Anche la Guardia di Finanzia, come gli altri corpi militari dello Stato, sta investendo sulla decarbonizzazione dei suoi veicoli. Un elettrificazione che vede dominare i mezzi ibridi, ma sono 150 i veicoli full electric acquistati dai finanzieri.
Guardia di Finanza: 160 veicoli elettrici e 729 ibridi
La Guardia di Finanza ha avviato un percorso verso la mobilità sostenibile e aggiorna il bilancio dei mezzi a ridotto impatto ambientale in servizio. Dai dati forniti dall’Ufficio Stampa a Vaielettrico emerge un quadro in cui, pur prevalendo gli acquisti di veicoli ibridi, cresce anche la componente completamente elettrica.

Ecco i numeri della decarbonizzazione: 160 veicoli elettrici già operativi. Al 30 novembre 2025 risultano in servizio: 95 Jeep Avenger elettriche, tutte con livrea d’istituto, 30 Peugeot e-208 elettriche, anch’esse con livrea d’istituto, 35 mezzi logistici elettrici.
Accanto ai veicoli elettrici, la Guardia di Finanza ha immesso in servizio un numero molto più consistente di mezzi ibridi. La componente elettrica rappresenta dunque una parte di un parco che conta altri 729 veicoli ibridi.
Decarbonizzazione anche in acqua
Il Corpo sottolinea come la mobilità sostenibile sia parte di un progetto più ampio. In un comunicato si legge: «La Guardia di Finanza ha, ormai da tempo, intrapreso il cammino della transizione ecologica, operando mirate scelte strategiche finalizzate a creare un ambiente di lavoro più sostenibile attraverso attività progettuali connesse all’efficientamento energetico delle caserme, nonché all’ammodernamento del parco mezzi terrestri e marittimo con l’acquisizione di nuovi autoveicoli e unità navali a ridotto impatto ambientale per contenere i consumi e abbattere le emissioni inquinanti».

Per quanto riguarda le imbarcazioni la transizione energetica è in atto da tempo. Abbiamo documentato tempo fa la vedetta ibrida di Venezia che nei luoghi a maggiore frequentazione umana naviga in elettrico. Un compromesso, ma utile per azzerare le emissioni locali. Una soluzione con «dimensioni e manovrabilità adatte al contesto lagunare, caratterizzato da forti escursioni di marea, bassi fondali e limitazioni in altezza».
Ricordiamo anche l’importante investimento del corpo dei vigili del fuoco che grazie ai fondi del Pnrr ha acquistato migliaia di veicoli elettrici o i comandi dei carabinieri che installano le colonnine nelle loro sedi a beneficio dei dipendenti. Insomma caserme green.
GUARDA IL VIDEO: LA GRANDE BEFFA DEL PETROLIO


Dietro casa mia c’è un mega centro di addestramento della GdF.
Vivrò per il momento in cui con una delle loro BEV dovranno andare a caricare alla colonnina di strada vicino alla caserma e la troveranno occupata dalla solita termicona, il cui proprietario sene infischia delle proteste di chi arriva e non riesce a caricare nell’indifferenza della polizia locale!
Secondo me la GdF avrebbe potuto sforzarsi di piú sulla percentuale di veicoli elettrici in dotazione al proprio organico.. Non penso che le esigenze di servizio impongano un’autonomia come quella richiesta nei pattugliamenti della Polizia, vedi articolo
https://www.vaielettrico.it/polizia-stradale-in-tesla-model-x/
e relativi commenti
Attenti evasori fiscali!
Da ora in poi le Fiamme Gialle vi arriveranno addosso zitti zitti con le loro silenziose BEV !!
Scherzi a parte… è la dimostrazione che quando si affronta il tema dei costi di gestione e -seriamente- la tipologia di spostamenti effettivamente praticata le attuali BEV sono giuste per il bilancio di enti pubblici e società private.
Forse proprio dalle esigenze di agevolare le ricariche di veicoli di flotte nascerà una maggior diffusione dei punti di ricarica (so che il mio comune ha pubblicato bandi per tante postazioni in città, che per altro è molto ben servita già dai tanti supermercati e pure alcuni distributori con HPC … tanto che non ci sono mai file alle colonnine (anche perché al momento chi acquista BEV ha già la ricarica a casa o azienda).
Tornando on topic penso che entità pubbliche e TPL daranno fiducia ai tanti che ancora non si fidano delle auto elettriche (o che magari pensano a delle plugin/ eREV come banco di prova).
Esatto.
Aggiungerei anche che sarebbe ora che molti condomìni (e condòmini) si decidano a dotarsi di impianti adeguati alle ricariche, senza troppo ostruzionismo, visto che chi non comprerà BEV, alla fine si ritroverà con una plugin comunque da ricaricare.
Le nuove norme UE non lasciano spazio ad altro.