Home Nautica A pesca con il motore elettrico: Mattia, romagnolo di Sardegna

A pesca con il motore elettrico: Mattia, romagnolo di Sardegna

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Minn Kota motore elettrico

Il motore elettrico cambia la vita al pescatore. Ammissione di Mattia Giovannini, romagnolo di Cesena ma da 16 anni in Sardegna. Nell’isola la passione è diventata un lavoro ed un’attività: a pesca col matto.

Da un anno e mezza sento il suono del mare, è come stare su una zattera altro che peschereccio dove è un continuo sbattere”. Mattia Giovannini alias Il Matto di pesca ne sa tanto: “Ho iniziato in Romagna, nei laghetti, che avevo 4 anni. Partecipavo alle gare e vincevo”. Tutto bene, poi a 18 anni la trasferta in Sardegna dove da 16 anni, ha spento le 34 candeline, si guadagna da vivere nelle Bocche di Bonifacio. Mare poco tranquillo.

Guidato dal Minn Kota elettrico

Minn Kota in una barca da pesca

Mattia ha iniziato con la tecnica a bolentino, poi è passato ad altro: “Alla traina con il vivo e il drifting al tonno. Da 5 anni ho un charter e da un anno e mezzo utilizzo il motore elettrico Minn Kota Riptide Terrova Bt, potenza da 80 lbs (24 volt)”. Mattia è così bravo che il marchio di motori elettrici lo ha sponsorizzato. “L’alimentazione è garantita da una batteria da 24 volt al litio che presenta un grosso vantaggio: solo 6.5 kg di peso. Ci risparmio qualche decina di chili”.

Un’autonomia da 7/8 ore con mare calmo

Minn Kota motore fuoribordo elettrico

E’ l’autonomia? ”Con mare calmo parliamo di circa 7/8 ore; con medio mosso siamo sulle 5/6 ore. Per ricaricarla ci vogliono circa 7 ore, attacco la presa in banchina”. Considerando che si tratta di un tratto di mare poco tranquillo sono delle buone prestazioni. A bordo Mattia ha altri due motori: “Quello di sicurezza e il motore normale a combustione e l’elettrico. Il motore grande lo aziono quando c’è talmente vento che quello elettrico non può andare. Una situazione che si verifica quando si superano i 10 nodi di vento”.

“Mi ha cambiato lo stile di pesca”

Mattia sulla barca
Mattia il Matto a pesca

Come mai la scelta di passare all’elettrico? “Nutrivo interesse per questa tipologia di propulsione, ero già sponsorizzato da Minn Kota e ho chiesto di provarlo. Me ne sono innamorato e sono andato avanti. Mi ha cambiato totalmente lo stile di pesca”. In particolare per chi non è pratico? “Per la pesca è fondamentale l’esca viva, ora riesco a fare il doppio di calamari perché con questo motore posso lavorare con più stabilità. Mi posiziono dove devo prenderli in modo perfetto grazie ad un GPS integrato”.

Il motore silenzioso tranquillizza le prede

Minn Kota si programma da remoto
La programmazione delle rotte di pesca

Cambia anche la pesca vera e propria: “Con i motori tradizionali devi navigare tu, quello elettrico lo programmo ovvero con il “telecomando” imposto velocità, anche differenziata nei diversi punti dove devo andare e fa tutto lui. Io pesco con 4 canne e il motore mi da quella libertà necessaria per poterle usare”. L’assenza di rumore che effetti provoca? “Il motore non si sente e questo ti regala maggiori possibilità perché le prede si si sentono più tranquille. Anche con il tonno hai maggiori opportunità”.

Risparmia carburante e si gode i suoni del mare

Abbiamo capito che Mattia ha aumentato la produttività, però ci sono altre conseguenze positive per il suo lavoro: “Risparmio i soldi della benzina e non inquino. Poi le manovre sono molto più precise grazie anche al fatto che il motore è a prua. Decisamente più pratico”.

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