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Alluvione e auto elettriche. Cosa sarebbe successo in Romagna….

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alluvione romagna
Charxcontrol

Subito dopo l’alluvione in Romagna che ha sommerso migliaia di auto nelle strade e nei garage si è scatenato sui social il dibattito su cosa sarebbe successo se quelle auto fossero state elettriche. In prima linea, come al solito, Nicola Porro con la sua “zuppa” di bufale. L’incendio di una Nissan Leaf nell’autosalone di un concessionario Renault di Fornace Zarattini, in provincia di Ravenna, e un avviso “prudenziale” del Comune di Ravenna, ieri, hanno fatto il resto rinfocolando l’allarme. Così tre lettori, Iorio, Fabio e Nicola ci chiedono se vi sia da preoccuparsi. Inviate i quesiti a info@vaielettrico.it

Che differenza c’è fra elettriche e termiche in acqua?

  Salve, sono completamente ignorante in materia e quindi chiedo: le auto alluvionate sono da rottamare o si possono recuperare e c’è diffidenza tra termiche ed elettriche? Iori

vi scrivo per avere maggiori informazioni riguardo al comunicato pubblicato sul sito del Comune di Ravenna (leggi) che dà indicazioni circa i veicoli elettrici e ibridi rimasti alluvionati.

Inoltre potete commentare la notizia dell’auto che ha preso fuoco in una concessionaria sempre di Ravenna (leggi qui) Grazie Mattaboni Fabio
Altra Zuppa di Porro, Cosa ne dite? Un salutoNicola

Il Comune di Ravenna scherza col fuoco?

Vi scrivo perché sta girando sui social questo delirante comunicato del comune di Ravenna (in allegato). Solo i fake del fantasioso comune di Bugliano arrivavano a tanto. Tuttavia pare che questo sia reale, e tuttora visibile sul profilo fb del Comune di Ravenna!!

Oltretutto, patlando di veicoli elettrici ed ibridi, in pratica con questo provvedimento dovrebbero restare fermi (e per 15 giorni!!) il 40% dei veicoli circolanti in zona!!!
Cosa è possibile fare per difenderci dai fake, ora anche istituzionali, che non fanno altro che ritardare ulteriormente i tempi dell’elettrificazione sui quali già l’Italia è indietro anni luce? È possibile una class action o qualsiasi cosa a livello altrettanto istituzionale che restituisca un pò di verità e corretta informazione? Marco Scozzafava

Tutte le elettriche sono certificate per resistere

Risposta- A proposito di quanto avvenuto dopo l’alluvione in Romagna abbiano chiesto una consulenza a Luigi De Rocchi R&D Manager di COBAT, il consorzio che si occupa di raccolta e riciclo delle batterie, e presidente di COBAT TYRE.
Le batterie di trazione delle auto elettriche, ci ha confermato, sono ermeticamernte sigillate. Sono tutte certificate secondo la normativa IP (international Protection) 66. Devono quindi resistere a getti d’acqua multidirezionali ad alta pressione da ugelli di 0,50 pollici per un minimo di tre minuti, a una distanza di tre metri, con un volume d’acqua di 26,4 galloni al minuto e una pressione di 100 kPa. Questo perchè l’ingresso dell’acqua all’interno del contenitore delle batterie potrebbe causare cortocircuiti, provocando surriscaldamento e innescando un incendio. Lo stesso litio contenuto nelle celle può innescare il surriscaldamento se entra in contatto con l’acqua o anche soltanto con l’umidità presente nell’aria.

La Nissan Leaf a fuoco? Aspettiamo la perizia

I cavi di colore arancione ad alta tensione connessi alla batteria, al motore e all’inverter sono a loro volta isolati in modo analogo alla batteria e un sistema di protezione aggiuntivo interrompe la corrente in caso di cortocircuito. Non sono invece ermeticamente isolate la batteria ausiliaria a 12 Volt e le connessioni relative a morsetto, come del resto in tutte le automobili elettriche o termiche che siano.
Un’auto elettrica in buone condizioni, quindi, non dovrebbe subire danni al sistema di trazione dall’immersione in acqua. Danni gravi ai quali sicuramente va incontro il motore di un’auto termica che comunica con l’esterno attraverso le prese d’aria e i tubi di scarico.
Cosa sia successo alla Nissan Leaf andata a fuoco a Fornace Zarattini e quali fossero e sue condizioni non si sa ancora. Potrebbe essersi danneggiata durante l’alluvione urtando altri oggetti, essere difettosa in partenza o già precedentemente danneggiata. Questo potrà chiarirlo solo una perizia. Secondo le ricostruzioni sommarie dei giornali locali sarebbe finita sott’acqua insieme a tutte le altre, ma al momento dell’incendio l’acqua era già defluita e il garage era asciutto. Le fiamme sembrano essersi sviluppate nella parte posteriore. Dai filmati pare che l’incendio sia stato spento con getti d’acqua abbastanza rapidamente, il che fa pensare che non si sia innescato un processo di Thermal Runaway interno alle batterie di trazione, praticamente irreversibile.

