Home Auto Agli irriducibili dell’auto termica: non vi siete ancora stancati?

Agli irriducibili dell’auto termica: non vi siete ancora stancati?

96
CONDIVIDI

Permetteteci una piccola provocazione  rivolta agli irriducibili dell’auto termica.

Premessa: ci chiamiamo Vaielettrico e dichiariamo in partenza di essere sostenitori della trazione elettrica. Pensiamo infatti che sia già oggi la tecnologia più sostenibile per il Pianeta. E anche, conti alla mano,  quella più vantaggiosa per un buon numero di automobilisti. Sono due “atout” che oggi possono essere discussi e contestati, ma che, in prospettiva futura, saranno, pensiamo, universalmente accettati. Tuttavia agli irriducibili dell’auto termica, a chi continua a pensare che il motore a scoppio sia la migliore delle soluzioni possibili e confuta i nostri dati su emissioni clima alteranti e costi di gestione, vogliamo porre due semplici domande.

  1. Non vi siete stancati dei continui blocchi al traffico per gli sforamenti del limite delle polveri sottili?
  2. Non vi siete stancati di pagare benzina e gasolio il 10 o il 20 % in più ad ogni stormir di fronde nel quadrante bollente del Medio Oriente?

Sono due domande che ognuno dovrebbe porsi, entrando in questo 2020. Anzi, proprio oggi, 7 gennaio. Quando al CES di Las Vegas la migliore tecnologia del mondo sfoggia avveniristiche soluzioni per la trazione elettrica, mentre noi, qui in Italia, ci ritroviamo stretti fra i venti di guerra Usa-Iran, l’assalto del generale Haftar a Tripoli e il blocco alla circolazione in quasi tutte le città del Nord per l’ennesimo allarme da PM10. 

Dopo il raid Usa in Iraq il prezzo del greggio è salito a 70 dollari al barile, massimo da 5 anni. Dall’inizio del 2019, quando quotava 50 dollari al barile, è salito di oltre il 30%. Di conseguenza poco dopo Capodanno le compagnie hanno ritoccato i prezzi di tutti i carburanti fra 0,5 e 2 centesimi al litro. Ma se i prezzi alla fonte non si ridimensioneranno molto probabilmente vedremo altri ritocchi nelle prossime settimane. Anche il prezzo del metano è salito dello 0,8% dal primo gennaio scorso. Nel frattempo le tariffe elettriche, con la revisione trimestrale dei prezzi,  sono state tagliate del 5,4%.

Rivedere tutti i calcoli comparati sul costo di auto elettriche e auto termiche, please!

Le polveri sottili (Pm10, Pm5 e via dicendo) sembrano uno scherzo, ma uccidono 60 mila italiani ogni anno (dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità), soprattutto nelle aree urbane a forte concentrazione di traffico. Ogni città italiana, insomma,  ha una Ilva in pieno centro, anche se solo a Taranto manifestano in piazza. Dai primi di gennaio le poveri sottili sforano regolarmente, ogni giorno, il livello massimo di allerta. A Treviso e Venezia, complici anche i botti di fine anno, sono nove volte oltre la media.

Così sono scattati i blocchi ai diesel (fino a Euro 4) a Milano, Como e Cremona, dove si supera la soglia da dieci giorni consecutivi. Torino estende il divieto alle Euro 5. Sempre in Piemonte auto diesel ferme ad Asti, Alessandria, Casale, Tortona, Novi Ligure, Vercelli, Novara e Trecate.  Nuove limitazioni scattano a Lodi, Mantova e Padova. In Emilia Romagna a Modena, Reggio Emilia e Parma. A Roma blocco il 3 e  4 gennaio (LEGGI). In tutta Italia centinaia di diesel e vecchie benzina vanno a singhiozzo. Non sarà per sempre, ma di certo capiterà decine di volte ancora anche quest’anno.

Non vi siete ancora stancati? Si può discettare all’infinito se l’auto elettrica emetta più o meno gas clima alteranti di un diesel Euro 6 (ma quanti sono rispetto a tutti i diesel circolanti?). Si può eccepire che le emissioni inquinanti, polveri sottili incluse, le producono anche le centrali elettriche a idrocarburi, seppur ben lontano dai maggiori centri urbani.

Ma nessuno può negare che, almeno in città, l’aria pulita la mantengono solo i veicoli elettrici. O no?

96 COMMENTI

  1. Ricerca sempre e comunque, anche se poi si fallirà.
    Ricerca dell’innovazione per sviluppare e poi diffondere nuove tecnologie e soluzioni energetiche per un rinascimento economico e sociale.
    Uno sviluppo non per pochi ma per tutti, perché le fonti rinnovabili sono vaste e sufficienti per tutti e le tecnologie per utilizzarle sono a zero emissioni.

    Solo la ricerca ci salverà.

    • Effettivamente qui la parola d’ordine è “ricerca”, il problema è che costa molto e le aziende private investono in quella a breve termine e solo in rari casi in quella a medio temine, questo consentirà di avere dei prodotti un po più appetibili dal punto di vista economico/pratico ma da questo a risolvere il prolema dell’inquinamento nelle città, aimè, c’è un abisso.

      • Risposta al post sottostante chiuso, sull’idrogeno specificatamente quello verde, non quello nero prodotto da idrocarburi o con l’impiego di energia prodotta da idrocarburi. Aggiungo solo che US Army fa affidamento a queste tecnologie e impiega generatori e mezzi fuelcell per ragioni logistiche e belliche. Nei conflitti come tutti sappiamo vengono colpiti per primi di depositi di carburante e spostare cisterne di carburante è più lento e rischioso che produrre idrogeno e ossigeno in loco con acqua e sole.

        Non mi stupirei di vedere presto droni terrestri anticarro fuelcell.

        Purtroppo queste tecnologie sono strategiche e il loro impiego civile viene ridimensionato rispetto ai risultati ed hai brevetti rilasciati ai laboratori della Marina e dell’Esercito US.

        Ci sono tecnologie nell’industria top secret bellica americana che neppure immaginiamo, così diceva un mio grande professore Tomás Maldonado.

        (Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia).

        L’Idrogeno sempre più protagonista, sarà una delle fonti energetiche del futuro.

        L’immissione sul mercato non sarà immediata, non vedremo a breve la terza rivoluzione industriale annunciata da Jeremy Rifkin, ma non ci sono dubbi, sarà un sicuro protagonista.

        A seguire alcune tecnologie da fonte rinnovabile solare in progress.

        Arb di SoHHytec – Confederazione Helvetica

        L’Arb è un sistema one stop per tutte le tue esigenze energetiche, che si tratti di combustibile, elettricità o calore.

        Arb è una soluzione altamente avanzata e innovativa per sostituire l’energia convenzionale a base di combustibili fossili.

        Arb prende solo la luce del sole e l’acqua come input e produce contemporaneamente combustibile (idrogeno), elettricità e calore. Arb ha un’efficienza totale di ~ 70% e richiede uno spazio minimo terra / tetto.

        https://www.sohhytec.com/products
        https://actu.epfl.ch/news/record-solar-hydrogen-production-with-concentrated/

        Stars di SoCalGas – Stati Uniti

        Il Pacific Northwest National Laboratory ha sviluppato la tecnologia STARS (Solar Thermal Advanced Reaction System) con il finanziamento del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e della Southern California Gas Company (SoCalGas). La tecnologia STARS consente la produzione di gas idrogeno da fonte rinnovabile da gas naturale utilizzando energia solare concentrata, con una riduzione di oltre il 30% delle emissioni di CO2 rispetto alle tecnologie convenzionali.

        Le applicazioni immediate includono stazioni di rifornimento di idrogeno per veicoli a celle a combustibile.

        Attualmente, i prototipi del sistema di produzione dell’idrogeno STARS sono in fase di test a Brawley, in California.

        La tecnologia è stata concessa in licenza da PNNL a STARS Technology Corporation (STC) e viene ulteriormente sviluppata per l’applicazione commerciale nell’ambito di un progetto DOE condotto da PNNL, SoCalGas e STC.

        https://ww3.arb.ca.gov/cc/dairy/documents/10-12-17/dsg2-socalgaspresentation-101217.pdf
        https://www.youtube.com/watch?v=uM4_-HwKvRs

        Ares – Fondazione Bruno Kessler – Italia
        LUIGI CREMA – Head of ARES unit Applied Research on Energy Systems Fondazione Bruno Kessler per comprendere lo stato dell’arte di questa interessante ricerca.

        http://www.instm.it/public/02/18/Report_Tavolo_Idrogeno.pdf
        https://magazine.fbk.eu/it/news/idrogeno-per-accumulare-energia-rinnovabile-fbk-nel-progetto-hycare/
        https://hycare-project.eu
        http://ares.fbk.eu

        • Immagino che una macchina elettrica che si alimenta ad acqua rappresenti una catastrofe per parecchie aziende ma anche e soprattutto per i governi che avrebbero ben poco da tassare. Ci credo allora che questo tipo di tecnologia non abbia mai decollato… la storia ci insegna che si possono commettere genocidi per molto, moooolto meno di questo. Che Dio ci aiuti.

