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Al volante della BYD Seal: 470 km con 20 euro…

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Dopo il recente test sulla Dolphin, siamo tornati al volante di una BYD, questa volta di categoria superiore, per avere conferma dei punti di forza di questa tipologia di auto elettriche. Cinesi di nascita, ma con spiccata impronta europea, nello stile e nelle performance che offrono.

Protagonista del nostro test è stata la BYD Seal, berlina sportiva elettrica di segmento D sulla quale il costruttore cinese Build Your Dreams punta particolarmente per far breccia in Italia.

Si tratta di un modello che specie nella sua versione Exellence a trazione integrale sforna numeri molto interessanti. Un doppio motore elettrico dalla potenza massima complessiva di 390 kW (530 CV) e quasi 700 Nm di coppia; un pacco batteria Blade in litio-ferro-fosfato da 82,5 kWh integrata nel telaio, che garantisce per la Casa circa 520 km di autonomia nel ciclo combinato. E poi ancora, velocità massima di 180 km/h e un’accelerazione 0-100 in 3,8 secondi, valore che identifica questo modello di auto.

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Si viaggia, spendendo poco

Nel nostro test, ancora una volta, ci siamo cimentati sulle lunghe distanze (più di 400 km in autostrada), con il chiaro intento di confermare anche su una berlina di categoria superiore le buone impressioni avute sulla ‘sorellina’ compatta BYD Dolphin.

Obiettivo raggiunto (nonostante il fardello dei rallentamenti per il traffico…) per la Seal 3.8, che si è dimostrata auto prestazionale adatta ad un utilizzo su strada per così dire “completo” e non solo buona per togliersi qualche sfizio.

Il video del nostro Paolo Mariano chiarisce molti dettagli del percorso effettuato, delle risposte dell’auto in fatto di comfort alla guida e utilizzo delle tecnologie di bordo, senza tralasciare qualche criticità, secondo noi da perfezionare. Come da prassi ci siamo concentrati in particolar modo sulle dinamiche della ricarica e dei consumi. Con risvolti interessanti.

Conti alla mano, infatti, la nostra pianificazione del viaggio ci ha portati a percorrere un tratto di circa 470 km autostradali, spendendo per le ricariche (una pre-partenza e una fast intermedia di circa mezz’ora) non più di 20 euro in totale
Niente male.

BYD in Italia a prezzi competitivi

BYD Seal è uno dei quattro modelli di auto elettriche portati in Italia dal costruttore cinese, che ha scelto di presidiare ‘fisicamente’ il nostro territorio con una dozzina di concessionarie. Con tutti i vantaggi derivati dall’assistenza in loco.

Per essere competitivi sul mercato, Build Your Dreams punta molto sui prezzi, uno dei punti di forza che abbiamo già riscontrato sulla Dolphin, acquistabile sfruttando il massimo degli incentivi a poco più di 20.000 euro.

La BYD Seal Exellence che abbiamo testato è di segmento superiore e, infatti, si porta a casa con non meno di 50.000 euro. Tuttavia, la sua versione standard da 230 kW è incentivabile e si può comprare ad un prezzo che può scendere fino a 30mila euro.

Questo, salvo poter effettivamente sfruttare eco-incentivi sull’elettrico, ad oggi volatilizzati in un amen… O forse no.
Vedremo gli sviluppi.

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Vesper
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15 COMMENTI

  1. “Tuttavia, la sua versione standard da 230 kW è incentivabile e si può comprare ad un prezzo che può scendere fino a 30mila euro”

    giriamo il coltello nella piaga…

  2. Sicuramente un’ottima vettura, alternativa a Tesla (e qui si va nel più classico “de gustibus ….”) che consente di spendere in corrente quasi la metà rispetto alle ICE

    Ovviamente BYD deve lavorare duramente per cercare rapidamente ottimi partner commerciali per garantire non solo vendita ma soprattutto Officine Assistenza e Magazzini ricambi efficienti; se volesse essere all’avanguardia (dato che BYD nasce come produttore di batterie per elettronica di consumo..) dovrebbe realizzare in ogni mercato nazionale almeno 1 o 2 centri di riparazione delle batterie “a livello cella”, così da eliminare il problema che più spaventa gli ignari italiani… il “guasto batteria”…
    che non va “buttata via”, ma semplicemente rimessa “a nuovo” anche dopo centinaia di migliaia di km… Potrebbero anche fare come Tesla con i suoi “powerwall” , ossia vendere i batterypack non più idonei per l’autotrazione come “accumuli domestici” (immaginatevi una casa con un piccolo “armadietto” da 82kW collegato al FV !! )

    Sicuramente tra un paio d’anni, quando entreranno “a regime” i costruendi stabilimenti ungheresi a Szeged, avranno una forte struttura per competere “ad armi pari” con le industrie europee … che si devono impegnare sin d’ora a “coltivare” i propri clienti BEV ….