Le precauzioni del Comune, le solite bufale di Porro

alluvione romagna

Il Comune di Ravenna tuttavia ha raccomandato, su consiglio dei Vigili del Fuoco e in via precauzionale, di porre in quarantena per 15 giorni tutte le auto elettriche e ibride plug-in in luogo aperto e lontano almeno cinque metri da altre auto e dalle abitazioni. Non è uno scherzo e non è una fake news. E’ una misura di buon senso, dice Luigi De Rocchi presa per star dalla parte dei bottoni. Sulle termiche, peraltro, il fermo macchina sarà inevitabile per ripulire il motore dall’umidità e dal fango penetrato dalle prese d’aria dei carburatori e dagli scarichi.
Risibile la considerazione di Porro e di altri siti secondo cui i soccorsi sarebbero stati impossibili se i mezzi dei soccorritori fosssero stati elettrici. Nessun veicolo termico è in grado di operare immerso nell’acqua. Il motore si blocca immediatamente quando aspira acqua anzichè aria. I veicoli di soccorso possono intervenire perchè anfibi. Potrebbero benissimo essere anfibi anche i mezzi con motore elettrico, che però non esistono.
AGGIORNAMENTO- Nell’articolo definiamo “ermeticamente sigillate” le batterie con certificazione IP66. E’ un’ imprecisione. Abbiamo successivamente approfondito l’argomento in questo articolo, precisando che tale definizione può essere attribuita  solo a batterie certificate IP67 o, tanto più, IP68 che devono resistere  a un’immersione completa in 1 metro d’acqua. 

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85 COMMENTI

  1. Discorsi di certificazione IPX a parte… Ma perché, la auto termiche che finiscono sott’acqua sono utilizzabili? Con tutta la concn6di tecnologia che c’è adesso? Ma vi state prendendo per i fondelli da soli?

  2. E siccome sono di Forlì vi dirò che il mio amico avrebbe potuto schiantare la sua Panda metano (un po’ più giovane della mia). Ieri mi ha riportato l’idropulitrice e si è lamentato della temperatura dell’acqua che saliva. La moglie o la figlia se ne sarebbero accorte? Le mie no.
    Guardiamo il livello dell’acqua, sembra a posto, poi guardando bene…il radiatore era completamente occluso dal fango. In questi giorni era solo andato ad aiutare suo suocero (via Padulli) passando sul fango dell’alluvione. Figurarsi se fosse stata a mollo, si parla di fango non di semplice acqua.

  3. Replico anche qui le considerazioni che ho fatto nel secondo articolo a riguardo:

    Ma quasi tutte le batterie attuali non sono raffreddate a liquido? Tranne quella della mia ZOE.
    Sono già a mollo in qualche liquido, come faranno a riempirsi di acqua se sommerse?
    Non avete mai messo a mollo in acqua fresca di un ruscello la bottiglia chiusa e piena della vostra bevanda preferita? L’avete ritrovata annacquata?

    Poi per conoscenza vi dico che nei miei primordiali tentativi di fare scatole “porta elettronica” IP68 mi sono imbattuto nel fatto che le 2 cifre riguardano polvere e acqua, non aria e … entra aria umida…esce aria asciutta…entra aria umida…esce aria asciutta…e dentro si riempie di acqua.
    Per i miei lavori uso l’impermeabilizzazione a “sandalo”, termine importato dal mio primo lavoro in MARPOSS. Adesso esistono tappi con scarico a coclea che permettono la fuoriuscita della condensa ma la difficilissima entrata di acqua, anche nei sottoscocca dei camion.

  4. Signori, le norme CEI sono ben chiare, checché gli autori dicano che le batterie sono certificate per resistere alla immersione. Solo per tre (3!) ridicoli minuti. Ne tre ore, ne tre giorni. Tralasciamo il resto, ossia cablaggi, spinotti, inverter e motore. Siate almeno UNA VOLTA obbiettivi e credibili. Ma va! Sempre di parte. Sono del mestiere e vi rammentoche il limite di sicurezza, in acqua, scende da 60 V in corrente continua o 50 V in corrente alternata, a soli 25V! Vedete voi. Non serve aggiungere altro, poiché buon intenditor poche parole.

  5. Danni gravi ai quali sicuramente va incontro il motore di un’auto termica che comunica con l’estero

    ESTERO?

