Alpitronic: in arrivo il nuovo super charger HYC400 Series 2

Alpitronic supercharger





L’azienda altoatesina Alpitronic ha presentato la nuova generazione della sua stazione di ricarica ultrarapida Hypercharger HYC400. La versione “Series 2” mantiene la potenza massima di 400 kW ma introduce un design completamente ripensato per migliorare l’esperienza d’uso e l’accessibilità.

Display più grande, interfaccia rinnovata e una disposizione diversa dei comandi sono tra le principali novità del nuovo modello, che non sostituisce la versione precedente ma la affianca in gamma. Agli operatori la possibilità di scegliere la configurazione più adatta alle esigenze dei singoli siti di ricarica.

Alpitronic supercharger
Il nuovo display dell’Hypercharger HYC400 Series 2

Nuova interfaccia e controlli più accessibili

La novità più evidente del Hypercharger HYC400 Series 2 è il nuovo display frontale da 22 pollici, più grande rispetto al pannello da 15,6 del modello precedente. Lo schermo, riposizionato più in basso, è diventato touchscreen per migliorare l’interazione con l’utente.
A livello display sono presenti quattro pulsanti fisici, mentre il terminale di pagamento si trova immediatamente al di sotto dello schermo. Ai lati della stazione trovano posto i connettori di ricarica, configurabili su uno o su entrambi i lati.

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Il tutto, sottolinea l’azienda, per garantire un più alto livello di accessibilità, senza barriere agli elementi di comando, con un funzionamento che il CEO Philipp Senoner definisce “semplice e autoesplicativo”.

Il sistema include anche illuminazione a pavimento, utile per illuminare l’area davanti alla colonnina durante l’utilizzo. Sensori integrati regolano poi automaticamente luminosità dello schermo e delle luci in base alle condizioni ambientali.

Alpitronic supercharger
Il “nucleo” del charger Alpitronic

Specifiche tecniche invariate

Cambia l’interfaccia utente ma, dal punto di vista tecnico, le modifiche sono invece limitate.
La stazione mantiene dimensioni identiche al modello precedente e conserva la potenza massima di 400 kW, distribuibile tra due punti di ricarica con incrementi da 50 kW.
Il sistema continua a utilizzare fino a quattro moduli di potenza da 100 kW ciascuno. L’efficienza dichiarata resta fino al 97,5%, uno dei valori più elevati nel panorama delle infrastrutture HPC.

La novità tecnica principale è l’adozione dei nuovi power stack in carburo di silicio (SiC Stack Gen 2), già utilizzati nel sistema di ricarica megawatt decentralizzato HYC1000 dell’azienda. Alpitronic non ha però fornito dettagli specifici sui vantaggi tecnici della nuova piattaforma.

Un cambiamento riguarda invece la corrente massima continua, che passa da 500 a 600 ampere, mentre la modalità boost rimane a 600 ampere. Il range di tensione resta compreso tra 150 e 1.000 volt.

Alpitronic supercharger
Un hub di ricarica Hypercharger di Alpitronic

Due versioni disponibili per gli operatori

Il nuovo Hypercharger non sostituirà il modello esistente. Alpitronic continuerà a offrire sia l’HYC400 sia l’HYC400 Series 2 nel mercato europeo. Gli operatori delle reti di ricarica potranno così scegliere la soluzione più adatta in base alla configurazione del sito, allo spazio disponibile e alle esigenze di accessibilità.

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Visualizza commenti (2)
  1. Ivone, Francia

    Questa nuova versione del caricatore può essere configurata, a discrezione della società che la gestisce, con comandi tramite pulsanti fisici e/o touchscreen. Il modello precedente aveva solo comandi fisici e li avevo trovati molto comodi, soprattutto quando la temperatura esterna è molto bassa, perché permettono di usare il caricatore anche con i guanti, cosa non possibile con i touchscreen. Spero quindi che anche in questa nuova versione venga mantenuta almeno la possibilità di usare comandi fisici per le funzioni essenziali, in particolare per avviare e fermare la ricarica.

    Colgo poi l’occasione per suggerire alla redazione di Vaielettrico un articolo su un tema che, a mio avviso, meriterebbe un approfondimento: perché il sistema Plug & Charge, da non confondere con Autocharge, sembra ancora stentare a decollare. Se ne parlava già anni fa come di una soluzione destinata a diffondersi, e anche Vaielettrico aveva pubblicato articoli in questo senso. Eppure, a distanza di tempo, non mi pare che sia ancora diventato di uso comune. È vero che alcuni operatori hanno introdotto Autocharge, ma si tratta comunque di una funzione diversa, che richiede un’app dedicata per ciascun operatore, oltre ad essere meno sicura contro possibili frodi.

  2. manca una componente fondamentale per la sicurezza del’impianto:

    un bel drone armato di Tazer che colpisca i ladri di cavi e scoraggi gli occupanti abusivi che non collegano l’auto a caricare….

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