Anev: sull’eolico effetto Fiorello, foto taroccate e critiche senza dati

eolico effetto Fiorello



Sull’eolico si abbatte anche l’effetto Fiorello. Non è osteggiato solo dalle lobby fossili, ma anche da un sistema che si nutre di immagini ritoccate, metafore ingannevoli, semplificazioni esagerate e intelligenza artificiale. Il caso più recente  è quello di Phobos, il progetto umbro affossato mediaticamente dopo l’intervento radiofonico di Fiorello: «Non si può devastare una terra meravigliosa come l’Umbria». Le sue parole hanno spinto la presidente Stefania Proietti ad avviare il riesame in autotutela del silenzio-assenso sul cantiere dei sette aerogeneratori.  Sul tema interviene anche Anev, che rappresenta gli operatori dell’eolico.

Uso retorico del termine grattacielo anziché aerogeneratore

Nel suo attacco al progetto, Fiorello ha usato immagini forti: «Due grattacieli di settanta piani piazzati in una zona turistica con paesaggi rurali intatti per secoli». Un paragone efficace ma fuorviante: l’immagine del grattacielo altera le reali proporzioni. Sono impianti visibili e impattanti, certo, ma il dibattito dovrebbe basarsi su misure corrette — le stesse proporzioni che Fiorello, in tono ironico, rimprovera agli altri: «Ce l’avete presente l’Umbria quanto è piccola?». Nella foto sotto – siamo in Sardegna – si è usata la proporzione tra l’altezza di una pala e quella della chiesa vicina. Il problema è che le pale, come tanti fotomontaggi vogliono dimostrare, non sono accanto al monumento. Per di più ce ne sono già 51 in funzione da tempo. Si riducono a 27, quindi 24 in meno, ma raggiungono i 200 metri di altezza.

eolico effetto Fiorello
La scala numerica è corretta. Ma non rappresenta come apparirebbero davvero insieme nel paesaggio.

Se questo è l’approccio, limitato alle  dimensioni della regione,  l’Umbria dovrebbe rinunciare alle energie pulite: niente pale alte, ma quelle più basse andrebbero triplicate per produrre la stessa energia; niente impianti utility scale, ma solo tetti fotovoltaici – soluzione che nei borghi umbri e toscani cozza puntualmente con la tutela dei beni culturali.

Le rinnovabili subito, poi (forse) il nucleare, dice l’Enel

Senza accettare qualche “sacrificio”, si resta fermi all’aria inquinata e alla dipendenza da chi controlla le fonti fossili.

Non ettari ma campi da calcio per il fotovoltaico

La retorica del grattacielo contro l’eolico — usata persino per gli impianti offshore a 30 km dalla costa, quasi invisibili — si affianca a quella dei “campi da calcio” per screditare il fotovoltaico. Si parla di “speculazioni da 30 campi da calcio”, che però equivalgono a 21 ettari: la dimensione di un’azienda agricola medio‑piccola. E sotto i pannelli si può coltivare, con effetti spesso positivi nei terreni degradati.

Eolico effetto Fiorello Titolo su fotovoltaico dove l'unità di misura è il campo da calcio
Titolo giornalistico su fotovoltaico dove l’unità di misura è il campo da calcio

È una narrazione che gonfia le dimensioni per alimentare l’opposizione e spingere sindaci e presidenti di Regione a ergersi a guardiani del territorio. Emblematico il caso Sardegna: nessuna protesta contro la raffineria di Sarroch, che produce energia dagli scarti del petrolio ed è coinvolta in un processo per diffusione di benzene; nessuna vera opposizione al prolungamento delle uniche due centrali a carbone italiane.

  • Clicca qui e partecipa al nostro concorsoBanner concorso Vaielettrico

Si accelera invece sul metanodotto, nonostante le stime di Arera su bollette più pesanti e un freno alla transizione. Petrolio, carbone e metano non sembrano un problema: lo diventano le torri eoliche “grattacielo” e i fotovoltaici “grandi come campi da calcio”.

