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Ambientalisti contro Eni: “Ha piani dannosi per il clima”

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Ambientalisti contro ENI: l’ente del cane a sei zampe è accusata di avere un piano industriale dannoso per il clima. Parte la campagna “greENIwashing”.

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Claudio Descalzi, numero uno del gruppo Eni.

Ambientalisti contro Eni: avviata una procedura all’OCSE

L’iniziativa, guidata dal gruppo VERDI/ALE al Parlamento europeo, si fonda sulle Linee Guida OCSE per le multinazionali. Linee guida che fissano una serie di principi orientati a promuovere nelle imprese condotte responsabili dal punto di vista sociale, ambientale e della tutela dei diritti umani. Tra cui obblighi di trasparenza e di adozione di policy d’azienda che tengano conto delle conoscenze scientifiche attuali. Quella avviata, prevista dalle stesse Linee Guida in caso di condotta d’impresa ritenuta contraria ai principi fissati, è una procedura di mediazione. Il PCN – Punto di Contatto Nazionale dell’OCSE, presso il MISE, è chiamato a valutare l’istanza e a dichiararne l’ammissibilità. Tra i rilievi sollevati: assenza di misure per il taglio delle emissioni nei prossimi anni e mancanza di una valutazione di impatto climatico delle attività d’impresa. Così come di informazioni adeguate e la mancata elaborazione di un piano di prevenzione e mitigazione dei rischi

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Philippe Lamberts, deputato europeo e co-Presidente di  @GreensEFA

L’accusa: fa solo greenwashing

Philippe Lamberts, presidente del gruppo VERDI/ALE, spiega:ENI ha dichiarato spontaneamente di volersi impegnare a rispettare gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi attraverso la firma del Paris Pledge for Action.  Nonostante il dichiarato impegno dell’azienda petrolifera italiana in ambito climatico, il piano industriale prevede proposte che di fatto risultano essere solo diversivi.  Dall’efficacia non dimostrata:

  • un incremento del 4% annuo della quantità di oil&gas estratto nei successivi tre anni
  • un trend di riduzione delle emissioni non in linea con gli scenari individuati dalla comunità scientifica per rispettare i target di lungo termine dell’Accordo di Parigi
  • il ricorso a tecniche controverse ed inefficaci, come il CCS (processo di cattura e stoccaggio di CO2) o la produzione di idrogeno blu“.
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Il manifesto della campagna di Europa Verde.

Ambientalisti contro Eni Ecco tutti i firmatari

Sosteniamo con convinzione questa iniziativa, a cui abbiamo contribuito sin dall’inizio” – dicono Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde. “ENI è il principale emettitore italiano di gas serra e una delle aziende più inquinanti del pianeta. Inammissibile che, proprio mentre l’emergenza climatica richiede l’eliminazione delle fonti fossili, ENI continui impunemente ad investire in estrazioni di oil & gas. Con l’aggravante di ripulirsi l’immagine attraverso vergognose azioni di greenwashing, l’ultima  al Festival di Sanremo. Per questo abbiamo ideato la campagna greENIwashing. I promotori dell’iniziativa sono: Europa Verde, GREENS/ALE al Parlamento Europeo, Rete Legalità per il clima, A Sud, Forum Ambientalista, Generazioni Future – Cooperativa di mutuo soccorso, Fridays for Future, Extinction Rebellion Milano, Per il clima fuori dal fossile, Emergenzaclimatica.it, Diritto Diretto.

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8 COMMENTI

  1. “dicono Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, co-portavoce nazionali di Europa Verde. “ENI è il principale emettitore italiano di gas serra e una delle aziende più inquinanti del pianeta. Inammissibile che, proprio mentre l’emergenza climatica richiede l’eliminazione delle fonti fossili, ENI continui impunemente ad investire in estrazioni di oil & gas” Evidentemente questi signori vivono completamente fuori dalla realtà. Per tanti anni ancora non potremo fare a meno di petrolio e gas, obtorto collo, dato che la neutralità climatica (e questo termine non significa eliminazione completa delle emissioni, ma bensì emissioni pari alla ricaptazione) è prevista per il 2050 in Europa. Quindi fino ad allora ed oltre ci serviranno gas e petrolio, e da qualche parte dovremo trovarli. Non che la cosa mi entusiasmi tutt’altro, ma sistemi basati solo ed esclusivamente sulle rinnovabili probabilmente sono possibili solo in particolari condizioni geografiche (penso ad Austria, Norvegia, Svizzera, che possono attingere abbondantemente all’idroelettrico, anche se l’ultima non disdegna ad oggi il ricorso al nucleare);Ma, ripeto, se anche nel 2050 arrivassimo ad un sistema rinnovabili 100% fino al 2049 avremo bisogno che ENI &C si diano da fare

  2. Va detto che al momento siamo grandi consumatori di gas ( per riscaldamento e aziende) ed è meglio estrarlo che comprarlo. Per contro è la politica che dovrebbe spingere le rinnovabili e su questo tema è un po’ timida e contraddittoria.

  3. Interessante. ENI è una delle aziende più inquinanti a livello mondiale. Sono certo che adesso questi ambientalisti andranno a cantarle chiare anche alla Aramco, per dirne una. Descalzi non prenderà sonno stanotte, dopo un’iniziativa così.

  4. Ambientalisti ormai è una categoria strana, una parola che ha perso di significato. Si definiscono ambientalisti anche quelli che a Berlino si stanno battendo per non far aprire la fabbrica di Tesla e prima di loro i No Tav, anche se l’alternativa al ferroviario è il trasporto su Tir.
    Praticamente quando sento ambientalisti ormai lo associo a movimenti politici con obiettivi politici.

  5. Caprone manicheo lo sai che ti stimo,ed ogni tanto di difendo attirandomi gli strali dei moderatori, non fare il complottando un tanto al kilo dai.
    Eni non è mica la spectre….o no,???
    Questa cosa che dici sarà anche vera ma è il passato anche remoto, le cose cambiano nel tempo,vedi i politici che fanno jojo?
    Comunque si tratta di una critica mossa a livello europeo i nostri ambientalisti che dovevano fare?
    Comunque tanto tuonò che piovve,il re adesso e nudo.
    Ben vengano queste iniziative se contribuiscono a mettere le carte in tavola e dare Cesare quel che è di Cesare….
    Azz quante citazioni ho citato….pardon scritto.
    Comunque parlando seriamente ognuno di noi così potrà farsi un’idea e decidere da chi rifornirsi di energia e carburante

  6. Per fortuna c’è altro sul fronte opposto

    sarebbe bello che la politica ipocrita/ottusa ,spesso “escort” di potentati economici
    legati agli idrocarburi da Mosca ad Abu Dhabi
    dichiarassero APERTAMENTE a quali lobby fanno riferimento

    alle elezioni preferirei votare direttamente una multinazionale , invece delle sue “Escort”

    almeno le multinazionali , tranne quelle legate alle armi , hanno interessi a mantenere il pianeta in pace per continuare a prosperare ..

    alle prossime elezioni ..
    vota :
    Enel ,A2A ,Edison ,Alperia ,EF Solare

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