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Alpitronic inaugura l’era della ricarica Plug&Charge

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Gli Hypercharger HYC150 (150 kW) e HYC300 (300 kW) di Alpitronic hanno superato con successo l’audit di Hubject per la ricarica Plug&Charge e ora sono completamente certificati. Ciò significa che oltre 10.000 Hypercharger già installati possono essere adattati entro la fine del 2022.

La soluzione finale: addio a carte e App

Si discute tanto (e anche a sproposito) della possibilità di ricaricare con Bancomat o contanti, ma la soluzione finale, quella che equipararebbe tutte le stazioni di ricarica pubbliche ai Supercharger Tesla, è già a portata di mano.

La certificazione del sistema Plug&Charge della società alto atesina Alpitronic, infatti, avvicina il miraggio della ricarica  più semplice possibile: basterà collegare l’auto alla colonnina e quest’ultima, riconosciuto il velicolo, avvierà la ricarica. A ricarica ultimata, raggiunto l’obiettivo preimpostato dal disiplay, l’erogazione termnerà e il sistema invierà automaticamente la fattura al proprietario.

Il progetto Plug&Charge è stato avviato l’anno scorso da un pool di aziende tra cui, oltre ad Alpitronic, Aral Pulse, DCS e Hubject. Per ora sono stati abilitati al Plug&Play tutti gli Hyperchargers della rete Aral Pulse.

plug&charcge
Oltre a Tesla nei suoi Supercharger, oggi solo Porsche Taycan è abilitata alla ricarica Plug&Charge presso la rete Ionity

Colonnie e auto “parlano tra loro”

«Plug&Charge ha il potenziale per essere implementato su oltre 10.000 hypercharger PnC-ready entro la fine di quest’anno, quando saranno lanciati dai nostri partner», spiega Andreas Lastei, Head of Business Development di Alpitronic. La sfida vinta da Alpitronic è stata «quella di offrire un’opzione di autorizzazione conveniente e a prova di frode, garantendo un processo di pagamento sicuro per i clienti e migliorando l’usabilità complessiva», aggiunge Alex Kaneppele, Head di Sviluppo Prodotto dell’azienda italiana.

La palla passa ai costruttori auto

Secondo Steffen Rhinow, capo del progetto Plug&Charge di Hubject, molte delle principali case automobilistiche, grandi operatori di punti di ricarica e anche EMP sono pronti ad unirsi al progetto. Se tutto andrà per il verso giusto, dunque, Plug&Charge potrebbe diventare «la forma standard di autorizzazione per la ricarica di veicoli elettrici».

Frattando anche il colosso energetico tedesco E.On si appresa ad entrare nel mercato della ricarica pubblica ultrarapida. Ha scelto Alpitronic per le sue nuove stazioni di ricarica Hyperfast. E.On prevede di installare 2.000 stazioni  ultrarapide in tutta Europa entro la fine del 2024 e raggiungere quota 5.000 entro il 2026.

E.On con Alpitronic per la sua rete ultrafast

Anche E.On ha in programma di salire a bordo del progetto Plug&Charge che ottimizza l’interazione tra veicolo, stazione di ricarica rapida e sistema di fatturazione. Per migliorare le operazioni e alleggerire il carico sulle reti, i partner prevedono di adottare soluzioni innovative. Per esempio, diversificare le tariffe variandole nel tempo a seconda del  carico totale della rete.

Le colonne di ricarica CC di Alpitronic erogano potenze comprese tra 150 e 300 kW. E.On utilizzerà l’Hypercharger HYC150 (con 1x 150 kW o 2x 75 kW) e l’Hypercharger HYC300. Il nuovo HYC400 con potenze fino a 400 kW e l’HYC50 , il primo caricabatterie da 50 kW a parete, saranno disponibili in futuro anche per i clienti E.On.

