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Anche Total si butta sulle colonnine. La strategia? Bloccare la ricarica a casa

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Anche Total, come Shell e BP, punta con decisione sull’auto elettrica. Con l’avvio di un piano per installare 20 mila punti di ricarica nel Paesi Bassi, si candida a realizzare e gestire la più ampia rete di ricarica per auto elettrica del Paese. Ricordiamo che anche il gruppo  Eni  ha annunciato di voler attrezzare con colonnine circa 1.000 delle sue stazioni di servizio italiane.

Ricarica pubblica contro ricarica domestica

Riconoscendo che ogni nuova auto elettrica rappresenta una perdita di entrate, le compagnie petrolifere stanno dunque preparando le contromosse. Chiaramente la strategia è quella di salvare il vecchio modello di rifornimento presso stazioni pubbliche dedicate, anziché uno nuovo, basato in prevalenza sulla ricarica domestica. Modello, quest’ultimo, che le vedrebbe tagliate fuori.

Sarà Total la più grande rete di ricarica in Olanda

Nei Paesi Bassi l’istituzione pubblica Metropolitan Region Amsterdam Electric, ha assegnato a Total la concessione per il più grande contratto di ricarica per veicoli elettrici in Europa. Coprirà tre province – Olanda Settentrionale, Flevoland e Utrecht – un’area che serve 3,2 milioni di residenti.

Total Netherlands è già il principale operatore di ricarica per veicoli elettrici nella regione MRA-Electric, con oltre 4.500 punti di ricarica pubblici. L’elettricità fornita da Total Netherlands alla rete di ricarica dei veicoli elettrici proverrà al 100% da fonti rinnovabili, soprattutto solare ed eolico. Come ha dichiarato Alexis Vovk, responsabile marketing e i servizi di Total, la società si pone l’obiettivo di realizzare e gestire 150 mila punti di ricarica in Europa entro il 2025 ( qui la dichiarazione ufficiale) .

I forti incentivi fiscali per veicoli elettrici garantiti dal governo olandese hanno prodotto un repentino aumento delle vendite di veicoli elettrici nel 2019 (+150% rispetto al 2018 e il 15% di quota di mercato). L’Olanda è però è uno dei Paesi europei con il peggior mix nella produzione di elettricità. Le fonti rinnovabili coprono oggi meno del 10% del fabbisogno e gran parte dell’elettricità consumata è prodotta on impianti di generazione a gas naturale, fonte di cui è ricco il Paese.

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Una stazione di ricarica Total già inaugurata in Olanda nel 2018. E’ alimentata da pannelli fotovoltaici e può ricaricare fino a 350 kW.

BP e Shell si spartiscono il Regno Unito

Nell’ottobre 2018, ChargePoint e Total Gas & Power hanno lanciato una joint venture per  soluzioni e servizi di ricarica per veicoli elettrici in tutto il Regno Unito. Nel giugno 2018, BP ha acquistato Chargemaster, la più grande rete di ricarica elettrica del Regno Unito. All’epoca BP dichiarò che il numero di veicoli elettrici nel Regno Unito sarebbe cresciuto da 135.000 veicoli (nel 2018) a 12 milioni entro il 2040. Al momento del suo acquisto, Chargemaster  aveva 6.500 punti di ricarica.

BP Chargemaster
Una colonnina di ricarica BP Chargemaster

Nessuna compagnia petrolifera ha fatto passi più significativi nel rifornimento di veicoli elettrici di Shell. Nel 2017 ha acquistato NewMotion, con sede in Olanda, che all’epoca contava oltre 30.000 punti di ricarica per veicoli elettrici in tutta l’Europa occidentale. Un anno fa Shell acquistò anche Greenlots, sviluppatore californiano di tecnologie per la ricarica dei EV e la gestione dell’energia, ora utilizzata anche da Volkswagen.

Nel 2019 Shell ha annunciato di voler diventare la prima Big Oil nel Regno Unito a convertire tutte le sue stazioni  in hub per la mobilità elettrica. Sia Shell che Total hanno accordi di sponsorizzazione con la Formula E, la serie di corse completamente elettriche.

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83 COMMENTI

  1. “Una stazione di ricarica Total già inaugurata in Olanda nel 2018. E’ alimentata da pannelli fotovoltaici e può ricaricare fino a 350 kW”

    La foto du cui la didascalia non è affatto una stazione Total ma una stazione Fastned!!!

    https://fastnedcharging.com

  2. Quello che non evidenzia l’articolo è quanto sono avanti con l’elettrico rispetto a noi gli olandesi: tesla vende più li che nel resto d’Europa, i parcheggi hanno tutti decine di stazioni di ricarica, le autostrade sono piene di colonnine. Total ha aperto nel 2018, ma Epyon ha aperto nel 2010 e non sono neanche sicuro sia stata la prima.
    Riguardo alla situazione sulla produzione di elettricità l’affermazione”peggior mix” non ha proprio senso: in Olanda tutte le case di nuova produzione hanno solare e controllo del ricambio dell’aria automatico, l’eolico è ovunque, certo loro hanno il limite dell’estensione del territorio e della sua orografia (di certo non possono produrre con l’idroelettrico). Proverei a fare un occhiata al dato eolico per chilometro quadrato rispetto agli altri paesi del mondo.
    Un buon articolo necessita di approfondimenti minimi, altrimenti non fate altro che alimentare il provincialismo italiano, che ancora non si rende conto di quanto è indietro in Europa.
    Saluti da Maastricht.