    Non sapevo che la mia auto ICE comunicasse con la Korea

  6. È una catastrofe…giusto che si diano indicazioni a scopo precauzionale…ma per gli accumuli domestici cosa bisogna fare?..generalmente anche loro montati ai piani terra..e cmq l’acqua è arrivata in alcuni punti a 6 metri.

  7. Noto solo ora che manca una informazione MOLTO IMPORTANTE: nel comunicato si parla di VEICOLI elettrici.
    Se con le BEV mi sembra abbastanza improbabile, relativamente a monopattini e biciclette elettriche, ecco, su quelle assolutamente non sarei molto tranquillo, avendo gradi di protezione e sistemi di sicurezza (soprattutto i monopattini) sicuramente inferiori.
    Andava data enfasi a questa cosa, piuttosto.

    • Le bici elettriche tutte a rischio. Ma non è che anche le bici muscolari se la passino bene, se stanno un paio di giorni sott’acqua. Eh.

      • La mia bici dopo due settimane piscia acqua ovunque e ovviamente catena e corone arrugginite, macchine, case, bici, tutto quello che vuoi non sono fatti per stare sott’acqua…poi il comune ha diramato l’avviso più che altro per prevenire e molto perché siamo inesperti e impreparati sull argomento..

  8. Sono sicuramente da rottamare se hanno subito allagamento. Il costo di riparazione cioè, smontaggio, sostituzione di tutti i cablaggi, centraline schede e componenti non protetti (tutto ciò che è all’interno dell’abitacolo ) sedili ecc sei già fuori di qualsiasi copertura assicurativa indipendentemente che sia Bev o Ice

  9. Considerando anche che il voltaggio è di solito fra i 400v e gli 800v e considerando anche l’amperaggio…..bè non vorrei essere nei panni di uno che rimane incastrato nella macchina durante un’alluvione. Sai che frittura che esce fuori? 😀 Se non rendono tutto ipx8 prima o poi qualcuno ci finisce arrostito.
    Per fortuna che Fuori dal coro dedica una rubrica ad ogni puntata chiamata “L’imbroglio green”. La “svolta green” è solo un altro enorme business. Nulla a che vedere con l’ecologia. Se in Europa si mettesse il DIVIETO ASSOLUTO di fumare 🚬 l’inquinamento scenderebbe (non tantissimo ma in maniera significativa), i morti per cancro ai polmoni e malattie correlate al fumo scenderebbero in maniera massiccia, le spese degli ospedali per curare i malati da fumo di sigaretta (attivi e passivo) scenderebbero enormemente. Ah no, questo meglio non dirlo e non farlo, vendere sigarette porta bei soldi nelle casse delle stato. Facciamo finta di nulla. SVEGLIA GENTE!
    Quando l’AD di wolkswghen dice che il termico è arrivato al capolinea, pensate che lo fa per il GREEEEEEN?? HAHAHAHA Lo dice solo perché hanno fatto bene i calcoli e l’elettrico gli fa salire i profitti! Se i ragionieri Wolkswghen gli avessero detto che il termico portava più profitto, l’AD di wolkswghen avrebbe detto “l’elettrico è importante ma non siamo ancora pronti!” hahahahahaha SVEGLIAAAAAAA Nessuno fa qualcosa per il vostro bene! Solo i vostri parenti più stretti forse! Gli altri fanno tutto SOLO PER IP DIO DENARO!

    E mi fa piacere che parlando con amici, conoscenti e colleghi che sino a qualche mese fa pensavamo che l’elettrico fosse una soluzione plausibile e giustificata, oggi hanno capito l’inganno e se gli parli fi elettrico ti ridono in faccia. Amico dentista passato da model Y alla Stelvio e super contento. La praticità dell’auto diesel è a suo avviso nettamente superiore all’elettrico.

    • Per fortuna chi resta incastrato in un’auto termica sommersa affoga soltanto. Lei Fabio è nuovo di questo sito. Sappia che qui si ragiona sulla base di fatti dimostrati e di esperienze dirette. Non di “ho sentito dire”, “mio cugino mi ha raccontato”, “hanno detto in TV”. Chi diffonde fake news viene cestinato.

