre solo l’1% del mercato europeo di categoria.