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A tu per tu con l’hater anti Bev: “Lo faccio per soldi e convinzione”

Charxcontrol

Che vitaccia quella dell’hater! Fabrizio (chissà se è il suo vero nome) ha decine di profili social falsi (così dice). Per verifica lo abbiamo bannato da un gruppo ed è ricomparso con veste e foggia nuova. Sempre e comunque contro le “auto a pile”. Non gli piacciono proprio. Non siamo sicuri di quello che dice, neanche quando sostiene di essere pagato, ma ci abbiamo chattato un po’ per avere più idee su questi personaggi. 

Tanto e solo odio contro le “auto a pila”

Sul gruppo Facebook Vaielettrico Discussioni e consigli Fabrizio ha imperversato per un po’, si è fatto notare anche sul profilo Facebook di Vaielettrico fino a quando è stato sospeso.

E’ pieno di odiatori online

Lui, come se niente fosse, ha scritto alla mail di redazione: “Buongiorno mi chiamo Fabrizio … e sono stato bannato dalla vostra pagina solo perché mi sono permesso di dire che non compro un’auto elettrica perché non sono interessato. Se fosse possibile chiedo di venire sbloccato anche perché leggevo le vostre cose ed ero interessato comunque“. Naturalmente non era come diceva. Ci ha provato.

Il signor Fabrizio è spavaldo: “Per la cronaca mi hai sospeso con questo account ma ne ho altri 12 con quelli sono dentro al gruppo e scrivo“.

Attacco continuo contro la transizione

Qualche tempo dopo e con la stessa solfa: “Cmq ho scritto poco fa con altro account nel gruppo sotto ad un post e non te ne sei manco accorto. Sai perché? Ti ho bloccato e non mi vedi. Ora tu mi dirai che come amministratore mi puoi vedere lo stesso. No posso anche rimanere anonimo a te“.

Insiste il nostro hater, animato dal furore contro la transizione energetica.

Presente in tutti i gruppi social dedicati alle auto elettriche

Lo abbiamo sentito, via messenger, alcuni giorni fa per cercare di capire di più su questi personaggi – o sono disoccupati oppure lo fanno per lavoro visto che si scorgono a tutte le ore in rete – chiedendogli come si muove.

Che gruppi frequenti?

Sono presente in tutti i gruppi di auto elettriche“.

Posti ogni giorno?

No leggo e commento. Ma non mi puoi scoprire perché commento in positivo le auto elettriche“.

Hai cambiato idea?

“No semplicemente per evitare di essere bannato”.

Se non puoi parlare male delle auto elettriche cosa ci stai a fare?

Leggo e poi riporto nei gruppi delle auto termiche. Ci dedico tanto tempo per un motivo, se vieni pagato è normale passarci tanto tempo“.

Ti pagano bene e lo faresti senza un corrispettivo?

Lo farei ugualmente in più mi pagano ancora meglio. Più di 1500 euro“.

Un estratto della chat
Cosa ti da fastidio delle auto elettriche?

Tutto, non sono auto, non servono per l’ambiente, sono giocattoli, tutte le auto con troppa tecnologia portano ad una rottura anticipata dell’auto. Le auto elettriche sono un impedimento alla libertà di una persona perché sei schiavo della macchina e non decidi te ma lei“.

Ma li prendi 1500 euro?

Secondo te per 1500 sarei qui? Faccio solo questo, come vedi rispondo subito e sono sempre on line“.

Difficilmente capire quanto di vero e quanto di falso ci sia nelle parole di Fabrizio. E’ uno dei tanti, c’è anche un film su Netflix dedicato al fenomeno – spesso con evidenti profili falsi che contesta la transizione.

Antonio Disi, ricercatore senior di Enea

Probabilmente, sempre che non lo faccia solo per denaro, un negazionista. Tribù sociale indagata e studiata da Lee McIntyre nell’opera è “How to Talk to a Science Denier: Conversations with Flat Earthers, Climate Deniers, and Others Who Defy Reason“.

Ne abbiamo scritto qui in un’intervista con il ricercatore di Enea Antonio Disi. A volte si nega l’evidenza perché, come sottolinea lo scienziato americano, a volte “l’identità vale più della ragione“.

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