Anche Renault rinuncia al futuro 100% elettrico, rassegnatevi





Anche Renault rinuncia a un futuro 100% elettrico: Mario, un lettore, ci esorta a prendere atto del fatto che l’ibrido sopravviverà a lungo, anche dopo il 2030. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Anche Renault rinuncia
La R5 e, in alto, la R4, prodotti iconici Renault.

Anche Renault rinuncia…/ “Basta estremismi, l’ibrido durerà”

“Alla fine anche la Renault ha dovuto cedere, cancellando i vecchi propositi di produrre solo auto elettriche. E presentando un piano che prevede che nel 2030 metà della produzione sarà costituita da veicoli ibridi. Sono pronto a scommettere che l’ibrido tra 4 anni sarà ancora più della metà produzione e che l’elettrico non arriverà al 50%. Sia chiaro, non ho nulla contro l’elettrico, ma ce l’ho con l’estremismo di chi aveva previsto che nel giro di pochi anni tutte le auto in vendita sarebbero stato solo elettriche. Qualche costruttore, seguendo le politiche europee, ha imboccato questo percorso e ora se ne pente amaramente, correggendo la rotta con risultati di bilancio disastrosi. Come mi sembra che voi stessi abbiate segnalato per il gruppo Stellantis. Forse anche voi dovreste fare un po’ di autocritica: nonostante una spinta mediatica fortissima, le auto elettriche non arrivano neppure al 10% delle vendite in Italia. Prima di arrivare al 100% serviranno decenni. O, più probabilmente, non ci arriveremo mai. Cordiali saluti“. Mario Gandolfi

Anche Renault rinuncia
Francois de Provost, n.1 di Renault Group.

Elettriche al 50% e fine del diesel, c’è questo nel piano

Risposta. Siamo giornalisti, non militanti. A suo tempo abbiamo riportato le notizie dei tanti marchi che prevedevano un rapido passaggio al tutto elettrico. E ora riportiamo gli annunci di chi invece dice che una buona percentuale di auto ibride continuerà a produrla, anche dopo il 2030. Come Renault, nel cui piano ci sono comunque parecchie cose interessanti. Intanto si dice che nel 2030, cioè tra 4 anni, l’elettrico rappresenterà l’altro 50%, che è molto più della quota di vendite attuale. Con veicoli da 750 km di autonomia e ricarica ultraveloce. Quindi fine di motori diesel e benzina, destinati a uscire di produzione. Quanto all’ibrido, il gruppo francese non punta tanto sul plug-in, tecnologia che il n.1 François de Provost ha criticato di recente. Quanto sulle auto ad autonomia estesa, in cui un piccolo motore termico serve a fornire energia a una batteria di dimensioni ridotte rispetto al 100% elettrico. Con la trazione sempre in elettrico e l’obbiettivo di 1.400 km di autonomia.

Visualizza commenti (13)
  1. Purtroppo le guerre attuali, oltre a mietere vittime civili e a creare inquinamento incontrollato, stanno creando una grave crisi energetica, tanto grave quanto più ci si è rifiutati di proseguire il percorso di transizione energetica. In questo l’Italia è in prima fila purtroppo, come sappiamo bene.
    Mancando una strategia comune, a questo punto bisogna che ognuno, individualmente, pensi ad essere meno suscettibile e più resiliente possibile ai problemi di rifornimento della propria auto e al contenimento dei relativi costi.
    E qui non c’è nulla da fare, se si hanno le possibilità, possedere un’auto elettrica e caricarla con il proprio impianto fotovoltaico è l’unica soluzione possibile.
    I sostenitori del motore termico non possono affrontare in alcun modo le conseguenze di una grave prolungata crisi energetica.

  2. Sicuramente ci vorranno decenni per arrivare a livelli norvegesi con acquisti di BEV; tutte le case automotive hanno ridotto le ottimistiche quote maggioritarie che erano oggettivamente velleitarie considerando loro ritardo nello studio progetti e processi ma anche ( ed ora soprattutto) forti ritardi della copertura punti di ricarica lenta & veloce correttamente distribuiti sul territorio.
    Renault, qui citata, al momento ha buone quote di vendita con gli attuali prodotti (soprattutto sul mercato francese) ma sta elaborando molte nuove “armi” di potenziale successo:

    – piattaforma RGEV Medium 2.0, a 800V, con batteria strutturale
    – nuova batteria ad alta densità in collaborazione con Basquevolt, che, se tutto procede bene, debutterà con la nuova generazione di Megane e-tech nel.2028 o giù di lì con progettazione S.D.V. per completi aggiornamenti O.T.A.
    – in aggiunta stanno per lanciare versioni con range extender mediante nuovo motore HORSE (studiato con Geely e ARAMCO), prevedendo autonomia fino a 1400km…(ed ovviamente “acchiappare” i clienti che non si fidano -o oggettivamente non posso usare un’ auto soltanto a batteria per carenza possibilità di ricarica o percorrenze molto elevate in tempi ridotti.