        • Pensa che mi sto tenendo in tasca da un paio di giorni qualsiasi tipo di “repertorio” circa la pesca con la scossa…

      • Buonasera, ho letto con interesse le sue argomentazioni a difesa delle macchine elettriche, che però trovo un po di parte. Non mi può dire che se una batteria è IP66 anche tutto il cablaggio, in particolare in abitacolo, sia IP66. Come fa a garantirlo? Inoltre, si maneggiano tensioni molto più alte dei 12V di una normale batteria d auto termica. In caso di alluvione, trovo corretto che i Vigili del Fuoco chiedano di tenere le EV ferme per un po: serve ad evitare la possibilità di cortocircuito nei cablaggi della macchina, cosa c è di sbagliato? Lasciare defluire l acqua da tutta la circuiteria e asciugare al meglio non è sbagliato, lo si fa con tutte le apparecchiature elettriche bagnate o umide. Essere così assolutista dichiarando che le EV sono sempre il meglio non aiuta a farle apprezzare…

        • Dove sarebbe il nostro assolutismo? L’articolo che sta commentando si conclude esattamente così: “Il Comune di Ravenna tuttavia ha raccomandato, su consiglio dei Vigili del Fuoco e in via precauzionale, di porre in quarantena per 15 giorni tutte le auto elettriche e ibride plug-in in luogo aperto e lontano almeno cinque metri da altre auto e dalle abitazioni. Non è uno scherzo e non è una fake news. E’ una misura di buon senso, dice Luigi De Rocchi presa per star dalla parte dei bottoni.

        • Se la rivista si chiama “vai elettrico” un motivo ci sarà, no? Sennò si chiamerebbe “vaitermico”, che dice?
          In ogni caso, la redazione ha sempre mostrato grande obiettività, dal mio punto di vista.

  10. Quindi cosa sarebbe successo se le centinaia di macchine rimaste immerse nell’acqua fossero state elettriche? Centinaia di incendi? Per chi non lo sapesse il litio ed altri materiali contenuti all’interno delle batterie, prendono fuoco anche nell’acqua. Bello tutto molto bello. Hahahahahaha per fortuna che tutto questo lo si sta facendo solo per spingere un po’ di gente, come hanno fatto con i green pass, poi ammetteranno che la cosa non è fattibile nel “breve termine” e inizieranno a mettere proroghe e deroghe infinite alla scadenza del 2035 che bene che vada diventerà 2135. Sicuro al 100%
    Io nel frattempo sto aggiungendo al parco macchine una bella Hyundai i30n. Bel rombo e ritorni di fiamma senza Cat e senza gpf 😀

    • Favolosa l’i30N ma non ha bisogno di scatalizzate e tamarrate varie per farsi sentire o essere prestante.

    • Tra qualche giorno levano anche il superbollo (pare). Un affare la i30n, fai bene a prenderla (cercala col manuale!).

      • Ma voi le auto le usate in pista o scambiate la strada per una pista?
        Manuale, nemmeno se me la regalano, in mezzo al traffico a continuare a cambiare marce, voi non siete a posto.

          • Son gusti fino a quando non vi vengono a raccogliere col cucchiaino e magari nelle vostro gare su strade normali trovate anche qualcuno che non c’entra niente.

            Ripeto: le usate in pista? Buon per voi.

          • Mio caro, lei parla per pregiudizi. 😉
            Eppure, se è automobilista elettrico, dovrebbe essere ampiamente vaccinato in materia di pregiudizi. Non trova?
            Chissà quante volte le hanno detto “ma tu non sei a posto” parlando di auto elettriche… immagino che l’avrà trovato poco gradevole.
            Le ho forse detto che faccio gare su strade aperte?
            Le ho solo detto che a me piace il cambio manuale.
            Eppure pensi: ho anche una plugin col variatore, di cui sono contentissimo.
            In pista ci andavo con la moto.

          • Più che gusti è altro.
            Sai perché in F1 si è cominciato ad utilizzare il sequenziale con leve al volante? Per non staccare le mani dal volante.
            Sarò pregiudizievole quanto vuoi, ma il cambio manuale mi evoca anche la sigaretta in mano, il cellulare tenuto sulla spalla… Non è così, ok, ma A ME (sottolineo) fa molto antico e stupido.
            Difetto mio, tranquillo.

      • Fastback presa in Germania che qui in Italia la Fastback i30n non l’hanno mai portata. DCT. Preferisco il cambio al volante avendo anche una R35. Il gusto di elaborare un motire termico è una goduria che solo chi ce l’ha nel sangue lo può capire. E per elborare non intendo filtro scarico e centralina. Ma motore intero e testata intera. L’unico problema di questo DCT è che la casa lo da per 58kg di coppia. Il che è molto limitante. Vediamo se esplode o se regge 😀
        Elettrico mai in vita mia. Il rombo affondando in galleria di una R35 PESANTEMENTE elaborata (G35-1050) non ha prezzo. Se passi al fianco di uno con una elettrica lo cappotti con il rombo scappa a casa e lo racconta a tutti gli amici piangendo 😀

        • Quindi avendo modificato le specifiche tecniche d’omologazione ora l’auto la usi solo in pista?
          Almeno lo spero, visto che almeno in Italia non mi risulta sia possibile elaborare un’auto senza doverla riomologare. Mi sbaglio?

