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Air4, la R4 che vola, l’ultima genialata di Renault

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Air4, la R4 che vola: è l’ultima genialata di Renault, un marchio che non si è mai tirato indietro quando si tratta di sorprendere. Sarà in mostra da lunedì a Parigi.

Air4, rifatta in fibra di carbonio per librarsi in cielo

Nel 2021 si celebra il 60° anniversario della Renault 4L, un modello di cui in 30 anni sono stati venduti oltre 8 milioni di unità in più di 100 Paesi. Un’icona che presto rinascerà con un modello completamente elettrico. Per questo compleanno, sono state lanciate diverse iniziative. E per concludere in bellezza, Renault ha collaborato con il centro di design TheArsenale alla creazione di una showcar che offre una rivisitazione futuristica e stravagante. Il risultato si chiama AIR4: per rispondere al problema del traffico, una R4L che vola. Completamente progettata in fibra di carbonio, mantiene le stesse linee e volumi della 4L originale, offrendo però nuove performance dinamiche. La rigidità è stata completamente rivista per includere nuovi concept come la spinta e la salita. Lavoro che ha richiesto ore di calcoli e test, utilizzando tecniche di design generativo e intelligenza artificiale.

Batterie al litio, può volare fino a 700 metri di altezza

air4

L’AIR4 non ha bisogno di ruote per spostarsi. È dotata di quattro doppie eliche, una per ogni angolo del veicolo. Il telaio poggia al centro della struttura. E il conducente può accomodarsi nell’abitacolo sollevando la scocca reinventata, che è fissata anteriormente. L’AIR4 è alimentata da batterie ai polimeri di litio da 22.000 ampère-ora, che generano una potenza totale di circa 90.000 mAh.  Può raggiungere una velocità massima orizzontale di 26 m/s, con un’inclinazione di 45° durante il volo ed un’inclinazione massima di 70°. Può volare fino a 700 metri di altezza con una velocità di decollo di 14 m/s, limitata a 4 m/s per motivi di sicurezza, ed una velocità di atterraggio di 3 m/s. Spinta vettoriale massima di 380 kg, ovvero 95 kg per elica.

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5 COMMENTI

  1. Redazione,
    permettetemi una critica che vuole essere costruttiva.

    Il comunicato stampa di Renault è stato chiaramente scritto da chi non distingue tra corrente alternata e continua e confonde probabilmente i parsec con i pascal, ma da voi mi sarei aspettato qualcosa di più di un copia e incolla pari pari di un comunicato tradotto dal francese.

    Vedere scritto “22.000 ampère-ora” oppure “90.000 mAh” ricorda le unghie sulla lavagna, per non parlare dei metri al secondo anzichè chilometri orari, d’accordo che siamo tutti capaci di moltiplicare per 3,6 però sarebbe stato un po’ più agevole leggere unità di misura normalizzate.

    Quanto all’aeromobile, mi accodo al commento di Enzo senza aggiungere altro, più che esaustivo.

  2. Sono contento che questa showcar sia definita “genialata”. Peccato che le altre case stiano lavorando sul serio sugli evtol, con oltre 200 aziende impegnate su questo fronte (tra cui General Motors e Hyundai). Lo stato italiano, per una volta, si sta muovendo bene: gli evtol dovrebbero poter volare da noi già dal 2030 al termine di un periodo di 2 fasi necessario per definire la normativa, fare sperimentazione, etc. Alle olimpiadi di Cortina/Milano è prevista una prima dimostrazione degli evotl, mentre i primissimi test dovrebbero iniziare già all’aeroporto di Grottaglie nel 2023.

    E niente, si diceva, mentre gli altri lavorano sul serio su questo fronte, i produttori “storici” dormono: non pervenute VW, Stellantis, BMW, Mercedes. Renault almeno ha dato una sbirciatina, sperando poi qualcosa si concretizzi per davvero.

    • Mi permetto di aggiungere. Anche se non si arrivasse a nulla di simile (e secondo me invece quella è una delle “strade” per il futuro dell’auto) almeno Renault segue una linea di “progetti spettacolo” che la proiettano verso un’aura di macchina del futuro. Non sarà la Tesla nello spazio ma almeno provano a farsi vedere come pronti a tutto, per fortuna

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