Africa e mobilità elettrica: da Nigeria e Marocco una spinta al cambiamento

Nigeria Marocco

La mobilità elettrica trova nuove traiettorie di crescita fuori dai mercati maturi e l’Africa emerge come un fronte dinamico. Mentre la Nigeria si accorda con la Corea del Sud per crearsi in casa una fabbrica di auto elettriche e una rete nazionale di ricarica, Tesla sceglie il Marocco come primo mercato africano ufficiale. Segnali diversi, ma convergenti, di un ecosistema elettrico che inizia a strutturarsi.

La Nigeria scommette sull’elettrico

La Nigeria ha firmato un memorandum d’intesa con l’Asia Economic Development Committee (AEDC) della Corea del Sud per la creazione di uno stabilimento di produzione locale di veicoli elettrici e di una rete di ricarica su scala nazionale.

La volontà del governo nigeriano è di creare un ecosistema automobilistico sostenibile, che supporti la produzione interna e l’adozione della mobilità elettrica. Da qui la partnership tecnologica e di know-how con i sudcoreani per l’apertura di un impianto che, secondo il National Automotive Design and Development Council (NADDC) nigeriano, punta ad una capacità produttiva annua di 300.000 veicoli, con un impatto occupazionale stimato in circa 10.000 posti di lavoro.
L’approccio sarebbe graduale: prima l’assemblaggio, poi la produzione locale completa, con l’obiettivo di favorire trasferimento tecnologico, sviluppo delle competenze e innovazione.

Un passaggio chiave per la Nigeria, che oggi importa centinaia di migliaia di veicoli l’anno, in gran parte usati e alimentati a benzina o diesel.

Nigeria Marocco
La partnership siglata tra Nigeria e Sud Corea (fonte: NADDC)

Politiche e incentivi per accelerare l’elettrificazione

Questo nuovo progetto industriale si inserisce in una cornice normativa già avviata. Il Senato nigeriano ha approvato infatti l’Electric Vehicle Transition and Green Mobility Bill 2025, che promuove la produzione locale di EV, introduce obblighi per i costruttori stranieri, incentivi fiscali e una pianificazione per costruire un’infrastruttura di ricarica a livello nazionale.

Non solo industria: il governo ha lanciato anche un programma di credito al consumo per sostenere l’acquisto di auto, moto e tricicli elettrici assemblati localmente. Una strategia che guarda alla realtà del mercato africano, dove due e tre ruote elettriche e flotte urbane possono avere un impatto più immediato rispetto all’auto privata tradizionale.

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Tesla approda in Africa

Mentre la Nigeria investe sulla mobilità elettrica, Tesla ha deciso di entrare ufficialmente nel mercato africano partendo dal Marocco. E’ notizia recente l’apertura della prima sede a Casablanca, che segna l’avvio di vendite e servizi, supportati da una rete Supercharger già attiva (i primi punti di ricarica risalgono al 2021 e oggi il Paese conta sei siti operativi).

Nel mercato marocchino arriveranno le Model 3 e Model Y, con prezzi compresi tra i 35.000 e i 40.000 euro. Un posizionamento che resta premium, ma che trova spazio in un Paese con una filiera automotive consolidata, fortemente orientata all’export verso l’Europa.

Perché il Marocco è strategico

Il Marocco non è una scelta casuale. Il Paese ha investito massicciamente in energie rinnovabili, in particolare solare ed eolico, e dispone di infrastrutture industriali e logistiche avanzate. Attraverso la controllata Tesla Morocco, l’azienda americana non gestirà solo importazione e assistenza dei veicoli, ma anche soluzioni energetiche, dallo storage alle tecnologie solari.
In questo senso, il Marocco si propone come hub regionale per l’elettrificazione, un modello più vicino agli standard europei che può fare da ponte tra Nord Africa e UE.

Un’Africa elettrica?

I casi di Nigeria e Marocco rappresentano due facce complementari della mobilità elettrica africana. Da un lato, un grande Paese emergente che punta su industrializzazione locale, accessibilità e sostituzione delle importazioni. Dall’altro, un mercato più strutturato che attrae brand globali e integra veicoli, rinnovabili e infrastrutture.

Una fabbrica di auto Renault a Tangeri, in Marocco

Per entrambi la transizione all’elettrico può rappresentare una leva di sviluppo economico, industriale ed energetico. Con reti spesso fragili, il continente può sperimentare modelli più distribuiti, basati su rinnovabili locali e ricarica intelligente.

  • LEGGI anche: “Il bus elettrico di Kiira Motors completa con successo il tour in Africa” e guarda il VIDEO

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