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Alain Prost va fuoristrada parlando di elettrico

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Alain Prost ce l'ha con l'auto elettrica e, soprattutto, con l'ibrida.

Alain Prost va fuori strada parlando di elettrico. L’ex campione di Formula Uno in un’intervista a Motorsport ha parlato di “stupida ossessione” nei confronti delle auto tradizionali. E dei presunti pericoli delle auto a batterie.

Alain Prost: “C’è una stupida ossessione contro i motori tradizionali, che autogol”

Sono proprio arrabbiato nel vedere quel che sta succedendo nell’industria dell’auto“, ha detto Prost. “Stiamo regalando tutto all’industria cinese, che ne giro di dieci anni porteranno qui le loro auto. Ed è questo che non mi piace”. L’ex pilota considera una stupidaggine i progetti di diversi governo di vietare le auto a combustione interna nel prossimo futuro. Chi nel 2030 (il Regno Unito), chi a scadenze successive.

Alain Prost

Secondo Prost, una moderna auto diesel con i filtri per le emissioni non inquina in modo rilevante.Una decisione che, secondo Prost, porterà a risultati modesti in termini di emissioni nocive. “Non sono preoccupato per me, perché non sono in questo business, ma detesto questo modo di procedere. Le trovo normative stupide, stupide”. Tanto più che, fa notare l’ex campione francese, gli investimenti che le Case devono sostenere per la transizione all’elettrico stanno drenando risorse dall’amata Formula Uno (vedi il caso Honda). “Vi assicuro che in 10 anni perderemo un milione di posti di lavoro nell’industria dell’auto, se non ci ravvediamo. Oggi, se hai una grossa auto diesel con i filtri giusti per le emissioni, non dovresti costituire un problema“.

Alain Prost: “Le ibride consumiamo anche più di un’auto a benzina”

Alain Prost aggiunge poi di non capire come si possa forzare i clienti a passare da auto a benzina o a gasolio alle ibride. Che non considera affatto più ecologiche, visto il peso delle batterie e del secondo motore. Ma è anche preoccupato per il fatto che non c’è a livello europeo un’idea comune sulle ricariche per le auto elettriche.

ricarica
Prost chiede che si uniformino i sistemi di ricarica

Parliamo sempre di Bruxelles, di Europa, ma perché non abbiamo le stesse prese e gli stessi sistemi di ricarica? In Francia abbiamo due competitors, con due differenti sistemi. Il che è completamente stupido. Oggi la tendenza è ad avere un gran numero di auto ibride, non elettriche, quelle che dovremmo spingere soprattutto nelle grandi città. Ma quando fai un po’ di strada, con un’ibrida, le tue emissioni di CO2 diventano le stesse, o persino peggio, per il peso che aumenta”.

SECONDO NOI. Prost è stato un grande campione, ma qui sembra andare proprio fuori strada. Teme che l’elettrico si mangi anche la sua amata Formula Uno e parla del pericolo Cina  con un sentiment molto diffuso soprattutto nell’industria tedesca dell’auto. Poi, fa un po’ di confusione e alla fine quando parla di risparmi modesti sulle emissioni si capisce che si riferisce all’ibrido, non all’elettrico puro. Alain ProstIl mondo va avanti e affina tecnologie con le quali migliorare situazioni di grande preoccupazione. Il climate change è una realtà con la quale facciamo i conti tutti i giorni. E il tema dell’auto elettrica non è solo legato alla sostituzione di un motore “caldo” con un propulsore a batterie. È la visione di un mondo diverso, in cui auto-produciamo almeno una buona parte dell’energia che consumiamo. Senza più bruciare un’enorme quantità di una risorsa preziosa come il petrolio. Quanto ai posti di lavoro, si difendono producendo i prodotti migliori. A suo tempo i personal computer hanno spazzato via le macchine da scrivere Olivetti: potevamo rifiutarci di far entrare i pc della Apple?  

— Leggi anche / L’ex capo della Porsche scettico sull’auto elettrica: “Un regalo alla Cina”

 

 

 

 

 

 

 

 

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4 COMMENTI

  1. Bah! Dice la sua… Può farlo ma poteva anche risparmiarselo!

    Attenzione ai titoli: consumiamo anche più di un’auto a benzina”

    Per favore considerate l’idea di usare l’espressione “climate crisis” anziché “change” termine spesso considerato troppo neutro da alcune testate.

  2. De Meo vuole risultati, diversamente si chiude.

    Il Nostro deve prioritariamente salvaguardare i posti di lavoro e troverà l’appoggio del board della Régie nationale des usines Renault per chiudere il programma Formula 1, sia per l’assenza di un concreto ritorno d’immagine in mancanza di risultati, sia in caso di risultati conseguiti con una tecnologia che non rispecchia gli attuali investimenti rivolti all’elettrico e le linee politiche dei governi, primi tra tutti l’Unione Europea.

    Considerata poi la situazione con Nissan, non è da escludere, prossimamente, il ritorno di Renault in Formula E.

  3. Ho sempre tifato Prost da quando ero estimatore della fata turbina e della grande sfida che la Renault intraprese nel 1977, poi quando passò in McLaren trasformai la mia Aletta Rossa 125 bianca con telaio e sella rossi in una specie di moto McLaren con tanto di numero 7. Mi rattrista molto quello che scrive spero sia solo frutto della passione per la sua formula 1 che ormai non c’è più.

    L’unica cosa giusta che dice è che le ibride (non plug in) consumano di più (le pubblicità Toyota mi fatto ridere ed arrabbiare allo stesso tempo).

  4. Credo che, parlando in generale, molte persone legate al mondo dell’auto soffrano un trauma forse non ancora elaborato per il fatto di vedere le proprie (a volte elevate) competenze destinate a diventare materiale da libri di storia. Insomma sentirsi dire “quello che sai non serve più” è doloroso per chiunque. Mi spiego anche così certe uscite scomposte (Prost è uno dei tanti). Perché non credo che Prost sia così ottuso da non vedere a mente fredda i problemi ambientali e le opportunità tecnologiche che stanno dietro al cambio radicale di paradigmi dell’auto moderna

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