La posizione  di Anev e le foto taroccate

In questo clima è intervenuta l’associazione delle imprese del vento Anev. «Il dibattito su alcuni progetti eolici, tra cui Phobos, ha assunto una rilevanza nazionale anche per via degli interventi mediatici e della loro ampia ripresa sui media. Dinamiche legittime, ma che rischiano di produrre effetti distorsivi quando influenzano la percezione di procedimenti già istruiti dalle istituzioni». La critica è chiara: si può discutere e perfino bocciare un progetto, ma il confronto pubblico è ormai dominato da sensazionalismo e slogan come «Così si uccide l’Umbria».

Eolico effetto fiorello
La IA spesso usata contro le energie rinnovabili

Basta scorrere i social per trovare fotomontaggi e immagini generate con l’intelligenza artificiale che alterano proporzioni e impatti. Anev lo sottolinea: «Nel recente dibattito sono emerse imprecisioni e, in alcuni casi, materiali visivi non coerenti con la realtà, contribuendo a una percezione distorta dell’impatto effettivo degli impianti». È il cuore del “metodo Fiorello”: non critiche puntuali, ma deformazioni delle dimensioni. Anche quando la critica è legittima e il progetto da bocciare. Come può anche essere il progetto Phobos.

Sardegna, festival di bufale contro le rinnovabili: dal virus bovino agli incendi

Parlare di “devastazione ambientale” senza riferimenti tecnici alimenta solo il populismo.

Un esempio? Si cita la mortalità degli uccelli causata dalle pale, ignorando che le principali cause sono altre. La predazione dei gatti domestici e randagi è al primo posto; ma soprattutto negli Stati Uniti — con proporzioni simili in Europa — si stimano 1 miliardo di morti l’anno per collisioni con edifici e vetri. Seguono pesticidi, sostanze tossiche e impatti con auto e treni. Le pale eoliche incidono per lo 0,1–0,3% della mortalità antropica totale, ma nella discussione pubblica sembrano l’unico problema.

Una discussione falsata e ritardi sulla transizione

Anev sottolinea come  «mettere in discussione tali percorsi autorizzativi attraverso narrazioni non pienamente aderenti alla realtà rischia di indebolire l’autorevolezza delle istituzioni e di generare incertezza su processi che garantiscono al contempo la tutela del territorio e l’interesse nazionale, influenzando impropriamente la percezione pubblica e il contesto decisionale. Narrazioni non pienamente aderenti alla realtà rischiano di incidere sul contesto culturale e decisionale, minando la credibilità del sistema Paese». Il punto non è il progetto Phobos, ma una crociata avviata in tutta Italia, anche con incendi e atti violenti, che sta rallentando la decarbonizzazione.

eolico effetto fiorello
I movimenti sardi sono completamente contrari alle rinnovabili come si legge nello striscione

Lo confermano i numeri dallo studio di Legambiente “Italia Rinnovabile”. «A fine marzo 2026 il Paese ha raggiunto appena il 33,2% dell’obiettivo complessivo 2030. Mancano ancora all’appello 53.469 MW da aggiungere entro i prossimi 5 anni e mezzo e, continuando con la media di installazione mantenuta tra il 2021 ed il 2025, il Paese rischia di arrivarci tra 10,7 anni, con ben 5,7 anni di ritardo».

Meno rinnovabili bolletta più alta: «Nei primi mesi del 2026 la bolletta energetica elettrica italiana è arrivata a quota 130,5 euro/MWh. Un costo salato se confrontato a quello di Olanda 100,08 euro/MWh, Germania 99,85 euro/MWh, Francia 70,42 euro/MWh e soprattutto a quello della Spagna pari a 42,51 euro/MWh».

Rinnovabili, il 91% dei progetti più economico delle centrali a fonti fossili

Imprese e famiglie sono in difficoltà, il problema si affronta lentamente con la conseguenza di prolungamento delle centrali a carbone, se ne vogliono pure riaprire due già chiuse, la costruzione di metanodotti e e si invoca il ritorno al nucleare. Una tecnologia che, secondo i sondaggi di Alessandra Ghisleri, appare oggi più accettata rispetto ai decenni successivi a Chernobyl, ma che continua ad avere un nodo irrisolto: le scorie, ancora senza un deposito definitivo.

