L’Alto Adige è, numeri alla mano, la “Norvegia italiana”. Sia chiaro: siamo lontanissimi dai livelli nordici, dove l’elettrico sfiora il 100% delle nuove immatricolazioni. Ma il primo semestre 2026 fotografato da Unrae mostra dati che assomigliano più all’Europa avanzata che al resto d’Italia. La quota BEV al 21,4% supera per la prima volta quella delle auto a benzina, ferme al 19,8% e in calo del 17,1% sull’anno precedente. Il diesel precipita al 7%, con una flessione vicina al 30%. Il segnale non riguarda solo l’Alto Adige: nel mercato nazionale l’elettrico cresce del 200%, mentre benzina e diesel arretrano rispettivamente del 16% e del 30%. Gli incentivi hanno certamente inciso, ma con questi volumi diventa difficile sostenere ancora le fake news che continuano a circolare, soprattutto quelle sulle “elettriche che prendono fuoco”.
L’Alto Adige dove la politica lavora per l’elettrico
La cultura sostenibile dell’Alto Adige emerge anche sul fronte delle ibride che, pur non risolvendo il tema dell’inquinamento come l’elettrico, nei primi sei mesi del 2026 rappresentano il 41,1% delle nuove immatricolazioni, in crescita rispetto al 38,5% dell’anno precedente. Le elettriche salgono al 21,4%, contro il 14,6% del primo semestre 2025. La somma porta a un 62,5% di nuove auto a trazione elettrica o ibrida.

Il dato più evidente è però il crollo delle alimentazioni tradizionali: benzina, diesel e GPL arretrano in modo netto. Ma attenzione il dato italiano delle elettrificate è più alto – s een vendono di più – ma la quota elettrica è doppia in Provincia di Bolzano gr

La stampa locale con Dolimiten e Alto Adige sottolinea l’avanguardia elettrica della Provincia autonoma e sul quotidiano di lingua italiana si cita Lukas Baumgartner, amministratore delegato di Autoindustriale Mobility Group, che sottolinea: «La crescita è favorita dagli incentivi statali e dal costo dei carburanti. Nei prossimi cinque anni i tradizionali motori a combustione interna avranno un ruolo sempre più marginale».
Ricordiamo la politica della provincia di Bolzano, con incentivi in vigore da anni e tutto l’anno rispetto alla totale approssimazione di quelli statali. E nel sito leggiamo: «L’Alto Adige vuole diventare un modello per quanto riguarda la mobilità sostenibile. È previsto un pacchetto per promuovere la mobilità sostenibile all’insegna del motto #greenmobilitybz». E i risultati si vedono.
Ma anche in Italia avanti con l’elettrico e tonfo dei termici
Abbiamo chiesto ad Unrae i dati nazionali delle immatricolazioni con comparazione tra primo semestre 2026 e 2025. Siamo lontani dai numeri europei e i dati sono influenzati pesantemente dagli incentivi ma è la conferma che c’è spazio per l’elettrico quando si riduce il differenziale economico. Le altre criticità si superano.
Non è un Paese per l’elettrico l’Italia…/ La versione di Fusilli
Vediamo i dati, in sintesi nella tabella sotto, dove nel primo semestre 2026 il mercato privati mostra un netto ridimensionamento delle alimentazioni tradizionali. Le immatricolazioni a benzina calano del 16,1%, mentre il diesel arretra del 31,9%. Un tonfo. Perdite significative anche per il GPL, in flessione del 25,6%. Prosegue invece la crescita delle motorizzazioni ibride, che avanzano del 27,7% e rappresentano ormai oltre la metà del mercato. Le plug‑in crescono del 59,5% e le elettriche a batteria triplicano i volumi, segnando un +201,1% rispetto al 2025. Con una interessante quota di mercato del 11%.

Sicuramente si può fare meglio. Si potrebbero ottenere percentuali più alte se dai diversi bandi regionali e comunali – dalla Lombardia alla Città di Firenze – si eliminassero i finanziamenti alle alimentazioni termiche. Si tratta di una questione culturale. In Alto Adige si finanziano solo le elettriche e il risultato si vede: pur avendo meno elettrificate in totale la quota delle elettriche è doppia. Dal punto di vista ambientale un beneficio molto più alto.
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