  2. “Uno studio sull’inquinamento da PM10 in Lombardia, regione in cui frequentemente viene superata in molte aree la soglia massima ammessa di PM10, ha rivelato che la maggior causa della origine e dispersione di queste particelle è data dalla “combustione di biomasse legnose” (quindi stufa a pellets o legna) che contribuiscono per il 45% alle polveri sottili diffuse nell’aria, i motori diesel contribuiscono per il 14% e un altro 13% è dato da particelle che si staccano dalle pastiglie dei freni e dagli pneumatici” dati da Wikipedia
    Quindi fermare o sostituire i diesel con EV non risolve il problema. E come disse il Professor Veronesi, che di tumori se ne intende, ne uccide più la polenta che l’aria inquinata in Lombardia. Nel 2020 l’aria della Padana è sicuramente più pulita di tutti i decenni precedenti almeno dagli anni 40 se non prima, malgrado solo in Lombardia vivano 10 milioni di persone. Siamo stati molto bravi a migliorare grazie alle tecnologie. Le EV sono una di esse ma non la risposta definitiva. Ben vengano ad un costo accessibile. Se per ricaricare le EV dobbiamo raddoppiare la produzione elettrica in modo che non incida sui PM10, che in Padania ovviamente non può essere di origine solare o eolica, allora rimane solo la soluzione francese, cioè il nucleare, che è pulito ed economico. A quel punto gli EV hanno senso intrinseco perché fare come la Cina, la Germania e la Corea che usano il carbone o la lignite per l’elettricità degli EV è un controsenso

    • Resta il fatto che un automobilista elettrico, oggi, può circolare alla faccia dei blocchi e ricaricare l’auto a costi del 5,4% inferiori, fregandosene (almeno per questo) della crisi in Medio Oriente.

      • Nelle valli dell’Ossola dicono: “Tante teste, tante idee.” parafrasando Formione con la celeberrima “Quot homines, tot sententiae“.

        Il problema sono i pregiudizi che ognuno di noi ha, ma che abbiamo assimilato così bene da non riconoscerli come pregiudizi, ma pura e limpida verità.

        Vediamo solo ciò che ci pare e non vediamo ciò che invece è evidente.

        In questa circostanza, Degli Esposti e Tedeschini diventano quasi eroici con il loro pensiero, attaccati ovunque e da chiunque, anche se i più, gli irriducibili, li considerano eroi di Cervantes.

        Ma per Noi, che crediamo ancora in qualcosa, Don Chisciotte della Mancia e Sancho Panza, saranno per sempre i Nostri eroi.

        • Caro Alberto, secondo me i Don Chisciotte (o l’ultimo giapponese rimasto in guerra sull’isola deserta) non siamo noi, ma proprio gli irriducibile del motore termico.

      • Se è per questo può circolare anche chi viaggia a GPL ( come me ) o a Metano senza le attuali limitazioni tecnologiche di cui l’elettrico soffre ancora oggi, l’auto elettrica non è quindi l’unica soluzione e non lo è neanche per risolvere il problema dell’inquinamento come ha scritto correttamente l’utente Luca Bart poco sopra 😉

        p.s per limitazioni tecnologiche non intendo solo il solito discorso di autonomia, costi e tempi di ricariche, ma anche semplicemente il fatto che se non hai un ricovero notturno dove ricaricare la notte, cosa tutt’altro che scontata, cosa te ne fai di una auto elettrica?

        • Concordo. Ribadisco che sono contento che vi siano anche le EV, come ci sono metano, GPL oltre benzina e diesel. Aspetto l’idrogeno. Più scelta c’è, meglio è, inoltre è il mercato che sceglie in base alle esigenze di trasporto. Il fatto di dire che eliminare i motori a combustione elimina l’inquinamento è falso. Se vogliamo diminuire di molto l’inquinamento passiamo all’energia nucleare che è pulita ed economica al punto di permettere il riscaldamento tramite pannelli radianti in ogni edificio. Questo ridurrebbe di oltre la metà l’inquinamento. Ma tale soluzione non è voluta politicamente come invece è successo in Francia.

          • Sull’idrogeno non ci farei troppo affidamento anche se non so bene il motivo (elevata pericolosità, costi di produzione elevati, non so). Quello che so è che le pile a combustibile esistono da molto tempo dato che furono usate sui razzi delle missioni Apollo, se questa tecnologia fosse stata sviluppata oggi noi useremmo solo quelle. Mi ricordo anche che anni fa IBM produsse delle batterie alimentate a etanolo per i suoi pc portatili ma la cosa non andò avanti e non so che fine abbiano fatto. Esistono anche le batterie alimentate a metano ma anche queste avranno sicuramente qualche problema altrimenti ti pare che non le sfruttavano…

          • Si credo anche io che la parola d’ordine sia diversificazione, in un futuro immediato ci saranno vari tipologie di alimentazione a seconda delle esigenze.

            Per quanto riguarda l’idrogeno, secondo me al momento ha più margini di miglioramento delle batterie, è una tecnologia più matura e non è un caso che la Toyota che non è l’ultima arrivata, ci continui a studiare sopra.

            Il problema riguarda principalmente lo stoccaggio e il trasporto vista la pressione a cui deve essere sottoposto l’idrogeno, il che lo rende poco adatto nelle città, insomma non è che la vedo cosi bene una cisterna di idrogeno girare per le vie di un quartiere popolare 🙂

            Ma è già cosi per il GPL, infatti se vedi Roma, i distributori sono tutti in periferia o fuori dal GRA

            Il vantaggio dell’idrogeno e che supera il limite attuale delle elettriche a batteria, ovvero i tempi di ricarica visto che tecnicamente potresti fare rifornimento alla pompa come per gpl o metano

        • In risposta al Suo post (chiuso), sul trasporto dell’idrogeno. Preciso dagli anni ‘30 esistono gli idrogenodotti che alimentano molte aree industriali, in concorrenza con i metanodotti nel fornire questo efficiente vettore energetico, a mio avviso il migliore in assoluto.

          Per una visita turistica o una ricerca storica sugli idrogenodotti consiglio:

          1934 – Verrès (AO) Italia venne costruito un idrogenodotto nella Società Castel Verrès centrale idroelettrica, la tubazione attraversò l’intero paese, la produzione fu di 42000 m³ di idrogeno in 24h, servì per la realizzazione di concimi speciali, nella Fabbrica Chimica di Verrès il processo produttivo fu realizzato attraverso l’ausilio di 4 convertitori rotanti, una griglia di platino resistente alla corrosione del processo elettrolitico, 3 vasche di purificazione dell’acqua. L’operazione fu realizzata dalla Società Costruzioni A. Brambilla di Milano.
          1938 – Regione metropolitana Reno-Ruhr venne costruito il primo idrogenodotto lungo 240 km con tubi di acciaio di diametro compreso tra i 25 e i 30 centimetri che trasporta tuttora[2] idrogeno compresso fino a 30 bar.
          1973 – Idrogenodotto di 30 km a Isbergues, Francia.
          1985 – Estensione dell’iderogenodotto da Isbergues fino a Zeebrugge.
          1997 – Connessione fino a Rotterdam.
          1997 – 2000: Costruzione di due reti per il trasporto di idrogeno, una vicino a Corpus Christi, Texas, e una tra Freeport (Texas) e Texas City.
          2009 – Estensione di 150 miglia tra Plaquemine e Chalmette.

          Se vuole vedere, poco lontano dall’Italia un dispositivo per produrlo da fonte solare anche a livello domestico, il cosiddetto combustore solare, provvisto di compressore per stoccarlo fino a 900 bar che rifornisce quotidianamente le vetture fuelcell del Politecnico di Losanna, progettato, realizzato ed installato da Saurabh Tembhurne, Sophia Haussener, Fredy Nandjou, un combustore con rendimento record. Guardi il video:

          https://www.youtube.com/watch?v=uj-xFUnN96k&feature=emb_logo
          https://actu.epfl.ch/news/record-solar-hydrogen-production-with-concentrated/
          https://www.sohhytec.com/products
          https://www.sohhytec.com/post/sohhytec-s-technology-in-nature-energy

    • Corretto, inoltre va aggiunto che la percentuale che cita lei, in cui i veicoli diesel contribuiscono alle polveri sottili, riguarda TUTTI i veicoli diesel, ovvero anche mezzi pesanti o furgoni obsoleti senza dispositivi anti inquinamento, se si prendesse a campione solo i veicoli diesel Euro 6 e successivi la percentuale sarebbe praticamente irrisoria.

      Insomma come sempre si sta cercando di svuotare il mare con un secchiello

        • Dico che il prezzo del diesel è alto per via delle accise che in Italia sono tra le più elevate d’europa, in ogni caso il motore Diesel rimane quello con il rendimento migliore rapporto alle prestazioni.

          Ho avuto la Giulietta 2.0l da 170cv con 350nm di coppia turbo diesel Euro 5 al tempo e facevo tranquillamente 19/20 al litro senza starmi troppo a preoccupare di non pigiare sull’accelleratore e lo faceva in ogni condizione, anche in autostrada.

          Sul fatto che l’elettricità costa meno è relativo, nel senso che puoi risparmiare se ricarichi a casa di notte, ma devi avere un garage o ricovero notturno, se ricarichi in strada alle colonnine dipende, quelle Enel-X costano e pure tanto.

          Comunque l’errore e che sull’elettrico si danno per scontate troppe cose, tra cui anche il fatto che se prende piede i prezzi della componente energia rimarranno invariati, cosa anche qui non certa, negli Stati Uniti ad esempio, diversi Stati stanno applicando tasse aggiuntive sulle auto elettriche proprio per compensare le minori entrate in tasse derivanti dalla minore vendita di auto tradizionali.