LEGGI anche: “Assemblea eolico: vengo anch’io? No, tu no al ceo di European Energy” e guarda il VIDEO

 

 

Visualizza commenti (34)
  1. se si vuole limitare l’effetto nimby bisogna dare dei vantaggi alle comunità locali, se mi fai un parco fotovoltaico vicino casa mia e poi io la corrente la pago 10cent invece che 30 vedi che improvvisamente non mi sembra poi così brutto da vedere, certo se io continuo a pagare la corrente come chiunque altro la cosa non è così allettante

  2. Nello Roscini

    in Spagna le Torri eoliche sono state attrezzate per :
    la vigilanza incendi boschivi ,tramite telecamere termiche e sistemi di rilevamento fumi
    ripetitori di telefonia per migliorare la copertura nelle zone rurali e montane, zone altrimenti scoperte.

    sapevatelo “cari” disiformatori nowatt
    minus habens come voi ,
    ai tempi dell’impero romano avrebbero bloccato
    la costruzione degli acquedotti ,”perchè rovinavano il paesaggio”
    oggi sono patrimonio unesco
    e uno francese è finito sulla banconota da 5 eur una delle più diffuse e usate

    1. l’ “orribile” (😂😂😂) Pont du Gard, uno degli “scempi edilizi” più visitati del sud della Francia (ci son stato anch’io anni fa).

      Del resto anche l’Olanda una volta era famosa per i suo mulini a vento…
      Io tanti anni fa attraversai in moto il parco eolico in Gallura… (piegato a 30° in pieno rettilineo, dal vento che c’era 😂) e ricordo che ci suscitò molta curiosità…
      In questi ultimi anni ho percorso ben due volte la stradina che attraversa un parco eolico sui colli pisani (larga esattamente quanto la mia BEV… meno male non ho mai incrociato nessuno… visto che non ci sono punti di scambio!! speriamo l’abbiano chiusa al “traffico” pubblico ora..). Sempre meglio che attraversare la zona petrolchimica di Stagno (LI) coi suoi puzzi terrificanti (e che causano tante patologie a residenti e lavoratori in zona).

  3. ” «Due grattacieli di settanta piani piazzati in una zona turistica con paesaggi rurali intatti per secoli». ”

    allora secondo Fiorello & co. in Umbria bisogna viaggiare col mulo (non certo con rombati autoveicoli ! ) vestiti come “Vitellozzo” in “Non ci resta che piangere” di Troisi e Benigni….

    “Chi siete ? dove andate? Un Fiorino ! .. ma quanti siete? dove andate? Un Fiorino !! “

  4. Senza nolla togliere all’impatto visivo delle torri eoliche, ed il consumo di suolo del fotovoltaico?, riflettiamo su un punto principale: quando lo capiranno che la “sindrome di NINBY”, ci sta portando sempre di più verso un impoverimento sociale?. Gli effetti degli ultimi avvenimenti bellici mondiali, ci avrebbe dovuto aprire gli occhi, ed accantonare i campanilismi.
    C’è comunque un punto che mi ha sempre lasciato perplesso: il motivo che si ostinano ad installare pannelli fotovoltaici ad una altezza tale da rendere inutilizzabile il terreno sottostante; nessuna possibilità di permette anche il semplice pascolo o il taglio di erba per la fienagione, niente, lasciando terra fertile a chi li critica aspramente.
    Le tanto sbandierate centrali nucleari, non si installano in tre – quattro mesi, ma come minimo, in almeno 10 anni, dimenticandosi che l’energia elettrica serve subito.

    1. ricordiamo che Il fotovoltaico e l’agrivoltaico non “consumano” suolo, nel senso che non lo cementificano; un terreno con i pannelli rimane terra con erba o coltivazioni; casomai “utilizza” il suolo conservandolo; ne serviranno pochi millesimi del territorio, ma già basterebbero a dare buoni redditi economici alle aziende agricole

      Le altezze minime da terra dei pannelli sono state fissate dal 2024, e giudicate eccessive e troppo rigide sia dagli agricoltori che dagli installatori, perchè alzano inutilmente i costi

      — agrivoltaico con coltivazioni,
      il bordo inferiore dei pannelli inclinati (o durante le loro rotazioni) deve mantenere una distanza da terra di almeno 2,1 metri, indipendentemente dal tipo di coltivazione (nelle coltivazioni “interfilari” non servono queste altezze), oppure sino a oltre 4-5 metri, a seconda della tipologia di coltivazione e di utilizzo dei mezzi meccanici