    • -Bel rombo e ritorni di fiamma senza Cat e senza gp-

      Ecco bravo. Attento a non smagrire troppo perchè tirare botti di smagrimento esagerati e conseguenti ritorni di fiamma è divertente ma è anche un ottimo sistema pet bruciare le turbine.

      Firmato: uno che ha una Focus 2.3 ST. 😉

  11. La protezione contro l’ingresso d’acqua in immersione prolungata è la IP68, non la IP66. Le batterie non sono studiate a rimanere immerse

    • Bravo, esatto. Un articolo in cui si dichiara che Porro diffonda fake news e che poi dica che le batterie immerse sono sicure perché testate con spruzzi d’acqua da 3 metri per 2 minuti, beh, si concentra da solo…

  12. Qui mi sento in dovere di commentare poiché competente nel settore, se davvero come hanno riferito a voi della redazione i pacchi batteria sono solo IP66 sarebbe una gravissima problematica e svista volontaria da parte dei produttori (passare da IP66 a IP67 è molto oneroso nei piccoli dispositivi elettronici, immaginatevi per dimensioni elevate). La normativa IP66 dice chiaramente che se sottoposto ad immersione l’oggetto cede, è progettato solo contro i getti d’acqua, ben diverso, per darvene prova basta che andare in un qualsiasi Brico a comprare una scatola di derivazione IP66 ed immergetela in una bacinella d’acqua, e dopo un’ora a seconda di quanta pressione fa l’acqua esterna (nel caso di allagamento alto 1 metro veramente tantissima), vedrete le gocce all’interno della scatola quando andrete ad aprirla. Quindi chiedo alla redazione di verificare quanto scritto, perché sarebbe un autogoal non da poco

    • Grazie per il contributo, ma come detto al lettore precedente non abbiamo scritto che le batterie sono certificate per resistere a una immersione in acqua. Del resto, perchè dovrebbero? Non sono utilizzate in mezzi anfibi.

      • -Del resto, perchè dovrebbero? Non sono utilizzate in mezzi anfibi.-

        Assolutamente verissimo, non sono utilizzate in mezzi anfibi. Però tutto sommato adesso abbiamo visto che un buon motivo per avere un grado superiore di impermeabilità potrebbe anche esserci. Per esperienza personale, partendo da un grado ip66 l’implementazione ad uno standard leggermente superiore da un punto di vista puramente tecnico non è poi tutta questa tragedia. Ovvio che nulla è gratis e nulla si costruisce da solo. Ma prendendomi la facoltà di sbagliare, penso che il gioco potrebbe valere la.

        • Non sono in grado di risponderti, ma leggendo l’intervento di Daniele ho il fondato sospetto che rendere anfibie batterie (e tutti i cablaggi ad alta tensione) costerebbe un botto e aumenterebbe notevolmente i pesi. Ne vale la pena? Abbiamo casi di immersione in acqua e successivo incendio statisticamente significativi? A me non risulta

          • Io invece ho il ragionevole sospetto che un grado di protezione 8 a conti fatti non sconvolga più di tanto i costi.
            Ne ho vista di roba elettrica che deve vivere immersa e ti assicuro che non stavamo parlando di tecnologia spaziale.
            Per esempio una banalissima pompa a immersione, lo dice la parola…
            Al di là della questione degli incendi, che sinceramente davvero lascia il tempo che trova, sarebbe comunque un plus non da poco a prescindere. Tra l’altro rivendibilissimo livello di marketing.
            Prontissimo a dire che mi sto sbagliando ovviamente.

    • Credo che nessuna vettura di serie sia certificata come mezzo anfibio.
      E infatti molte saranno le auto rottamate (anche senza danni alla batteria).
      Purtroppo in questi casi eccezionali bisogna avere 2 cose:
      – procedure adeguate per il prima e il dopo (e la quarantena mi pare un passo giusto verso questo)
      – una buona assicurazione.

      • Giusto, di fatto, tutte le auto che hanno subito l’alluvione saranno rottamate. Quelle elettriche o ibride, dovranno fare un passaggio in più, quello della quarantena. Questo perché per definizione le batterie cui non si possa fare diagnosi sono da classificare come “in stato critico” e da mettere in quarantena in appositi spazi (delimitati, 5mt di distanza), etc. Proprio per non rischiare in caso di eventi di combustione.
        Quindi tutto l’articolo è da rivedere.

