Accise, un taglio populista che favorisce i più ricchi

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Un intervento a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. Il decreto del governo che ha tagliato di 25 centesimi le accise sui carburanti apre la porta a legittimi sospetti. Soprattutto perché il provvedimento resta in vigore per 20 giorni. Ma non è l’unico limite di un provvedimento che è già stato bollato come “populismo energetico”.

Dopo averlo annunciato per giorni, averci pensato a lungo in attesa delle evoluzioni del conflitto on Medioriente, il governo ha preso la sua decisione. Che in molti giudicano tardiva e anche controproducente. Il decreto che taglia le accise sui carburanti costerà alla casse dello Stato attorno ai 400 milioni. Giusto per capire le proporzioni, se durasse tutto l’anno costerebbe quasi 11 miliardi. Due miliardi in più rispetto all’impegno di spesa del governo Draghi per un simile provvedimento durante la crisi energetica nel primo periodo della guerra in Ucraina.

Taglio delle accise, soldi tolti a Sanità e Scuola

Ma più che per il costo, è opportuno sottolineare da dove verranno presi i fondi per sostenere il taglio delle accise voluto dal governo Meloni. Lo si legge dal testo del decreto, per la precisione in uno degli allegati al testo. Vengono indicati i tagli lineari ai ministeri da cui provengono i soldi a copertura del decreto: 96 milioni ai Trasporti 86 alla Salute, 25 all’Istruzione, 25 alla Cultura, 25 alla Ricerca e Università. Quindi, è bene ricordare che ogni volta che si fa il pieno di benzina o gasolio vengono tolti soldi agli ospedali, alla scuola e ai lavoratori pendolari. C’era una alternativa? Giudichi il lettore, ma la segretaria del Pd Elly Schlein aveva suggerito di utilizzare l’extragettito dell’Iva dovuta all’aumento dei carburanti per l’aumento del greggio.

Petrolio e auto elettrica: risparmiati 1,7 milioni di barili al giorno nel 2025

Ma pareri negativi si possono leggere anche da analisti delle vicende politiche economiche, pubblicati sui loro account social. Carlo Stagnaro,  direttore delle ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni, think tank di ispirazione liberista, è stato molto netto nel suo post su X.  “Operazione costosa, sbagliata (incentiva il consumo) e regressiva come dimostra il precedente del 2022”. E poi ancora: “Il taglio ‘temporaneo’ delle accise, in una fase di estrema incertezza su un contesto internazionale le cui conseguenze economiche possono rivelarsi tragiche è al tempo stesso manifestazione di #populismo, insicurezza e debolezza. Il conto, però, lo paga e lo pagherà il paese”.

Taglio delle accise, benefici ai più ricchi

Quali potrebbero essere le conseguenze negative, in base all’esperienza di quanto accaduto solo quattro anni fa, l’ha fornita Matteo Villa, Head of PolicyLab dell’Istituto per gli Studi di politica internazionale (Ispi). Villa è intervenuto a sua volta sul social un tempo chiamato Twitter. Ricordando che un provvedimento come il taglio delle accise va anche a chi non ne ha bisogno. “Per non dimenticare. Il taglio delle accise del 2022 costò 9 miliardi di euro, e i due terzi del beneficio andò alla metà più ricca della popolazione”.

In alternativa? “Quello che si può ed è spesso giusto fare, con gli stessi soldi, è abbassare il prezzo di altri beni di prima necessità (per es. riducendo IVA solo per quelli). Il taglio delle accise: – essendo generalizzato, aiuta anche (e in buona parte) chi non ne ha bisogno”.

Fine della storia triste.

Visualizza commenti (14)
  1. Mah, le critiche mi sembrano pretestuose e gratuite.
    Sono in Germania per lavoro con auto diesel aziendale. Normalmente aspetto volutamente il passaggio per l’Austria per fare il pieno ma ieri il diesel era a 2.1€… Entro in Germania e lo trovo a 2.2€!?!
    Ho rimpianto di non averlo fatto prima del confine.
    Ma l’importante é criticare!

