Anche a Padova incivili della ricarica in azione





Anche a Padova incivili della ricarica in azione: un lettore segnala (con foto) le tante auto parcheggiate davanti alle colonnine. Solito malcostume. Vaielettrico risponde.

Anche a PadovaAnche a Padova…/ L’operatore della colonnina non ha nulla da dire? 

“Quest’anno con mia moglie ho deciso di passare Pasquetta a Venezia. Per praticità ho parcheggiato nel grande parcheggio della stazione di Padova e poi abbiamo preso il treno. Nonostante il parcheggio fosse per lo più vuoto, segnalo che gli stalli di ricarica HPC Powy sono perennemente occupati da auto termiche. Una Volkswagen Polo grigia per l’intero giorno. Leggo nei commenti sul web che è un’abitudine consolidata. Mi chiedo quanto possa continuare così. L’operatore non ha nulla da dire? Allego foto“. Michele Dal Corso

Secondo il Codice chi deve intervenire è la Polizia Locale…

Risposta. Con l’arrivo della bella stagione, e l’intensificarsi degli spostamenti, si moltiplicano le segnalazioni come queste. Gli operatori chiamati in causa da Michele possono fare ben poco. Se non, quando messi al corrente degli abusi, segnalare il tutto alla Polizia Locale, sollecitando un intervento. Quest’ultima, purtroppo, è in tante faccende affaccendata e raramente interviene. Nonostante il Codice della Strada parli chiaro. Ecco il testo dal sito del Ministero: “Aree dedicate alla ricarica dei veicoli elettrici: il divieto di sosta, con le relative sanzioni, si estende alle aree dove si trovano le colonnine per la ricarica elettrica dei veicoli. Il divieto vale anche per gli stessi veicoli elettrici che non stanno effettuando la ricarica o se hanno completato da oltre un’ora l’operazione“. Quindi: non è prevista la rimozione, che tanti automobilisti elettrici invocano, ma la multa sì. E in una stazione di una città importante come Padova, sicuramente presidiata dalla Polizia Locale, sarebbe lecito aspettarsi che qualche sanzione arrivasse.
Malcostume che dura da anni. E quando la Polizia Locale arriva… VIDEO cliccatissimo

Visualizza commenti (3)
  1. “…Quindi: non è prevista la rimozione, che tanti automobilisti elettrici invocano, ma la multa sì.”

    Redazione, vi ho segnalato già diverse altre volte – ma vedo sempre invano, dato che continuate imperterriti nell’errore… – che il Codice della Strada prevede eccome la rimozione del veicolo in divieto di sosta in uno stallo di ricarica per veicoli elettrici.
    Basta leggere l’art. 159, che stabilisce le sanzioni per la violazione dell’art. 158, comma 1, lettera h-ter, da voi richiamato:

    «Art. 159.
    Rimozione e blocco dei veicoli
    1. Gli organi di polizia, di cui all’art. 12, dispongono la rimozione dei veicoli:
    […]
    b) nei casi di cui agli articoli 157, comma 4 , e 158, commi 1, 2 e 3;
    […]
    3. In alternativa alla rimozione e’ consentito, anche previo spostamento del veicolo, il blocco dello stesso con attrezzo a chiave applicato alle ruote, senza onere di custodia, le cui caratteristiche tecniche e modalità di applicazione saranno stabilite nel regolamento. L’applicazione di detto attrezzo non e’ consentita ogni qual volta il veicolo in posizione irregolare costituisca intralcio o pericolo alla circolazione.
    4. La rimozione dei veicoli o il blocco degli stessi costituiscono sanzione amministrativa accessoria alle sanzioni amministrative pecuniarie previste per la violazione dei comportamenti di cui al comma 1, ai sensi delle norme del capo I, sezione II, del titolo VI. […]»

    Per riassumere, quindi, il Codice della Strada prevede che:
    — la rimozione del veicolo è la prima misura da attuare (cosa logica, perché non sgomberare lo stallo di ricarica non risolve la situazione della sua occupazione senza averne titolo)
    — è concesso, in alternativa, il blocco del veicolo (e qui la ratio è che, se non posso far rimuovere il veicolo per qualsiasi motivo, almeno il contravventore non se la cava con una semplice multa)
    — la rimozione (o il blocco) del veicolo e la sanzione pecuniaria costituiscono quindi assieme la sanzione amministrativa da applicare a chi contravvenga alle norme sul divieto di sosta negli stalli per la ricarica di veicoli elettrici (art. 158, comma 1, lettere h-bis e h-ter).
    Grazie per volerne prendere nota una volta per tutte.

    1. ciao Eugenio

      secondo me dovrebbe essere consentita l’emissione del verbale (a tariffa rimozione) con la sola visione della foto inviata (dalla colonnina, se dotata o del malcapitato utente che trova l’occupante abusivo) come prova della violazione.
      Se un utente “distratto” parcheggia in spazio ricariche e viene multato (con la foto mandata da qualcuno) di 200€ (ad esempio) io credo che in 1 anno o 2 massimo nessuno oserebbe più farlo.

      Per il blocco veicolo nello stallo ricarica Assolutamente NO perché vuol dire bloccare lo stallo: o viene rimosso il veicolo con carro-attrezzi o va via dopo il verbale (se contestato in loco) … o lo scopre Dopo che, come scrivono in USA, “non ci pensare nemmeno di parcheggiare qui” 😉

  2. La ricarica dei veicoli elettrici è un servizio al pubblico e (spesso) di natura “rara” e non facilmente sostituibile, vista la distribuzione territoriale: sarebbe corretto difendere l’usabilità delle colonnine attivate (non quelle in attesa di entrata in esercizio) con l’emissione di verbali “a tariffa rimozione forzata” (perché dopo la segnalazione dell’occupazione abusiva andrebbe anche chiesta la liberazione della piazzola).
    Forse una tariffa non bassa comincerebbe a scoraggiare i disinvolti occupatori di spazi riservati (a disabili, donne in gravidanza, mezzi di soccorso, forze dell’ordine e…. autoveicoli elettrici, che magari son persino in uso alle prime due categorie e con diagio accentuato).

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