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8 COMMENTI

  1. Un bel passo in avanti ma resta ancora lo scoglio di un account per ogni operatore energetico. Questo rende la colonnina molto più difficile da utilizzare rispetto alla pompa.
    Proprio ieri mi sono imbattuto in una persona che chiedeva come si fa ad utilizzare il servizio di car sharing Enjoy, e ad occhio aveva circa 50 anni.
    Una volta si diceva: c’è una app per tutto… ed oggi questa affermazione è sempre più vera!
    Per muoverti avrai bisogno di 3/4 app per monopattini, 3/4 app per car sharing e altre 3/4 app per ricaricare il tuo veicolo elettrico. Una decina di account con la tua carta collegata.
    Quando scade devi rientrare in tutti a cambiarla altrimenti ti trovi davanti alla colonnina, non prende il cell (perché si, in Italia in alcune zone non siamo ancora coperti) e la macchina non si ricarica. Anche perché non credo venga data autorizzazione senza un credito disponibile per l’operatore.
    E se l’operatore mettesse questa tecnologia e la associasse alla possibilità di pagare con carta?
    Avremmo da un lato la fattura e dall’altro il metodo di pagamento alla colonnina.
    0 account, in fase di immatricolazione nei dati della macchina da passare alla pompa c’è tutto il dato di fatturazione (elettronica, ovviamente).
    E così facciamo felici anche le aziende e i professionisti.
    Quando vendi la macchina devi solo far cambiare il dato all’atto del passaggio di proprietà.

    • Stiamo parlando di un 50enne quindi con qualche anno meno di me, non mi dite che sono persone che non possano evolvere in tecnologia, capisco 70enni in su ma neanche più di tanto visto che ne conosco che smanettano con i PC senza tanti sbattimenti.

      • Dovrebbero migliorare ma il punto è rendere accessibile a chiunque una tecnologia.
        Per capirci: il motore termico ha il vantaggio di permettere di inserire carburante in qualsiasi modo: non hai bisogno di una app se non vuoi fare raccolte punti o hai buoni che ti permettono di risparmiare.
        Ma tu arrivi, inserisci i soldi, fai benzina.
        O il mercato dell’elettricità è regolato male, o Tesla avrà sempre un enorme vantaggio: niente app, niente cell, quando compri la macchina associ un account e puoi ricaricare in tutti i loro posti semplicemente prendendo in mano il connettore e inserendolo nella presa.
        Ha reso più semplice l’atto di fare rifornimento rispetto alle auto termiche. Questa è tecnologia!
        Inoltre le potenze sono sulla loro rete abbastanza standardizzate.
        Qui, fuori dal loro mondo: l’azione del vendere corrente è soggetta a normative assurde da sistemare, i caricatori sono da 7 a 400, con auto che hanno prese da 3 a 300, i connettori stessi sono diversi da auto ad auto.
        Bisogna standardizzare e semplificare. Esattamente quello che ha fatto Tesla.
        Costano di più, ma quanto ti semplificano la vita?
        Mi sembra sempre di leggere la stessa solfa: mille app, mille colonnine bloccate da altri utenti o utenti maleducati/indisciplinati o addirittura dal comune stesso, o segnalate come funzionanti poi vai lì e non vanno.
        Vero che siamo all’inizio ma per ora non si parlano tra loro né i provider né i costruttori. E chi ci perde è sempre e solo il consumatore.
        Con il cellulare ci siamo riusciti (ma i cavi non erano così tanti prima), riusciremo a semplificare anche qui?
        Questo è un passo, speriamo venga capito e completamente integrato ovunque (veicoli+provider).

        • In realtà io uso lo smartphone sia per il carburante che la ricarica, uno Google pay e l’altro un app, e non trovo differenza 🤷
          Poi per molti avranno problemi, perché abbigliati ad andare al servito, vedremo con le colonnine nei distributori se faranno il servizio, poi bisognerà vedere a che costo ti fanno la ricarica.

  2. Piccola, grande rivoluzione! La speranza però è che vengano adottati da tutti i punti di ricarica di qualsiasi potenza, salvo altre formule (tipo tot annuale e carichi quanto vuoi alle slow per chi non ha garage in città) ma un sistema di riconoscimento sarà comunque necessario per evitare truffe
    Menomale che Apple non è ancora uscita con la Apple car, magari siam ancora in tempo a creare uno standard da imporgli 😂

  3. Speriamo che i costruttori non facciano il solito giochino di aderire ad uno “standard” diverso perchè hanno la puzza sotto il naso. 🙂

  4. Restano aperte due questioni, le auto già in circolazione potranno usufruire di questo ottimo servizio?
    E le colonnine non Ultra Fast quindi dai 35kw in giù avranno lo stesso upgrade?

    Perché la vedo come strada migliore per rendere pratiche e veloci per tutti, soprattutto per chi di tecnologia non ne vuole sapere.

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