      • I Paesi Bassi sono da sempre sensibili al cambiamento climatico: dall’innalzamento dell’altezza media dei mari dipende la sopravvivenza stessa del paese che nel corso dei secoli ha sottratto terreno al mare. Se non ricordo male circa il 40% del paese sarebbe sott’acqua senza i lavori fatti negli ultimi 800 anni.
        Osservare le windfarm in mezzo al mare è impressionante.
        Fa impressione entrare in una casa olandese e vedere quanto siano orientate al risparmio energetico, dai pannelli solari che coprono i tetti interamente, al sistema di ricambio dell’aria automatico che minimizza la dispersione del calore, senza parlare del riscaldamento geotermico.
        L’immondizia in Olanda si butta con la tessera magnetica, la raccolta è a domicilio ovunque e nonostante ciò non vola una carta per terra. Da anni c’è la cauzione di bottiglie di plastica, vetro e lattine, iniziative per le quali in Italia ci si scandalizza mentre da fuori veniamo visti come un popolo che non ama la propria terra e non la rispetta… Insomma degli sporcaccioni.
        A questo di unisce una grandissima sensibilità all’inquinamento delle acque interne, autentiche vie di comunicazione come noi italiani non riusciamo ad immaginare.
        Esco fuori tema: gli olandesi come li chiamiamo noi hanno bandito gli antibiotici da anni negli allevamenti. Quando leggo in Italia pubblicità come “solo carne italiana” rabbrividisco. Provate a comprare un hamburger BIO da Albert hejin in Olanda e poi uno dove volete voi in Italia, e poi confrontate con i vostri occhi qualità, prezzo e materia…
        Spero che sempre più italiani mettano il naso fuori dall’Italia ( non per mangiare la pizza ad Amsterdam) magari vivendo all’estero per un po’, in modo tale da rendersi conto la deriva che il nostro paese ha preso.
        Certo non hanno il bidet, ma anche quello sta cambiando 🙂

        • Hai ragione da vendere…..gli italiani sono provinciale nel modo peggiore della parola.
          Un popolo di bambini che votano dei cretini.

        • Scusa e quelle 200 mila uova contaminate da insetticida provenienti da Olanda ??
          Nel 2017…?

          La carne contaminata nel 2019 sempre da Olanda…. non useranno gli antibiotici…ma tutto il resto si….?

          Senza che te la prendi sulmalimentare abbiamo in Italia le leggi più severe d’Europa

    • A parte le grosse differenze culturali e di civiltà in generale ma soprattutto di organizzazione politica amministrativa dello stato olandese e di ogni suo singolo comune rispetto alle nostre , evidenzio una cosa su tutte dette da Marco: ossia sull’Olanda ad avere parcheggi con decine e decine di colonnine… per differenze urbanistiche, causate anche queste da nostre mancanze culturali e di organizzazioni politiche amministrative dagli anni 50 in poi, gli unici grandi parcheggi che ci ritroviamo ad avere in Italia sono quelli dei centri commerciali, degli ospedali e degli stadi poi, in città, chi se lo può permettere ha box privati o parcheggia nelle autorimesse pagando una mensilità oppure tocca parcheggiare in mezzo alla strada e già solo questo rende difficile trovare un posto sotto casa per migliaia di persone in tutte le città soprattutto nei pressi dei centri storici. Avessimo creato di tanto in tanto per ogni quartiere qualche struttura multipiano dedicata ai parcheggi, già avremmo risolto tanti dei nostri problemi quotidiani anni fà ma c’è lo saremo ritrovati anche in un futuro a mettere una colonnina per auto o moto che si parcheggia perché così come siamo conciati oggi per i parcheggi nelle nostre città, adesso, ma anche in futuro, l’elettrificazione dell’Italia significherà avere tutti i nostri marciapiedi piene di colonnine per la ricarica visto che, con le attuali batterie( tesla non esclusa) , il ruolo del distributore di corrente inteso com’è oggi il distributore di carburante non ha senso visto quanto tempo ci vorrà ad aspettare il nostro turno oltre il tempo per ricaricare la nostra. Urbanisticamente parlando, non siamo all’altezza di effettuare una elettrificazione del nostro parco macchine così come è in grado di fare l’Olanda che, tra l’altro, ha anche meno auto rispetto a noi grazie al fatto che usano altri mezzi per spostarsi perché più efficienti rispetto ai nostri… Tra l’altro il governo olandese ha posto una data (non so fra quanti anni ma non sono molti) oltre la quale l’auto classica non può circolare più quindi sono anche costretti ad accelerare i tempi e visto gli incentivi posti già da adesso, se ne approfittano già da 2 anni e pertanto ecco spiegato come mai la tesla ha fatto quei numeri…. Se anche il nostro governo imponesse una data, la tesla, come altri, sbancherebbe qui da noi… Anche se, e vabhé, siamo pur sempre l’Italia, e proprio per questo che ci differenzia dagli olandesi, da noi circolano ancora tante euro 0 nonostante la data di morte che hanno avuto da anni fà …

      • Concordo caro Giuseppe,
        Potremmo parlarne per ore.. ma la sintesi è solo una, basterebbe così poco per iniziare a cambiare…. Invece ci ostiniamo a rincorrere l’emergenza da sempre invece di investire per il futuro…

      • Attenzione però Marco che anche per l’Olanda c’è il rovescio della medaglia visto che un elegio da 30 con lode a 360º verso l’ambientalismo neanche loro se lo possono permettere e, su certi aspetti, forse siamo messi meglio proprio noi…proprio all’inizio di quest’articolo quando si parla dell’Olanda c’è…
        “L’Olanda è però uno dei Paesi europei con il peggior mix nella produzione di elettricità. Le fonti rinnovabili coprono oggi meno del 10% del fabbisogno e gran parte dell’elettricità consumata è prodotta con impianti di generazione a gas naturale, fonte di cui è ricco il Paese”
        … Il che significa, in termini ambientalistici, che a togliere un carburante che brucia dalle auto, si incrementa il bruciare di un altro cambustibile (il gas) per produrre le correnti necessarie per ricaricare le batterie… correnti, tra l’altro, molto più onerose (sotto il punto di vista del bruciar gas) da produrre( visto gli alti voltaggi necessari per rendere una ricarica fast ) rispetto a quelle usate nelle case… Insomma c’è da fare una seria valutazione e bilancio sulle convenienze effettive di questa trasformazione in atto…

        • Giuseppe, come ho detto l’articolo è estremamente superficiale. Se vuole approfondire come si stanno muovendo i Paesi Bassi consiglio questa lettura: https://en.wikipedia.org/wiki/Renewable_energy_in_the_Netherlands
          Inoltre consideri che nell’area di Amsterdam non è già più consentito l’allacciamento di nuove utenze di gas. Pensi che producono acqua calda perfino dal raffreddamento del latte.
          Inoltre : Transition away from natural gas
          To reduce its greenhouse emissions, the government of the Netherlands is subsidizing a transition away from natural gas for all homes in the country by 2050. In Amsterdam, no new residential gas accounts are allowed as of July 1, 2018, and all homes in the city are expected to be converted by 2040. Electric stoves are expected to replace gas stoves.
          District heating is expected to replace natural gas for the heating of buildings. The Amsterdam area is already supplied to some degree with heat from waste incineration. New sources are expected to include geothermal energy, surface waters, and data centers.