  2. roberto guidetti

    Anche se questa misura sembra scorretta, ha un fondamento alla sua base: l’inflazione. Purtroppo l’economia italiana viaggia su camion, che viaggiano a gasolio, e l’aumento dei costi del carburante si riverbera su tutto quanto è trasportato, con conseguente aumento dell’inflazione. Basta ricordare cosa è successo nel 2022. Oltretutto, lo stato italiano ha in circolazione diverse decine di miliardi di Euro in titoli indicizzati all’inflazione, i cosiddetti BTP Italia: se questa aumentasse aumenterebbe anche quanto lo Stato dovrebbe poi pagare come interessi: anche questo è successo nel 2022. Per tacere delle pensioni, anch’esse indicizzate, entro certi limiti, all’inflazione. Quindi questa misura, anche se non certo entusiasmante, ha comunque una sua logica.

    1. la Spagna però ha dimezzato l’IVA dal 21 al 10% ed i prezzi son calati moltissimo, diventando molto più economici.. quindi riverseranno costi molto inferiori su tutta l’economia spagnola.

      https://www.ilsole24ore.com/art/spagna-e-slovacchia-paesi-pieno-low-cost-AIxnAS7B

      Da noi invece il provvedimento del governo ha fatto fatica a farsi almeno “vedere” nei primi giorni dell’emissione, e con i recenti aumenti per peggioramento dei danni da conflitto stanno nuovamente aumentando…

      https://www.ilsole24ore.com/art/gasolio-prezzi-tornano-salire-ecco-dove-aumentano-piu-AIoTyS7B

      Anche il rilascio di riserve strategiche lo vedo molto pericoloso, visto che poi dovremo (noi cittadini ne pagheremo i costi) ricostituire le scorte con prezzi raddoppiati o triplicati. Anche la recente indicazione di non ricostituire adesso le scorte invernali di gas in Europa la vedo molto rischiosa perché si basa sulla speranza che il conflitto armato cessi realmente nelle prossime settimane e che si riesca velocemente a ripristinare impianti e depositi danneggiati sino ad ora (quando in alcuni paesi colpiti già sappiamo che ci vorranno almeno 5 anni a ripristinarne l’operatività).

      L’unica veloce via d’uscita al momento è mettere in rete molto, molto velocemente quanta più energia FER è possibile (con i relativi accumuli ! ) per far diminuire anche la corrispondente richiesta di gas e idrocarburi liquidi (basti pensare che una raffineria consuma almeno 15kW di energia per raffinare 1 solo litro di carburante -simile tra benzina e gasolio- con cui una ICE percorre al massimo 30km… Con la stessa energia una NEV o BEV ne percorre tra 100 e 130km almeno).

  3. perseo_navy

    Ennesimo incentivo alle fonti fossili eseguito da questo governo, oltre a essere l’ennesimo provvedimento temporaneo che non risolve alla radice il problema principale la nostra dipendenza estera per quanto riguarda le fonti energetiche. Io sinceramente sono avvilito però anche l’opposizione a parole si è detta favorevole alle rinnovabili, ma nei fatti ha fatto ben poco quando era al governo e poi basta vedere cosa fa in Sardegna. Ecco perché la gente non va più a votare.

    1. in passato le rinnovabili erano costose, richiedevano incentivi e anche cospicui, ci sta che non se ne installassero molte, però anche così i vari governi non erano tutti uguali sul tema, alcuni remavano contro rendendo più difficile ottenere le atuorizzazioni, altri no

      poi le rinnovabili sono diventate più convenienti delle centrali a metano, da circa l’anno 2020, ora le rinnovabili si possono installare in massa senza bisogno di incentivi, alcuni stai hanno colto da subito la novità e ne hanno approfittato.. contando l’emergenza covid e la crisi logistica, in Italia diciamo che ce ne siamo accorti un po’ più tardi, circa nel 2022, e nel 2023 e 2024 le ricjheste di autorizzazione di nuovi impianti hanno avuto una esplozione esponenziale.. prontamente segata a copi di decreti dal governo attuale

      allora gli unici governi messi alla prova secondo me sono stati il governo Draghi, che ha semplificato la normativa, e il governo attuale, che con accanimento ha fatto regredire la normativa

      dell’opposizione sappiamo che i M5S si stanno dimostrando contrari (Sardegna e non solo), mentre gli altri partiti dell’opposizione sono favorevoli o molto favorevoli alle rinnovabili

