Xpeng ha annunciato l’avvio della produzione in serie del suo primo veicolo destinato al servizio di taxi a guida autonoma. Il marchio cinese ha scelto però una soluzione diversa rispetto alla concorrenza: nessun prototipo futuristico o navetta dedicata, ma un SUV praticamente identico a quello destinato ai clienti privati. Prevista guida autonoma L4 già entro il 2027.

Il robotaxi… come il SUV GX
Per il debutto del servizio autonomo, Xpeng ha infatti scelto di utilizzare la stessa piattaforma del nuovo SUV GX, modello che dovrebbe rappresentare il concentrato tecnologico più avanzato del brand cinese.
Per questo motivo, almeno dal punto di vista estetico, il robotaxi è praticamente indistinguibile dalla versione standard: nessuna torretta sul tetto, nessun sensore evidente e soprattutto nessun lidar esterno. Una filosofia opposta rispetto a quella adottata da molti operatori del settore, che invece tendono a utilizzare veicoli fortemente modificati e facilmente riconoscibili.
Xpeng punta invece su una tecnologia basata principalmente su telecamere e radar, seguendo una strategia più vicina a quella di Tesla: ridurre la dipendenza dal lidar per abbattere costi e facilitare la produzione su larga scala.
Quattromila miliardi di operazioni al secondo
La vera differenza tra il SUV tradizionale e il robotaxi è nascosta nell’architettura elettronica.
Il modello standard utilizza già due o tre processori Turing, progettati internamente da Xpeng. La versione destinata alla guida autonoma ne aggiunge un quarto, raggiungendo una capacità di calcolo di circa 3000 TOPS (trilioni di operazioni al secondo).
Una potenza necessaria per gestire il nuovo sistema proprietario VLA 2.0 (Vision Language Action), piattaforma di Intelligenza artificiale sviluppata per supportare la guida autonoma di livello avanzato L4. Vale a dire la capacità del veicolo di operare senza intervento umano in aree e condizioni specifiche.

Nel 2027 guida autonoma totale?
Xpeng ha confermato l’intenzione di avviare il servizio commerciale già nella seconda metà dell’anno. In una prima fase sarà comunque presente un operatore umano a bordo, soluzione ormai comune nei programmi di robotaxi per motivi normativi e di sicurezza.
L’obiettivo dichiarato è però molto più ambizioso: entro l’inizio del 2027 l’azienda punta a far circolare i propri veicoli completamente senza assistenza umana.
Se il progetto dovesse funzionare, Xpeng potrebbe diventare uno dei primi costruttori automobilistici tradizionali a entrare realmente nel business della mobilità autonoma, settore oggi dominato soprattutto da aziende tecnologiche e startup.
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