          • Non capisco perché accusi il nostro articolo di essere “estremamente superficiale”. Infatti proprio lei cita Wikipedia che recita esattamente così: “Nonostante l’utilizzo storico dell’energia eolica per drenare l’acqua e macinare il grano, i Paesi Bassi sono oggi in ritardo rispetto alla maggior parte dei paesi dell’UE nella produzione di energia da fonti rinnovabili……Tra i paesi dell’UE, solo Malta e Lussemburgo avevano percentuali più basse”. Esattamente quello che scriviamo noi, prendendo i dati direttamente dai report della Commissione europea sulla produzione elettrica. Detto questo, nessuno nega che l’Olanda sia invece virtuosa nell’efficientamento energetico, nell’economia circolare e via dicendo. Ma come lei sa gli obiettivi europei di decarbonizzazione tengono conto di più fattori: emissioni, elettrificazione, efficientamento ecc.

          • Caro Signor Massimo Degli Espositi,
            Mi dispiace ma si è soffermato alla prima riga.
            Un peccato non consentire il diritto di replica, il suo post non la consente.

          • Ma cosa dice? Chi le impedisce il diritto di replica? Replichi come e quando vuole. Se è falso il dato secondo cui i Paesi Bassi sono il terz’ultimo paese europeo come quota di FER siamo pronti a correggerci.

        • Marco si, si lo so, non mettevo in dubbio questo argomento (l’ambientalismo) a livello complessivo, ma solo nel caso specifico per la corrente che servirà per ricaricare le batterie in relazione a ciò riportato da quest’articolo da cui nasce il nostro dibattito…poi se saranno capaci di non usare altro gas anche per fare questo, chapeau per gli Olandesi..

    • Hai proprio colpito giusto, oltre al provincialismo aggiungi quanta informazione falsa viene venduta per gli sporchi interessi di alcune società petrolifere ed automobilistiche

  3. Il problema è la velocità di ricarica.
    Sembra che se vuoi una ricarica veloce la paghi un botto , più della benzina o del gasolio

  4. Gran bella risposta, auspico anche io che gli italiani inizino a mettere la testa fuori dallo stivale invece che crogiolarsi al suo interno….

  5. bloccare la ricarica a casa…Qui le multinazionali seguono la persuasione con un servizio migliore che nel proprio domicilio, ma non mi stupirei se prima o poi saltassero fuori limiti legali o leggi o altro alla ricarica a casa. Tenete conto che se si passasse tutti all’elettrico qualche decina di multinazionali del petrolio avrebbero problemi a riciclarsi come venditori di elettricità, e comunque con margini inferiori ai combustibili fossili. Cambierebbero molti equilibri e ci sarà chi si opporra con tutte le forze al cambiamento.
    Mi aspetto di tutto.

  6. Per me passare dai combustibili fossili al elettrica è come dalla lira all euro ..per noi utenti un bagno di sangue..

    • Luca, passare dalla lira all’euro era obbligatorio, passare all’elettrico proprio no.

      • Per gli olandesi lo è visto che il governo olandese ha già stabilito una data (che ora mi sfugge ) dopo la quale nessun auto classica potrà circolare…

        • Vero, ma che facevamo, ci univamo al Nord Africa? Siamo in un mondo globale e chi è piccolo come noi (e non ha bilanci sani come la Svizzera)…

          • Dovevamo prendere a calci nel sedere qualche politico di allora visto che la radice del problema non era l’euro in sé, ma la lotta alla contrattazione (che non c’è mai stata) per ottenere una maggiore valutazione della Lira per il cambio lira – euro… questo ci ha rovinati e le conseguenze che abbiamo avuto ci sono a tutt’oggi…

          • Il cambio lira-euro fu contrattato dall’allora ministro dell’Economia Carlo Azeglio Ciampi. Fu un grandissimo successo. Tanto che la Germania si lamentò a lungo per il “favore” fatto all’Italia. Infatti dall’introduzione dell’euro ad oggi il saldo commerciale dell’Italia con l’estero da negativo è passato in attivo e ogni anno segna un nuovo record.

  7. Riporto con un copia ed incolla una parte di ciò che ho riportato quale commento in un altro articolo…

    “Sulla falsariga di quel che succede con la telefonia mobile con ogni operatore a far offerte per attirare clienti e poi, subito dopo 6 mesi, c’è il rincaro, questo è quello che succederà anche per le colonnine…
    https://www.lastampa.it/motori/tecnologia/2020/01/25/news/ionity-porta-il-prezzo-della-ricarica-ultra-veloce-a-0-79-euro-kwh-per-100-km-servono-20-euro-1.38381891/amp/
    Una volta che varie compagnie provvederanno ad installarle e a far prezzi iniziali vantaggiose, poi aumenteranno fino a rendere non conveniente ricaricare ad alta velocità …”

    Oggi, soprattutto in Italia ma sarà così anche altrove, per incentivare l’elettrificazione si dà a questo settore molti privilegi e, a mio avviso, tra i tanti c’è il costo della corrente di ricarica veloce messa a tariffe molto basse e visto che il primo gestore , come nell’articolo, ha già effettuato il rincaro facendo vedere il target delle future tariffe, non c’è da essere tanto felici della situazione che si prospetta anche per gli olandesi… Da noi, in Italia, poi c’è un aspetto di cui nessuno, per ora, se ne occupato ossia che oltre agli aumenti futuri dei gestori , non si è ancora tenuto conto che all’aumentare dell’elettrificazione lo stato avrà, in proporzione, un mancato gettito dalle accise sui carburanti visto che non si venderanno più come prima il che, a mio avviso, porterà lo stato a mettere delle accise sulla corrente delle colonnine perché alla fine, motore elettrico e termica che sia, l’auto ha bisogno di essere “rifornita” per camminare e per il fisco, l’elettricità di ricarica sarà parificata alla benzina e al diesel…

    • Fosse anche “parificata” come dice lei, non capisco perché ci dovremmo lamentare se paghiamo lo stesso per viaggiare in auto che non inquinano.