  4. @ Mirko
    Non è un discorso di quale gamba tagliare….
    E che qualunque cosa uno faccia, c’è sempre qualcosa che non va…
    Nella mia regione abbiamo vento a volontà….
    E poca acqua con fiumi corti e la quasi assenza di laghi( Liguria )…. Cosa si può fare??? Io avrei pensato all’eolico!…. Le pale non inquinano, non fanno rumore e funzionerebbero almeno 10 mesi all’anno!!!! Vicino a me ne dovevano installare 4/5 di quelle grandi…. Sai com’ è finita???
    Si sono messi di mezzo gli animalisti dicendo che in quella valle passavano gli uccelli migratori che sfruttano le correnti d’aria…poi sono arrivati gli ambientalisti che dicevano che le pale rovinavano il paesaggio!!!! Infine il sindaco di sinistra si è rotto le pale e così non se né fatto più niente….
    Poi pensavo di prendere come seconda / terza auto una ami/ topolino usata e comprare un terreno a 300 metri da casa con quattro posti auto e farci una bella tettoia con pannelli fotovoltaici e accumulo per la macchinetta e chissà una futura plug in….
    Sai com’è finita??? il geometra mi ha detto di sì , in comune mi ha detto di sì,,,,, e quando è arrivata la commissione edilizia mi ha detto di no per i vincoli ambientali in tale zona….
    P.s. il sindaco e di destra così sono in parcondicio !!!
    ;-))))))

  5. Partiamo dal presupposto che le accise, in qualunque campo vengano applicate, sono una tassa di una tassa visto che ci si paga già l’IVA. Siamo così abituati a pagare tasse di tasse di tasse che ci dispiace anche se le tolgono o le riducono! Roba da matti.

  6. Tagliare le accise per 20 giorni (giusto la copertura del periodo referendario direi) con una cifra consistente sottratta al bilancio di ministeri fondamentali (“96 milioni ai Trasporti 86 alla Salute, 25 all’Istruzione, 25 alla Cultura, 25 alla Ricerca e Università”) non è una cosa molto sensata… anche perché data la situazione è come svuotare il mare con un cucchiaino.

    Già anni fa ci siamo resi conto della differenza di sviluppo tra noi (italiani) e la Spagna che ha puntato tanto sulle F.E.R. per rendersi più competitiva ed autonoma, e di fatto sta attirando sempre più imprese europee (ed “italiane”, come Stellantis) ed internazionali (e pure cinesi) ad investire la, a scapito della nostra industria (quella automotive tanto per rimanere on topic di V.E.).

    Ora che è scoppiata una crisi globale di lunga durata (dovuta a 2 aree di conflitto, una interna.. in centro Europa, l’altra nell’area fondamentale per il commercio mondiale di idrocarburi vediamo le conseguenze di tutti i tragici errori fatti negli ultimi 30 anni in materia energetica: prima con l’eccessiva dipendenza da un grande fornitore – Russia – ben poco affidabile, e poi puntando su altre forniture estere su cui non abbiamo il minimo controllo (anche se da paesi “amici” si verificano interruzioni dovute a perturbazioni locali, tipo gli Houti dello Yemen ed ora la vendetta dell’Iran, che sta bloccando la fornitura di tutto il sud est asiatico e la Cina e Giappone, da cui dipendono una grandissima parte delle NOSTRE forniture di materiali, componentistica e beni di consumo).

    Pure in USA (su Reuters) si stanno domandando se questi errori sulla nostra dipendenza energetica costeranno caro al governo in scadenza nel 2027:

    https://www.reuters.com/business/will-iran-conflict-end-melonis-long-italian-honeymoon-2026-03-19/

    Dipendere così tanto per le nostre industrie da idrocarburi importati non è più solo un problema di costi “ante guerra” ma soprattutto di possibilità di essere riforniti in questo periodo, visto che i danni sino ad oggi causati dureranno non solo MESI ma addirittura ANNI , azzerando gli sforzi fatti fin’ora per avere forniture a prezzi calmierati su cui contava il Governo Meloni:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/03/19/qatarenergy-potrebbe-dichiarare-forza-maggiore-su-contratti-gnl-anche-per-italia_56fea10b-1f9c-4a23-846d-3622d4edd793.html