      — agrivoltaico abbinato a zootecnia,
      il bordo inferiore dei pannelli inclinati (o durante le loro rotazioni) deve mantenere una distanza da terra di almeno 1,3 metri; anche se nel caso più frequente, cioè pastorizia di soli ovini, senza bovini, la misura da preferire sarebbe 80 cm, o anche meno nel caso dei pannelli che durante la giornata ruotano sull’asse orizzontale (sollevando da terra di più i bordi rispetto ai momenti dell’alba e del tramonto)

      — fotovoltaico,
      altezza libera ma è ammesso solo su terrreni non agricoli, con poche eccezioni (es. vecchi progetti connessi a fondi PNRR o terreni in fianco all’autostrada o ad aree industriali)

  5. Nello Roscini

    in Italia non è che non ci sono aree idonee ..
    non ci sono cervelli idonei a garantire un mino di prosperità ,aroia pulita e occupazione

    in questo paese ultraconservatore attaccato al peggio del secolo scorso e ai fossili

    ho coniato un termine per definirlo
    mafio-fascio-sovietico-tafazziano !

  6. Salve io sono delle zona proprio del progetto delle torri e di un grande progetto fotovoltaico la quale a citato Sergio co lui che vuole andare a l’estero.
    Il punto non e la crociata contro le rinnovabili il punto tutti dicono che servono però quello e in città l’atro in un centro residenziale e il cetriolo lo prende a chi li piazzano davanti a casa.
    Tutti voi con cosa contribuite per il futuro dei figli o si chiacchiera perché tanto io abito in città

    1. per me come vicino di casa è meglio un bel parco fotovoltaico o agrivoltaico, che il campo del contadino che mi rompe le cosidette con i trattori che lavorano all’alba e la puzza di diserbanti e gasolio nell’aria

    2. io passo 1/3 dell’anno in zona costiera, piena di parchi eolici e fotovoltaici … e non mi danno alcun fastidio… anche se a volte non son proprio “belli”…

      ogni volta che mi trovo a transitare in zone a forte uso di idrocarburi / prodotti chimici (aree industriali.ma anche allevamenti intensivi ed agricoltura ben poco “naturale”) mi viene subito nausea e voglia di scappare… Anche dove risiedo gran parte dell’anno ci sono zone industriali/artigianali/floro-vivaistiche etc e l’uso di prodotti chimici e carburanti causa un forte aumento di casi di tumori, danni endocrini etc etc oltre ai “fastidi” per i rumori da motori termici…

      nb: io abito in città, ma ho messo il FV appena ho potuto (dovendo rifare il tetto di casa… ho preferito spendere un po’ di più, e nel tempo ho avuto tanta ragione visto che adesso risparmio migliaia d’euro l’anno tra riscaldamento e ricarica BEV…. Qualcosa sto facendo pure per i tuoi figli (oltre ad esser quasi vegetariano, comprare prevalentemente da produttori locali, non sprecare, fare riciclo, raccolta differenziata… devo continuare?)

      Tu, @Angelo, cosa fai ?

  7. la pala eolica la hanno disegnata con un tratto nero pesante, e con pale e torre troppo larghe rispetto alle lunghezze, la hanno disegnata in “sovrappeso” .. non va bene, così è “body-shaming” 🙂

    inoltre come da normativa andava piazzata a una distanza minima di 6 diametri del rotore dai centri abitati e/o dalla chiesetta (e spesso per ragioni di rispetto della severa normativa acustica le distanze sono anche maggiori), ma se la avessero disegnata a distanza corretta in scala ovviamente avrebbe perso l’effetto “gigante che ti guarda dall’alto in basso incutendo paura” 🙂

    un problema è il peso che i politici danno alle campagne mediatiche, che sono facilmente manipolabili anche da piccoli gruppi e con spese modeste ma se ben organizzati (e a cui Fiorello immagino si è poi solo accodato per avere il suo argomento quotidiano)

    investimenti ad alto rendimento in campagne sui social media li vediamo fare in politica (Report ci ha dedicato una inchiesta poche settimane fa), ma anche dalle filiere fossili.. e dalle agenzia di PR nucleariste.. con una manciata di milioni di euro all’anno sponsorizzano/finanziano mi sembrerebbe una trentina di grossi canali /portali sui social-media e qualche web-promoter, e ottengono molta visibilità disinformante.. ci provano.. anche dovessero avere come ritorno solo un po’ di fondi extra pubblici in finta “ricerca”, si sono già ripagati l’investimento in pubblicità