          • Almeno sulle tasse applicate dai governi su carburanti o elettricità decidiamo noi, votando. Sulle guerre in Medio Oriente decidono l’Iran, Tump, Putin e il generale Haftar

  3. Molte delle risposte a questo articolo, volutamente un po´ provocatorio, evidenziano quello che é gran parte del pensiero popolare: estremamente arretrato al punto di accusare le scelte politiche di imporre limitazioni e tassazioni irragionevoli sulle auto endotermiche, vissute solo come un tentativo di fare cassa e di limitare la libertá di circolare come meglio aggrada; ad emergere come importante é che tali decisioni non ci coinvolgano, tutto deve cambiare in meglio ma che non si chieda di cambiare le abitudini dei cittadini; al confronto del pensiero diffuso pure certe norme conservative in materia, dettate dalla tanto vituperata politica, paiono illuminate! Il che é tutto dire…
    Chiaro che tale opinione sia impopolare ai piú

    • Non è un pensiero arretrato è semplicemente realista per chi lo guarda in maniera asettica e bilanciata senza schieramenti di sorta.

      Dal mio punto di vista se il governo vuole eliminare i veicoli diesel poteva per esempio iniziare a detassare la benzina rendendo il diesel meno conveniente.

      Anche perchè non vedo perchè debba sempre pagare pantalone che già paga le tasse e vorrei ricordare che i vituperati veicoli diesel sono stati omologati per circolare e per poterli usare sono state pagate e vengono pagate fior di tasse.

      A fare gli ecologisti sono buoni tutti con i soldi del popolo

      • Ma che ragionamenti fa? La sostenibilità del pianeta non è nell’interesse di quel che lei chiama popolo? Sessantamila morti premature all’anno non riguardano il popolo?

        • La sostenibilità del pianeta e nell’interesse del popolo ma non può essere imposta a suon di tasse o regolamenti che non risolvono minimamente il problema.

          Sessantamila morti di cosa? polveri sottili? se e cosi polveri sottili solo di auto? no perchè in città le polveri sottili sono dovute in buona parte dai riscaldamenti e altri fattori, infatti i blocchi del traffico non risolvono mai nulla, ma anche se fosse, di che veicoli stiamo parlando? mezzi privati auto? mezzi pesanti? se auto private che tipo di omologazione? no perchè tra un euro 1 o 2 a un euro 6dtemp c’e un abisso in fatto di emissioni eh

          Quello che voglio dire, e che citare sessantamila molti significa tutto e significa nulla

        • E’ vero solo che da che mondo è mondo a quelli che comandano non è mai fregato un beneamato fico secco degli interessi del popolo. Storia docet. La questione ecologica tange solo se è propedeutica al guadagno (soldi, voti, fa lo stesso).

          • Magari portasse voti! Dai commenti come il suo parrebbe di no. Speriamo che ne porti Greta Thunberg.

          • Altroché se li porta, porta tutto, basta far credere che sia la cura per tutti i mali, la soluzione per tutti i problemi ed evitare accuratamente di mensionare il rovescio della medaglia, il resto la gente lo fa da sola credendo chissà che et voilà, ecco che un prodotto fortemente antieconomico come l’auto elettrica si vende come le caramelle. In politica le cose vanno anche peggio. Se le cose andassero come in natura la politica sarebbe la cosa più pulita del mondo invece del contrario. Hai promesso questo, questo e quest’altro e io ti ho eletto. Non hai mantenuto? Vai a pascolare le capre e avanti un altro e invece no, questi più raccontano balle, più prendono in giro e più vengono eletti. E poi arriva Greta… tutti la stanno a sentire manco fosse la Madonna ma nessuno si rende conto che per fare come dice lei bisognerebbe tornare indietro a prima della rivoluzione industriale (chi oggi sarebbe disposto a vivere in quel modo?). Mah.

          • Il contrario esatto di quello che pensiamo a Vaielettrico. Non so se valga la pena di continuare a discutere, Giuseppe.

      • Le decisioni in materia sono solo in modo molto marginale prese dal Governo, al piú sono norme Europee, anche quelle che sembrano decisioni su ampie aree, regionali o cittadine sono in realtá fortemente condizionate dai limiti imposti dall´Europa sulla qualita dell´aria e che vengono spesso sorpassati.
        Gli amministratori pubblici si trovano quindi tra l´incudine delle norme Europee ed il martello del voto popolare, con un popolo prevalentemente refrattario a qualsiasi limitazione, in la percezione di problemi di salute e morti a causa dell´inquinamento prevalentemente prodotto dalla popolazione stessa non viene quasi considerato, si additano al piú altre cause; miope nel capire che certe soluzioni portano si un maggiore esborso iniziale ma ampiamente compensato in seguito da risparmi, salute, maggiore attrattivitá turistica, qualitá della vita, …

      • Purtroppo siamo spesso e sovente a guardare all’interno del proprio portafoglio.

        Le elettriche stracittadine long range costano, ma costano non molto di più di una berlina premium con la quale inevitabilmente si confrontano per guida, design, qualità ed anche prestigio.

        Facciamo due conti.

        L’EPA US ha definito per un gallone di benzina (3,785 litri) l’energia di 33,7 kWh.

        La misurazione dei consumi è: Miles Per Gallon (MPG) e l’MPGe è il consumo delle elettriche in miglia/gallone equivalenti.

        Quindi un’elettrica che per percorrere 100 miglia consuma 33,7 kWh consumerebbe un gallone di benzina.

        Pertanto, in termini di densità energetica 3 galloni di benzina sono equivalenti a 100 kWh di energia, praticamente una superbatteria.

        Risulta quindi che il contenuto energetico della benzina è pari a circa 9 kWh/l.

        Con 12 litri di benzina, che pesano meno di 10 kg, (1 l. di benzina pesa 0,68 kg.) si hanno la stessa energia delle batterie di una “importante” vettura elettrica.

        Inconfrontabile il vantaggio nelle emissioni e nella guida in città dell’elettrico.

        Inoltre, in città sia l’elettrico che l’ibrido recuperano energia durante frenata e decelerazioni con un risparmio economico aggiunto e non consumano energia nei casi di incolonnamento nel traffico, ai semafori e alle rotonde aspettando la precedenza.

        Ragion per cui l’elettrico rappresenta la scelta obbligata in città, ma al momento, non in autostrada per il risultato relativo alla densità energetica delle attuali batterie e al peso del veicolo dotato di autonomia extracittadina.

        In sintesi, citycar elettrica in città.

        Ma poi subentra l’inevitabile sfortuna: non ho il garage o il posto auto con la ricarica a casa o sul lavoro e neppure il lampione smart che mi ricarica l’elettrica in strada cosa faccio?

        Per il resto hanno ragione gli agenti di commercio che macinano 600 km. al giorno, quando dicono che ancora devono aspettare per l’elettrico, anche se è vero che ogni 300 km. percorsi in autostrada bisognerebbe sostare e alimentarsi un’oretta ricaricando nel contempo l’auto.

        Ma in quell’oretta che mi fermo, l’elettrica long range del rappresentante si ricarica a sufficienza per fare altri 300 km?

        Poi, ovviamente ci sono i ragionamenti sul rendimento e sui costi energetici, ma qui il vantaggio è dell’elettrico per il primo caso e per il metano nel secondo, ammesso di trovare il rifornimento di CH4 in giro o in autostrada.

        Manca ancora un po’ di densità energetica alle batterie e una diminuzione dei costi, poi l’elettrico sarà inevitabile come l’aria che respiriamo, che sarà allora più pulita.

    • Non se se sia pensiero arretrato o piuttosto la pigrizia a far sì che la maggioranza dei lettori riesce a vedere solo quello che fa più comodo nell’immediato. Di certo pochi sono disposti ad accettare un sacrificio oggi a fronte di un vantaggio futuro. A meno che i sacrifici non debbano farli gli altri. Per esempio le prossime generazioni.

      • Leggendo altri tipi di siti, anche i piú diffusi, che riportano anche notizie in merito a limitazioni per via delle norme per l´inquinamento, traspare l´ampia contrarietá di molti giornalisti, sará per non perdere lettori? O piú probabilmente perché saranno abbastanza allineati come pensiero?
        Fatto sta che ricerche scientifiche importanti che dimostrano effetti e costi dell´inquinamento non arrivano piú di tanto all´italiano medio, mentre invece hanno parecchio eco eventuali limitazioni ma senza che venga fornita la necessaria evidenza di perché siano importanti e di come effettivamente convengano soluzione alternative.
        Mentre siti internet come il vostro che se ne occupano, che dovrebbero essere seguitissmi perché si occupano di soluzioni atte a rimediare una continua emergenza che costa salute, vite e soldi, temo che purtroppo ricevano una frazione dell´attenzione delle partite di calcio e parte di quell´attenzione viene da gente che si sente disturbata da quanto proposto.
        Purtroppo serve tempo e costanza per pervadere le abitudini popolari con una convenienza semplice ed evidente

        • Corretto Tiziano, anche se Vaielettrico, con nostro stesso stupore, sta raccogliendo ogni giorno l’interesse di decine di migliaia di lettori. Detto ciò, le chiedo se pensa che le notizie sull’imminente guerra Iran-Usa (per qualcuno possibile preludio alla Terza guerra mondiale) abbiano fatto l’altro giorno più audience di novantesimo minuto.

