Home Auto Anche la Svizzera sceglie l’elettrico. E noi?

Anche la Svizzera sceglie l’elettrico. E noi?

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La ministra Doris Leuthard vuol portare al 15% di quota di vendite di auto elettriche in Svizzera entro 4 anni.

Dopo la Francia, la Svizzera. Anche Berna, come Parigi, punta ad aumentare velocemente le vendite di auto elettriche. E sceglie la stessa strada: una road map condivisa governo-industria, per salire al 15% di quota di mercato nel 2022

Poche storie: entro 4 anni quota di mercato al 15%

Le basi ci sono tutte e la concretezza svizzera fa pensare che l’obiettivo non verrà mancato. Già oggi la quota di mercato dei veicoli spinti solo da un motore a batterie è del 2,7%. In Italia, lo ricordiamo, la stessa quota oscilla attorno a un triste 0,1/0,2%, anche per il disinteresse del governo e l’assenza di incentivi. La responsabile dei trasporti, la combattiva consigliera federale Doris Leuthard, ha convocato i dirigenti delle Case auto e dei fornitori di energia e dei servizi di mobilità (noleggio, leasing, car sharing ecc.).

Una stazione di ricarica ABB

E, alla presenza degli amministratori dei diversi Cantoni, ha condiviso la strada per moltiplicare di almeno 5 volte le immatricolazioni di elettriche in quattro anni. Si è parlato di incentivi, ma anche di uno sviluppo dell’industria svizzera che ruota attorno all’elettrico. E, naturalmente, delle reti di ricarica, un business che nella Confederazione vede come protagoniste aziende di casa come ABB, Repower e Alpiq.

Mantenuta l’esenzione dall’imposta sulle auto

Il Microlino, vetturetta elettrica che riprende le linee della vecchia Isetta, è nato in Svizzera, da Wim Ouboter e dall’Università di Zurigo. Verrà prodotto in Italia, dalla Tazzari di Imola.

Il Governo di Berna (guarda la nota ufficiale) fa sapere che <in Svizzera non saranno introdotte sovvenzioni per l’acquisto di veicoli elettrici analoghe a quelle erogate nei Paesi limitrofi>. Mentre rimarranno in vigore, almeno per il momento, le agevolazioni esistenti, quali l’esenzione dall’imposta sugli autoveicoli. <La Confederazione, inoltre, continuerà a sostenere l’ampliamento dell’infrastruttura di ricarica e a promuovere la mobilità elettrica. Mediante progetti pilota e dimostrativi, attività di consulenza a Comuni, imprese, proprietari immobiliari e cittadini, nel quadro del programma SvizzeraEnergia...>. Cantoni, Comuni e soggetti privati, dal canto loro, hanno avviato o attuato diverse misure. Grazie alle quali già oggi esiste un’offerta capillare di soluzioni di ricarica per veicoli elettrici in parcheggi pubblici e privati (per esempio nei centri commerciali). La roadmap concordata dalla Leuthard con l’industria e le comunità prende le mosse dalla Carta di Lucerna del 2010 sulla mobilità elettrica. E ora proietta la Svizzera al 2022. Come del resto la Francia e, con altre strategie, la Germania. L’Italia,annebbiata da una politica incapace di un progetto, sta a guardare.