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Ami riaccende la voglia matta di minicar

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Il successo di Ami, riporta alla ribalta il settore delle minicar. Ecco una carrellate di quel che c’è sul mercato e quello che sta arrivando. 

                                      di Elvio Leonardi

Le minicar negli ultimi 10-15 anni si sono prese una grossa quota di mercato e sono state molto presenti nelle strade italiane, quasi esclusivamente grazie alla fascia di adolescenti tra i 14 e i 18 anni che hanno visto in questi veicoli la possibilità di avere una sorta di prima macchina con la quale diventare piu’ indipendenti.

Nonostante le numerose critiche spesso rivolte alla sicurezza e al prezzo – quest’ultimo considerato troppo elevato considerata la qualità dei materiali, il telaio troppo fragile e i motori di origine agricola – il mercato  è continuamente cresciuto. E ormai non è raro  vedere una schiera di  minicar posteggiate passando accanto a un liceo.

Negli ultimi 2-3 anni le cose sono un po’ cambiate. Il mercato ha subìto una forte trasformazione con l’introduzione di modelli elettrici come la Citroen Ami, che hanno allargato il target degli utilizzatori anche agli adulti. Dimensioni contenute, bassi costi e zero emissioni sono vantaggi che le rendono appetibili per muoversi comodamente in città.

Lo testimoniano i numeri: Secondo i dati dell’Ancma, nel 2020 le minicar elettriche immatricolate in Italia sono state 24 mila veicoli. Nel 2021 sono quasi raddoppiate  salendo a 42 mila immatricolazioni. E anche i primi 5 mesi del 2022 hanno confermato  questo trend positivo.

La Citroen Ami comanda il mercato

In Italia il mercato delle minicar elettriche è attualmente dominato dalla Citroen Ami che si prende il 70% delle vendite totali, affermandosi come principale traino del segmento. I  gruppo Stellantis – di cui fa parte Citroen – ha ben capito l’andazzo e ha riproposto la vettura sotto il marchio Opel con la Opel Rocks-e per il mercato tedesco. Si parla poi, per il 2023, di un’ ulteriore proposta della stessa minicar sotto il marchio Fiat., Il nome potrebbe essere Topolino, in omaggio alla famosissima 500 Topolino prodotta a cavallo tra gli anni ‘30 e ‘50.

La Opel Rocks-e, così come l’eventuale Fiat Topolino, sono identiche in tutto e per tutto alla gemella Ami, condividendo sia l’estetica che motore e batterie. Si tratta di una minicar lunga 240 cm, con un’autonomia di 75 km grazie alla sua batteria da 5,5 kWh. La velocità massima è di 45 km/h data dagli 8 cv di potenza del motore.

Se la Citroen Ami è il veicolo di punta del segmento non è per caso. Il prezzo è molto contenuto, partendo da 6.000 euro (con il leasing 36 rate da 50 euro) e sono molto bassi i consumi e i costi di manutenzione.

Il colpo di genio è nel marketing

Molto importante è però il fattore esperienziale: Citroen, con la Ami, ha messo in atto un capolavoro di marketing, dando vita ad una minicar con tantissime possibilità di personalizzazione – elemento molto importante per il target adolescenziale – acquistabile esclusivamente online. Acquistare una Citroen Ami è un’esperienza digitale, facile, veloce, economica e anche divertente, che crea coinvolgimento quasi come se stessimo creando noi stessi la nostra auto. Si tratta di un esperimento riuscito in pieno, e ciò è ulteriormente dimostrato dall’uscita della Rocks-e e dall’idea della Fiat Topolino. Non a caso l’acme della campagna promozionale in Italia è stato toccato a Milano, durante l’evento più cool dell’ann: il Fuorisalone della Design Week.

Aixam e city pack

Citroen Ami è riuscita così ad entrare in un mercato totalmente nuovo per il brand  sbaragliando immediatamente la concorrenza di altri marchi che producono soltanto minicar da anni. Pensiamo ad Aixam, che pure ha dato vita ad una gamma elettrica con 5 versioni diverse (e-City, e-Coupé ed e-Crossover i modelli) senza però aver avuto l’impatto atteso sul mercato.

Aixam e gli altri brand del settore come Ligier o Chatenet (che non hanno ancora prodotto alcun mezzo elettrico) continua a vendere principalmente minicar diesel, nonostante tutti i vantaggi che l’elettrico può portare. Vedremo cosa faranno in futuro, anche alla luce del blocco alle auto a combustibile fossile decretato dall’Unione Europea per il 2035. Le minicar sono classificate come “quadricicli” e al momento non è chiaro se rientreranno o meno nel blocco.

