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Abinsula: firma italiana per i software di XPeng e Hispano Suiza

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Da Abinsula alla Cina e ritorno per far circolare in sicurezza le auto orientali nelle strade europee. Parliamo di cinque ingegneri che “dall’isola”, la traduzione di Abinsula, di Sardegna forniscono il call emergency ai cinesi di XPeng già sbarcati in Europa, a iniziare dalla Norvegia (leggi qui) e che devono lanciare la loro P7.  Hanno fornito il software anche ai catalani di Hispano Suiza per la supercar elettrica Carmen (leggi qui).

Per XPeng Abinsula ha progettato  l’emergency call

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Il team di Abinsula

L’azienda sarda nei giorni scorsi è finita alla ribalta della cronaca per l’accordo chiuso con i cinesi di XPeng a cui forniscono l’ECall ovvero l’emergency call. E’ Il sistema di sicurezza, obbligatorio in tutte le auto dal 2018, che in caso di incidente fa partire la chiamata automatica d’emergenza verso il 112 e attivare così i soccorsi. Un bel colpo per l’azienda con il cuore a Sassari, la capitale del nord Sardegna, che in pochi anni è riuscita ad affermarsi a livello internazionale. Per saperne di più di questa giovane impresa abbiamo intervistato l’amministratore delegato Andrea Sanna.

Ci può parlare del vostro accordo con i cinesi?

Per noi si tratta di un importante risultato imprenditoriale. In estrema sintesi l’accordo prevede la progettazione e l’implementazione del sistema di chiamata d’emergenza. Si tratta di un dispositivo montato sull’auto che si attiva automaticamente in caso di incidente stradale e chiama i numeri di emergenza per fornire informazioni sullo stato del veicolo, il numero di passeggeri a bordo e la localizzazione dell’impatto.

Come mai il management di XPeng si è rivolto ad un’azienda italiana?

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La Xpeng_P7

Il software è universale, ma ogni Paese ha la sua legislazione. In Russia o in Cina si hanno norme diverse quindi è più difficile interfacciarsi direttamente con il mondo europeo. Più complicato e per questo si sono rivolti a noi.

Oltre il capitale e l’esperienza tecnologica avete dei rapporti consolidati con la Cina?

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Una parte del team Abinsula, Andrea Sanna è il secondo dalla sinistra

Frequentiamo da diversi  anni la Cina, circa cinque, quando c’erano  2mila  aziende di auto, tantissimi carmaker che hanno puntato sull’elettrico, poi ne sono rimasti  pochi. Con il tempo si è sviluppata una stretta collaborazione con il mondo accademico cinese, soprattutto con la Sun Yat-sen University, e i centri di ricerca e sviluppo per le tecnologie della  mobilità elettrica. Siamo, quindi, accreditati e abbiamo trattative in corso con altri grossi produttori, con cui speriamo presto di poter chiudere altri accordi di collaborazione. Sono stati importanti le missioni internazionali, coordinate anche dal Consolato Italiano di Guangzhou, per attivare importanti relazioni professionali.

Quali sono le chiavi per aprire le porte del mercato europeo?

Oggi è cambiato il modello organizzativo, una svolta  concettuale con una produzione modulare. In questo modo si creano delle opportunità anche per noi, ci prendiamo degli spazi. Ho già detto dell’ECall e poi un altro elemento è la radio DAB. Noi rilasciamo un software con road test valido per tutta l’Europa. Bisogna avere già un software con anni e anni di sviluppo; si può fare  tecnologicamente, ma il road test si basa sulla nostra esperienza. Questo il valore aggiunto.  

Bene in Cina con l’elettrico, ma in Europa?

Si procede timidamente, ma ci sono esperienze interessanti. Noi abbiamo collaborato con Hispano Suiza per la supercar elettrica Carmen e abbiamo aperto un ufficio a Barcellona. Oggi è più semplice e più economico lavorare con una piattaforma, pensiamo ad alcune supercar prodotte in serie limitata. Ci sono anche esperienze interessanti a Torino dove abbiamo un altro ufficio, oltre Cagliari e alla sede legale ed operativa a Sassari.

Da Abinsula, al centro del Mediterraneo, si può lavorare su filiere lunghe che portano alla rete globale. Un’esperienza che ricorda quella dei primi anni ’90 quando in Sardegna si svilupparono le prime web factory con il primo sito web italiano, secondo in Europa, la prima web mail e soprattutto i collegamenti internet gratuiti.

Una rivoluzione tecnologica dalla periferia, ma con meno fortuna sul piano economico e industriale, che nel settore informatico ha lasciato dei semi interessanti. Competenze riconosciute come conferma l’Oscar dell’innovazione assegnato dall’associazione Nazionale Giovani Innovatori per la categoria mobilità e smart city.

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