Da ottobre blocco ai diesel Euro 5? Il Piemonte l’aggira con il bonus bio-diesel

blocco diesel euro 5


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Dal 1  ottobre si riparte con il blocco delle auto inquinati nelle grandi città del bacino Padano – si applica in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto  –  che interessa i veicoli fino all’Euro 4.  Circolazione limitata nelle ore di punta. Ma con il sistema Move-In si  resta in strada a condizione di far installare una scatola nera e non superare gli 8mila chilometri l’anno (per le Euro 4). E le Euro 5? L’anno scorso il Governo l’ha rimandato di un anno e limitato alle città con 100mila abitanti (leggi qui). Una crociata vinta da Salvini. E quest’anno? Il Governo permette delle compensazioni per evitare il blocco. Ne ha approfittato subito la Regione Piemonte.

Come? Il governatore Alberto Cirio ha approvato un pacchetto di provvedimenti. Spicca la distribuzione di sconti per rifornire l’auto diesel con i biocarburanti come l’HVO di Eni. Ma è questa la soluzione? Non è preferibile incentivare l’elettrico? Chi assicura che effettivamente si usi il bio-diesel?  Alla fine è solo una mossa, a Roma e Torino, per ritardare la transizione all’elettrico. In strada e sulle case.

Piemonte accusa l’Europa: “Non può far cambiare auto a chi non ha i soldi”

La Regione Piemonte brinda allo stop del blocco dei diesel Euro 5. Il fermo, previsto da ottobre 2026 ad aprile 2027 e che avrebbe interessato circa 307 mila auto diesel e 50mila autocarri, è stato “scongiurato” nelle aree metropolitane di Torino e Novara. Come ha fatto il presidente Alberto Cirio a evitare lo stop ai veicoli più inquinanti? Puntando sugli incentivi, ma non per elettriche o ibride: la Regione ha stanziato 14 milioni per tessere che consentono l’utilizzo di bio diesel nel traffico pesante e nelle auto diesel. Altro che transizione all’elettrico. Dopo il Piemonte è molto probabile che le altre quattro regioni del Bacino Padano seguano la stessa strada. Lo permette un emendamento proposto dal Governo e approvato dal Parlamento.

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Si vuole limitare l’inquinamento da traffico con il bio-diesel

Ma quale bio- diesel può essere usato senza modificare i veicoli? La risposta è l’ HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) venduto solo da alcune insegne come per esempio Eni.  La Regione Piemonte giustifica la scelta con motivazioni tecniche: «Riusciamo a ottenere i risultati di qualità dell’aria che ci vengono richiesti». Ma il presidente Alberto Cirio coglie l’occasione per una stoccata politica al Green Deal: «Una persona che ha una macchina di 10-15 anni e non la cambia, non la cambia perché non può cambiarla, non perché non vuole cambiarla».

Bio-diesel e il falso mito delle neutralità tecnologica

Da qui parte per criticare Bruxelles: «Non ci può essere nessuna Europa che venga a dirti che da domani non porti i tuoi figli a scuola con quell’auto, non vai a trovare i tuoi genitori o non vai a lavorare. Ecco, noi l’abbiamo impedito in modo serio, rigoroso, permettetemi, sabaudo, con la scienza dell’Arpa (l’agenzia regionale Ndr) e della direzione ambiente della nostra Regione». Quanta scienza ci sia nell’incentivare il bio-diesel è assai discutibile. Se il blocco avesse come obiettivo ridurre le emissioni climalteranti (CO2), forse a qualcosa servirebbe. Ma i gas inquinanti risultanti dalla combustione (particolato e ossidi di azoto) sono praticamente gli stessi del diesel fossile o di poco inferiori.

Già l’anno scorso, dopo l’approvazione dell’emendamento del Governo in Parlamento, Cirio aveva espresso soddisfazione per la scelta di Roma. E l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati aveva anticipato la linea adottata in questi giorni: «L’emendamento consente di non applicare il blocco nei Comuni sotto i 100 mila abitanti, ma grazie allo strumento delle misure compensative permetterà di non fermare i diesel Euro 5 neanche a Torino e Novara».