      • Forse perché l’incentivazione generalizzata e su più fronti (finanche per i parcheggi gratis) verso l’elettrico “droga” il consumatore medio ed il mercato visto che questa categoria di persone fá le cose, cioè comprarsi l’elettrico, grazie alle convenienze che trova e che si aspetta di ritrovare pure nel futuro invece di non capire che sono solo convenienze estemporanee.
        Prenda per esempio in quest’altro articolo…
        https://www.vaielettrico.it/emissioni-un-report-rse-smaschera-i-trucchi-dei-pro-diesel/?unapproved=5627&moderation-hash=4b250b7b8101611b61ac275b81859e6e#comment-5627
        … l’intervento del Sig Michele dove, con un copia ed incolla, riporto una parte del suo pensiero…
        “Io non ne faccio solo una questione di inquinamento ma una questione di risparmio . Ho una leaf da tre mesi, ho fatto 10200 km. Perché L elettrico da assuefazione. Ho speso in tutto 70 euro, perché si trovano ricariche gratuite offerte da vari servizi. La mia macchina. Idrata 24.000 euro… ecc”
        … cioè questa persona, e tante altri come lui, se fosse anche vero di aver speso 70 euro per fare 10 mila km (suppongo alle colonnine perché mi risulta che da casa una ricarica completa viene a costare dalle 11 alle 13 euro ), esente dal bollo per non so quanti anni e con parcheggi gratis per non parlare degli sconti presso le assicurazioni potrà mai continuare così in futuro a quando tutti avranno l’elettrica ?
        Poi sotto il punto di vista ambientale, mi dispiace ma c’è sempre da vedere… eliminiamo un carburante che brucia dalle auto ed incrementiamo il bruciare di un’altro carburante per produrre l’aumento di corrente richiesta per ricaricare le batterie e, su questo argomento, non mi va che qualcuno spara delle cifre da 4 amici al bar per convicere il contrario… Ci vogliono studi seri su questo.

      • Quindi, come vede, parecchie convenienze iniziano a saltare…e a questo punto, se ci fosse anche la parità sotto il punto di vista ambientale, stiamo a perdere tempo oltre che deturpare il mondo di colonnine che cresceranno come funghi?

        • I lampioni della pubblica amministrazione, cresciuti come funghi nel secolo scorso, deturpano i mondo?

          • Questa la prendo come battuta naturalmente, perché a far lampioni non si rischia di prendere la corrente ad alto voltaggio visto che, come scenario in Italia, si prospettano marciapiedi piene di colonnine collegate alle auto con i cavi pure quando piove a parte i rischi per i bambini a quando c’è il bel tempo e se già si pensa, così come ho letto da qualche parte, alla ricarica wireless, siamo messi pure peggio… anche l’elettrosmog è una fonte d’inquinamento come se già adesso non ne fossimo sommersi (anzi attraversati visto che ci attraversano al pari dei raggi x) abbastanza … non lo sapeva?

          • Ecco qua , mi mette esempi che rafforzano le mie parole…questo esempio pure dei lampioni (a parte che come vedo dalle foto, ma anche dal vero camminando per le strade, i lampioni sono posti a certe distanze tra loro e quindi, a contare su di loro anche come sistema di camouflage , ci vorrebbe un lampione per ogni 2 posti auto quindi faccia lei se questa soluzione risolve problemi… ) rappresenta ciò che dicevo prima come osservazione a ciò che diceva Marco sull’Olanda ossia che in Italia, grazie alle nostre mancanze culturali e alle mancanze di capacità politiche ed amministrative di chi ci governa, abbiamo città inpraticabili, senza parcheggi e allo scempio cosi come sarà portato allo scempio l’intero mondo se la rincorsa frenetica e non programmata alle colonnine non sarà regolata.
            Almeno moralmente parlando, una tantum, tra colonnine e lampioni, gli Italiani non avranno niente da invidiare agli altri visto che saranno loro i primi ad essere incivili in urbanistica… pensa lei, almeno così scompariranno gli “zombizzati” dai cellulari dalle nostre strade visto che, a camminare, saranno costretti a guardare dove vanno per non rimanere strangolati da qualche cavo che spunta pure dai lampioni e da chi sa dov’altro…..

          • Poi per l’elettrosmog, non è un argomento fuori tema visto che si prospettano soluzioni wireless per le ricariche visto che, solo per pensarlo, qualcuno s’importa, relativamente visto che poi crea altri problemi, dei disagi che migliaia di cavi che spuntano dalle auto e che vanno alle colonnine daranno…

          • Anzi, mi consenta un’altra battuta, con migliaia di cavi in giro per le nostre strade un domani, in Italia saranno contenti i ladri del rame che non rischieranno più di morire investiti da qualche treno visto che agiscono ora soprattutto in quei ambiti… Una manna caduta dal cielo per loro aveve un elettrificazione di massa…

  8. ma magari ogni distribuitore di benzina installasse delle colonnine elettriche . magari fosse vero. la vedo ancora lontana.

    • Benvengano tutte le energie rinnovabili del mondo,ricordando però che l’industria ha bisogno di alto voltaggio (anche di notte per il ciclo continuo)La corrente green per le auto in un paese è il problema minore.Senza contare che le terre rare per questi mezzi,saranno il problema !!

    • Roberto, allo stato attuale delle cose e giusto fra qualche anno ad andare avanti così, sarebbe inutile metterne uno o due visto che se si fermano in 5 allo stesso posto tocca a più d’uno andare in hotel solo per il proprio turno…

  9. Dunque tutto il movimento ecologico, Greta è company serve solo a farci comprare una nuova auto, elettrica. E così risolvere la crisi del settore automobilistico? Illudendosi di salvare il mondo?

