Per A2A la strada è chiara: la ricarica del futuro sarà a bassa potenza, rappresentata dal
modello City Plug, oppure ultraveloce, da 150 kW in su.
L’inaugurazione del Power Hub A2A di Monza, primo di una serie di 50 installazioni in pipeline da qui al 2030, è l’occasione per apprendere direttamente dal numero uno di A2A Renato Mazzoncini e dall’Ad di A2A e-Mobility Fabio Pressi quale sia la nuova filosofia del colosso energetico lombardo.
La filosofia di A2A: dai City Plug ai Power Hub
«Da tre o quattro anni abbiamo capito che le classiche ricariche quick da 22 kW devono lasciare il passo a un modello diverso – ci spiega Mazzoncini -. La ricarica a casa, al lavoro o in strada, quella abituale e prevalente, deve essere lenta e compatibile con le molte ore in cui l’auto è comunque ferma. I 10 kW sono la potenza ideale».
In viaggio, invece «gli e-driver mostrano di prediligere un modello più simile ai vecchi distributori di carburante: ricarica ad alta potenza garantita, per una sosta che deve essere la più veloce possibile, diciamo il tempo di un caffè».
Conclusione? «Per la ricarica lenta abbiamo progettato e già installato a migliaia le City Plug. Il Power Hub è la nostra risposta per le necessità di tempi più rapidi».

Mazzoncini definisce il Power Hub monzese un «flagship». Nel contempo «un progetto per testare nuove tecnologie che fa parte di un programma di ricerca». A2A l’ha sviluppato infatti in collaborazione con il MOST, Centro per la Mobilità Sostenibile nato nell’ambito del Pnrr mettendo assieme il mondo delle aziende e quello dell’Università.
Alla scoperta del “flagship” Power Hub
A2A Power Hub è un concentrato di innovazione, a partire dalla scelta della collocazione, in un punto di confluenza di alcune delle principali direttrici di traffico del Nord Italia. Fabio Pressi, che ci guida alla scoperta della stazione, svela che «la missione dei prossimi mesi sarà individuare altri 50 nodi strategici con le stesse caratteristiche logistiche di questo a Monza. Al momento ne abbiamo opzionati altri 3 in Lombardia». L’obiettivo sarà replicare in ognuno di essi il format del Power Hub monzese: almeno 10 punti di ricarica HPC da 300 kW, tutti alimentati da energia 100% green e gestiti da un unico software di Energy Management che integra l’autoproduzione da fotovoltaico, l‘accumulo e il consumo.

La pensilina in legno lamellare progettata insieme allo Studio di Architettura Park, ospita un impianto fotovoltaico da 11 kWp di fotovoltaico e recupera l’acqua piovana necessaria all’irrigazione dell’erba utilizzata nella pavimentazione drenante. L’accumulo da 100 kW supporta la rete quando 10 vetture saranno contemporaneamente collegate o dove la potenza di rete a media tensione non fosse interamente disponibile. Telecamere di sorveglianza collegate alla centrale A2A di controllo delle infrastrutture e l’illuminazione notturna garantiscono la sicurezza 24 ore su 24.
Nel sito è presente un totem da cui è possibile gestire il pagamento delle sessioni di ricarica, con i diversi metodi di pagamento elettronico e consente di interpellare direttamente il centro di assistenza. Infine, un tabellone multimediale luminoso informa gli automobilisti dei tempi di sosta di tutte le auto collegate in ricarica.
«Qui a Monza – sintetizza Pressi – abbiamo voluto dimostrare come sarà la ricarica del futuro».
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Ciry plug …. bella idea, peccato che ne servirebbero non migliaia ma centinaia di migliaia (e a tendere forse milioni dato che il parco circolante è di 40 milioni di auto) per sodfisfare chi non ha la possibilità di ricarica casalinga e fintantoche la differenza fra l’installato e il necessario resterà negli ordini di grandezza temo che moltissimi italiani non si decidano al cambio verso una mobilità elettrica