Il mercato delle minicar elettriche, tra pionieri e novità

Se i brand principali di minicar tradizionali non si sono ancora ben allineati all’elettrificazione, il mercato non sta certo ad aspettarli. Sono diverse le opzioni disponibili attualmente, tra modelli pionieristici come la Renault Twizy e la Tazzari Zero (quest’ultima fuori produzione in Italia, sostituita dalla nuova gamma) che hanno aperto le porte di questo mercato, e novità assolute già disponibili o in fase di lancio.

La Renault Twizy è un veicolo ancora sul mercato, disponibile sia in versione quadriciclo leggero che come quadriciclo pesante, e si tratta di una minicar con caratteristiche estetiche peculiari, data la presenza di due posti uno dietro l’altro che rendono la carrozzeria molto stretta e quindi molto agile nelle manovre cittadine e nei parcheggi.

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La Tazzari Zero 4 Buggy

Tazzari, un antesognano che si rinnova

L’imolese Tazzari, invece, ha continuato a rinnovare la sua gamma di minicar elettriche che adesso conta ben 9 veicoli differenti. La Zero originale è stata completamente reinventata dando vita ad un quadriciclo leggero (Zero Junior), un quadriciclo pesante (Zero City) e una vettura di categoria M1 (la Zero EM2 Space, che però è andata fuori produzione).

La gamma si è poi ampliata con i modelli Tazzari Zero 4 disponibili in versione Buggy e in due minisuv cabrio, uno per gli spostamenti in aree private e uno omologato per le strade pubbliche. Ma anche con la Minimax, nuova minicar disponibile in versione quadriciclo leggero o pesante. C’è anche una versione cargo con il nome di Minimax Cubo (disponibile in versione Naked, Van e Pickup).

Oltre a questi brand, però, il mercato si sta continuamente rinnovando con la presentazione di nuovi veicoli. A partire dall’EICMA dello scorso anno fino ad arrivare al MIMO svoltosi il mese scorso, sono diverse le novità. Dalla modernissima Microlino arriviamo all’ultima novità in ordine di tempo, ovvero il progetto di Mole Urbana, minicar totalmente italiana i cui primissimi ordini saranno evasi già entro la fine del 2022. Condivide con Microlino l’origine torinese della produzione.

L’Italia si conferma un centro nevralgico della realizzazione di minicar elettriche anche grazie alla presenza di Elettricars, azienda che ha creato la Monzetta, una minicar – come suggerito dal nome – nata a Monza.

Monzetta e XEV, c’è tanta Italia nella minicar

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La Monzetta di Elettricars

L’arrivo sul mercato era previsto in primavera ma al momento non ci sono ancora notizie certe: il sito ufficiale permette ancora soltanto la prenotazione.. Anche in questo caso la personalizzazione è al primo posto data la presenza di vari colorazioni per la carrozzeria. Il quadriciclo leggero sarà disponibile con due tipologie di pacchi batteria che garantiranno rispettivamente 100 e 200 km di autonomia.

Molto interessante poi il progetto della italo-cinese XEV che produce i quadricicli pesanti Kitty e YoYo. Quest’ultima entrerà presto a far parte della gamma di veicoli in car sharing di Enjoy grazie ad una partnership sviluppata con Eni. La stessa Eni permetterà inoltre la sostituzione della batteria scarica in stazioni dedicate vista la modularità del modello.

quattro ruote elettriche
Eli zero plus

Con Eli Zero e Silence S04 arrivano le luxuty minicar

Continuiamo poi con ELI Zero Plus, un quadriciclo leggero elettrico prodotto dalla casa californiana ELI e distribuito in Italia da FIVE (Fabbrica Italiana Veicoli Elettrici, già importatrice della cinese M1 Today Sunshine).  ELI Zero Plus nel 2021 ha anche vinto l’iF World Design Award.

A differenza delle minicar citate in precedenza, questa Zero Plus si propone come una minicar “luxury”. Alcuni allestimenti di serie la differenziano infatti dalle principali concorrenti. Servosterzo, telecamera posteriore, avviamento Keyless, sedili in pelle vegana e fari led a doppio raggio sono i principali elementi che la rendono una delle novità principali del segmento. Con 100 i km di autonomia dichiarata, è ufficialmente sul mercato da marzo di quest’anno a 14.390 euro (incluso ecobonus, senza contare eventuali rottamazioni).