    Aver denigrato la politica industriale spagnola (che ha puntato tantissimo sull’autonomia energetica da F.E.R. , pur con difficoltà per ammodernamento sistemi gestione reti e mancanza di accumuli F.E.R. indispensabili !!) ha portato molte imprese ad investire là (es. Stellantis che vi ha insediato molte produzioni di vetture , anche “italiane” , a discapito di investimenti interni, come la gigafactoy ACC per Termoli abortita in favore di quella in Spagna).
    Adesso che le forniture energetiche sembrano compromesse per diversi anni a venire ci aspettano tempi veramente bui, anche perché ci sono altri contrasti pesanti da affrontare: quello tra Ungheria di Orban, Serbia ed altri paesi centro europei ancora legati agli idrocarburi russi – tramite oleodotto Druzba- che rischiano di far ricaricare ricche risorse per continuare la guerra di annessione di Putin (Ucraina e poi… Moldavia? paesi baltici a rischio? ) dato che con “grazia” di Trump viene proposto per sostituire le mancanti forniture indo asiatiche (India, Indonesia, Cina, Korea, Giappone etc etc son tutti totalmente dipendenti da idrocarburi dell’area arabica e Iran).

    Poi ci sono altri “problemini” minori ma comunque pesanti per l’area europea:

    https://www.reuters.com/sustainability/boards-policy-regulation/sweden-threatens-restrict-power-exports-over-eu-funding-plan-2026-03-16/

    a far traballare le possibilità di staccarsi dalle forniture esterne al ns continente…

    Purtroppo gli ultimi “rilasci di riserve” per stabilizzare gli attuali livelli di prezzi petroliferi rischiano di privarci di preziose risorse per affrontare possibili future carenze (in Australia e Nuova Zelanda stanno già razionando i carburanti e normando per limitare l’uso veicoli), anche perché una volta sotto i livelli minimi si sicurezza andranno poi ricostituiti ad altissimi prezzi attuali…

    Speriamo che tutti (governo, regioni, imprese, privati cittadini) si diano una bella svegliata e corrano a realizzare quanto prima sistemi autonomi di produzione ed accumulo energia… perché dopo l’estate (bollente, anno di Nina !) ci aspetta un brutto autunno-inverno.

  7. Com’è stato finanziato si commenta da solo, ( le sue prime cose del governo che gli sono venute in mente).
    Ma la cosa che dovrebbe essere immediatamente approvata secondo me sarebbe una legge speciale per favorire l’installazione delle rinnovabili un’autostrada che le faciliti e metta solo dei paletti dove ovviamente si preservi dalla speculazione. Dopo questa esperienza di crisi petrolifera cosa si aspetta a tagliare col passato.
    Se un governo non coglie queste situazioni che governo è?
    Risposta : “ Il governo degli Italiani”

  8. PRIMO: la riduzione delle accise compensa l’aumento delle accise stesse, in quanto proporzionali al costo della materia prima, quindi si abbassano le accise in termini percentuali ma non in valore assoluto, ergo: l’incasso dello stato è praticamente invariato.
    SECONDO: ogni bonus è a carico della fiscalità generale, quindi un aggravio per chi paga le tasse. Quindi a carico delle persone +più abbienti.
    TERZO: questo provvedimento mira non solo a ridurre l’onere del pieno di benzina, ma anche a contenere un’inevitabile aumento dei costi generali, quindi dell’inflazione che grava su tutti.
    Poteva la Meloni aspettare il voto per fare questo decreto? anche sì, ma perchè?

    1. Si sta criticando una misura che dura 20 GIORNI. Passati i quali tornerà tutto come prima, forse anche peggio perchè nel mentre può essere aumentato ancora di più il prezzo del petrolio.
      Ma anche una eventuale misura strutturale di taglio delle accise impatterebbe poi sui conti dello stato, perchè come scritto ci sarebbe bisogno di tagliare altre voci di spesa per compensare le mancate entrate.
      La coperta è corta, ma per un voto in più si è disposti a tutto.

    2. PRIMO: falso, dove vengono presi i soldi è stato scritto, poi quando si incasseranno le accise e dove saranno messi i soldi non è dato sapere al momento
      SECONDO: il bonus grava anche su chi non usa l’auto, e in generale sulla gran parte della popolazione e non sui più ricchi (che eludono le tasse)
      TERZO: per gli autotrasportatori è stato creato un piano ad hoc con rimborsi -> riduce l’evasione fiscale, non elude il problema principale che è la necessità di ridurre i consumi dei carburanti.

    1. Se hai una gamba da tagliare vuoi che venga tagliata quella giusta, se ti tagliano l’altra che dici?

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