Home Sharing Anche il car pooling pensa all’elettrico. BePooler l’apripista

Anche il car pooling pensa all’elettrico. BePooler l’apripista

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BePooler studia soluzioni per allargare i suoi servizi di car pooling al mondo elettrico. Ottenendo così il doppio risultato di ridurre le auto in circolazione e di far viaggiare soprattutto quelle ad emissioni zero. Ce lo conferma Nicola Ciniero, fondatore e vicepresidente della società che in pochi mesi ha già conquistato ampie fette di mercato in Italia e in Svizzera, siglando accordi con aziende per migliaia e migliaia di dipendenti.

Oltre al più conosciuto car sharing, pubblico o privato (che in diverse città italiane vede già l’utilizzo di mezzi 100% elettrici), anche il car pooling si sta imponendo come importante strumento di mobilità sostenibile e guarda con sempre maggiore interesse ai veicoli EV.
Si tratta di un servizio di trasporto in condivisione, basato sull’utilizzo congiunto della stessa auto fra più persone che devono percorrere lo stesso tragitto. Ciò permette di ridurre gli sprechi di carburante, quindi l’inquinamento, e la congestione nei centri urbani.
E ora anche le aziende cominciano a vedere nel nuovo servizio un’interessante soluzione per i problemi di spostamento dei dipendenti nel tragitto casa-lavoro-casa,facendone materia di welfare aziendale.

IL PROGETTO BEPOOLER

Le potenzialità positive del car pooling e il suo inserimento nei programmi di welfare aziendale sono alla base dell’innovativo progetto BePooler, nato nel 2015 a Lugano. Si tratta di una piattaforma tecnologica per il car pooling aziendale, che consente ai dipendenti di condividere la propria auto nel tragitto verso il lavoro, con vantaggi tangibili per le stesse imprese. Senza investimenti infrastrutturali, senza tempi e costi connessi, semplicemente ottimizzando il coefficiente di riempimento delle auto.

Ai fondatori l’idea ispiratrice è venuta studiando la California e i suoi modelli d’avanguardia in questo settore, come ci racconta il vicepresidente Nicola Ciniero. In due anni di sviluppo in Italia, alla App originaria per i soli automobilisti è stata affiancata un’efficiente soluzione per le imprese che desiderano incentivare il carpooling dei propri dipendenti, contribuendo così a migliorare le loro spese di trasporto, ma anche a socializzare con i colleghi.

Nicola Ciniero

“La piattaforma mette in contatto i colleghi per condividere il percorso – spiega Ciniero – Ma non si limita a far incontrare domanda e offerta: calcola esattamente la spesa e come suddividerla tra i vari passeggeri; prenota e segnala il posto auto; distribuisce i buoni carburante e le altre forme di incentivi aziendali”.

Proprio questi ultimi sono fondamentali nell’interconnessione tra le parti: i dipendenti si “trovano” tramite l’App ma le imprese, a richiesta, possono avvalersi di una sorta di “scatola nera” in cui sono registrati tutti i dati di chi utilizza il car pooling – ad esempio conoscere se chi guida ha un comportamento virtuoso, rispettando i limiti di velocità – ottenendo garanzie di sicurezza sull’identità delle persone coinvolte (che è uno dei problemi limitanti al car pooling di base) e sull’uso del car pooling stesso, riconoscendo a ciascuno di conseguenza i giusti incentivi.

Il “giochino” funziona, tanto che dall’inizio dell’anno Be Pooler può contare in Italia su una base consolidata di oltre 4.000 utenti, accumulando oltre 20.000 viaggi per oltre 500.000 km.

Negli ultimi tempi la società ha anche rafforzato partnership strategiche con alcuni Comuni, che ovviamente traggono vantaggio in fatto di sostenibilità dallo sviluppo del car pooling: con l’opzione Park&Ride, ad esempio, ai carpoolers sono riservati posti auto ad hoc presso le stazioni e i luoghi di scambio; oppure vengono offerti sconti speciali per parcheggiare nelle strisce blu o la possibilità di accesso preferenziale nelle ZTL, corsie riservate e centri storici.

A Milano, Roma, Bologna sono poi al vaglio altre iniziative, come il “Taxi Pooling”, una flotta di eccellenza formata da oltre 1.500 taxi “da condividere”, la maggior parte dei quali ibridi e a basso impatto ambientale.

UN CAR POOLING ELETTRICO?

E’ chiaro che piattaforme come BePooler possono permettere alle aziende o ai Comuni di promuovere maggiori incentivi a chi si muove “in compagnia” in modalità 100% elettrica, promuovendo così una campagna sempre più sostenibile.

La strada deve puntare in questa direzionesottolinea Ciniero – Sono opportunità da cogliere, anche se i problemi infrastrutturali da superare in Italia sono ancora molti prima che si possa sviluppare una vera coscienza elettrica”.

Come dire: lo sviluppo di un car pooling aziendale full electric passa, gioco-forza, dalla volontà dei singoli dipendenti di possedere un’auto elettrica da condividere con i colleghi. E gli incentivi da soli non possono bastare.