Tornando in Europa, concludiamo la carrellata parlando di Silence S04, creazione dell’azienda spagnola Silence che finora aveva prodotto soltanto scooter elettrici. La S04 è la prima minicar del brand iberico. Viene addirittura definita “nanocar” date le sue ridottissime dimensioni (supera di poco i 2 metri di lunghezza). La S04 verrà prodotta in versione quadriciclo leggero e pesante, con la peculiarità di avere il pacco batterie posto sotto i sedili e completamente rimovibile. Trasportabile con un trolley, il pacco batterie si può ricaricare anche a casa o al lavoro, garantendo una comodità sicuramente rilevante.

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La Silence S04

In Italia la distribuzione verrà gestita da Exelentia, sul cui sito è possibile richiedere informazioni per l’acquisto. La consegna dei veicoli non è ancora cominciata, ma si parla di un prezzo di lancio a partire da 14.000 euro.

Il perché della crescita delle minicar elettriche

Se le minicar un tempo erano esclusiva dei teenagers non ancora patentati, i rincari del carburante e la necessità di maggiore agilità negli spostamenti quotidiani hanno ampliato il mercato. Molti si chiedono infatti che senso abbia utilizzare un’auto in città, con tutte le limitazioni del caso (ZTL e problemi di parcheggio tra tutte). Il recente arrivo degli ecoincentivi e modalità d’acquisto sempre più convenienti hanno fatto il resto.

Non per questo viene meno il mercato di riferimento delle minicar, ovvero quello degli adolescenti. Anche loro sono attratti dall’opzione elettrica, sia per i vantaggi ambientali (a cui i giovani sono sempre più sensibili) sia per la minore manutenzione e per l’ampia possibilità di personalizzazione, enfatizzata da un’intelligente strategia di marketing.

Certo è che dobbiamo aspettarci una mobilità urbana completamente diversa.

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10 COMMENTI

  1. Ovviamente il prezzo indicato per Citroen Ami comprende gli incentivi statali . In assenza di incentivi il prezzo supera gli 8000 euro.

  2. La Ami è proprio una genialata, perfetta per i giovani senza patente. Una versione da 90 kmh di velocità massima magari con una batteria maggiorata, venduta a 10-12 mila euro per chi ha bisogno di una city car, per me farebbe sfracelli.

      • I quadricicli non devono/vogliono fare concorrenza alle auto come sicurezza passiva, dopo tutto sono progettati per percorsi non troppo lunghi nei centri abitati. In ogni caso sono piú sicuri (e versatili) di moto e scooter, e per chi ha figli da 16/18 anni in su non è una qualitá da poco..

  3. Ma davvero si riesce a circolare a 45 kmh? Io ogni tanto faccio una simulazione, sia con scooter che con la macchina e non riesco

    • In effetti circolare a 45 kmh puó essere “difficile” ma per fortuna ci sono diversi quadricicli pesanti da 80/90 kmh (per gli scooter “L3e” la scelta è ancora piú ampia)

    • Si, ci si riesce, ma ho notato che è molto più facile farlo di propria volontà che non quando si ha davanti uno che va a 45. In quel caso scattano fortissime le imprecazioni.

  4. Sono d’accordo con l’articolo nel prevedere un futuro roseo per i quadricicli elettrici “da cittá”.. Potrebbero riuscire a occupare lo spazio finora “monopolizzato” dalle super utilitarie (segmento A) che i grandi costruttori stanno abbandonando a favore dei SUV. Fra l’altro – come punti a favore rispetto al passato “termico” – non sono da trascurare la differenza di prezzo fra i due tipi di veicolo e la maggiore facilitá dell’eventuale battery swap vista la compattezza degli accumulatori.

    • Sono d’accordo, e nulla vieta di introdurre modelli intermedi (come microlino) che hanno un po’ piu’ di velocita’ e autonomia, al “prezzo” di richedere una patente “B”.

      Se adesso ci sono due auto a famiglia, non e’ necessario che entrambe siano “tuttofare”. Una delle due potrebbe essere ottimizzata per spostamenti piccoli: Piccola dimensione, consumi ridotti, manutenzione ridotta… E batterie ridotta: non dimentichiamo che con la stessa quantita’ di materiali, si possono fare una Tesla model Y o 12 Ami. O, magari, sei veicoli a medio raggio.

      • Mi riferivo proprio ai quadricicli pesanti da 90 kmh, sono forse i veicoli con il miglior compromesso fra prestazioni e altre qualitá come prezzo d’acquisto, facilitá di parcheggio e sfruttamento delle risorse naturali (in fase di produzione).

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