      • Sig Massimo, mi dispiace, ma non sempre le cose stanno così anzi, il sottoscritto si è sempre espresso tenendo conto al futuro nel tutti ad avere lelettrico e non di quel che succede oggi a quei pochi ad averlo…. Tant’è che ultimamente, ossia in questi giorni, non so in quale TG RAI , mediaset o la7 che fosse, un importante studioso del mercato, visto il servizio che c’era sull’impennata di vendite tra hybrid ed elettrico, ha espresso la sua opinione dicendo che un elettrificazione di massa non sarebbe possibile e sostenibile per le nostre città per le stesse ragioni in cui mi sono sempre espresso :batterie esistenti, trasformazione radicale delle nostre città in degli enormi distributori di corrente visto che le colonnine esistenti anche oggi a mò di distributore di benzina, non funzionerebbero…. Però, anche se con rammarico mi creda, fa specie sentire che le mie esatte parole espresse in qualche altro articolo di vai elettrico vengono poi fuori anche da qualche personaggio importate durante un TG ed invece a vai elettrico ci si vien dati per male informati, pessimista, scettico ,sabutino e mi ci si dà appuntamento tra 10 anni … Evidentemente il sottoscritto, a ragion vedute, tira fuori cose che altri evidentemente in buona fede non vedono essendo estremisticamente solo dei sostenitori dellelettrico come ambientalisti quali certamente si ritrovano ad essere al pari di chi sostiene l’eolico non vedendo che a sua volta deturpa la natura che lo circonda in altro modo (gli “eco mostri” non sono solo le cementificazioni mal poste nella natura circostante )….

        • Di solito noi citiamo la fonte delle nostre informazioni. Lei cita un importante esperto sentito in Tv, ma non ricorda nè il nome nè la trasmissione. Legittimo dedurre che forse non ripoti nemmeno il suo esatto pensiero. Anche noi abbiamo sempre scritto che oggi mancano le condizioni per l’elettrificazione di massa. Ma le condizioni si creano, visto che ci vorranno più di trent’anni per sostituire il parco auto mondiale. Il punto è che in un mondo elettrificato (auto, riscaldamento, industria ecc:) la sostenibilità è possibile. Continuando con gli idrocarburi andiamo a sbattere. Perchè con 2-3 gradi d’aumento della temperatura metà pianeta diventerà invivibile. E comunque tutto andrà in pezzi entro cent’anni quando cominceranno a scarseggiare petrolio e gas. Lei critica tutto e tutti, ma non ci ha ancora detto cosa propone. Quindi deduco che la sua soluzione sia non far nulla e nascondere la testa sotto la sabbia.

          • Capisco ed è giusto il discorso delle fonti visto che io in primis qualcuno le ho riportate in passato, però stavolta è stato tutto un caso in quanto dopo aver avuto il dibattito con voi in altro articolo, poi a tavola in questi giorni passati è capitato di seguire un servizio sul boom degli elettrici soprattutto in Olanda visto che lì, più a breve di 30 anni, ci sarà l’eliminazione totale dei motori a scoppio imposto dallo stato olandese (primo paese europeo o forse mondiale a farlo) e, grazie anche ai forti sconti per gli incentivi già da quest’anno , non so quante decine di migliaia di veicoli già quest’anno sono stati introdotti (sono 11 mila solo le tesla) … Poi è stato riportato anche il boom italiano di questi ultimi anni con il parere dell’esperto che riteneva ciò che ritenevo io su questa tecnologia ossia problematiche dovute alle batterie e ricariche faranno si a dover installare tante colonnine per posto auto visto che pochi hanno box privati rispetto alla massa che ha l’auto fuori e tutto ciò non è fattibile … Ma su questo non è che c’era bisogno dell’esperto, L’acqua calda già c’èra. Giustamente link (o fonti) e sue lettura danno peso e credibilità alle mie parole, però, a quanto visto, anche a fornirle non è che le fonti vengono considerate validi a se contrari ai vostri pensieri e si contrabbatte subito rifilando link o fonti solo del vangelo vai elettrico dunque, allora come adesso, non vedrei differenze anche all’essere in grado di ricordarmi esattamente l’ora, il giorno, il TG, il servizio e il personaggio che ha parlato visto ch’è successo per caso e non certamente con l’intenzione di riportarlo qui visto che quest’articolo di vai elettrico a ci si interviene, neanche c’era. Al di là delle fonti o polemiche , si ricordi che qui non si tratta di ciò che può avvenire tra 30 anni, ma quello che potrebbe avvenire pure tra 10 visto che le case costruttrici non sono in grado di stare dietro alle norme e alle tempistiche imposte tant’è che già adesso case automobilistiche pagano multe per ogni auto prodotta visto che gli vengono imposte di abbassare anche i valori medi di CO2 o consumi dell’intera produzione e che quindi, così come si è introdotto il filtro antiparticolato, così si sceglierà un’altra scorciatoia ch’è lelettrico nonostante l’attuale tecnologia non lo consentirebbe….l’importante è abbassare la media di tutta la produzione, poi non importa come e cos’altro questo porterà… . Il pensare all’adesso significa prevedere il futuro.

          • Lei non ha risposto: cosa propone di fare? Andare avanti come se crisi climatica e esaurimento delle fonti fossili non esistessero?
            Quanto alla”bibbia Vaielettrico”, legga i nostri pezzi e non solo i titoli (ammesso che faccia anche quello): noi riportiamo sempre le fonti di riferimento, e sono sempre fonti accreditate.

          • Cosa propongo di fare? Siamo ancora a questo? Papielli egizzie scritti nel precedente articolo con un arrivederci fra 10 anni non hanno chiarito le idee? Allora ripeto… Non sono un sostenitore del petrolio e visto che anche finirà, lasciamolo per fare le altre cose che fà invece che bruciarlo nelle auto e L’idea dell’elettrico non è sbagliato al patto che si trova una soluzione per le batterie… Diversi materiali, smaltimenti sicuri, tempi di ricarica da permettere l’attuale sistema di distribuzione dei carburanti invece di ricorrere a colonnine per ogni posto auto… Qualcuno d’italiano c’è già, lo conosciamo ed è stimato ma se non funziona, dal Grafene si passa ad altro… Pure al Sodio. Ma soprattutto denunciare quello che non funziona soprattutto da parte di chi, penna alla mano, lo può fare… ed in questo dovrebbe avere coda di paglia lei visto il ruolo che occupa. Lo scandalo dei filtri antiparticolato uscì dopo qualche anno dalla sua introduzione sempre grazie agli italiani .. Gran casino, tutte le riviste e i mensili del settore a parlarne, le iene, report e poi? Nel dimenticatoio anzi, solo io a parlarne ancora oggi visto ch’è passato pure ad equipaggiare i motori a benzina perché come per l’appunto dicevo in precedenza, alla casa automobilistica importa solo di ottenere l’omologazione quindi una scorciatoia vale l’altro (dieselgate insegna) ..mi dica, avrei bisogno di pubblicare qualche fonte pure su quello che fa il filtro antiparticolato ? Funziona adesso così come funzionava quando uscì….

          • Vaielettico è nato per parlare di auto elettriche, non di filtri antiparticolato, che non le riguardano. Per noi il motore termico è superato e vorremmo non doverne più parlare. Quindi nessuna coda di paglia. Vorremmo invece discutere di come creare le condizioni perché l’auto elettrica diventi veramente alla portata di tutti. Per prezzi, autonomia e comodità di ricarica.

          • Bello questo pensiero signor massimo…. Discutere di come creare le condizioni percui l’elettrica possa essere alla portata di tutti? Prima di tutto si parte dal presupposto che così com’è non sarà mai per tutti visto che tutti ad averla implicherebbe un domani con tante colonnine quanto saranno le auto parcheggiate a se non si cambiano le tecnologie delle batterie. Poi bisogna che chi ha facoltà di scrivere come lei usi la penna per protestare contro queste batterie al litio, aiutare chi ha alternative valide (come le batterie al Grafene o Sodio) e denunciare anche le situazioni delle case automobilistiche che “usano” l’elettrico così com’è (e così com’è successo per i filtri antiparticolato oppure i software aggiuntivi del diesel gate ) , e che quindi non ci vogliono investire perché non ci credono, solo per creare un certo numero di modelli elettrici che possa abbassare la media totale di tutti i CO2 dei modelli in listino… Come vede, alla fine, non è che dico cose diverse rispetto alle cose dette nel dibattito avuto nell’altro articolo (diesel contro elettrico)…

          • Appunto: lei dice più o meno sempre le stesse cose, partendo sempre da premesse sbagliate. Non è vero che le elettriche inquinano come le termiche. Non è vero che servirebbero tante colonnine quante auto elettriche. Non è vero che il Green Deal non affronta tutti i problemi dell’elettrico. Non è vero che i blocchi del traffico non servono a nulla. Non è vero che il traffico incide solo per il 12% sull’inquinamento (quella è l’incidenza media europea sulle emissioni totali di CO2, poi vanno aggiunte le polveri sottili e i gas tossici concentrati soprattutto nelle città). Non è vero che nessuno studia soluzioni ambientalmente migliorative (anzi, proprio grazie ai vincoli imposti dall’Europa si è scatenata una corsa agli investimenti in ricerca). Infine, per un “autorevole esperto” anonimo che sarebbe andato in TV ad esprimersi contro l’auto elettrica, ce ne sono mille altrettanto autorevoli che la sostengono. Cito per esempio Valerio Rossi Albertini e Nicola Armaroli.

