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Aerei elettrici, un altro incidente in Norvegia (tutti salvi)

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Aereo elettrico
Un'immagine dell'aereo elettrico (ben visibili le scritte) dopo il crash.

Aerei elettrici, un altro incidente. È accaduto in Norvegia, il velivolo ha finito la sua corsa in un lago al termine di un atterraggio d’emergenza. I due occupanti sono riusciti a cavarsela senza danni. Ma è chiaro che si tratta di una brutta battuta d’arresto per chi pensa a un’imminente conversione all’elettrico dell’aviazione civile leggera.

È un biposto con un’ora di autonomia

L’aereo era un piccolo bi-posto realizzato pensando alle scuole di pilotaggio, un Alpha Electro costruito dalla Pipistrel, un’azienda slovena fondata e tuttora guidata da Ivo Boscarol (qui il sito). Si tratta di un super-leggero (350 kg in tutto) costruito con un body in fibra, con un pacco-batterie da soli 20 kWh e un peso trasportabile di 200 kg.

Alpha Electro
Un’immagine di un Alpha Electro in volo.

Secondo il costruttore, l’autonomia di volo è comunque di un’ora, più altri 30 minuti come riserva. Ai comandi si trovava Dag Falk-Petersen, amministratore delegato di Avinor, un operatore norvegese che usava l’Alpha Electro per voli dimostrativi: “Ho lanciato l’allarme, un Mayday, e cercato un luogo per atterrare”, ha detto alla Reuter, “quel che è successo non è positivo per il nostro lavoro“.  In effetti le immagini rendono l’idea di un incidente molto grave, le cui cause al momento restano tutte da decifrare. Ovviamente le autorità norvegesi hanno aperto un’inchiesta, acquisendo testimonianze e con sopralluoghi sui resti del velivolo.

Aerei elettrici, un precedente a Budapest

Non si tratta del primo grave incidente occorso a un aereo elettrico. Il sito americano Electrek ricorda il precedente di un prototipo della Siemens che si è incendiato in volo, prima di schiantarsi al suolo uccidendo le due persone a bordo. La tragedia si è verificata vicino a Budapest il 31 maggio 2018.

Incidente Budapest
I resti dell’aereo elettrico caduto vicino a Budapest il 31 maggio 2018.

Eppure la febbre della nuova frontiera del volo in elettrico sta contagiando sia grandi aziende che start-up. Il gigante Airbus sta lavorando con la stessa Siemens e la Rolls Royce per allestire un primo prototipo di aereo elettrico e lo stesso sta facendo la start-up Wright Electric con easyJet. Ma certo la frequenza di questi incidenti non accelera l’avvento degli aerei elettrici.

IL COMMENTO di PATRICK DROULERS. Ogni anno si schiantano aerei leggeri in tutto il mondo per problemi di motore a scoppio o a turbina. L’importante è capire la natura delle molte molteplici cause e correggerle tempestivamente. A volte sono problemi legati alle centraline di controllo dei motori. A priori le motorizzazioni elettriche possono offrire, grazie alla loro intrinseca ridondanza (esempio: due motori in tandem o due inverters in parralello) una maggiore affidabilità dei motori a scoppio. Il problema è che l’industrializzazione è ancora ai primi passi. 

— Leggi anche: l’israeliana Eviation lancia Alice, un nove posti di linea da 650 miglia di autonomia.

Alice Aviation
L’Alice dell’israeliana Aviation.

E qui: una start-up californiana, ZeroAvia, lancia l’aereo a idrogeno.

 

 

 

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