    • Mi tolga una curiosità, Franco: come arriva a questa (errata) conclusione patendo dalla lettura del nostro articolo? In altre parole: che c’azzecca?

    • Al di là delle convinzioni proprie di Greta, è chiaro che certe cose dette nel modo in cui ha fatto lei essendo ragazzina crea un caso mediatico ch’è stato volontariamente voluto da chi le sta dietro altrimenti costoro starebbero ancora a fiatare ascoltati solo da loro stessi… piu che continuare a nominare inutilmente Greta, sarebbe il caso di individuare il pensiero di altri…

  10. Non comprerò mai un’auto elettrica. Compratela voi così mi scende il prezzo del petrolio. Ops ma non scende perché l’energia elettrica la produciamo per il 70% sempre da combustibili fossili.. Ops

    • Diamo cifre precise: per poco meno del 65% da fonti fossili (dati 2019). Scenderemo al 45% nel 2030 e a zero nel 2050. Lei continuerà a viaggiare a benzina? Ce ne faremo una ragione

  11. La stazione di ricarica attribuita a Total nell’articolo, non è Total.
    Si tratta di una stazione di ricarica della società Olandese Fastned. (www.fastned.nl).
    Un operatore privato che individuando location accanto agli esistenti distributori carburante ha realizzato un network nazionale di un centinaio di stazioni di ricarica, che ora sta estendendo anche ad altri paesi europei (Germania, Inghilterra, Belgio ecc…).
    Utilizzano colonnine esclusivamente a ricarica veloce, oltre i 50kW, del costruttore ABB e hanno compreso perfettamente che la ricarica domestica non è affatto un “nemico” anzi.
    La ricarica domestica è per forza di cose una modalità “notturna” (o comunque con tempi lunghissimi all’attuale stato della tecnologia) e non è che una nicchia del futuro mercato. La stazione di ricarica al posto del tradizionale distributore deve essere vista come l’analogo dei powe-bank per i telefoni cellulari. Qualcosa in grado di “pompare” velocemente quel po’ di chilometri che dovessero essere necessari per completare o per estendere una percorrenza. Un servizio quindi che va pagato come tale, senza necessariamente collegarlo ad un prezzo al kW “di mercato”.
    D’altra parte è scontato che le ricariche veloci (il cosiddetto biberonaggio) abbiano come posizione privilegiata quella lungo le normali percorrenze stradali, senza invece ingegnarsi in collocazioni più o meno felici, come per esempio sta facendo Nsssan con installazioni presso i suoi concessionari.

    • La ricarica domestica sarà il nemico delle aziende che metteranno le colonnine tra i quali spiccheranno quelle petrolifere che, per arginare le perdite, si butteranno in questo nuovo settore…a guardare la storia (e non perché vorrei fare l’indovino con la mia sfera di cristallo) , qualsiasi settore che crea enormi interessi crea automaticamente lobby che fanno pressione ad ogni livello per attirare (o far rimanere) l’acqua ai loro mulini quindi non ci vorrà molto a che si deciderà di uniformare le tipologie di cariche non solo come livelli di Volt con delle precise scelte (tipo come per la benzina dove in America c’è la possibilità ad ogni pompa di scegliere 3 o 4 livelli di Ron come la nostra shell V-power tanto per interderci ) ma anche tra auto e colonnine (altrimenti ogni auto avrà bisogno di una colonnina ad essa dedicata tra ricarica e presa che utilizza) così da iniziare a boicottare in qualche modo quella domestica…
      Da ricordare poi che la ricarica fast, oltre a stressare di più le batterie abbassandone durata, è essenziale per dare un che minimo senso a questa categoria altrimenti non ci si può mettere naso al di là del raggio d’azione delle proprie autonomie una volta ricaricati…

      • Non ci vedo oscuri disegni. In un’economia libera ogni attore fa il suo gioco. Il mercato, cioè gli utenti, decreteranno chi vince e chi perde.

        • … ad iniziare ad eliminare tra i cavi in dotazione quella con presa a 220 perché, tra le scelte, la 220 non rientrerà più tra i piani delle case con qualche scusa d’industrializzazione o altro la strada è breve….

          • Il vinile costava tra le 18 e le 22 mila lire e le cassette molto meno e, quando tra un anno e l’altro (perché questo è stato il tempo dello swicth) si decise per il CD, questo costava 30 mila lire nonostante che il CD stesso (come costi di produzione ) costasse meno sia del vinile che della cassetta e con i cantanti a puntare sempre più ai concerti visto il guadagnare sempre di meno dalla vendita dei CD (per le percentuali maggiori alle case discografiche). Quindi lo switch, in un anno, nei negozi di dischi l’avrebbe deciso il mercato…
            Ma anche per la tecnologia stessa… Amici audiofili a discutere su prestazioni di modelli lettori CD da 11 milioni di lire con telaio in non so che materiale pregiato che smorzasse ogni tipo di vibrazione possibile (perché deteriora la qualità del suono), il volere del libero mercato incoerentamente a piazzarle nelle nostre auto tra le buche presenti nelle nostre città… e vabhé, ha ragione lei.. ha deciso il mercato.

        • ..Tanto per fare un esempio, Le risulta per caso ch’è stato il mercato a decretare la fine del vinile e delle cassette a favore dei CD o sono state le case discografiche in collaborazione con le aziende costruttrici dei lettori CD (che poi erano le stesse a costruire i mangianastri) a farlo?

          • Mi risulta proprio che sia stato il mercato ad uccidere il vinile, e oggi a resuscitarlo. Ed è stato il mercato (Ipod e Smartphone) ad uccidere i CD. E internet ha quasi ucciso le case discografiche.

          • Per rimanere in tema, se oggi ci sono tante vendite (soprattutto in Olanda) di Hybrid ed elettrici è perché c’è il mercato che liberamente lo vuole o perché il mercato, ad essere drogato tra incentivi; corrente, per ora, a bassi costi ; accesso alle ztl ; in Italia parcheggi gratis insieme alla demonizazzione del diesel da altri a volerlo?