  13. Vi leggo da sempre perché confidavo sulla vostra professionalità, ma anche voi avete scritto una fesseria: se le batterie sono certificate ip66, NON sono considerate impermeabili in caso di immersione in acqua (ipX7, ip X8 ipX9). Chiarito questo, vorrei sapere se ci sono dei test effettuati su batterie immerse in acqua.
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Codice_IP

    • Non abbiamo scritto che le batterie sono certificate per resistere all’immersione in acqua. Abbiamo scritto che sono certificate per “resistere a getti d’acqua multidirezionali ad alta pressione da ugelli di 0,50 pollici per un minimo di tre minuti, a una distanza di tre metri, con un volume d’acqua di 26,4 galloni al minuto e una pressione di 100 kPa”.

  14. Salve a tutti. Mi chiamo Stefano e faccio il meccanico. Come tale ho fatto un corso obbligatorio per legge per poter tenere un veicolo elettrico o ibrido in officina. La legge obbliga i meccanici a frequentare questo corso non tanto per le batterie in sé ma per i cablaggi che all’interno del veicolo trasportano la corrente dalle batterie al motore/generatore. In questi cavi è presente una tensione di oltre 500volts che se per qualche motivo venisse in contatto con qualcuno lo fulminerebbe. Per questo il corso spiega come mettere in sicurezza un veicolo elettrico prima di qualsiasi intervento, e cioè staccando le batterie. Alla luce di ciò trovo sensato attendere che il veicolo si asciughi prima di utilizzarlo perché se è vero che le batterie sono ermetiche il resto dell’impianto in alta tensione non lo è. Basta aprire il cofano di una vettura elettrica o ibrida e potrete vedere dei cavi arancioni che trasportano l’alta tensione. In caso di umidità in questi la corrente potrebbe disperdersi sulla carrozzeria e con notevoli rischi per l’utente o altri.

    • Quindi se ho capito bene l’ibrida deve fare 15gg di asciugatura e poi la pulizia del motore termico??

    • I cavi di alta tensione,(400V nella maggior parte degli EV ma in alcuni casi si arriva anche a 960V) hanno un rivestimento siliconico che non solo li rende autoestinguenti, ma ne certifica l’uso in ambienti umidi. Le connessioni di tali cavi con l’inverter o il motore ed il pacco batteria stesso, sono sigillate da appositi connettori con OR ad alta tenuta, perciò l’acqua è ben difficile che entri e tantomeno che crei dispersioni verso la carrozzeria. Basta vedere le auto allagate durante l’uragano katrina in America e le seguenti indagini fatte dall’ente per la sicurezza dei trasporti (N.T.S.B.). Le batterie di trazione si sono danneggiate in alcuni casi ( data la lunga immersione, perchè ci sono voluti anche giorni prima che fosse possibile recuperarle) , le centraline interne all’abitacolo sono chiaramente andate, ma nessuno è mai stato in pericolo di venir ucciso per elettrocuzione. Tant’è che un famoso youtuber ne ha comprata una e l’ha restaurata e ora la usa sua figlia. https://youtu.be/H78AhRik04I

  15. Vorrei fare i complimenti a propaganda live la 7 x il modo di raccontare ora è venerdì scorso…propagandaromagna…

  16. auto sommerse in foto d’apertura: mi state dicendo che il loro problema sarebbe cosa succede alle varie motorizzazioni???? interni, elettronica, centraline, plance, condotti tutti pieni di fango e acqua marcescente e la questione è se la batteria ha tenuto? 🤣🤣

    verranno svendute (regalate) o rottamate. fine

  17. Premesso che il problema in Romagna in questo momento non sono certo le eventuali auto elettriche sommerse, ma ahimè il disastro di perdite umane e di infrastrutture (forza Romagna!!!), non sapevo che le batterie sono IP66. IP66 significa che sono sicure per il contatto, per intrusione di polvere e getti d’acqua forti ma di breve durata. Non sono cioè protette contro immersione prolungata, ovvero questo specifico caso. Ergo, le preoccupazioni non sono poi così campate in aria.

  18. Sono tornato da Castel Bolognese il sabato notte prima dell’alluvione con un diluvio universale si 50 orari perché non si vedeva un tubo… preoccupato…non x la kona ev

  19. Io volevo solo sapere quali costi comporta…non mi sono preoccupato x niente…sempre meglio una sosta che dover smontare tutto!!

    • Le certificazioni sulle batterie non prevedono che le stesse restino a contatto (o immerse) in acqua per ore se non giorni. È come per i telefoni, non puoi lasciare un telefono in acqua 2 giorni, asciugarlo e sperare che riparta.

  20. Vabbè ma commentare Porro anche no.
    Quello lo fa apposta, prende notizie scientificamente provate, trova un pazzo che è contrario e monta su una caciara da bar (da peggior bar di Caracas).

