La Nigeria, storica potenza del petrolio africano, ha avviato un percorso deciso verso la mobilità elettrica, segnando un cambio di rotta in un’economia tradizionalmente legata ai combustibili fossili.
Il governo, insieme ad agenzie internazionali e partner industriali, sta mettendo in campo incentivi, infrastrutture e nuove normative per preparare il Paese a una transizione energetica sostenibile. Una svolta significativa, e paradossale, per uno Stato che finora ha sempre costruito la propria ricchezza proprio sull’oro nero.

Mobilità elettrica, la Nigeria vuole svoltare
Il National Automotive Design and Development Council (NADDC), in collaborazione con l’agenzia tedesca GIZ, ha avviato un programma per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici e delle infrastrutture di ricarica solare. Il piano include anche la redazione di una politica nazionale per la mobilità elettrica, volta a stimolare produzione locale e investimenti stranieri.

Parallelamente, il Senato nigeriano ha appena presentato il disegno di legge “Electric Vehicle Transition and Green Mobility Bill 2025“, che punta a regolamentare l’intero ecosistema EV: dall’assemblaggio ai requisiti tecnici, fino agli incentivi per produttori e importatori.
Il governo ha fissato un traguardo concreto: entro il 2030, il 30% dei veicoli prodotti in Nigeria dovrà essere elettrico. Per raggiungerlo, sono previsti incentivi fiscali fino a 10 anni per i produttori di auto e componenti EV.
Secondo il NADDC, queste misure dovrebbero attrarre nuovi investitori e creare posti di lavoro qualificati nell’industria automobilistica locale, oggi ancora dominata da modelli a benzina e diesel.
L’obiettivo è ridurre la dipendenza dalle importazioni di veicoli e carburante, rafforzando al contempo la capacità produttiva interna.
Sfida epocale per il gigante petrolifero
Per la Nigeria, terzo produttore di petrolio dell’Africa, puntare sull’elettrico rappresenta una sfida culturale e industriale. Il passaggio agli EV può favorire una diversificazione economica e ridurre la vulnerabilità alle oscillazioni del prezzo del greggio, ma richiede infrastrutture solide e una rete energetica affidabile.
Il governo ha già installato le prime colonnine di ricarica solare, ma la stabilità della rete elettrica rimane un nodo critico. In molte regioni, la fornitura di energia è intermittente, rendendo complessa la diffusione di massa dei veicoli elettrici.
Il tasso di adozione degli EV in Nigeria è ancora inferiore all’1% del parco circolante, frenato dai costi elevati e dalla scarsa disponibilità di modelli accessibili. Tuttavia, il Paese sta investendo nella formazione tecnica e nella produzione locale di batterie, riconoscendo la mobilità elettrica come leva per innovazione e occupazione.
Il percorso è lungo, ma la direzione è chiara: anche un gigante del petrolio come la Nigeria vuole diventare un attore credibile nella transizione energetica africana.
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Nigeria come la Norvegia.
La domanda sorge spontanea. Se la Nigeria sta investendo nella produzione di auto elettriche, perché l’Italia non potrebbe fare lo stesso per salvaguardare la propria industria automobilistica, invece di insistere su una tecnologia termica ormai obsoleta e destinata a scomparire?
perché non vuole.
e non vuole per
a. interessi, di manager ultrasessantenni vicini alla pensione che non hanno interessi nel futuro
b. ignoranza crassa
c. ideologia, a metà tra il racconto del tempo che fu e improbabili ritorni ai fasti che non erano gli anni ’80
ho avuto modo di assistere a un intervento di un big (big big) dell’energia 15 giorni fa: e niente, fuffa e slogan e numeri studiati a memoria senza capirci un tubo, palese assenza di comprensione
Ma non avete mai visto i video dei vecchi camion FIAT 682 stracarichi ancora al lavoro in Nigeria????
a ok… e quindi?
stasera per me una prosciutto e funghi!
tanto per sparare robe che non c’entrano con l’articolo..
Non mi sembra che nel frangente che ho indicato si investa molto in ecologia, questo volevo sottolineare…li soldi non ce ne sono se continuano ad usare vecchie carcasse per il trasporto.
Per la pizza preferisco la parmigiana con salamino piccante e possibilmente melanzane fritte grazie…..