        • Per rimanere in tema, se oggi ci sono tante vendite (soprattutto in Olanda) di Hybrid ed elettrici è perché c’è il mercato che liberamente lo vuole o perché il mercato, ad essere drogato tra incentivi; corrente, per ora, a bassi costi ; accesso alle ztl ; in Italia parcheggi gratis insieme alla demonizazzione del diesel da altri a volerlo?

          • Si è mai chiesto quanto sia “drogato” il mercato farmaceutico? O quello edilizio con il bonus ristrutturazioni o la detassazione della prima casa? O quello alimentare con l’Iva al 4%? Perfino quello dell’auto termica con le vecchie e nuove rottamazioni e 18 miliardi l’anno, solo in Italia, di sussidi sul consumo di carburante? Caro Giuseppe, far politica significa promuovere le attività socialmente buone e penalizzare quelle socialmente dannose.

          • E quindi, tanto per utilizzare le sue iniziali parole, dove ci sarebbe “l’economia libera” a decidere visto che alcuni attori, con disegni oscuri (anche a fin di bene proprio a dare il beneficio del dubbio…), intervengono drogano il mercato ?
            “Far politica significa promuovere le attività socialmente buone e penalizzare quelle socialmente dannose”? ….cosi dicevano anche nell’800 per promuovere il petrolio.
            Alla fine mi da ragione… pertanto non vedo perché non dovrebbero fare ciò che ho detto per le colonnine…

          • Non la seguo. Nell’economia libera decide il mercato, ma guidato e regolato dallo Stato in nome del bene comune. Non mi pare di averle dato ragione

          • Invece si, ripetendo il concetto al contrario, in nome del bene comune come dice lei , lo stato permetterà alle case costruttrici, grazie a scuse di problemi di industrializzazione, forse in parte vere, e perché spinte a farlo dalle future lobby, di stabilire varie tipologie di ricarica comuni per tutti alle colonnine che farà mercato….
            L’economia libera esisteva quando il mercato era regolato semplicemente dalla legge della domanda e dell’offerta tra gli attori … e non drogando un prodotto. Senza un mercato dell’elettrico drogato, oggi chi si comprerebbe un elettrico?
            Tanto per fare un esempio, il mercato italiano del latte è un mercato libero? Visto gli accordi UE sulle quote del latte con i produttori costretti a buttarlo, dov’è il libero mercato?

          • Bell’esempio quello del latte. E’ un mercato regolato dalle quote, proprio per evitare che un eccesso di produzione di un bene deperibile provochi un crollo dei prezzi. I principali danneggiati sarebbero proprio gli allevatori italiani che hanno costi di produzione doppi rispetto a tedeschi, francesi, olandesi. Se il prezzo si determinasse solo in base al meccanismo della domanda e dell’offerta tutte le stalle italiane dovrebbero chiudere.

  12. Ho trovato questo articolo che spiega meglio tante cose…

    http://www.affaritaliani.it/cronache/le-nuove-tariffe-choc-delle-auto-elettriche-per-100-km-servono-20-euro-650030.html

    …. ad iniziare dagli anni dello swicth che ci sarà in alcuni paesi del nord Europa come, a partire dal 2025, Norvegia, 2035 l’Olanda e si dà del “forse” alla Germania per quell’anno (ma guarda caso, in Germania si dà del “forse” , evidentemente lì, Sig Massimo, il bene comune sarebbero per le case costruttrici?), a finire a chi c’è dietro la ionity (i costruttori che si sono unite…. le lobby iniziano ad uscir fuori?) e i costi “veri” futuri senza “droghe” ossia più o meno 20 euro x 100 km. Sig Massimo, con una hybrid che costerebbe di meno, che mercato ci sarebbe per l’elettrico non drogato com’è oggi?

    • Secondo il mio punto di vista, quando il Sig Michele che ha commentato i suoi costi con una leaf in un’altro articolo di vai elettrico scoprirà che ci vorranno 80 euro per andare da Roma a Venezia invece di 70 euro per fare 10 mila km, credo che tentennerà e farà un pensiero per un downgrade da elettrico puro all’hyrid così come tutti quelli che fanno alti chilometraggi attualmente con l’elettrico…

    • Caro Giuseppe, ho letto l’articolo che secondo lei “spiega meglio tante cose”. Ebbene, è il campionario perfetto di tutta la disinformazione che circola attorno all’argomento; o per ignoranza dell’autore (un esempio per tutti quel “litro di benzina diesel”!!!) o per compiacere potenti interessi. Una risposta puntuale sarebbe già un riconoscimento eccessivo. Ma su ogni corbelleria contenuta in quell’articolo (praticamente una per riga) può trovare risposte documentate nelle pagine di Vaielettrico e tanti altri media più seri.

      • Sig Massimo, capisco la sua posizione e potrei anche essere d’accordo su lei su tante cose visto che non ho gli strumenti per verificare date di switch che sono state date e chi c’è dietro a Ionity, però le tariffe nuove di Ionity non sono invenzioni di quel autore e, visto che né parlano tutti, tutti gli altri autori non è che si siano coalizzati contro l’elettrico per quantificare quanti km a ricarica si possono fare con quelle tariffe…potrei anche io credere che quelle tariffe verranno ritoccate al ribasso grazie alla concorrenza visto che ritengo siano eccessive, però visto che il mondo è paese e certe cose sono uguali ovunque, non è difficile che si formino cartelli sui prezzi così come succede in altri campi… Insomma, il futuro e il target delle tariffe sono quelle visto che adesso i mercati che riguardano l’intero settore sono drogati grazie a questo periodo di transizione dovuto all’incentivazione…

        • I cartelli tariffari sono vietati. Quanto a Ionity, chi c’è dietro lo sanno tutti. Come abbiamo puntigliosamente spiegato in questo articolo https://www.vaielettrico.it/le-nuove-tariffe-ionity-ok-il-prezzo-e-giusto/ le nuove tariffe hanno una precisa logica strategica ed economica. Ma calcolare il costo di rifornimento di un’auto elettrica sulla base di quelle tariffe sarebbe come calcolare la spesa alimentare media di una famiglia sulla base del conto al ristorante. Fuori a pranzo si va una volta ogni tanto (durante la gita domenicale sei quasi costretto a farlo) ma tutti gli altri giorni pranzo e cena si fanno a casa, spendendo un decimo.
          Un automobilista medio si rifornisce da stazioni veloci e ultraveloci nel 5% dei casi. Per il resto fa il piano a casa (60%) o da stazioni pubbliche lente che costano la metà, e molto spesso sono gratuite.

