Anche la Svizzera vuole una rete di ricarica rapida per camion elettrici

Svizzera camion elettrici

La Svizzera compie un passo concreto verso l’elettrificazione del trasporto pesante. L’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha lanciato una gara d’appalto per realizzare una prima rete nazionale di ricarica rapida dedicata ai camion elettrici lungo le principali arterie del Paese.

Il progetto prevede 32 siti strategici distribuiti sulla rete stradale nazionale e punta a creare un’infrastruttura pensata fin dall’inizio per rispondere alla domanda reale del traffico merci. Un’iniziativa che guarda anche al contesto europeo, dove la mancanza di ricarica per i mezzi pesanti è uno dei principali colli di bottiglia della transizione elettrica.

L’iniziativa è articolata in tre lotti e si rivolge direttamente agli operatori privati della ricarica, chiamati a costruire e gestire stazioni dedicate ai veicoli industriali presso aree di sosta e centri di controllo del traffico pesante lungo le strade nazionali svizzere.

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La dislocazione delle stazioni di ricarica per il trasporto pesante previste dal bando svizzero

Un modello pubblico-privato senza sussidi diretti

Uno degli elementi più interessanti del bando riguarda il modello economico e infrastrutturale scelto da Ustra. L’ente pubblico si farà carico della realizzazione delle connessioni elettriche e delle cabine di trasformazione, sostenendone i costi iniziali. Gli operatori selezionati dovranno poi rimborsare queste spese attraverso un canone annuale, una soluzione che riduce le barriere di ingresso senza ricorrere a sussidi diretti.

Tutto il resto – dalla progettazione alla costruzione, fino alla gestione operativa e alla manutenzione delle stazioni – resterà in capo ai gestori privati. Una formula che punta a stimolare investimenti mirati e a evitare infrastrutture sovradimensionate o scollegate dalle reali esigenze del traffico merci elettrico.

Ricarica su misura per i camion, anche in MW

Ustra ha già definito in modo puntuale anche il numero e la tipologia di punti di ricarica richiesti in ciascuna delle 32 località (QUI LA MAPPA). Si va da siti più piccoli, con due stalli CCS dedicati ai camion, fino a hub più strutturati come quello di Rothenburg, dove sono previsti anche punti di ricarica MCS (Megawatt Charging Standard).

In totale, sette località includeranno almeno un punto MCS, segnalando una chiara apertura verso le ricariche ad altissima potenza, fondamentali per rendere l’elettrico compatibile con le missioni a lungo raggio. Si tratta di un segnale rilevante anche per il mercato europeo, dove lo standard MCS è ancora in fase di prima implementazione e mancano casi concreti di diffusione su scala nazionale.

Le aziende interessate dovranno muoversi rapidamente: la prima finestra di chiarimenti è già aperta e le domande vanno presentate entro il 30 aprile. Il bando rientra nella Roadmap Elettromobilità 2030 della Svizzera, che include esplicitamente anche il trasporto pesante.

Svizzera camion elettrici

Un nuovo step verso i corridoi logistici green

La Svizzera non è nuova a questo tipo di iniziative: in passato ha già messo a gara più volte parchi di ricarica rapida per auto elettriche lungo la rete nazionale. Questa nuova fase dedicata ai camion rappresenta però un salto di scala e di complessità, che potrebbe accelerare in modo significativo l’adozione di veicoli industriali elettrici sulle direttrici europee.

Il progetto richiama da vicino quanto già avviato in Germania, dove il Ministero federale dei Trasporti sta promuovendo la creazione di 350 aree di ricarica per camion elettrici entro il 2030 lungo le autostrade. Pur con dimensioni diverse, l’approccio elvetico mostra una chiarezza di obiettivi e di perimetro che potrebbe diventare un riferimento anche per altri Paesi.

L’iniziativa mette in evidenza quanto sia cruciale anticipare la domanda infrastrutturale del trasporto pesante elettrico, evitando di affidarsi esclusivamente a stazioni pensate per le auto. Un tema sempre più centrale anche per i corridoi logistici transalpini che coinvolgono direttamente anche il nostro Paese.

LEGGI ancheIncentivi, ricariche, ban 2035: Cardinali (UNRAE) suona la carica” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (2)
  1. Gli svizzeri giustamente pensano prima alla loro salute e poi agli interessi dei petrolieri. Il contrario di quello che facciamo in Italia.

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