          • Più o meno no, io dico sempre le stesse cose….Cosi come ho sempre detto che le mie premesse negative e giuste si proiettano nel futuro con “il tutti” ad avere l’elettrico mentre le sue, positive, rispecchiano solo la situazione del presente con “il pochi” ad averlo e per giunta in una situazione utopistica (solo loro tra le 11 mila colonnine che quindi sono pure in sovrannumero rispetto a loro , box o garage a disposizione, le zone dove vanno hanno le colonnine ) e ripeto, a trovarmi in condizioni favorevoli, sarei il primo a prendermi l’elettrico quindi non è che ne sono contrario per principio o altro quindi quelli che oggi lo possono fare fanno benissimo e si troveranno bene finquando non durerà questo periodo utopico in cui si trovano. Che il traffico incide al 12% è vero e non lo dico io ma le innumerevoli fonti comprese quelle citate da altri lettori che sono intervenuti in altri dibattiti in cui abbiamo partecipato e caso mai, al di là delle fonti, ve lo può dire un milanese che si ritrova con giorni e settimane di blocchi o restrizioni e i valori non scendono lo stesso… quindi problemi ci sono e sono pure più gravi in altri campi anche se l’auto certamente fa la sua parte e stesso ragionamento dicasi per le polveri sottili (PM) anzi, per le PM, questi sono pure naturalmente presenti in natura a prescindere dai “nostri” fonti d’inquinamento e non possono essere sradicate visto che in alcune zone i valori erano alti anche prima della rivoluzione industriale. Mai detto che nessuno studia o che non ci si mette a tavolino per cercare soluzioni migliori… Soltanto che spesso si toglie un inquinamento per crearne un’altro ed è il questo che pecca l’ambientalista estremista visto che alla fine paradossalmente si ritrova a non esserlo affatto : il nucleare è il sommo esempio visto che dal bruciar niente (energia pulita) poi si passa a bidoni di scorie da stoccare e smaltire più quello che rimane nella stessa centrale cosi come le pale eoliche che diventano gli “ecomostri” della natura che li circonda… Come vede è la natura dell’uomo che è più furbo (grazie anche alle lobby che si creano) che intelligente anche se in partenza parte sempre con buoni intenzioni… peccato che poi si perdono durante il percorso. Ma senz’altro ci saranno tanti a sostenere l’elettrico così come è fuori d’ogni dubbio che all’epoca c’erano i migliori scienziati a sostenere il nucleare (anzi lo sostengono a tutt’oggi) così come c’è tanta gente a sostenere le pale e tutt’altro quello che c’è o che cercano di introdurre… fa parte della democrazia e ben venga però ciò non significa essere nel giusto.

        • Ben detto e aggiungo che avere milioni di macchine elettriche vuol dire anche avere milioni di batterie da diecine di KWh l’una da caricare tutti i giorni ovvero diecine di GWh da generare quotidianamente da qualche parte e in qualche modo.

          • Giuseppe, questo è il motivo per cui l’elettrico attualmente è valido a livello di nicchia e non a livello di massa perché si sposta il problema altrove…inutile eliminare un combustibile che brucia se poi, per caricare le batterie, si utilizza e si incrementa la richiesta di un altro combustible che brucia per produrre la corrente di ricarica… Tutto dovrebbe andare a braccetto perché tutto si collega… Ed allora ci sarebbe la convenienza.

          • Visto che la convenienza vera in termini ambientalistiche (elettrificazione con eliminazione del carburanti per la generazione della corrente di ricarica) è un utopia, Il problema invece è il mercato fatto da chi legifera introducendo i vari euro e le case automobilistiche che cercano le scorciatoie per raggiungere gli obiettivi dell’euro del momento introducendo quindi l’elettrico per abbassare le medie degli emissioni dei CO2 dei loro modelli (CO2 totale prodotto da una azienda) …. E questo poco importa a se l’attuale tecnologia delle batterie non lo consente oltre a non avere un macrosistema utopistico di supporto come descritto.

          • Ecco qui qualche fonte
            https://www.motori.it/news/822212/emissioni-multe-miliardarie-costruttori-non-raggiungono-gli-obiettivi.html?amp
            https://www.ilsole24ore.com/art/auto-multe-emissioni-co2-indeboliscono-l-industria-europea-ACaPsWT?refresh_ce=1
            Leggendo questi articoli di autorevoli fonti, si capisce la verità…. Ossia a cosa serve questa spinta verso l’elettrificazione da parte delle case automobilistiche anche se la tecnologia in essere non è ancora adatta… Non vedo differenze con il perché abbiano poi introdotto i filtri antiparticolato.

          • E per lei che problema c’è? Poter scegliere fra tanti modelli è la pacchia di qualsiasi automobilista. Soprattutto se non vuol avere a che fare con filtri antiparticolato

          • Per me che problema c’è? Che se non cambiano le tecnologie impiegate, l’elettrico ha la stessa valenza del filtro antiparticolato….serve solo per parare le case costruttruci dalle multe e non perché sia una soluzione valida per l’ambiente e per i pm ….poi provi a dirlo ai milanesi anche adesso visto che nonostante abbiano le auto normali ferme (ch’è pari ad avere solo auto elettriche a camminare) i valori dei pm non si abbassano lo stesso… Evidentemente sarà perché non dipende dalle auto visto che, dalle fonti degli altri dibattiti ne esce fuori che l’auto influisce solo dall8 al 12%? Si ricordi, 40 anni fà, prima dell’inquinamento, le amministrazioni locali per liberare le città dal traffico facevano circolare le auto a targe alterne… Con tutti ad avere l’elettrico, e senza la scusa delle pm o euro che sia, si farebbe uguale… Sempre a piedi tocca andare.

          • Sig massimo, un mio supporto a green deal? Adesso come adesso neanche da morto… Se si risolvono prima I problemi dell’elettrico, senz’altro… Forse non ci siamo intesi che così com’è l’elettrico, non serve a nulla e il tutti al poterlo avere creerebbe solo danni visto che non sarebbe neanche fattibile avere tante colonnine quante siano le auto parcheggiate.. Per fortuna poi ci ha pensato qualcuno più autorevole di me e di lei a divulgare questo pensiero in quel TG di cui ho parlato prima ma senz’altro saranno utili ad una nicchia di persone a cui oggi conviene… D’altronde converrebbe anche a me per lavoro o altro, perché no?

          • Ma perché non si può rispondere ai post della gente? Ad ogni modo ho letto l’articolo sul Green Deal e sebbene ci sia molto da eccepire, per brevità citerò una sola frase: “la capacità totale delle installazioni fotovoltaiche dovrebbe arrivare a 86 gigawatt e quella delle installazioni eoliche a 48 GW”. Le grandezze citate sono delle potenze ma noi abbiamo bisogno di energia. Ma avete la seppur vaga idea di quello che toccherebbe fare per ottenere 48 miliardi di Wh dal vento???

          • La sola Danimarca produce oggi il 47% del suo fabbisogno elettrico con il vento. E ha lanciato il progetto di un campo eolico off shore da 10 GW.

          • Ho letto gli articoli sulle multe della UE e trovo la cosa del tutto in linea con i tempi. Oggi i governi delle singole nazioni per fare soldi multano i cittadini mentre la UE multa le aziende imponendo traguardi irragiungibili. La differenza è che i cittadini non possono fare altro che tapparsi il naso e pagare mentre le aziende alla fine non resterà altro da fare licenziare e mettere in mezzo a una strada un sacco di gente ma tanto il problema della disoccupazione non riguarda la UE.

          • Si è chiesto perché? Non sarà magari per fronteggiare la crisi climatica e in prospettiva una crisi energetica? Un dragospaziale dovrebbe arrivarci

          • Giuseppe, il più grande errore che spesso fa un Ambientalista nonché un ecologista è quello di voler introdurre soluzioni che servono ad eliminare forme di inquinamento creandone, anche senza volerne, di nuovi ed inoltre qualsiasi soluzione che si adotta, visto le quantità in ballo, creano business e più questi ultimi sono grandi e più si creano anche le lobbies che difendono le soluzioni adottati….eliminare l’uso del petrolio sostituendolo con il fotovoltaico o le pale eoliche implica come minimo tappezzare ogni casa o palazzo di panelli (e fino a qui ci stà) e riempire fino all’orizzonte terre, colline e montagne sia di distese di pannelli che di pale eoliche ed è qui che nasce il problema ossia la creazione di ecomostri (al pari delle cementificazioni abusive o meno che devastano la natura perche non si integrano ad esse) che deturpano gli ambienti rovinando ogni scenario che ci regala la natura (vedere confini Campania /Puglia prendendo l’A16 per crederci…) per non parlare poi degli enormi investimenti necessari, e che non ci sono, nonché della pianificazione necessaria per creare tale scenario a se risorse ci fossero quindi neanche se ne parlarebbe tra 10 anni. Per le multe, il legislatore europeo o mondiale ha stabilito una tabella da rispettare con l’introduzione di norme sempre più restrittive nel tempo… Tra i tanti, c’è quella che obbliga un’azienda che produrrce tanti modelli a rispettare una media di CO2 pari ad un x valore e se lo supera ha multe… Se devi rispettare una media di 100 e fai due modelli, se una di esse, la ferrari, farà 200 di CO2, l’altro, per far uscire una media 100, dovrà farne 0 e lo 0 lo fa solo l’elettrico pertanto l’azienda è costretta a fare queste ibride ed elettriche per abbassare le medie della propria produzione e non perché si è veramenti interessati a produrle. Se ciò non avviene e si superano soglie imposte, scattano le multe.