    Detto ciò mi pare che VVFF e comune di Ravenna abbiano preso una decisione all’insegna della prudenza, sono passati già 6gg e quello è stato l’unico caso (tra l’altro nel video si vedono altre macchine elettriche li vicino a cui non è successo niente).
    Aspettiamo le indagini, che si comprenda il motivo e forse tutti possiamo imparare qualcosa.

  21. Come riportato da una nota e apprezzata rivista di settore [ https://www.vaielettrico.it/kaitek-flash-battery-bollino-blu-per-due-batterie-auto/ ] l’omologazione del pacco batteria prevede una serie di test ma non ce n’è uno che ne certifica la resistenza alle inondazioni [ https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:42015X0331(01) ], anche in assenza di urti che possono danneggiare la batteria. In realtà il regolamento pare non prevedere nulla sull’acqua, sebbene in un sito ho letto (senza trovare però la fonte normativa) che è previsto un test di impermeabilità sotto 1 metro d’acqua (l’auto o solo il pacco batteria?) per 30 minuti. Questo vale anche per tanti dispositivi elettrici e sappiamo bene dai nostri cellulari che esistono diversi livelli di impermeabilizzazione, diversamente uno smartwatch impermeabile agli schizzi avrebbe la stessa resistenza alle infiltrazione del sommergibile sciambola del nonno di Alessandro.

    L’ordinanza del comune ha trovato in realtà tutti d’accordo e ha recepito una preoccupazione dei vigili del fuoco: auto che sono state investite dall’acqua potrebbero presentare infiltrazioni nel pacco batteria e pertanto potrebbero generare corto circuiti con una probabilità e un tipo di danno ben maggiori rispetto a un’auto a benzina, soprattutto considerando lo stato attuale delle strade e la difficoltà dei vigili del fuoco di operare con la dovuta tempestività. E comunque basta leggere il libretto di uso e manutenzione di certe elettriche per capire il rischio, le precauzioni che la Renault prevede per la sua Twingo (“non guidare su una strada allagata se l’altezza dell’acqua supera la parte inferiore dei cerchi”) sono diverse da quelle di una Tesla.

      • Ti dico quello che so (che è poco), acquisito per esperienza indiretta. La parte più esposta è il cambio. Quando un’auto va sottacqua, mai, proprio mai, va messa in moto. Va caricata su un carro attrezzi e portata in officina, qui l’auto va smontata e asciugata. La spesa più grossa è proprio il cambio che va smontato e asciugato. Detto ciò non ci sono pezzi di ricambio (se non filtri, guarnizioni e batteria di servizio) ma le spese di manodopera per un lavoro scrupoloso possono oscillare dai 500 ai 2000 euro (statisticamente più vicino ai 2000 che ai 500). Meglio comunque non aspettare troppo prima di portarla dal meccanico.

        Personalmente a me invece capitò di prendere una pozzanghera esagerata a velocità esagerata e lo schizzo d’acqua (sarebbe più corretto dire “il muro d’acqua”) fu così forte da mandare in corto la centralina della Twingo GPL (che il meccanico riuscì a farmi sostituire in garanzia).

        Ma le auto “a scoppio” non prendono fuoco per un corto circuito se lasciate in un piazzale, per questo l’ordinanza ha riguardato solo ibride ed elettriche, prevedendo per tutte uno stop forzato di 15 giorni.

        • Se vanno sott’acqua, tutte le termiche sono inutilizzabili. Le elettriche (e anche tutte, sottolineo tutte le ibride) possono prender fuoco se è difettosa la chiusura ermetica delle batterie e dei cablaggi . Ok, vediamo le statistiche. In Romagna una su…

          • le elettriche non sono ne ermetiche ne a tenuta stagna; solo i mezzi militari hanno un impianto elettrico a tenuta stagna certificato
            I poveri trattori agricoli e le macchine movimento terra hanno l’impianto elettrico IP68 tecnicamente molto migliore dell’IP66 delle BEV che per principio non sono studiate per fare il lavoro di un sommergibile.
            il pacco batteria se IP 66, posizionato sul fondo del mezzo può incamerare acqua e i contatti elettrici andare in corto.

          • Come detto nel Vostro articolo le batterie sono IP 66, ovvero ermetiche al contatto, polvere e getti d’acqua forti ma di breve durata. NON SONO ermetiche alle immersioni prolungate come in questo caso, ovvero non sono IP 68. Qui non si discute sul fatto che le auto immerse siano da buttare o meno ma sul fatto se siano pericolose o meno. E se le batterie sono IP 66 come da Voi detto, beh un po’ di paura io ce l’avrei…

          • Lei ha perfettamente ragione. Un pò di paura si può avere, ma senza perdere la capacità di ragionare sui rischi reali. L’alluvione in Romagna ha causato 15 morti e decine di miliardi di danni, ma solo un piccolo incendio di un’auto elettrica.

