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Addio problemi di ricarica, la promessa di Fimer in quattro mosse

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Problemi di ricarica? Fimer promette di risolverli in quattro mosse. Con una nuova generazione di colonnine più smart, più affidabili e più potenti. 

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La sede di Fimer a Vimercate

Sistemi integrati, dal fotovoltaco al caricatore per i parcheggi pubblici, privati,  aziendali o domestici. Colonnine ultrafast, da 350 kW e oltre in autostrada, già da quest’anno. Dispositivi di monitoraggio anti abusivismo. Affinamento dell’hardware e della connettività per minimizzare guasti e blocchi negli impianti di ricarica pubblici. Su queste quattro direttrici si sta muovendo Fimer nello sviluppo dei suoi nuovi prodotti.

Gaetano Belluccio

I primi saranno rilasciati già nel primo scorcio dell’anno, assicura Gaetano Beluccio, responsabile e-mobility dell’azienda di Vimercate nella video intervista per il nostro canale Youtube.

Fimer è uno dei principali produttori italiani di impianti di ricarica, fornitore dei maggiori operatori della ricarica e ora sul mercato anche con il proprio marchio. Nata nel dopoguerra nei sistemi per saldature, si è poi dedicata alla produzione di inverter per grandi impianti fotovoltaici. E dal 2017 produce caricatori in AC e DC. L’anno scorso ha rilevato da ABB tutte le attività italiane nel settore degli inverter. Presso lo stabilimento toscano ex ABB, Fimer oggi produce internamente la quasi totalità dei suoi componenti. Ciò consente, dice Belluccio, un tempestivo aggiornamento delle tecnologie.

Cosa ci riserva il futuro prossimo, nell’imminenza dell’atteso boom dell’auto elettrica?

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Filippo Carzaniga, presidente di Fimer

L’anno delle hyperfast in autostrada

Quest’anno assisteremo a un fortissimo sviluppo della rete di ricarica. Belluccio lo vede dai nuovi progetti infrastrutturali e dalla crescente richiesta di hardware. Avremo le prime installazioni in autostrada (Fimer stessa fornirà colonnine da 350 KW per un primario operatore) e avremo una fioritura di impianti in corrente alternata (quick charge) nei parcheggi dei supermercati, nei parcheggi pubblici privati e nei parcheggi aziendali.

L’isola ecologica: dall’autoproduzione alla ricarica

Fimer sta sviluppando il progetto dell’isola ecologica. Comprendono tetti e pensiline fotovoltaiche, inverter con accumulo e colonnine, il tutto gestito da un’unica piattaforma stand alone che consente di bypassare il charge operator. In altre parole il pagamento del servizio avverrà direttamente in loco, senza necessità di abbonamenti e carte dedicate. Anche per la ricarica domestica Fimer presenta l’integrazione inverter-accumulo-wall box che ottimizza lo sfruttamento dell’energia autoprodotta.

Per la ricarica hyperfast, ci spiega Belluccio, il limite non è nell’erogatore, ormai dotato di tecnologie che consentono di supportare amperaggi di 400 Ah e oltre, bensì negli allacciamenti alla rete. Tant’è che Fimer propone colonnine modulari, scalabili via via che la rete abiliterà potenze crescenti. Quindi ci si prepara all’arrivo di batterie di nuova generazione, in grado di accettare ricariche in 5-10 minuti.  Nel contempo Fimer predispone i suoi impianti alla bidirezionalità, in previsione delle tecnologie Vehicle to Grid (V2G).

I guasti alle colonnine? Meglio prevenirli

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L’affidabilità dell’hardware è certamente da migliorare. «A parte i vandalismi e i problemi di connessione spesso alla base di malfunzionamenti_ spiga Belluccio _ monitoriamo quotidianamente la funzionalità dei nostri impianti, via via affrontando e risolvendo i problemi che emergono nell’uso quotidiano». I nuovi impianti saranno dotati di sistemi predittivi che anticiperanno i guasti e i problemi di usura. Spesso, poi, sono le anomale sollecitazioni provenineti dai caricatori di bordo a provocare i blocchi. Perciò le nuove colonnine saranno dotate di controllo da remoto e riarmo automatico.

Videocamere e sensori contro gli abusi

Per contrastare l’occupazione abusiva degli spazi di ricarica Fimer introdurrà sistemi di visione e rilevamento dei veicoli collegati con le stazioni di polizia municipale. Troppo complessa e invasiva, invece, l’introduzione di barriere fisiche all’ingresso degli stalli.

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3 COMMENTI

  1. Ogni volta che sento parlare di Vehicle to Grid mi chiedo sempre la stessa cosa: come si concilia questo utilizzo delle EV con le (credo lecite) preoccupazioni riguardo alla durata nel tempo delle nostre batterie? Il fatto di usare le EV come batterie tampone per la rete elettrica mi sembra quasi un controsenso, da quel punto di vista. Sono l’unico ad avere dei dubbi sul V2G?

    • Non è l’unico a porsi la domanda. La risposta però è controversa. Per esempio non è detto che la “ginnastica” supplementare delle batterie, se fatta senza stress, non ne aumenti adirittura la durata (vedi: https://www.vaielettrico.it/connessione-v2g-troppo-lavoro-per-le-batterie/). In secondo luogo i prelievi della rete sarebbero occasionali e distribuiti su molte migliaia di batterie connesse. Terzo: il servizio V2G sarebbe lautamente retribuito e nel tempo potrebbe più che compensare il costo di una sostituzione anticipata della batteria.

  2. Ottime notizie : spero che diventino realtà nei tempi promessi.
    Molto interessante la videosorveglianza delle aree destinate alla carica dei veicoli elettrici.

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