Anche la Cina discute sul futuro dell’auto: carburanti alternativi o elettriche?

Cina futuro auto





Anche in Cina ferve il dibattito sul futuro dell’auto: da un lato i fermi sostenitori dell’elettrico puro, dall’altro chi punta su carburanti alternativi, come il metanolo, per certi settori-chiave. Alcune recenti dichiarazioni di esperti del settore evidenziano una possibile frattura strategica, che potrebbe influenzare anche i mercati globali.

Il confronto non è solo tecnologico, ma riguarda efficienza energetica, peso dei veicoli, infrastrutture e politiche industriali. E arriva in un momento in cui la Cina è già il principale laboratorio mondiale della mobilità elettrica.

Geely rilancia sul metanolo

Secondo Li Shufu, presidente del colosso Geely, i veicoli elettrici con batteria al litio possono pesare fino al doppio rispetto a quelli alimentati a metanolo. Un fattore che, soprattutto nel trasporto pesante, si traduce in maggiori consumi energetici e minore efficienza complessiva.

Geely sostiene che il metanolo offra una densità energetica oltre dieci volte superiore rispetto alle batterie, consentendo veicoli più leggeri a parità di capacità di trasporto. Non a caso, il Gruppo cinese lavora su questa tecnologia da oltre vent’anni e sta iniziando a portarla anche su modelli di serie e applicazioni motorsport.

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Galaxy Starshine 6, la berlina ibrida plug-in di Geely ha recentemente introdotto una variante alimentata a metanolo

Le vie alternative per il trasporto pesante 

Il metanolo, dopotutto, non è più solo un’opzione teorica: in Cina sono già coinvolte 39 città in 20 regioni, con oltre 80 misure di supporto dedicate a questa tipologia di carburante alternativo. Geely ha inoltre presentato varianti ibride plug-in a metanolo – come la Galaxy Starshine 6 – segno di una progressiva integrazione nei veicoli passeggeri.

Particolare attenzione viene data al trasporto pesante, dove secondo Geely il metanolo potrebbe offrire vantaggi in termini di costi operativi e riduzione delle emissioni lungo il ciclo di vita, soprattutto se prodotto da fonti rinnovabili (il cosiddetto metanolo verde).

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Risponde il mondo accademico: elettrico al 90% nel 2040

Ouyang Minggao

Di segno opposto le previsioni di buona parte del mondo accademico cinese, con il professor Ouyang Minggao in testa, tra i massimi esperti mondiali del settore dei veicoli a nuove energie.

Secondo il docente della Tsinghua University, la strada è una sola: i veicoli elettrici puri sono destinati a dominare il mercato cinese fino al 90% entro il 2040.

La ragione principale è l’efficienza: la trazione elettrica utilizza l’energia rinnovabile in modo doppio rispetto all’idrogeno e quadruplo rispetto ai carburanti sintetici. Un vantaggio strutturale che, secondo Ouyang, segnerà il declino di ibride plug-in ed extended range.

Le sue previsioni indicano una crescita costante:

  • entro il 2030, oltre il 70% delle vendite sarà “new energy”.
  • nel 2035 si supererà l’80%.
  • nel 2040, l’elettrico puro sarà dominante con rapporto 9:1 rispetto alle altre tecnologie.

I progressi delle batterie… con un po’ di cautela

L’ottimismo sul futuro full electric dell’auto trova riscontro nella posizione sempre più forte della Cina nel settore dello sviluppo batterie. Una leadership conclamata, per un Paese che detiene il 44% dei brevetti globali nel settore e ha ridotto drasticamente i costi dei materiali. Anche la sicurezza ha fatto passi avanti, con standard sempre più stringenti contro incendi ed esplosioni.

Batterie allo stato solido, l’esperto cinese avverte: “la strada è ancora lunga”

Nonostante i passi da gigante degli ultimi anni, Ouyang invita alla prudenza soprattutto sulle batterie allo stato solido, ancora alle prese con criticità tecniche. La loro diffusione su larga scala, per il professore, è attesa non prima del 2030.

Elettrico o endotermico: un confronto costruttivo?

Il confronto tra carburanti alternativi (biocarburanti, e-fuel, idrogeno…) ed elettrico puro riflette due visioni diverse della transizione energetica.

Urso riparla di incentivi (ma non solo per le elettriche?)

Guardando soprattutto ai risvolti europei, dove le grandi lobby dell’Oil & Gas vedono biocarburanti ed e-fuels come un salvagente all’abbandono dell’energia fossile. E alcuni governi, tra i quali quello italiano, premono per abbandonare la strategia Ue delle emissioni zero basata sul battery electric, anche per salvaguardare l’eccellenza tecnologica dei carmaker europei nella motorizzazione endotermica.

LEGGI anche: “L’Europa ha perso molti treni. Ma può permetterselo con l’auto elettrica?” e guarda il VIDEO

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