        • Il problema delle auto termiche è che se viene aspirata acqua (dipende all’altezza della presa d’aria, infatti molti mezzi speciali hanno la presa a tetto) questa entra nella camera di scoppio, essendo l’acqua incomprimibile va a piegare le bielle sotto i pistoni facendo un disastro, oltre al discorso iniettori etc etc. In 30/40 cm se non accendi l’auto non capita nulla, se non alla tappezzeria se entra in abitacolo.

  22. Buongiorno, non se ne può più di disinformazione basata su ingnoranza, nel senso di voler ignorare la verità.
    In maniera un po’ provocatoria si potrebbe fargli presente che i sommergibili recenti sono spinti da un motore elettrico alimentati a batterie con un relatore nucleare o a idrogeno fuellcell e non penso abbiano problemi con l acqua! E non ho mai sentito dire che vadano messi in quarantena se si bagnano, ma tutto può essere, sarò io ignorante.

    • – i sommergibili recenti sono spinti da un motore elettrico alimentati a batterie –

      A darla tutta, già quelli della prima guerra mondiale (peraltro già in grado di operare anche a 50 metri di profondità) si basavano sull’accoppiata “diesel in superficie – elettrico in immersione.” Quindi tempus fugit, si parla già di un secolo fa.

      • Vedi il sommergibile Enrico Toti esposto al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. E le batterie erano al piombo…

        • -E le batterie erano al piombo…-

          E abbastanza probabilmente con dentro i separatori in tessuto inventati da mio nonno.

          Comunque il toti è già roba moderna, post seconda guerra. Quelli sciambola, passavano anche 300 metri di profondità e se non ricordo male sott’acqua ci potevano restare anche quasi 24 ore senza dover riemergere o quantomeno arrivare a quota snorkel per far partire il diesel e ricaricare le batterie. Insomma per farla breve: si tratta di sistemi decisamente collaudati.

          Peraltro, quella della propulsione dei sommergibili prima e dei sottomarini poi, è una storia interessantissima. Peraltro incentrata sulla necessità di muoversi senza consumare ossigeno e per la solita eterogenesi dei fini senza emettere CO2. Ma temo che qui dentro interesserebbe a ben pochi

      • Certo, batterie e motori elettrici stanno dentro al sommergibile, dove sta anche l’equipaggio…. li l’acqua non deve entrare, pena l’annegamento della crew.
        Invece in un’auto elettrica non stanno all’interno di un sommergibile, nascono stagni si, ma chi garantisce che dopo qualche anno sia tutto perfettamente ancora stagno? Anche i cellulari moderni sono waterproof, ma dopo qualche anno capita spesso che non tengono più l’acqua…. così come può succedere con il pacco batterie ed il motore di un’auto elettrica….
        Un mio collega è rimasto a piedi dopo aver guidato la sua auto elettrica in 30 cm di acqua per un’ora. Io con la mia a gasolio sono arrivato tranquillamente a casa.
        Poi certo, se il motore va sotto e beve acqua si ferma, non è certo anfibia.

        • Nessuno parla delle colonnine elettriche. Diventano pericolose con una alluvione? Vanno fuori uso? Cosa va fatto x rimetterle in funzione?
          Non mi sembra un particolare di poco conto.

          • Nessuno parla dei tralicci e delle cabine dell’Enel tipo ogni 50 metri in città!
            Chissà perché?

  23. Al contrario di quello che scrive Porro ci sono filmati di Model 3 che surfano senza problemi in un livello di acqua che alle termiche solo lo snorkel lo permetterebbe.

    E poi c’è la Tesla Model S che ha battuto tutti i record, pure i fuoristrada con lo snorkel.

    Porro prima di scrivere dovrebbe aggiornarsi, sembra ancora all’età dei fossili.

    • -Model 3 che surfano senza problemi-

      Questo perchè le Model 3 sono state progettate quando la Tesla aveva ancora la sede in California. Si dice che i prossimi modelli che avranno nazionalità texana, pur senza perdere del tutto tali capacità acquatiche, saranno però migliori in attività quali il rodeo e la capacità di usare armi da fuoco.

      • La sigla FSD di Tesla in Texas sta per Firing System Defence: nel frunk (frontal trunk, che è motorizzato in apertura e chiusura) viene installato un Dillon Aero 503D a 3 canne rotanti, gestito dall’HW 4.0 delle nuove Model 3 e Model Y. La cappelliera posteriore è maggiorata e in grado di accogliere Stetson con tesa fino a 5 pollici.

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