Anche la Thailandia vuole seguire l’esempio di numerosi Paesi al mondo – dalla Polonia al vicino San Marino – dove le auto elettriche si riconoscono per una targa diversa da quella termica. Il colore verde è la scelta più comune, ma il governo thailandese pensa al blu, e risponde all’esigenza di un controllo semplificato per garantire l’utilizzo corretto degli stalli di ricarica, ma pure gli interventi di sicurezza durante, per esempio, un incendio.
Paese sempre più elettrico: incentivi, produzione, targhe
Il Dipartimento dei Trasporti Terrestri thailandese sta preparando nuove norme che introdurrebbero targhe blu per le auto elettriche private e per i motocicli elettrici di nuova immatricolazione. Con il numero di veicoli elettrici in circolazione in costante aumento, le autorità puntano a renderli più facilmente identificabili dall’esterno. Ricordiamo il piano di incentivi da 600 milioni che mira a sostituire 80mila veicoli termici con quelli elettrici.
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In Thailandia, l’adozione delle targhe blu avrebbe l’obiettivo di migliorare la sicurezza e la rapidità di intervento in caso di emergenza: una chiara identificazione del veicolo permetterebbe alle squadre di soccorso di riconoscere subito la presenza di un mezzo elettrico dopo un incidente. Questa informazione preliminare aiuterebbe gli operatori a seguire le procedure specifiche per la gestione delle batterie e degli incendi, utilizzando fin da subito l’attrezzatura adeguata.

Nella stampa locale si sottolinea anche che una più veloce identificazione potrebbe inoltre agevolare futuri benefici per le BEV, come parcheggi dedicati, tariffe speciali per i pedaggi autostradali e accesso alle Zero Emission Zones.
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Gli EV pubblici, i veicoli di servizio e quelli destinati a usi speciali manterrebbero i colori di targa già previsti per le rispettive categorie, ma con un contrassegno identificativo aggiuntivo.
Sul Bangkok Post si riporta la notizia e anche la dichiarazione del direttore del Dipartimento Sorapong Paitoonpong che spiega che «Il dipartimento non richiederà ai veicoli elettrici già registrati di passare alle nuove targhe. I proprietari potranno continuare a utilizzare normalmente le targhe attuali», ha dichiarato alla testata giornalistica nazionale. Pur se in modo diverso in tutto il mondo ci si muove verso questa direzione. E l’Italia? Cosa ne pensate?
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Naturalmente ci sono i pro e i contro, i pro gli avete descritti voi di vaielettrico abbastanza bene non c’è da aggiungere altro. Per quanto riguarda i contro c’è la non remota possibilità di subire atti vandalici dagli idioti e invidiosi di turno. Come ad esempio i casi ben documentati dalle sentinella tesla, purtroppo non tutti possediamo una tesla da poter registrare tali eventi e denunciare i cretino di turno. Pertanto per quanto mi riguarda non sono favorevole.
gli atti vandalici purtroppo dipendono da quanta necessità di sfogar la frustrazione hanno le persone nei confronti di altri esseri (umani e non), non dal colore di una targa…. Ci son vetture prese di mira solo perché rappresentano uno status simbol (a prescindere dalla motorizzazione), nella mia zona anche certi colori carrozzeria “attirano” di più le punte di chiodi o chiavi….
Bisogna puntare meno sui sistemi di vigilanza e repressione e lavorare tanto di più nell’alleviare i problemi delle persone (lavoro, istruzione, casa, famiglia) per evitare comportamenti socio-patici.
Se è poi vero che comprendere i rischi di intervento su vetture con rischi folgorazione o incendio può salvare la vita a passeggeri e soccorritori… penso che il “rischio” del dispettoso di turno possa essere sopportato (e coperto con una buona polizza assicurativa 😉 che costa quanto il Sentry-mode ma non riduce l’autonomia 😂… e soprattutto ripaga almeno parte del danno… mentre il filmatino serve solo a veder “qualcosa” su cui difficilmente indagheranno le forze dell’ordine… ed è pure facile da aggirare per non farsi identificare quando la cosa è stata “pianificata”)
Assolutamente d’accordo nell’adottare targhe differenti tra veicoli elettrificati e ICE puri, sia per eventuali differenti trattamenti per accesso ad aree a traffico limitato ma soprattutto per i già indicati motivi di sicurezza, per agevolare tutti i presenti all’eventuale incidente o guasto di adottare azioni di intervento con adeguati margini di sicurezza, perché non tutti gli eventuali “soccorritori” sono pompieri o comunque personale formato ed attrezzato.
In Cina invece stanno facendo abbandonare le luci (blu o verdi ? ) delle vetture in guida autonoma per impedire eventuali errori sia negli umani che in altri sistemi (lidar etc); io sarei invece favorevole ad adottare magari una “scritta luminosa” per segnalarlo agli altri utenti della strada per aiutare ad adeguarsi alle diverse risposte di guida (gli “umani” tendono ad interpretare a modo proprio le regole mentre gli algoritmi sono troppo rigidi… e ancora non prevedono tutte le possibili casistiche da dover rapidamente affrontare). Anche le proposte luci anteriori apposite a segnalare la vettura in frenata sarebbero interessanti; magari potrebbe esser fatto lampeggiare la barra led che unisce i fari anteriori su molti dei nuovi modelli (certo ci vorrebbe una adozione a livello europeo per uniformare i C.d.S. dei 27 e degli altri interessati.