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A Parigi c’è Gloria per tutti

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Una buona dose di creatività, qualche brillante intuizione, il tutto condito da più di un pizzico di arroganza. L’arroganza che consente a Benjamin Cochard e Antonin Guidicci di sentenziare che «finora le moto elettriche sono state lavatrici con le ruote trasformate in moto secondo schemi di 30 anni fa, da gente che pretende di cambiare il mondo. Noi invece siamo l’autentica rivoluzione: reinventiamo il mercato dal prodotto al cliente».

I due fondatori di Gloria Facftory

Fino a ieri i due giovanotti parigini, con la loro piccola Jambon-Beurre Motocycle, avevano customizzato un centinaio di moto a propulsione endotermica; e una volta sola si erano cimentati nell’impresa di costruirne una elettrica dal generoso motore da 80 kW. Ora, però, sostengono di aver trovato la strada maestra verso la rivoluzione elettrica. Si chiama Gloria Factory ed è la start up che propone la moto elettrica pensata per un nuovo target di motociclisti. Di “non motociclisti” per essere più precisi, visto che l’intuizione dei due fondatori è che i potenziali clienti delle due ruote a zero emissioni non si trovino tra gli appassionati di un tempo, bensì tra un pubblico che mai si era e si sarebbe avvicinato ad una vecchia due ruote a benzina.

 Un concept della nuova moto

Le donne, per esempio, che secondo l’analisi dei due neo imprenditori sono il 60% abbondante dei potenziali utenti. Oppure i giovani metropolitani. Per questo tipo di pubblico, sostengono i due, il motore è un elemento funzionale ma non iconico. Conta molto di più il look, lo stile, la funzionalità. Ecco quindi che Gloria nasce per essere una moto sartoriale, su misura; con una meccanica di base più semplice possibile e una pressoché infinita gamma di personalizzazioni che il cliente può scegliere utilizzando una piattaforma on line. Il risultato è una moto sempre unica frutto di un mix fra «forme vintage, equipaggiamento futuristico e tendenze di street fashion».

La moto concepita sulla piattaforma on line viene prodotta e consegnata direttamente a casa. Ed è realizzata in modo da poter poi essere «rinfrescata» nel corso degli anni seguendo i nuovi trend della moda o i nuovi gusti del possessore. Del resto, sostengono i due visionari imprenditori, «che senso ha spendere tanti soldi per acquistare una moto se non ti dà emozione anche da ferma?». In movimento l’emozione fluisce con il contagocce. Velocità massima 120 km/h, accelerazione equivalente a una 300 cc a scoppio, un’autonomia non specificata ma che ad occhio, valutando le dimensioni della batteria, sarà appena appena sufficiente per un uso urbano quotidiano. Insomma quel che si intravvede del progetto Gloria conferma appieno la filosofia dei fondatori: una moto adatta a un pubblico che si avvicina per la prima volta alle due ruote, non ha grande dimestichezza con le “pieghe” e che forse le ama più quando sono parcheggiate davanti a un bar che quando sfrecciano in rettilineo o si destreggiano tra le curve. I fondatori credono fortemente nel progetto e per realizzarlo hanno stretto accordi con Pymco Technology, una start up parigina specializzata nei sistemi di gestione di motori elettrici.

Produzione e consegna dovrebbero cominciare a partire dal 2020, ma è già possibile annusare venti di Gloria navigando nel sito. Preordini e design personalizzato saranno disponibili a breve, assieme ad un prezzo che non si annuncia a buon mercato.