Anche in Francia vendite di elettriche record





Anche in Francia vendite di elettriche record in marzo. E con numeri ben diversi dall’Italia: 49.406 immatricolazioni contro le nostre 16.137.  Siamo su due pianeti diversi, visto che come numero totale di vendite questi due mercati sono sempre stati piuttosto vicini.

Anche in FranciaTesla Model Y supera quota 7 mila, bene anche Renault

Due dati balzano subito all’occhio: il ritorno al primo posto della Tesla Model Y, con numeri eclatanti (oltre 7 mila consegne in marzo). E le poche vendite della Leapmotor T03, largamente leader in Italia. Segno che il marchio cinese, distribuito in Europa da Stellantis, ha preferito portare i modelli disponibili nel nostro Paese, approfittando della coda degli incentivi 2025.

Ancora buoni i dati di vendita di Renault, che piazza  3 modelli nei primi 10 posti. Accanto alla solita R5 (2° a quota 3.493), troviamo la Scenic (3° a 2.824) e la R4 (sesta a 1.477). La marca francese registra poi le prime 1.059 immatricolazioni della nuova Twingo, macchine destinate ai concessionari per i test-clienti. Arrivando così a quota 9.613, contro le 9.659 unità di Tesla. Assieme questi due marchi valgono quasi il 40% del mercato.

Anche in Francia il caro-carburanti spinge le EV

Altro dato che salta all’occhio è l’arretramento del gruppo Stellantis, che sta concentrandosi soprattutto sull’ibrido. Ci sono tre modelli nella top ten, ma con numeri inferiori rispetto a Tesla e Renault. La Citroen E-C3 è 5° a quota 1.553, la E-C3 Aircross 8° con 1.375 e la Peugeot e-208 9° con 1.204. Male anche i marchi cinesi, anch’essi spostati sull’ibrido.

Quanto alle previsioni per i prossimi mesi, gli analisti restano positivi, nonostante la fine degli incentivi legati al leasing social. Il caro-carburanti sta spingendo gli automobilisti verso l’elettrico. Uno spostamento favorito anche dal fatto che sono in arrivo diversi modelli di piccole dimensioni, dal prezzo più abbordabile. Dopo la nuova Twingo, con le prime consegne in corso, arriveranno le tre novità del gruppo Volkswagen, a iniziare dalla Cupra Raval (presentazione il 9 aprile). E tira molte forte anche il mercato dell’elettrico usato, altro segno del cambio di preferenze dei consumatori francesi.

Visualizza commenti (2)
  1. In Italia non ci sono soldi….
    Il mese scorso in famiglia abbiamo venduto la nostra vecchietta ad una persona anziana che gli serve solo per andare a comprare il pane in paese e portare la moglie al cimitero….
    L’auto era una euro2 ora è stata sostituita da una nuovissima euro5 appena 35000 km in 13 anni !!!
    Un 1600 a benza che sarà trasformato a GPL per rimanere il più green possibile. Ecco ci siamo fatti il regalo di pasqua !!!
    E ora per altri 12 /15 siamo a posto !!! Buona pasqua a tutti!

  2. I francesi stanno beneficiando di una storica “attitudine” all’auto elettrica, visto che il marchio Renault è stato pioniere in Europa; hanno avuto varie campagne di diffusione incentivata e, grazie al recente arrivo di modelli “cittadini” (seg. A/B e Sub C) dai prezzi accessibili (visti dal loro reddito medio) stanno aumentando l’interesse verso le BEV ed altre elettrificate (si, vabbè, qualcuno scriverà che hanno il nuclerare… ma i prezzi delle ricariche non sono così stracciati rispetto all’Italia).

    Noi italiani, nobile molto decaduta della produzione automobilistica, ci stiamo rannicchiando nel ghetto fossile, addirittura ripensando auto progettate BEV in mildhybrid, eREV e addirittura turbodiesel (un boomerang visto che la carenza di gasolio sta diventando strutturale – per diminuzione di impianti produttivi nel mondo più che di problema di costi).
    La quota italiana di penetrazione di BEV è ridicola rispetto al potenziale (per quantità di km/mese o anno percorsi, numero di case private con posto auto disponibili, esposizione al sole per impianti FV di proprietà etc); peggio di noi al momento stanno i tecnologicissimi giapponesi col 2% di BEV, visto che per decenni si son pure loro crogiolati nel tranquillo proseguimento della loro tecnologia full-hybrid (denigrando fino all’ultimo le BEV concorrenti) ma in questo momento il Giappone è totalmente strangolato dall’impossibilità di importare quotidianamente le enormi quote di idrocarburi liquidi e gassosi che servono loro per tutti gli usi, tra cui anche l’alimentazione a benzina delle auto ibride: di colpo rischiano di bloccare il paese se non a fronte di drammatici piani di razionamento, imposizione di T.P.L. ed altre misure draconiane che si stanno diffondendo in tutta l’Asia e Australia.

    La Spagna, al pari dei nord europei, potrebbe beneficiare tantissimo del loro “quasi” 60% di produzione da fonti rinnovabili + assimilate (compreso il 20% nucleare); hanno un livello prezzi elettrici tra i più bassi d’Europa ed hanno una grandissima disponibilità per alimentare BEV, di cui però ancora non dispongono come i “colleghi” del nord, pur avendo gran dotazione di stabilimenti di produzione e pure gigafactory per batterie. Rischiano pure loro lo shock energetico perché i loro trasporti (merci e persone) son quasi tutti ad idrocarburi… restando così esposti pure loro al rischio blocco e partecipando alla domanda a prezzi folli del petrolio.
    Sono però pronto a scommettere che con l’arrivo delle novità più piccole (molte delle quali prodotte in loco) tra Stellantis/Leapmotor, VW/Skoda/Cupra ed altre cinesi e finte spagnole (Ebro su licenza Chery) arriveranno velocemente ai livelli pari a francesi e tedeschi, anche se con auto di segmento/costo inferiore😉

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