Accordo UE-India: nuove opportunità per le auto elettriche europee

UE India accordo

Il nuovo accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e India apre uno scenario inedito per l’industria automobilistica, compresi i costruttori europei di veicoli elettrici. La progressiva riduzione dei dazi all’importazione, che passeranno dal 100% all’attuale 10% nel corso dei prossimi anni, potrebbe rendere finalmente sostenibile l’ingresso di modelli elettrici prodotti in Europa in uno dei mercati più grandi e dinamici al mondo. E viceversa

Il settore automotive emerge come uno dei principali beneficiari dell’intesa siglata tra Bruxelles e New Delhi. Fino a oggi, l’elevata barriera tariffaria ha costretto molti marchi a limitare l’offerta o a investire in produzioni locali difficili da giustificare dal punto di vista economico. La riduzione dei dazi cambia radicalmente l’approccio strategico, rendendo l’export dall’Europa una leva concreta per presidiare il mercato indiano.

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Mahindra XEV 9e, il SUV-coupé elettrico di punta della Casa indiana

India: mercato auto in crescita. E accelera sull’elettrico

Nel 2025 l’India ha superato 4,5 milioni di auto vendute, a cui si aggiungono oltre 20 milioni di veicoli a due ruote, confermandosi come uno dei mercati più promettenti a livello globale. Storicamente dominato da citycar e modelli a basso costo, il mercato indiano sta però mostrando una rapida evoluzione verso segmenti medi e medio-alti, spinta dall’aumento del reddito e dall’urbanizzazione.

Anche l’elettrificazione procede più velocemente del previsto, soprattutto nelle grandi aree metropolitane. Incentivi locali, restrizioni alla circolazione e una crescente attenzione alla qualità dell’aria stanno creando le condizioni per una domanda più matura di veicoli elettrici, anche di fascia superiore rispetto al passato.

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I vantaggi per l’export dei costruttori europei

Molti gruppi europei dispongono già di stabilimenti o joint venture in India. Tuttavia, avviare la produzione locale di un nuovo modello elettrico richiede volumi elevati, difficili da garantire nelle fasi iniziali di penetrazione del mercato. L’accordo commerciale offre quindi un’alternativa: esportare dall’Europa modelli già a listino, evitando investimenti industriali ad alto rischio.

Tra i veicoli che potrebbero beneficiare maggiormente di questo scenario figurano BMW iX3, Mercedes GLC EQ, Audi Q6 e-tron e Range Rover Electric, ma anche modelli più orientati a una diffusione più ampia come Citroën ë-C5 Aircross, Renault 4 elettrica e Renault Scenic E-Tech.

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Tata Harrier.ev

Mancano i cinesi, quindi…

Un ulteriore elemento a favore dei marchi europei è rappresentato dalla limitata presenza dei costruttori cinesi in India, dovuta alle tensioni politiche tra i due Paesi. Questo crea uno spazio competitivo meno affollato rispetto all’Europa, dove i brand cinesi stanno avanzando rapidamente nel segmento elettrico.

Fa eccezione MG, percepito dal pubblico indiano come marchio britannico, ma nel complesso l’assenza di player cinesi potrebbe favorire un posizionamento più solido dei costruttori europei, soprattutto nei segmenti premium e semi-premium.

L’India punta al mercato europeo?

L’intesa commerciale è però bilaterale. Gruppi indiani come Tata e Mahindra potrebbero sfruttare l’accordo per rafforzare la propria presenza in Europa, inclusa l’Italia. Con un ostacolo, però: le normative europee su sicurezza, emissioni e riciclo delle batterie sono molto più stringenti di quelle indiane e ogni modello esportato in Europa dovrebbe essere profondamente rivisto per ottenere l’omologazione europea.

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