  8. perseo_navy

    Tutti a protestare contro il fotovoltaico e l’eolico, ma nessuno si indigna quando sempre più terreno viene consumato per costruire nuove case o edifici spesso abusivi, quando è stato più volte dimostrato come anche vaielettrico ha scritto sotto le pale e i pannelli il verde cresce rigoglioso. Poi la retorica è la stessa non siamo contro le rinnovabili ed essere ipocriti non dicendo chiaramente “basta che non siano vicino casa propria”. Il modello dei condomini dove raggiungere una maggioranza e nessuno è disposto a rinunciare al proprio egoismo per il bene comune è la prassi, si sta diffondendo in tutto il paese. La politica per giunta in questo è bipartisan pur di essere eletti non hanno il coraggio di prendere decisioni impopolari per il bene comune. Povero paese poi ci meravigliamo se i nostri giovani vanno a vivere, lavorare e costruire famiglia all’estero.

  9. Bah, non so… pare che tutti i contrari siano gestori di distributori di benzina, produttori di pistoni, proprietari di hotel 5*.
    Poi oggi torno a casa e vedo i terreni coltivati della mia zona zeppi di bruttissimi tralicci per l’alta tensione.
    Wow! quelle sì sono delle opere spettacolari che elevano lo spirito.
    Ed ancor più bello che le hai proprio lì a pochissimi metri (5-10-15-20)… tutto in bella vista, tutto gratis.
    Che si vuole di più dalla vita? Un lucano.

  10. L’eolico a me piace pure esteticamente, ma capisco le remore di chi si troverebbe ad avere una torre di 200 m vicino casa in un contesto naturale scelto per vivere perché intatto. La soluzione secondo me è quella di fare impianti pilota con compensazioni adeguate per i residenti della zona, in modo che gli stessi residenti possano decidere se, tenuto conto di vantaggi e svantaggi, accettano la costruzione di ulteriori aerogeneratori.

    1. I benefici esistono per le comunità locali in termini di sovvenzioni ai Comuni e sempre diretti nel miglioramento della qualità dell’aria grazie alla decarbonizzazione delle attività e del traffico e come succede in altri Paesi europei con la riduzione delle bollette. Detto questo le società e gli enti locali hanno anche loro delle responsabilità: devono informare, informare e rendere espliciti i benefici. Un dovere.

      1. sarebbe anche da spiegare cosa intende il giornalista per “lobby dei fossili” ..che scritto così sembrano complottismi stile scie chimiche e che la gente adori pagare di piu l’energia “importando gas e petrolio” 😀 quando invece è purtroppo una necessità

    2. Vorrei precisare che i residenti della zona, pur avendo tutti i diritti di dissentire, protestare, fare appello alle autorità, non hanno alcun titolo giuridico per impedire la realizzazione di opere che insistono su proprietà altrui. Quindi discutiamone serenamente, tenendo conto dell’interesse generale (che va oltre quello dei residenti)

    3. PS: di norma se in zona ci sono abitazioni la distanza minima sono 6 diametri del rotore della turbina, cioè se il rotore fosse di quelli grandi, un diametro di 150 metri, la distanza minima sarebbe 900 metri

  11. La devastazione paesaggistica operata in tutta Italia con l’installazione delle torri eoliche e dei pannelli fotovoltaici è innegabile ed oscena.
    In Umbria, poi, il paesaggio collinare occupa il 64% del territorio, con altezze dei rilievi che vanno dai 300 ai 600 metri.
    In un contesto del genere, solo a degli insani di mente può venire l’idea di installare aerogeneratori alti 200 metri.
    Far passare poi chi legge per un idiota (spiegandogli col disegnino che le pale non vengono installate di fianco alle chiese) è inqualificabile, così come i tentativi di giustificare questo scempio con argomentazioni simili a quelle che ho sentito per sostenere che la Ferrari Luce è bella, buona e tecnologica e che Benedetto Vigna è un genio incompreso.