          • Qua non si può più rispondere a nessuno, e dillo chiaramente che non vuoi più sentire l’altra campana e non se ne parla più. Aridanghete con l’Olanda: ha 7 milioni di abitanti quando nel solo Lazio ce ne sono 6, hanno spazio in abbondanza per mettere queste cose e poco bisogno rispetto a noi, noi abbiamo campi coltivati e montagne, non c’è fisicamente posto. Ma lo sai come è fatta una pala eolica?

          • Devo correggere il post di prima: ho scritto Olanda ma era Danimarca che non ha 7 milioni di abitanti ma 6, esattamente quanto il solo Lazio. Il succo del discorso non cambia: la Danimarca non fa testo. In risposta al post sulle multe UE. Le fanno per fare soldi e basta, non gli frega nulla dell’inquinamento e della crisi energetica, quelli sono problemi dei singoli stati. La maggiore fonte di inquinamento proviene dalle industrie che consumano come addannate qualsiasi tipo energia ma se penalizzi troppo quelle finisce mandi a gambe all’aria l’intera economia e non ci vorrebbe poi tanto data la concorrenza che devono fronteggiare proveniente dall’estremo oriente.

          • Dragospaziale, la Danimarca non è molto più grande del Lazio (circa il doppio) ma il posto l’ha trovato. E il Lazio ha un irraggiamento solare molto superiore (circa 1400 kWh per metro quadrato all’anno contro meno di 1.000): potrebbe ricavare molto di più dal fotovoltaico. Il sistema industriale europeo è quello che in questi anni ha fatto di più per efficientare i consumi di energia e ridurre il suo impatto ambientale. Quanto all’Europa, mi permetta: il suo qualunquismo è stucchevole. Dopodiché, come ha visto, qui continuiamo a pubblicare le sue ballespaziali, anche se, essendo lei in casa nostra, avremmo tutto il diritto di sbatterla fuori. Come certamente farebbe lei a parti invertite.

          • Il più grande errore degli ambientalisti è essere completamente ignoranti in materia di produzione dell’energia, della sua trasformazione e trasporto, rendimenti, del funzionamento delle macchine elettriche e della fame di energia che hanno. Pensi sappiano che un qualsiasi pannello solare non riuscirà mai a generare tutta l’energia che è servita per costruirlo? Che è stato usato del silicio di seconda scelta perché quello di prima è completamente assorbito dall’industria informatica ed elettronica (se non usi del silicio puro al 99% almeno i componenti elettronici non funzionano)?

          • L’affermazione gratuita che un pannello fotovoltaico durante il suo ciclo di vita non restituisca la stessa quantità di energia impiegata per produrlo andrebbe rivista considerato che i primi fotovoltaici posati 35 anni fa sono ancora efficienti:

            https://www.aramis.admin.ch/Default.aspx?DocumentID=49977&Load=true

            https://www.tvsvizzera.it/tvs/come-invecchia-il-fotovoltaico-pannelli-solari-svizzera/45116672

            Questi risultati sono stati verificati anche qui da noi a Ispra sul lago Maggiore presso i laboratori European Commission – Joint Research Centre – Via Enrico Fermi.

            Aspettiamo i prossimi 40 anni, poi vedremo.

          • Dire che racconto balle non lo fa diventare vero. Dire che racconto balle senza dimostrarlo invece è di certo una balla. Io a parti invertite non avrei bisogno di cacciare nessuno dato che sono in grado di controbattere. La Danimarca non fa testo e non può farlo per quel che riguarda la questione della produzione energetica dato che solo i treni che circolano nel Lazio consumano grosso modo l’energia che consuma la Danimarca. “Lo spazio lo hanno trovato…” ma hai una vaga idea di quanto spazio può occupare un GWh di eolico (reali che si possono usare e non di mera energia installata)? Da come parli si direbbe proprio di no.

          • Il fatto che dopo 35 anni questi pannelli funzionino ancora non implica che siano riusciti a restituire quello che hanno preso per la loro costruzione ma anche se fosse aspettare trent’anni per andare in attivo non mi sembra un grande esempio di efficienza.

          • Caro Giuseppe, nel confronto energetico Danimarca Lazio, per avere un ordine di grandezza, si può confrontare il confronto europeo “Usi di energia da FER per fonte e settore nel 2017 – Valori assoluti”, la Danimarca si attesta a 5,6 Mtep, l’Italia a 22,0 Mtep. Non ho trovato i dati regione Lazio ma c’è da supporre che consumi meno energia della Danimarca.
            Se cerca i dati FER Lazio avrà la risposta definitiva.

            Qui il rapporto anno 2017:

            https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Rapporti%20statistici/Fonti%20Rinnovabili%20in%20Italia%20e%20in%20Europa%20verso%20gli%20obiettivi%20al%202020%20e%20al%202030.pdf

          • Ho letto l’articolo che parla del costo energetico dei pannelli solari e ti dico che se è vero che per produrre l’energia che è servita per costruirli ci vogliono solo 4/5 anni sono più contento di te perché ciò significa che si sta andando nella direzione giusta (sebbene, hainoi, il traguardo è ancora molto lontano). Il problema è che in giro non c’è molta chiarezza su questo argomento: quello che so per certo è che per estrarlo usano degli escavatori elettrici giganteschi da 6/7 MW l’uno; per trasportarlo usano camion Caterpillar modello 797F ognuno dei quali in una giornata di lavoro inquina come le macchine di una piccola città; per raffinarlo poi si usano dei grossi forni elettrici che non so quanto consumano ma devono mantenere il materiale a temperature superiori ai 1000 °C per non so quanto tempo (ste cose non le dicono dove parlano della costruzione dei pannelli). Una parte interessante dell’articolo riguarda i costi: un impianto da 3KW (ammesso di avere lo spazio necessario per installarlo) lo ammortizzerei in “appena” 34 anni anzi di più dato che dovrei aggiungere una batteria per sopperire alla notte e ai giorni bui invernali ma temo che non sia fattibile lo stesso perché se non vado errato non ci si può staccare dall’ENEL pena la perita dell’abitabilità della casa. Chi comanda non permetterà mai che la gente risparmi veramente e ciò è molto deleterio per l’ambiente.

          • Ho letto l’articolo sul consumo di energia dei vari stati ma li si riferiscono all’energia consumata globale, visto che stavamo parlando di oggetti che producono energia elettrica è a quella che mi riferivo dicendo che il Lazio consuma più della Danimarca. Quindi MWh e non MTep (Ma nel sistema internazionale di pesi e misure è prevista questa unità di misura?).

          • Da anni ormai viene commercializzato il fotovoltaico senza silicio, costa molto di meno ed è la tecnologia più flessibile, in quanto applicabile in svariati caso e condizioni.
            Il merito va al famoso premio Nobel Alan Heeger che lavorò per Konarka mettendo a punto Power Plastic realizzato utilizzando materiale organico fotovoltaico OPV a basso costo. Questo tipo di tecnologia rappresenta la 3° generazione di tecnologia solare che emergendo rapidamente sta superando i limiti tecnici di efficienza e convenienza di quelle che si possono considerare la 1° e la 2° generazione di tecnologie solari, fornendo un rapporto costo-efficacia irrinunciabile in molti casi. Noi lo applichiamo all’interno dei curtain wall, superfici curve, praticamente tutto l’involucro architettonico.
            Mio figlio ha anche uno zaino.

      • .. Poi non importa se per fare un elettrico lo fai lo stesso con batterie senza futuro (litio) invece di investire in qualcos’altro… l’importante è che non si và in multa…

        • La mobilità elettrica e la riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico è solo un aspetto del Green Deal, la priorità è produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, ridurre l’inquinamento idrico dell’agricoltura e della produzione alimentare, della qualità dell’acqua, delle sostanze chimiche pericolose e introdurre la economia circolare con la strategia “Farm to Fork” per nuovi alimenti sostenibili.

          Dal 2014 l’UE con i fondi POR FESR finanzia la Precision farming, che si avvale di GIS e Galileo con la stessa precisione dei rilievi topografici che facciamo ogni giorno. Per attuarla servono nuovi mezzi d’opera che non necessitano più della presenza dell’uomo che controlla più mezzi in remoto. La produttività viene esaltata e le colture diventano sempre più bio ed a basso prezzo, eliminando i costi della chimica. I prossimi mezzi saranno elettrici fuelcell con l’apporto solare per produrre idrogeno dall’acqua.

          Sulle rinnovabili ci sono tecnologie efficienti già sperimentate, pronte per essere applicate al territorio.

          Questo approccio ingegneristico zeropollution dell’UE, favorirà notevolmente l’economia e l’occupazione dei giovani formati nelle università e lo scambio di conoscenza.

          Tornando al tema auto, stiamo constatando con FCA che preferiscono avvantaggiare un concorrente: Tesla, in vantaggio sui tempi e in possesso della miglior tecnologia piuttosto che pagare per intero le sanzioni UE.

          Preferiscono acquistare crediti verdi nel corso della riconversione industriale che pagare le sanzioni all’UE, sanzioni che rappresentano risorse che potevano essere impiegate per ottenere, in seguito, finanziamenti con i fondi europei per realizzare nuove fabbriche di FCA, IVECO e Magneti Marelli in Italia e in Europa, come già avvenuto nel passato.

