Home Nautica A Venezia serve una scossa, parola di Legambiente

A Venezia serve una scossa, parola di Legambiente

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Il rapporto di Legambiente

A Venezia l’inquinamento atmosferico causato dalla navigazione commerciale e turistica è alto, ma poco si fa per ridurre i pericoli per l’uomo. Abbiamo intervistato Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente veneto.

Liberare l’aria di Venezia dai veleni, o anche no. Pure quest’anno la Grande Bellezza, il gioiello architettonico ed artistico del Bel Paese non si stacca dalla top ten al contrario delle città dove si respira aria pessima. Stabilmente presente nelle graduatorie di Mal’aria, la classifica stilata da Legambiente. Una conferma che l’inquinamento atmosferico arriva anche dal mare, in questo caso la laguna, a causa delle emissioni causate dalla navigazione a combustibile: le imbarcazioni si bevono tanto petrolio e rilasciano veleno. Venezia tra le peggiori

A Venezia il 44% delle polveri ultrasottili (Pm2,5) arriva dal trasporto acqueo – sono dati elaborati dall’agenzia Arpav – ed in particolare: il 18% arriva dal traffico portuale commerciale ovvero le navi mercantili; il traffico passeggeri (comprese le navi da crociera) tocca il 12% mentre quello locale è pari al 14%.

Tanti progetti ma solo prototipi 

C’è tanto da fare, ma poco si fa. Ne è convinto Angelo Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, che fa il punto della situazione: “A Venezia si contano diverse sperimentazioni in direzione sostenibile, ma sono per lo più spot, sporadiche. Non esistono, per andare al cuore del problema, flotte a emissioni zero o poco inquinanti. Per non parlare dell’elettrico, tanti progetti, ma siamo ancora a livello di prototipi. La mobilità alternativa non ha preso corpo. Eppure si poteva incidere, con investimenti, sulla mobilità pubblica pensando a preservare la qualità dell’aria”. Poche storie elettriche in città, qualcuna l’abbiamo raccontata, che invece potrebbe diventare una vetrina mondiale per i marchi della nautica a emissioni zero e un laboratorio di ricerca a cielo aperto.

Presidente Legambiente
Luigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto

 

Eppure no. “Dal 2006 chiediamo all’autorità portuale l’elettrificazione delle banchine d’ accoglienza delle navi che tengono i motori accesi. Per la portualità mercantile non c’è un problema di elettrificazione, ma dell’uso dei carburanti. Ne servono di più puliti, una campagna che portiamo avanti a livello nazionale, non solo locale. Come vede è già difficile ottenere risposte per interventi a favore di una migliore qualità dell’aria, ancora più arduo ottenere interventi  per la mobilità elettrica“.

Traffico in città

La politica poco fa, e Lazzaro ricorda un altro progetto arenato: “Con il Comune abbiamo sostenuto il percorso di Asso nautica per introdurre a Venezia l’alimentazione a GPL. Un programma con il contributo di grandi marche, ma il tutto si è arenato per l’incapacità di incidere dell’amministrazione. Un esempio concreto: c’è solo un rifornitore. Si dovevano invece garantire al privato le stazioni, non è l’elettrico ma si trattava di un passo avanti per una fase di transizione. Come lo è stato per le auto dove oggi assistiamo ad una situazione avanzata, per la nautica solo pochi passi avanti. Ma il futuro è elettrico “.

E il Comune? Si cercano risposte 

VaiElettrico da tempo, ma inutilmente, è sulle tracce dell’assessore alla mobilità Renato Boraso, in particolare dopo la proposta di una Ztl riservata nei canali solo alle barche elettriche.

L'assessore alla mobilità di Venezia
L’assessore Renato Boraso

Idea innovativa, pure coraggiosa, ma anche a Legambiente ne sanno poco. “Abbiamo visto questa uscita, ma non è seguito niente”. E sulla politica “poco cambia quando si sposta il traffico tra le diverse zone e come avere 2 o 3 unità elettriche in una flotta, il cambiamento è limitato”. Insomma  serve una scossa a Venezia.