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Anche i giga yacht vanno (un po’) in elettrico. Il FB272 di Azimut Benetti Group

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L’ausilio del motore elettrico negli yacht esiste da tempo. Ma sono notevoli i numeri di FB272 di Benetti: giga yacht da 100 metri e 5.500 tonnellate che naviga in elettrico per 12 ore.

Iniziamo dai numeri di questa meraviglia della nautica italiana, siamo a Livorno allo storico cantiere Benetti fondato nel lontano 1873, dove hanno scommesso sulla costruzione di ben tre giga yacht. Quello con motorizzazione ibrida è il FB272: lungo circa 100 metri, largo 17  e stazza lorda superiore a 5.500 tonnellate. Lo yacht è equipaggiato da motori diesel-elettrici e due propulsori Azipod, connessi al parco batterie.

Due propulsori Azipod da 2.200 kW

Più nel dettaglio la propulsione di FB272 è articolata in un set di 6 generatori da 1.000 kW circa. L’energia viene gestita da un sistema integrato di controllo elettronico che rifornisce i servizi di bordo e i due propulsori Azipod da 2.200 kW l’uno. Una gran potenza. L’elettricità dei generatori viene utilizzata per ricaricare ben 35 tonnellate di batterie che alimentano FB272 per 12 ore. Ottima autonomia. Il dato ecologico in questo caso è dato soprattutto da zero emissioni in aree popolate e fragili.

Propulsione firmata da Caterpillar, Seastema e ABB

Il sistema di propulsione è stato realizzato da grandi protagonisti del settore come Caterpillar, Seastema e ABB, coordinati dal Benetti Technical Department. Il cantiere tiene a sottolineare i benefici dati dall’elettrico: “Il vantaggio principale garantito da questo sistema è una navigazione in totale silenzio”.

L’unità che recupera calore per l’alimentazione

Il giga yacht è pensato, in ogni minimo particolare, per soddisfare tutte le esigenze degli ospiti quindi ampi spazi sul ponte di prua, più altri spazi dedicati alla convivialità nel ponte principale. Sul ponte superiore si trova la plancia di comando, sovrastata da un ponte privato che conduce alla piattaforma per l’elicottero. Caratteristica importante sono le superfici di vetro che avvolgono i ponti e anche lo scafo è fasciato da ampie vetrate che partono da metà nave e arrivano fino a poppa. Lo yacht è dotato di un’unità di recupero calore, un sistema pensato dall’armatore per alimentare l’imbarcazione e risparmiare energia elettrica.

Ben 2 milioni di ore di lavoro per 100 fornitori

La costruzione di questo yacht ha avuto una forte ricaduta economica e sociale per Livorno e tutto il settore nautico visto il numero delle aziende coinvolte come ha sottolineato Paolo Vitelli, presidente di Azimut Benetti Group: “Questo iconico progetto ha avuto un impatto molto importante sull’industria locale, richiedendo oltre 2 milioni di ore di lavoro da parte di più di 100 fornitori. Possiamo veramente definirlo un magnifico risultato per Livorno ma anche per tutto il “Made in Italy”.

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