          Il piano strategico dei costruttori sembra sia: “Aiuta la barca del fratello ad attraversare e anche la tua raggiungerà l’altra riva.“

          Viene da chiedersi quando mai e perché Musk dovrebbe aiutarli?

          Voglio vedere quali altri costruttori pagheranno le Gigafactory di Musk. Perché difficilmente BMW, Volkswagen, PSA e Renault alla fine di quest’anno riusciranno con il venduto di gamma a rientrare nel limite medio di 95 grammi di emissioni di CO2 per chilometro. O svendi uno o due modelli elettrici a fine anno o hai già tutta la gamma ibrida senza grosse cilindrate. E nel 2021 farà peggio se non hai metà gamma elettrica e la restante ibrida.

          Aggiungo soltanto che secondo lo studio condotto da GreenItaly, nel 2018, sono 345 mila le imprese italiane, circa un quarto del totale, che negli ultimi 5 anni hanno puntato sulla green economy. Risultando più competitive, esportando e assumendo di più. Proprio per le realtà produttive green, ovvero quelle che hanno investito in prodotti e tecnologie verde per ridurre l’impatto ambientale e/o risparmiare energia e contenere le emissioni di C02 si stanno aprendo nuove ed importanti opportunità di finanziamento europeo. In pratica hanno un flusso di cassa assicurato dall’UE con contributi da 50 all’80% delle attività, a tasso zero. Questa strategia UE ovviamente si scontra con gli interessi delle banche.

          • Tesla non è un concorrente di FCA e non la aiutano per bontà d’animo ma perché evidentemente hanno calcolato che gli costa meno che pagare le multe UE o produrre più scatoloni elettrici/ibridi che poi non venderanno. Lo hai detto tu stesso: le aziende puntano sulla green economy per succhiarsi i contributi UE; finiti quelli, finito il flusso di cassa, finita la competitività, finita la green economy, finito tutto.

          • Veda sig Alberto che l’aspetto che più mi manda in bestia dell’auto elettrica è che essa non è vista in generale da chi la costruisce e la mette in produzione come il mezzo del futuro per noi e per l’ambiente e quindi, come tale, ci si dedica allo studio e alla sperimentazioni di batterie e quant’altro , ma come il mezzo di baratro fra il non avere multe e l’avere incentivi…quindi della serie la sappiamo fare, quello che c’è (il litio) va bene per l’immediato quindi andiamo avanti così e in questi anni vedremo 10ine di nuovi modelli tecnologicamente pure tutte alla pari. Da parte loro non ci sarà mai la vera ricerca e sperimentazione che porterà ad avere la batteria giusta e toccherà ad altri farlo e caso mai si dovesse invertire la tendenza (trovare qualcosa di diverso al litio) allora di conseguenza l’userebbero. La tesla è un marchio a se stante che si basa solo sull’elettrico quindi è normale che basa ricerca e sperimentazioni su di essa e, caro Giuseppe, se coinvolge o cede conoscenze ad altri marchi lo fa sempre per ragioni di ritorni economici e spesso conviene anche a loro visto che facendo auto hanno bisogno di piattaforme (telai), rete di distribuzione, impianti di produzione… anche qui della serie tu dai a me, io do a te ossia c’è sempre la reciproca convenienza per fare un accordo. Sig Alberto mi lasci dire che su tanti aspetti sono anche d’accordo su ciò che vorrebbe fare il green deal e su questo ci mancherebbe pure però l’esasperazione dell’introduzione delle rinnovabili crea altre forme d’inquinamento visto che quegli “ecomostri” di pale deturpato gli scenari della natura.

        • Risposta al post chiuso.

          1 – Tesla e FCA mi risulta che producano vetture, per cui sono concorrenti. Entro quest’anno arriverà pure il camion Semi di Tesla, per cui Iveco, Man, Volvo, Renault, Scania stanno lavorando per convertire i propri mezzi, ma se il Semi funzionerà come dovrebbe rischiano di essere messi fuori gioco. Iveco e Cnh Industrial per non rischiare si sono alleati con Nikola e Bosch.

          2 – Tutti paghiamo le tasse, in forma di contributi che l’Italia – come tutti gli altri Stati facenti parte dell’Unione – versa all’Europa ogni anno.
          Per cui i progetti sempre più legati al Green Deal, finanziati con i programmi POR FESR, PISU, fondi strutturali, ecc. sono finanziati costantemente da tutti noi.
          Le voci principali di entrata del bilancio europeo sono l’IVA sul Prodotto Interno Lordo di ogni Stato membro.
          L’Italia versa all’UE l’IVA generata su metà del P.I.L.
          All’IVA su metà del P.I.L. è aggiunto un contributo percentuale sul Prodotto Interno Lordo generato da ciascuno Stato appartenente all’UE.
          Oltre a questo abbiamo i dazi e i diritti doganali sulle merci non a titolo preferenziale provenienti da Stati estranei all’UE.

          Qui tutte le informazioni sul budget UE:
          https://ec.europa.eu/info/strategy/eu-budget_en

        • Caro Sig. Dell’Osso si chiarisca: preferisce le piattaforme petrolifere off shore o i generatori eolici?

          Meglio un ecomostro fonte di energia rinnovabile ad alta tecnologia che non si vede a 20 km dalla costa o una piattaforma offshore che trattene al suo interno il petrolio in attesa dell’arrivo delle navi da trasporto?

          Le ricordo che in Italia ci sono 92 piattaforme entro il limite delle 12 miglia e 43 oltre.

          Qui trova l’elenco e la mappatura per andarle a vedere, previa autorizzazione, visto i rischi che comporta navigare nella zona di sicurezza, così potrà rendersi conto di persona:

          https://unmig.mise.gov.it/index.php/it/dati/ricerca-e-coltivazione-di-idrocarburi/piattaforme-marine

          Conosco tecnici che ci hanno lavorato, ma che non ci ritornerebbero mai più.
          Indovini il perché?
          Se non arriva a capirlo, legga:
          https://drumbertogiongrandi.beepworld.it/lavorareoffshore.htm

          Ossequi.

          • Sig Spriano, siamo tra persone intelligenti e, inquanto tali, si capisce che una pala eolica oppure anche una piattaforma petrolifera se non proprio un macchinario nero di quelli che vanno su e giù per estrarre il petrolio sulla terra ferma, diventano “ecomostri” in base a là dove si piazzano al pari di una qualsiasi struttura cementificata mal inserita in un contesto naturalistico che non l’appartiene e che quindi la rovina . La differenza però consiste che mentre nel caso della struttura cementificata, di solito abusiva oppure inizialmente legale ma iniziate senza gli oppurtuni approfondimenti sul tema , la struttura viene sequestrata e successivamente abattuta proprio per proteggere la natura , se si fa un giro sulla A16 passando dalla Campania per raggiungere la Puglia, arrivati ad un certo punto trova km e km di pale eoliche fino a riempire tutto l’orizzonte visibile e che di fatto hanno non solo deturpato la natura ma hanno addirittura preso il sopravvento sulla natura di quelle colline diventando loro stesse la natura di quei luoghi… a metterle invece in mezzo all’adriatico lontano dagli occhi dell’uomo, non credo che sarebbero stati degli ecomostri ma semplicemente delle pale eoliche. Ma visto che la natura dell’uomo più che essere intelligente o peggio furbo è essere pure stronzo, altre pale eoliche saranno messe a deturpare altri luoghi come quelle descritte a se si cerca la via delle fonti rinnovabili come sostituzione del petrolio anche perché metterle sulla terraferma conviene rispetto a metterle a mare dove addirittura potrebbero essere messe nei fondali a sfruttare le correnti marine. Poi è chiaro, a mettere qualcosa in mare meglio loro che le piattaforme di petrolio ci mancherebbe e siamo d’accordo.

          • In Italia abbiamo per ogni regione l’obbligo di VIA e VAS, a secondo se si tratti di opere o piani e programmi.
            I generatori eolici non sfuggono alla VIA, per cui vanno preliminarmente valutati: Impatto visivo – Rumore – Effetti sulla fauna locale – Interferenze sulle telecomunicazioni ed effetti elettromagnetici, proprio per evitare o mitigare possibili effetti ambientali. Ciò avviene in Piemonte da 1998 con L.R.40 e s.m.i. ma tale obbligo è stato definitivamente sancito sul tutta la penisola con il d.lgs 152/06 per evitare possibili inadempimenti da parte delle regioni poco virtuose ed ovviare agli impatti ambientali verificatisi nel passato.

          • Comunque, al di là di tutto, la ringrazio dell’invito ma non sono interessato ad andare a vedere una piattaforma petrolifera da vicino … li hanno fatto vedere ampiamente in numerosi documentari fin dagli anni 70, vita dei lavoratori compresi per non parlare di quello che succede nei casi di emergenze, malfunzionamenti, incendi o con tempeste in atto. Una vita dura e rischiosa fatta per pochi così come lo sarebbe curare pale eoliche in mezzo al mare…
            Ossequi anche a lei.

          • Signor Spriano, bhé, che le possa dire… volendo metterla come proporzione matematica, le pale eoliche della Campania /Puglia stanno al VIA come i filtri antiparticolato stanno all’ente europeo o mondiale che a tutt’oggi li fanno equipaggiare non solo ai diesel ma pure ai benzina. Se prima le dicevo che la natura dell’uomo più che essere intelligente o peggio furbo è l’essere stronzo, questo intendevo. Quando conviene, ci sono mille casi di cose illegali ed ingiuste che passano per legali e giuste…

          • La differenza è enorme, lo si constata da questi video.