  3. Mi sa che hai qualche calcolo sbagliato, il prezzo a casa dell’energia elettrica non può essere inferiore a 0,10c + tasse, trasporto, perdite si arriva a 0,25c.
    Calcolando che la BYD fa al meglio 20kw/100km (o sei andato a 75km/h fisso?)470/100*20 sono 94kw. Al totale di 23,5€ ma se sei andato alle colonnine hai fatto82.5*0,25 + almeno 20*0.71 totale 35€…ben differente da 20€

    • Concordo con Stefano su tutto.
      1) i conti si fanno da pieno a pieno. Si parte col pieno e quando si arriva si fa di nuovo il pieno. Se nel mezzo si è fatto una sosta, si sommano anche quelli caricati nell’eventuale sosta.
      2) i prezzi della corrente a casa vanno considerati compresi di tasse varie (non solo quello della materia energia)
      3) non si può dire che una macchina elettrica consuma poco in autostrada se quel giorno si è trovato traffico in autostrada e non siamo praticamente mai andati a 110-130km/h.

        • “Il video del nostro Paolo Mariano chiarisce molti dettagli ”

          Potevano fare la sintesi completa? sì, potevano, ma è un articolo a supporto del video, non alternativo.
          Potevi evitarti il solito commento indesiderato? sì, potevi, ma è il consueto commento avverso, mai essere propositivi, solo demolitivi.

          • Massimo, non ha tutti i torti.

            Il risparmio c’è ed è palese, come è palese che con una BEV si ha la possibilità di ricaricare gratis (o quasi) in alcuni punti come alberghi e supermercati.
            Che con una ICE te lo sogni.
            Ed è qui che andava messo l’accento.

            Così come il fatto che se trovi traffico in autostrada, almeno consumi poco e piangi con un occhio solo.

            Fatto sta che leggendo solo l’articolo il messaggio che passa è che è troppo bello per essere vero, e che quindi è una “truffa” (passami il termine).
            Tale sensazione contribuisce ad alimentare la già enorme diffidenza dell’italiano medio, del lettore occasionale, nei confronti delle BEV.

            Sinceramente anch’io, a primo impatto, ho pensato “ma come cavolo ha fatto a fare 0.042 €/km??”

            Per il resto, BYD sembra molto promettente.
            Speriamo bene.

      • Il discorso è diverso.. NON potete fare un video e dire che avete speso 20€ per due semplici motivi:
        1) non potete basare il conto facendo affidamento al fatto che l’albergo vi ha fatto pagare 12€ per una ricarica completa indipendentemente da quanti fossero i kw da ricaricare. E questo semplicemente perché è probabile che il prezzo della camera fosse “gonfiato” per far sembrare vantaggiosa la ricarica. In altre parole: i soldi che avete risparmiato di colonnina, li avete in realtà pagati nella camera. Oppure potrebbe banalmente essere una loro forma di investimento per farsi pubblicità.
        2) per fare un video serio sarebbe bastato fare il conto partendo a batterie cariche (senza contare i 12€ dell’albergo), considerando la ricarica a metà viaggio, e poi la ricarica che avete sicuramente fatto a fine viaggio (anziché considerare quella in albergo). Perché a casa, per quanto con un buon contratto, sicuramente non avreste pagato 18cent/kw per caricare la macchina.
        Saluti

        • E infatti nel video ci sono tutte le informazioni sul consumo.
          E’ possibile quindi, sulla base di quanto ognuno sa di pagare la ricarica, calcolare quanto costerebbe.
          Nel video ho anche evidenziato che il costo fisso di 12 Euro per la ricarica in hotel non è un costo standard.

      • Assolutamente no. Per diversi motivi:
        1) il discorso della velocità media di percorrenza dei vari tratti, non viene affrontata a dovere.
        2) non potete fare un articolo e dire che si spende TOT € per fare 400km solo grazie al fatto che un albergo vi ha fatto pagare 12€ per una ricarica completa indipendentemente dai kw caricati. Questo perché banalmente potreste aver pagato nel costo della stanza quello che in realtà vi è sembrato regalato alla colonnina: in altre parole, quello che non avete pagato del prezzo alla colonnina vi è stato preso nel prezzo della camera. Oppure banalmente la struttura potrebbe usare questa formula “a basso costo” solo per farsi pubblicità. Ad ogni modo non è onesto dire che con questa macchina si fanno 400km con 20€. È onesto dire che si fanno quei km con 20€ se dormi in quell’albergo.
        2) per fare un video corretto e serio sarebbe bastato partire a batterie cariche (senza contare la ricarica in albergo), considerare la ricarica fast a metà viaggio e poi la ricarica finale dal 2% a batteria completa una volta finito il viaggio. Per quanto a casa possiate avere un buon contratto, mai potrete pagare 18cent/kw.. saluti.

          • Si mi scusi, la sezione dei commenti da cellulare è un caos con tutte le pubblicità che si aprono. Pensavo di aver perso tutto, quindi ho riscritto da zero e ricondiviso. Chiedo scusa della ripetizione. Ad ogni modo le mie non sono idee ma fatti concreti. Siate onesti e diffondete materiale chiaro e serio.

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