    Se confermato il programma dei prossimi 2/3 anni…non mi pare stiano arrendendosi sulle auto elettriche (ovviamente i fattori internazionali che devono assicurare le supplay chain necessarie devono essere stabili..e di questi tempi è una bella scommessa! )

      1. quanto ottimismo !

        Stellantis guidata da Filosa sta ritirando fuori pure i MultiJet Euro 7, il governo italiano fino al 2027 (e poi?) spingerà come un dannato per lucrare con ENI/SNAM & co. sugli idrocarburi, oltretutto ci sono i “patti” con Trump sull’acquisto di GNL, che, se continua così, rischia di diventare il “più economico” 😭 a disposizione…. Forse se ci troviamo il petrolio a 150/200$ come nei sogni di tanti (Trump, Putin, Iran..) magari qualche “abbiente” passa all’elettrico pur di non restare fermo o in coda a rifornire (soprattutto se va a gasolio, che ormai non raffiniamo più in Italia – al massimo BioDiesel).
        Anche Germania e Francia non son più tanto ottimisti, pur presentando a breve-medio termine una bella pletora di modelli BEV..

        Speriamo ! 🙏🏼

          1. Resta il principale freno all’ adozione massiva delle BEV: la scarsa diffusione di ricariche AC nei quartieri dormitorio e zone industriali/commerciali ove ricaricare nelle 8/10 ore ed a basso costo (come contratto domestico o quasi) nonché il completamento delle aree servizio con HPC su tutte le principali direttrici di traffico.
            Per vetture BEV medie oramai autonomie e tempi ricarica sono sufficienti anche su modelli quasi pari costo del termico /plugin/ Hybrid…
            Resta lo zoccolo duro, anzi, durissimo di troppe persone con stipendi precari ed insufficienti a comprare una vettura, figuriamoci nuova e magari BEV…visto che facilmente avranno esigenze personali o familiari che li spinge a vetture grandi ma ICE (sotto i 24k € una seg B+/C è ancora un miraggio in Europa)… occorrerebbe importare vetture cinesi a prezzi cinesi (o si ammazza l’ industria…o l’ ambiente).

  3. Non ho capito quale sarebbe la spinta mediatica verso l’elettrico…comunque scrivo x me: dopo sei anni di Kona ev64 sono ben sicuro che non tornerò mai più indietro! L’ibrido neanche preso in considerazione appunto perché ibrido!!

  4. Dai dati d’immatricolazione di marzo, in questo primo giorno, siamo a 4.008 BEV su 39.487. In pratica 10,15%. Se continua così a fine mese saremo intorno al 10% o poco meno.
    Direi che almeno per ora con le immatricolazioni dovuti allo incentivi e agli aumenti dei carburanti fossili, quest’anno forse saremo tranquillamente sul 10% o giù di lì.

  5. Trovo fantastico lo strabismo di chi dice esiste una spinta fortissima verso il 100% elettrico quando in Italia fondamentalmente è stata fatta una campagna a 360 gradi control elettrico. Infatti i mercati dove la narrazione è stata leggermente differente l’elettrico è molto più che al 10% del mercato. Comunque spero che il caro Mario sia felice di pagare il carburante il 20% in più rispetto a una settimana fa.

  6. Rimango sempre stupito quanto gli italiani guardano solo nel mercato nationale. L’ombellico in poche parole.
    Ma non avete mai dato un occhiata a quelle che succede alle frontiere dell’italia?
    Non c’è un’altra nazione che ha le statistiche di vendite dell’elettrico cosi basse come l’Italia.
    Ma pensate veramente che i costruttori manterranno veicoli termici solo per il mercato Italiano?
    Sognate, ma il treno dell’elettrico è partito da un pò e non si ferma più.

    1. La Cina ci inonderà di auto con orrendi motori 1.5 a benzina finché li compreremo, e intanto le fabbriche ex Stellantis chiuderanno nel frattempo.

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