            La costruzione di un convenzionale “ecomostro” eolico da 10MW. Purtroppo, in Italia abbiamo un solo costruttore: Leitwind di Vipiteno che costruisce generatori eolici al massimo da 3MW.

            https://www.youtube.com/watch?v=C0A414lB1OI
            https://www.youtube.com/watch?v=QVPGjWMcfcg

            Vega nel Canale di Sicilia, 20 km a sud di Pozzallo. Vicino alla piattaforma Vega c’è una nave cisterna galleggiante di stoccaggio e scarico (Leonis) con una capacità di 110.000 tonnellate per la produzione di magazzini temporanei. Il petrolio greggio viene trasportato dalle Leonis alle raffinerie da navette cisterna.

            https://www.youtube.com/watch?v=NXltmw0g-f0

          • La VIA è preventiva, ha lo scopo di individuare, descrivere e valutare, in via preventiva alla realizzazione delle opere, gli effetti sull’ambiente, sulla salute e benessere umano di determinati progetti pubblici o privati e di identificare le misure atte a prevenire, eliminare o rendere minimi gli impatti negativi sull’ambiente, prima che questi si verifichino effettivamente.

            Quindi principio di precauzione. Anche perché sembra chiaro ai senzienti che si sia verificato un grande cambiamento della temperatura. Fino ad ora, la causa non è compresa, ma una serie di fattori come l’aumento di CO2 nell’atmosfera potrebbero essere coinvolti, così come livelli più elevati di trasporto di inquinanti (nitrati o fosfati) e altri cambiamenti nella chimica del suolo o un aumento dei livelli di UV-B.

            Vi sono anche prove del fatto che l’aumento dell’opacità atmosferica ha comportato una notevole riduzione della quantità di radiazione solare che raggiunge la superficie terrestre dalla metà di questo secolo. Diversi fattori potrebbero agire insieme e possibilmente interagire con i cambiamenti del clima stesso. Non si può prescindere dal considerare potenziali fattori come il cambiamento dei livelli di CO2, di O3 e di UV-B e di alterazioni ampiamente sperimentate negli altri equilibri atmosferici e del suolo.

            Il principio di precauzione è un criterio da osservare in materia di sicurezza dell’ambiente e dell’uomo.

            Dove vi siano minacce di danno serio o irreversibile, l’assenza di certezze scientifiche non deve essere usata come ragione per impedire che si adottino misure di prevenzione della degradazione ambientale.

            In estrema sintesi: se qualcosa può far male, evitala.

            Resta inteso che eliminare non rappresenta una soluzione.

            La soluzione è migliorare facendo ricerca, sperimentare e sviluppare nuove tecnologie meno impattanti e modificare gli stili di vita.

            La ricerca tecnologica sull’elettrico prosegue inarrestabile. Difficile fare previsioni, in quanto molte di queste tecnologie sono tutelate da segreto industriale e attendono la fase di brevettazione e ingegnerizzazione per irrompere sul mercato sconvolgendolo.

          • Sig Spriano, non è che c’è da convincermi che in generale le stazioni eoliche sarebbero migliori delle piattaforme petrolifere in mezzo al mare in quanto la risposta è scontata a maggior ragione a se si parlasse pure di piattaforme di gas che sarebbero anche più pericolose di quelle petrolifere… L’unico problema sarebbero le estensioni territoriali (anzi marine) di cui le pale eoliche avrebbero bisogno in mezzo al mare creando probabilmente difficoltà alla navigazione a se la cosa non verrebbe realizzata a regola d’arte. Però torno a ripetere, io che sono un pragmatico, nel mio pragmatismo nel considerare l’uomo un essere stronzo prima che furbo e alla fine intelligente, dico che a permettere la diffusione di pale eoliche ciò significa molto probabilmente di trovarle sulla terraferma in posti non adatti e a diventare di conseguenza degli ecomostri.

          • Il problema non è rappresentato dall’areale occupato dai generatori eolici che vengono collocati a poca distanza sui fondali bassi e sabbiosi costituendo le wind farm.

            Ma vedo che le sfugge.

  4. Qualcuno di voi già mi conosce per essere intervenuto in qualche altro articolo e quindi già conosce in linea di massima il mio pensiero ma credo di non essermi spinto fino in fondo a rendere comprensibile ciò che penso per d’avvero non tanto verso l’ambientalismo che, in fondo, ha sempre una certa ragione d’essere visto in che direzione le cose che ci circondano stanno andando , ma piuttosto verso l’ambientalista ossia verso la “persona” perché spesso i buoni propositi vengono traditi o dalla buona fede dell’ignoranza, oppure perché in maniera subdola ci sono nuovi lobby da proteggere perché tutto quello che sviluppa interessi (o business) poi crea la lobby che la difende….
    …Alcune verità sono innegabili ma spesso vengono nascoste come quando dopo aver raccolto un mucchio di polvere, per non averli raccolti con la paletta, poi all’improvviso vengono spinte sotto il tappeto per una visita improvvisata di qualcuno… E guardate un po’, tra le polveri, ci mettiamo quelli sottili o i famosi vari PM che esistono. Argomento spinoso, complesso e primo parametro che si prende in considerazione a quando certe decisioni vengono prese ufficialmente in nome della nostra salute quando poi si sa ch’è un parametro preso in considerazione per tamponare altri problemi come il traffico, i parcheggi che non ci sono per tutti, rendere i nostri centri ordinati e vivibili e salvare l’intera industria d’auto e moto altrimenti non si spiega come mai si limitano (cosa giusta tra l’altro visto che anche lautotrasporto contribuisce ) solo i mezzi rimanendo tutto com’è con i riscaldamenti (combustione gas o petrolio) , il modo in cui cuciniamo e produciamo l’acqua calda (combustione del gas)oppure produciamo elettricità nonché il voler buttarci fumi negli occhi facendo passare per pulite soluzioni che non lo sono tipo mettere filtri antiparticolato che creano maggior danni rispetto a se non ci fossero e l’introduzione in maniera forzata dellelettrico in tempi non maturi per averlo come soluzione visto i problemi annessi e connessi al litio delle batterie (autonomia, tempi di ricarica, cicli utili, quantità limitate e tutto ciò che c’è per averlo e produrlo ). Lelettrico inoltre lo accomuno al diesel quando è stato introdotto il filtro antiparticolato in quanto in maniera subdolo si è solo spostato il problema visto che a caricare le batterie ci pensa l’elettricità prodotta, in Italia, alla maggiore proprio dalla combustione di un combustibile.. Quindi perché lelettrico? Siete felici d’essere presi in giro così come quando i nostri politici giocolieri ci tolgono una tassa solo perché hanno pensato bene che entrerà lo stesso aumentandone altre? Vi rendete conto che lelettrico, al pari della soluzione del filtro antiparticolato, è una soluzione che le case automobilistiche introducono solo perché incapaci di seguire il legislatore visto che le leggi (I vari euro) sono andati un po’ più avanti rispetto alle loro capacità di attuarle (perciò c’è stato anche il dieselgate) rispetto soprattutto ai tempi a loro imposte ? Così come non vi rendete conto che a prendersela solo con l’auto per abbassare le pm è inutile visto che alcuni valori elevati esistono per la natura dei luoghi sia perché le pm fanno parte della natura stessa di quei luoghi e ci sarebbero lo stesso a se l’auto non ci fosse mai stato (ebbene si, Milano, alcune zone Lombardia e la padania hanno elevate polveri sottili per natura) e sia per le caratteristiche meteorologiche che ci sono…Ritorno a dove sono iniziato per il discorso ambientalismo : Comprarsi, o peggio, incentivare la diffusione dellelettrico così come stanno le cose oggi in nome dell’ecologia, dell’ambiente o di quant’altro si voglia significa o essere ignoranti (nel senso benevola della parola visto ignorante è colui che ignora ossia che non conosce) oppure essere subdoli perché ogni interesse ha una lobby che su essa si sorregge. Spero di non aver offeso nessuno perché non era mia intenzione, però in un serio didattito così come si dà voce a chi è pro, così si dovrebbe dar voce a chi è contro altrimenti dov’è il dibattito?

    • Non vorrai mica dire alla gente che l’inquinamento prodotto dalla vita quotidiana delle persone non arriva nemmeno al 10% del totale vero? E chi ti crederebbe…

      • L’inquinamento atmosferica in generale deriva quasi tutto dalla combustione di un combustibile… Tolte le auto che, secondo fonti nei dibattiti, influiscono dal 8 al 12 % sul problema , il resto dove lo mettiamo? Che facciamo per modificare questa situazione visto che l’auto è l’anello più debole della catena ed ormai ha raggiunto limiti oltre i quali è difficile e costoso andare visto che esiste una combustione in atto? Togliessimo tutti i combustibili, i pm farebbero lo stesso parte della terra anche se in quantità minori e sono sempre esistiti prima ancora della rivoluzione industriale ma grazie alle fabbriche, ai riscaldamenti e quant’altro, si sono moltiplicate… Milano 6 è praticamente ridotta con la popolazione ad andare a piedi rispetto agli anni 80 e con un parco auto di tutto rispetto…. Ma quando le soglie dei pm o altro si superano, nonostante i divieti e blocchi, i valori non scendono… il che significa che l’auto influenza poco.

Comments are closed.