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Anche la ricarica Porsche è una gara di velocità

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Anche la ricarica Porsche dev’essere la più veloce di tutte. Non basta fare macchine superprestazionali, la Casa tedesca vuole essere la più rapida anche nel rifornire le sue auto elettriche. La prima, la Taycan, arriva tra pochi mesi.

“Un quarto d’ora per rifornire all’80%”

Sarà una rifornimento quasi istantaneo, un quarto d’ora per arrivare all’80% di carica delle batterie. “Quasi quanto riempire il tuo serbatoio di benzina e prenderti una tazza di caffè al bar“, ha detto a Fortune Klaus Zellmer, presidente di Porsche Cars North America. Zellmer è stato intervistato durante la Rennsport Reunion, il grande raduno di appassionati della marca tenuto come ogni anno  a Monterey, in California.

Klaus Zellmer, capo di Porsche Nord America.

Più rapidi di Tesla

Il primo riferimento anche per la Porsche è chiaramente la Tesla, i cui supercharger impiegano circa il doppio per la stessa operazione, ovvero mezz’ora. La Jaguar I-Pace, il Suv elettrico lanciato da pochi mesi, richiede invece 45 minuti. Con una precisazione da parte di Fortune: per essere così veloce, la Porsche deve rifornire a 350 kW. Ed è tutto da dimostrare che l’erogazione resti a un livello così alto per tutte le fasi della ricarica, specie nel finale. Ma la Casa tedesca si è data comunque l’imperativo di essere la più rapida. “Non ha senso andare veloci con l’auto e poi fermarsi due ore per ricaricare”, ha chiosato Detlev von Platev, responsabile Porsche di vendite & marketing.

Taycan: 2mila prenotazioni nella sola Norvegia

Il posizionamento del pacco-batterie assicura alla Taycan un baricentro più basso della 911 GT3.

È ovvio che i clienti che sceglieranno la Porsche elettrica non lo faranno per questioni di sostenibilità. Ancora una volta, si parlerà di performance e di piacere di guida. La Taycan sembra avere tutte le carte in regola, con i suoi 600 cavalli e un baricentro più basso della Porsche più performante, la 911 GT3, grazie al posizionamento del pacco-batterie. L’accelerazione da 0 a 100 è annunciata in 3,5 secondi. Lunghe soste, con prestazioni del genere, potrebbero essere mal sopportate. Tanto più che la Porsche vede un grande potenziale di vendite, soprattutto in mercati dove l’elettrico è una realtà, come Cina e California. Per non parlare della Norvegia, dove sono state raccolte 2mila prenotazioni. Ecco quindi che la Casa, oltre a partecipare al progetto di una rete di ricarica europea superfastIONITY, lavora con Porsche Engineering per offrire soluzioni studiate in proprio

IL NOSTRO PARERE. È chiaro che il mercato dell’auto elettrica si sta già dividendo in due settori ben precisi. Da una parte macchine come la Porsche, dal prezzo alto o altissimo e rete di ricarica superveloci, da 50 kW in su. Dall’altra le macchine ‘normali’, che in genere ricaricheranno in colonnine fino a 22 kW o, preferibilmente, a casa o in azienda. Un rifornimento lento, oseremmo dire “dolce”, a prezzi più bassi, nei tempi morti. L’importante è che non passi l’idea che l’elettrico è roba da miliardari, che si possono permettere di spendere 100 mila euro per un’auto e ricaricarla in un quarto d’ora mentre bevono il caffè.  (mauro tedeschini)