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Anche l’Australia decarbonizza, come Biden e l’Ue

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Dopo l’America di Joe Biden (leggi), anche l’Australia del neo premier laburista di origini italiane Anthony Albanese ha deciso di seguire l’esempio europeo lanciando un ambizioso piano di decarbonizzazione. La legge presentata l’altro giorno prevede una riduzione delle emissioni di carbonio del 43% entro il 2030. Questo consentirebbe al secondo Paese più inquinante del mondo di rispettare gli impegni presi con l’Accordo di Parigi.

“Ora l’Australia dalla parte giusta della storia”

«Questa è un’opportunità per tutto il parlamento di essere dalla parte giusta della storia», ha commentato Albanese.
Il primo ministro australiano Anthony Albanese. Foto: REUTERS/BROOK MITCHELL

Per lanciare un’azione climatica dura, dopo la reticenza del suo predecessore conservatore Scott Morrison, Albanese ha dovuto assicurarsi anche il sostegno cruciale dei Verdi.

Il neo premier Albanese si allea con i Verdi

Adam Bandt, leader dei Verdi australiani, ha detto infatti che il suo partito sosterrà la proposta di legge governativa al Senato, e questo darà ad Albanese i numeri per farla  passare in entrambe le camere del parlamento. Anche il senatore indipendente David Pocock, si è già detto disponibile a sostenere la proposta.

Mentre i laburisti hanno la maggioranza alla Camera con 77 voti su 151, al Senato possono contare solo su 26 voti, contro i 39 necessari.

Albanese si era presentato alle vittoriose elezioni di maggio con l’impegno di rafforzare l’azione dell’Australia sui cambiamenti climatici. Per la prima volta in una grande democrazia occidentale il clima e i cambiamenti climatici erano stati il focus della campagna elettorale, condizionandone l’esito.

L’ex Morrison, premier del carbone

Gli elettori hanno mandato a casa il Governo di Morrison, soprannominato il premier del carbone dopo aver sabotato la Conferenza ONU Cop 26 di Glasgow rifiutando di sottoscrivere l’impegno ad abolire i contributi pubblici per l’estrazione del carbone. Così l’Australia era finita tra l Paese canaglia del clima.

Ora l’azione di Albanese allinea l’Australia a Paesi come Canada e Corea del Sud e Giappone. Tuttavia, sarà ancora in ritardo rispetto alla locomotiva Europa e anche a Stati Uniti  e Regno Unito.

Per questo i Verdi hanno preso la decisione di appoggiare il piano Albanese a malincuore: «Questo governo sta portando un secchio d’acqua a un incendio in casa», ha detto il loro leader Bandt.

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5 COMMENTI

  1. Ma quella classifica si riferisce alla produzione procapite della CO2 dei singoli paesi o il totale ?

    sono due cose molto diverse ,
    io ho sempre in mente gli USA come il popolo più consumatore e inquinatore
    non è più così ?

    • Sono le emissioni pro capite. Arabia Saudita, Australia o Canada hanno emissioni pro capite superiori agli Stati Uniti, ma popolazioni enormemente inferiori. Viceversa la Cina ha emissioni pro capite medio basse (come l’Europa, grosso modo) ma popolazione enormemente superiore, e questo spiega perchè guida la classifica dei paesi inquinatori con quasi il 30% del totale. Seguono Usa col 14%, Europa e India col 7%, Russia 5%, Giappone 4%.
      L’Europa è l’area più virtuosa: pur avendo un Pil pro capite vicino a quello americano, emette pro capite meno della metà. Dal 1990 ad oggi ha ridotto le emissioni del 22% pur con un Pil cresciuto del 62%. Quindi è già un modello di economia sostenibile.

      • Massimo saremo davvero virtuosi quando le emissioni di CO2eq scenderanno a 2 ton/persona, ciò che il pianeta è effettivamente in grado di assorbire senza troppi danni. C’è ancora molta strada da fare.

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