Abbiamo provato molto brevemente la GAC AION UT, un’auto cinese costruita in Austria e con un design studiato a Milano. Più di 400 km WLTP, una batteria da 60 kWh e un rapporto dotazioni/prezzo davvero interessante.
GAC presenta in anteprima la AION UT, dove UT sta per utilitaria. Anche se le dimensioni non sono proprio da utilitaria, ma piuttosto mette qualche centimetro già nel segmento C. È infatti un’auto pensata e progettata per incontrare i gusti e le necessità europee.
Design europeo con morigeratezza cinese
Le linee, disegnate nel centro design di Milano, mescolano stile occidentale e curve morbide e proporzioni rassicuranti più tipiche dello stile cinese. Il frontale è morbido, non mostra un carattere particolarmente originale o distintivo. Belli i gruppi ottici che invece danno un tocco di personalità allo sguardo della AION UT.
Il laterale è molto liscio e si nota il passo abbondante per ricavare il maggior spazio possibile all’interno. Anche il posteriore è piuttosto piatto, spiccano ai lati i gruppi ottici quasi a sbalzo dove vediamo l’elemento dei quattro quadrati luminosi ripreso anche nell’anteriore. Immancabile lo spoiler che porta un po’ di sportività alla linea e che ovviamente ha anche una funzione aerodinamica.
La AION UT è lunga 4,3 metri, larga 2 e alta 1,6. Il passo è davvero ampio: 2,75. Il bagagliaio è piuttosto spazioso: 440 litri che diventano più di 1.600 abbattendo i sedili posteriori.
Interni curati e molto spaziosi
Gli interni seguono la stessa filosofia estetica degli esterni con linee razionali, morbide ed accoglienti. Tutto è molto semplice con materiali e accoppiamenti di discreta qualità, con parecchie superfici morbide. Al centro della plancia troviamo il display da 14,6 pollici e quadro strumenti da 9 pollici.
I tasti fisici sono praticamente assenti quindi tutte le regolazioni e i comandi sono touch. Scelta sempre discutibile, ma va detto che il software ci è sembrato abbastanza scattante e anche tutto sommato semplice. L’usabilità non è male, anche se le schermate son un po’ affollate di informazioni. Il sistema è compatibile con Apple car play e Android auto via bluetooth.

Tornando agli interni, tra i due sedili troviamo la ricarica a induzione per gli smartphone (con tanto di raffrescamento) e due porta bottiglie. Sotto troviamo altro spazio e anche la ricarica usb C.
Motore e batteria della AION UT
La AION UT monta una batteria da 60 kWh di tipo LFP. Un taglio giusto che secondo quanto dichiarato dal costruttore permette un’autonomia di più di 400 km o addirittura oltre 600 se ci muoviamo in città. La ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW, mentre in corrente continua a 87 kW.
Il motore a trazione anteriore è a un magneti permanenti. Sviluppa 150 kW, quindi poco più di 200 cavalli e ha una coppia di 210 Nm.
Conclusione: a 28.000 AION UT vi dà proprio tutto
La AION UT è un’auto molto ben centrata sul pubblico europeo, ha una buona qualità generale e quello che stupisce, in rapporto al prezzo, sono soprattutto le dotazioni. Parliamo di una batteria di discrete dimensioni con autonomia abbondante per muoversi in città e che ci permette anche di andare al mare nei fine settimana. Inoltre è un’auto molto spaziosa, c’è un pacchetto ADAS di livello 2 ed è praticamente tutto di serie. Il prezzo (28.000 euro) è molto interessante per un’auto a cui non manca praticamente nulla.
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che bello il design (vabbè per me a parte il colore “panna”) e molto interessante anche come “taglia” più europea
leggo che il peso dichiarato sarebbe 1645 kg (senza conducente) di cui 465 kg dovuti al pacco batteria da 62 KWh lordi con chimica LFP; è già un valore interessante:
62 kwh / 465 kg = 133 Wh-kg
ma vedremo ulteriori margini di miglioramento; esempio:
– pacchi batteria Blade -> 146 Wh-kg ( 150 Wh-kg se più grandi)
– pacchi batteria Blade 2.0 -> 157 Wh-kg ( 162 Wh-kg se più grandi)
cioè invece di 465 kg, peserebbe 425 kg oppure 395 kg
..ma vedremo se è corretto dai dati della nuova Atto 3 (rinnovata in Cina con celle blade 2.0 e motore posteriore) quando arriva da noi, anche se è una taglia vettura un po’ più grande di questa Anion UT
..speriamo che in italia non alzino il prezzo di listino, dopo che Urso ha appena annunciato nuovi incentivi, che al solito saranno lontani nel tempo, esagerati come quota unitaria, e per i pochi che vinceranno la “lotteria” delle prenotazioni, mentre per gli altri significa rimandare gli aquisti di un anno, in attesa dei cali/sconti di listino dopo la chiusura della “lotteria”
Prima dei nuovi incentivi, Urso deve capire se questo nuovo marchio possa essere commercializzato in Italia: AION è troppo Sardinian sounding e quindi dovrebbero cambiarlo.
E non possono neanche scriverlo al contrario, in questo caso sarebbe sfacciatamente Italian sounding.
Basta anagrammarlo come A NOI… 😉
😂
in attesa del modello costruito in Italia.. che si chiamerà ” Eia eia alalà”
1) L’affidamento così massiccio di regolazioni al monitor centrale va contro la recente svolta normativa in Cina – che presto spero venga adottata anche nel resto del mondo – che impone la reintroduzione obbligatoria di tasti fisici per un numero minimo di funzionalità in modo da ridurre la distrazione di dover trafficare con lo schermo centrale mentre si guida.
2) Perché si mettono in vendita BEV con ricarica DC “castrata” a meno di 2C???
Una tale “castrazione” trasportata nel mondo delle auto termiche significherebbe che le utilitarie dovrebbero avere un tubo bocchettone – serbatoio di diametro (= flusso) INFERIORE al diametro del tubo bocchettone – serbatoio di auto di segmento superiore, con il risultato – semplicemente assurdo – che, ad esempio, una Panda impiegherebbe più tempo per riempire il suo serbatoio da 35-38 litri rispetto al tempo necessario per riempire il serbatoio da 66 di, per esempio, una Mercedes Classe C!
Una cosa simile sarebbe accettabile nelle auto termiche? E allora perché la si deve accettare nei BEV?
Ecco finalmente un prodotto in linea con le esigenze del pubblico italiano. Poca spesa, auto compatta ma con un range di autonomia che permetta di uscire dall’ambito cittadino. Con 60kWh ci si viaggia, può essere tranquillamente la prima auto di famiglia. Resta da capire chi si occupa del service nel nostro paese