      • Una domanda Sig Massimo, visto che abbiamo opinioni diversi su che cos’è il libero mercato, ci sarebbe un libero mercato a se un domani le decine e decine di compagnie che metterebbero colonnine si unissero per far cartello per le tariffe?
        Perché Io, che di rado vedo liberi mercati, credo che così come non è che né vedo per la telefonia mobile in Italia visto che spesso (per non dire quasi sempre) si agisce per “liberi cartelli”, così ci sarà il rischio per questo settore…

        • Quello della telefonia, per esempio, è un libero mercato. Infatti le tariffe sono crollate e tante compagnie, vedi Telecom, hanno visto i profitti ridotti al lumicino. Fatti i debiti distinguo, potremmo dire lo stesso delle banche, della distribuzione al dettaglio, delle assicurazioni, del settore energetico. Da trent’anni abbiamo in Italia l’Antitrust che vigila contro i cartelli. Con risultati alterni, ma sicuramente positivi per i consumatori.

          • Con tutto il rispetto però su quanto detto la debbo contestare in todos e le spiego il perché… con un auto convenzionale (non elettrificata in nessun modo ) con lo stesso percerso di 300 km per anni e guidando più o meno allo stesso modo e alle stesse velocità (dato certo per i consumi medi indicati dal computer di bordo) , in base a ciò che costava la benzina (visto che per anni il prezzo ha fluttuato anche di molto) ci volevano tra le 24 e le 29 euro e tali valori uscivano fuori per lo più proprio dal prezzo della benzina visto che il percorso era sempre lo stesso, il computer di bordo dava più o meno sempre lo stesso risultato per quanta riguardava il consumo medio e il rifornimento veniva fatto sempre partendo con il pieno per avere di nuovo il pieno pure allo stesso benzinaio una volta giunti a destinazione… quindi, in base al costo della benzina (così come si potrebbe partire dal costo della corrente) si può determinare benissimo con una buona approssimazione l’autonomia visto che facendo 29 euro quando il prezzo era più elevato e partendo dalla riserva ci si arriva giusto giusto a destinazione ed invece facendo sempre 29 euro quando il prezzo era più basso, ci si percorre un’altro bel po di km (50/60)…
            Detto questo, ancora non sappiamo l’automobilista medio cosa farebbe a livello di ricarica visto i pochi ad avere l’elettrico per poter fare statistiche soprattutto in pluricontesti…però fatto sta che se uno fa tanti km (come nel caso dei 10mila km della leaf in pochi mesi oppure per un rappresentante ) vuol dire che si deve rifornire tantissime volte in modalità fast altrimenti gli tocca pernottamenti in hotel prima di raggiungere destinazione e poi ritornare e proprio perché viaggia tanto le ricariche domestiche saranno pochissime rispetto alle fast al contrario della casalinga che farà più quelle domestiche che fast sempre a se poi, come prevedo, quelle domestiche a 220 non verranno boicottate nel tempo visto gli enormi interessi in ballo…
            …Il che introduce un’altro aspetto del discorso ossia pressioni delle lobby che nasceranno e i cartelli che certamente sono vietate ma ciò non impedisce loro di esistere (tutte cosa che deduco che lei esclude) e di fatti, ovunque c’è concorrenza, e quindi libero mercato, la poi nascono cartelli tra più attori e su questo, non per niente, ho fatto l’esempio della telefonia mobile in Italia dove tutti si comportano allo stesso modo (tranne Iliad anzi, da quando è entrato nel mercato italiano, è grazie a questo brand se ora c’è di nuovo mercato in Italia anche se è tra loro e tutti gli altri messi insieme visto che si comportano a come se fossero un unico soggetto) in continuazione ed in continuazione, come dice lei, ricevono multe, diifide agicom ed interviene l’Antitrust ecc, ecc…quindi, se I cartelli distruggono il libero mercato, dov’é ormai il libero mercato? Per me, tra cartelli, prodotti e quindi mercati drogati e regolamentazioni il mercato libero ormai non c’è…

          • In breve: è vero o no che le tariffe telefoniche sono crollate negli ultimi 10 anni? Tutti si saranno anche comportati nello stesso modo, ma tutti hanno abbassato i costi per gli utenti, il che non può che far piacere. E non pensa che Iliad sia arrivata proprio perchè il mercato è libero? I cartelli continueranno pure ad esserci (deve dimostrarlo, però) come continuano ad esserci i ladri nonostante la polizia; ma almeno si è stabilito che far cartello è un illecito e se ti beccano le multe sono salatissime. Le auto elettriche in Italia sono poche, ma nel mondo sono già un paio di milioni; molto più che sufficienti per elaborare statistiche affidabili. I dati che ho indicato sulle modalità di ricarica utilizzate dai possessore di auto elettriche non sono inventati: sono una media calcolata in base a dati reali raccolti con un sondaggio statisticamente significativo.