    1. E tu in Umbria ti occupi di?
      Così, tanto per farci un’idea.
      A me capita con una certa frequenza di passare per Affi, in quel territorio alquanto pregiato le 7 pale eoliche non solo non deturpano alcun paesaggio ma addirittura lo valorizzano.
      Chi ci vive di certo ottiene vantaggi, chi ci passa per lavoro o per passatempo non può che apprezzare la concretezza dell’energia pulita.

      Spiace che un personaggio come Fiorello si presti a simili giochi di potere.

    2. Lei è disonesto, totalmente disonesto. E’ chiaro che quel disegno non è mio, come si legge bene, ma di chi li fa circolare facendo pensare che le pale siano attaccate alle chiese. Le sue parole sono un’offesa verso i 180.000 morti prematuri all’anno per l’inquinamento atmosferico. E lo dicono scienziati e medici….

  12. Sono di Orvieto e sto seguendo la storia delle pale eoliche della società Phobos, purtroppo si è instaurato una crociata contro quest’ultimi senza che nessuna proponga una vera alternativa.
    Addirittura si vuole bocciare , con petizione di firme, anche un progetto agrivoltaico spacciandolo come il male di tutti i mali.
    Penso che appena andrò in pensione e, se potrò permettermelo, me ne andrò a vivere fuori dell’Italia perché mi sto accorgendo quanto la maggioranza degli italiani che conosco, sono tantissimi, non ragiona ma non vuole sacrificare niente per lasciare un mondo migliore ai propri “figli.”
    Buona festa della Repubblica a tutti I lettori di VaiElettrico

  13. Corretto dire che questa campagna anti FER sta assumendo toni eccessivi.
    Però forse presentare dei progetti da poter visualizzare in rappresentazioni a realtà aumentata potrebbe aiutare.
    Facciamo un esempio, uno si posiziona in un certo punto (anche ad alcuni km dal futuro impianto e tramite visori virtuali che prendono le immagini realtime vi sovrappongono le immagini degli impianti che sono stati progettati.

    1. Certo concordo, ma è stato anche fatto. Per esempio sugli impianti off-shore a 30 km dalla costa, eppure cosa rispondevano? Si ma se guardi dalla montagna si vedono un po’…… In Sardegna c’è lo schifo, ripeto schifo e delle due centrali a carbone e non hanno raccolto una firma contro, anzi…. Contro le rinnovabili in 210 mila…

  14. Diciamoci la verità: pale eoliche e pannelli solari sono brutti e rovinano inesorabilmente i nostri splendidi panorami.
    Non siamo la Spagna con vasti territori semidesertici.
    Da noi sarebbero l’ideale le centrali nucleari, praticamente invisibili nel territorio: ne basterebbero una ventina per risolvere i nostri problemi.

    1. Buongiorno. La sua affermazione è opinabile. Se riduciamo solo ad un fattore estetico, in Olanda nel XIII secolo non avrebbero dovuto costruire i mulini a vento e poi lei ha mai visto la mostruosità estetica di una torre di raffreddamento di una centrale nucleare ?

    2. Per costruire 20 centrali atomiche, ammesso che bastino, ci vorrebbero una caterba di miliardi di soldi pubblici, decenni di tempo, forse 40 anni non bastano, per poi pagare il costo dell’ elettricità più alto in assoluto
      Mi spieghi a questo punto quale problema avremmo risolto?

    3. Il punto che solleva è interessante, Giorgio, ma rischia di scontrarsi con la realtà del nostro territorio. Una centrale nucleare non è invisibile: ha un impatto visivo e industriale imponente, e venti centrali cambierebbero il volto di molti paesaggi italiani, soprattutto costieri o fluviali.
      Ma la vera sfida è quella che ha centrato lei: l’accettazione locale. Se oggi i comuni fanno le barricate per quattro pale eoliche, cosa succederebbe se proponessero un reattore o il deposito delle scorie vicino a casa sua? È come la storia dei ripetitori: li abbiamo accettati solo quando abbiamo capito che servivano a noi per far funzionare i telefoni. Con una centrale elettrica, il cittadino sente il ‘rischio’ vicino ma il beneficio lontano. Lei sarebbe disposto ad averne una a 5 chilometri da casa sua in nome del panorama degli altri?”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Auto e camion elettrici: il V2G passa dai test ai primi ricavi

Articolo Successivo

Ci sono ricariche ovunque, anche nel Lazio

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!