          • Su questo (le tariffe che si sono abbassate) le do ragione ma solo perché è entrato Iliad e se è entrata producendo certi risultati (per sé stessa nonostante la scarsa rete che ha che la limita) è proprio perché in Italia non c’era proprio libero mercato visto che tutti si comportavano allo stesso modo per anni producendo una situazione in cui eravamo “plaffonati” su quei pochi giga e su 300 minuti per 10 euro e se stavamo solo per loro, a quest’ora eravamo arrivati al max a 10 giga per 12 o 14 euro visto che avrebbero anche aumentato con la scusa sugli investimenti del 5G così come tutti loro fanno (aumenti di 2 euro) anche adesso dopo pochi mesi che si passa ad un nuovo operatore dopo un offerta ….grazie ad Iliad, riattivando di nuovo il libero mercato, tutti si sono adeguati dando 30, 50 e ora qualcuno pure 70 giga con chiamate illimitate a 7 euro ….lei dice che i cartelli continueranno ad esserci (quindi ammette che ci sono) però deve dimostrarlo?
            Questo non tocca certamente a me farlo ma alle autorità competenti che di fatti lo fanno e li multano consentendo a tutti noi di dire che i cartelli esistono perché se nel giro di poco tempo tutti passano ad introdurre mensilità di 28 giorni consentendo così di far uscire la 13esima nei loro bilanci annuali e ciò viene bloccato e multato , c’è stato un cartello per fare sta cosa…mentre per le multe a far cartello si pensa anche a questo visto che le multe non sono che una piccola parte degli introiti quindi ci vanno a guadagnare lo stesso con tutte le multe….
            sull’eletrica può dire quel che vuole, però calcoli alla mano se uno fa tanti km oppure viaggia ha bisogna della carica fast e non della domestica e, a quei prezzi, l’elettrica equivale ad un auto a benzina che fa dagli 8 ai 10 km al litro…pensa che ad aver un’elettrica insieme durante quei 300 km con un rifornimento di 24 euro ciascuno, l’elettrica si sarebbe fermata a secco neanche a metà strada….ma dato che le statistiche sono drogate perché è drogato tutto quel che riguarda l’elettrico in questo momento, escono fuori i dati che dice lei che sono destinati a cambiare quando questo settore si disintossica.

          • Grazie per l’augurio e ricambio ovviamente , però curioso di sapere in che cosa alzerebbe bandiera bianca…
            Nel tentativo di convincemi che l’elettrico così com’è è la soluzione giusta per il futuro?
            Nel tentativo di convincermi che il futuro che prevedo con l’avere l’elettrico non è come la vedo io?
            Nel convincermi che un libero mercato esiste solo perché semplicemente ci sono una pluralità di attori che, grazie alla loro presenza, creano la possibilità di avere concorrenza che da benefici all’intero settore d’appartenenza ?
            Nel convicermi che non è vero che il libero mercato scompare se gli attori che in esso agiscono si uniscono a far cartello diventando così tutti pari ad avere un solo attore eliminando la possibilità d’avere concorrenza?
            Ci sarebbe altro?

          • mi dimenticavo le lobby…mi voleva convincere che non esistono dovunque ci sono interessi e che non è vero che influenzano mercati e scelte dei produttori se non addirittura le scelte di chi ci governa?
            Se poi non mi rendo conto di qualcos’altro , che me lo faccia presente visto che io cerco sempre di migliorare e rimanere nell’ignoranza mi farebbe regredire piuttosto che migliorare…

          • Non vorrei poi tralasciare la legge della domanda e dell’offerta… Mi voleva convicere che non sarebbe vero che prodotti “drogati” a scopo d’incentivo andrebbero a modificare tale legge e quindi l’andamento del mercato?

  13. Si ricordi comunque che le case tedesche nel campo dell’elettrificazione sono in gran ritardo visto che puntavano ancora sul diesel almeno per un prossimo futuro ma, grazie al dieselgate e a tutte le conseguenze derivate con una demonizzazione generale del diesel (ultime faccende di Roma conferma) , ora si ritrovano ad affrettare i tempi anche se questo, almeno in Germania visto che tutti i marchi lì stanno, può influire a far slittare qualche data quindi più che il bene comune (ambientalistico) ci sarebbe prima il bene comune delle aziende e dei posti di lavoro da portare avanti … In questo ragionamento, non sbagliato, non è che c’è bisogno di qualche autore a scrivere baggianate ed inesattezze…

  14. dalle informazioni che ricavo da riviste e web l’Italia è in pauroso ritardo rispetto all’elettrico e sopratutto sembra che dia fastidio alle lobby petrolifere ed automobilistiche che continuano a celebrare il diesel come il motore più pulito e conveniente. Inoltre rilevo come indicato sopra che un KVH alla colonnina costa dieci volte rispetto a quello di casa, questo vuol dire voler affossare sul nascere una conquista indispensabile per il bene del nostro pianeta. Ditemi che non è vero.

    • Infatti le dico che non è vero. Un kWh in casa costa mediamente 0,20-0,23 euro. Alla colonnina dipende: alcune lo erogano gratuitamente (centri commerciali e perfino in autostrada), altre reti di ricarica vanno da 0,30 e 0,79 euro. Il doppio o il triplo sì, dieci volte proprio mai. Ha mai calcolato la differenza fra il costo di un caffè espresso a casa e uno al bar? Il doppio o il triplo come minimo.

    • Caro Domenico invece è vero in quanto ciò che dice il Sig massimo sulle colonnine rappresenta la situazione solo attuale che non è altro che un periodo di transizione dove tutto è drogato visto che tariffe alle colonnine , bolli auto, prezzo dell’auto e addirittura parcheggi gratis sono a scopo di incentivare il settore. Finito la necessità di incentivare, l’auto tornerà a costare il dovuto invece d’essere in parte pagata dai contribuenti italiani (gli incentivi sono statali) , ci sarà il bollo probabilmente proporzionata alle potenze delle batterie visto che cilindrate ed inquinamento non centreranno più e le regioni non possono perdere gli introiti derivati dai bolli , i parcheggi si pagheranno di nuovo visto che i comuni non possono perdere gli introiti date dalle strisce blu e la corrente alle colonnine rincarerà così come ha fatto la società dell’articolo… Per quanto riguarda i costi della corrente elettrica domestica , essa è bassa perché pensata per le normali utenze e non per impiegarla quasi tutta per ricaricare una batteria per ore e ore d’altronde l’elettrodomestico più potente (che si usa per un ora al max tipo il forno oppure un asciugacapelli ) non supera i 2000w visto che altrimenti i nostri contatori scatterebbero tutti ad usare qualche altra cosa insieme a loro visto che sono tarati per carichi di 3000w…una volta c’erano tariffazioni della corrente elettrica per fasci di consumi, poi hanno introdotto quelli a fasce orarie e poi le flat… Potrebbero cambiare di nuovo in base ai consumi visto che a farlo tutti (ricaricare) per ore e ore si rifletterà sulla società…

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