Blocco evitato grazie al bio diesel: 14 milioni per distribuire tessere da 50 e 100 euro agli automobilisti

La norma regionale si fonda sul principio della neutralità tecnologica. «Il nuovo piano tutela la qualità dell’aria e si basa esclusivamente sull’innovazione e sul trasferimento tecnologico». Ma cosa prevedono, in concreto, le misure compensative? «L’utilizzo del biocarburante sia nel trasporto pubblico locale sia sulle auto private, che verrà incentivato con degli sconti».

Auto sempre più grandi, si mangiano le città

Nel dettaglio, la Regione ha stanziato 14 milioni per contributi tra 50 e 100 euro l’anno, erogati attraverso carte carburante dedicate. L’assessore Marnati cita poi un’altra azione: «A Torino, attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, si andrà a fluidificare il traffico eliminando un po’ di code». Meno smog, ma più energia per l’IA.  Sono previsti anche interventi per il car sharing e le postazioni per le bici.

C’è anche il bando per rinnovare le flotte delle imprese, ma si finanziano anche i veicoli termici

È possibile fermare — almeno nelle ore previste — oltre 350 mila mezzi diesel? Il blocco sarebbe stato impopolare, soprattutto in un Paese che resta fanalino di coda in Europa nell’adozione dei veicoli elettrici. Ma resta la domanda: non si potevano immaginare misure compensative più orientate alla transizione ecologica?

blocco diesel euro 5
Il traffico incide pesantemente sull’inquinamento urbano e la salute pubblica

La Regione ha approvato un bando per il rinnovo delle flotte (ne abbiamo scritto qui), ma come spesso accade vengono finanziate anche alimentazioni non elettriche.

E allora perché destinare 14 milioni a sconti sul biocarburante — risorse che letteralmente evaporano nell’aria — invece di investirli in un bando per incentivare il cambio auto o il leasing di veicoli elettrici, con particolare attenzione alle fasce di reddito più basse?

Perché è preferibile l’elettrico al meno efficiente e costoso bio-diesel?

Una tessera carburante vale qualche mese. Un incentivo mirato all’acquisto di veicoli elettrici potrebbe invece portare a Torino e Novara quasi duemila nuove auto a emissioni zero, garantendo benefici ambientali per anni.  E poi l’HVO è una soluzione economicamente svantaggiosa come sostiene uno studio recente.

Stesso discorso per i 14,4 milioni destinati agli incentivi per la manutenzione degli impianti di riscaldamento più vecchi e inquinanti e per l’acquisto e l’installazione di stufe a biomassa. Anche qui la domanda è inevitabile: non sarebbe stato più efficace finanziare pannelli fotovoltaici e pompe di calore? Producono energia pulita per trent’anni, riducono le emissioni in modo strutturale e contribuiscono davvero alla transizione energetica.

  • LEGGI anche: Stop ai diesel Euro 5? “Sacrosanto, la Val Padana soffoca” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (18)
  1. in questo modo continueranno a circolare ancora questi vecchi stramaledetti puzzolenti cancerogeni diesel. Per quanto tempo dovrò respirare l’aria altamente tossica di questi vecchi diesel? Le revisioni auto sono una truffa legalizzata, un’oscenità, i proprietari di questi puzzolenti cancerogeni diesel circolano ancora senza nessun scrupolo, totalmente incuranti delle emissioni dei loro mezzi, tanto se li respirano quelli dietro….
    Ogni volta poi si trova sempre l’inganno, un modo per raggirare le normative, normative tra l’altro purtroppo timide e poco efficaci.

  2. «Una persona che ha una macchina di 10-15 anni e non la cambia, non la cambia perché non può cambiarla, non perché non vuole cambiarla»….dipende….frase del tutto opinabile. Io alla mia Jazz del 2009 ci sono affezionato e finché va (ancora molto bene) non ci penso minimamente a cambiarla. Con i finanziamenti che ci sono oggi la macchina – volendo – la si può cambiare. Certo, oltre a leggere le scritte a caratteri cubitali come “36 rate da 199 euro al mese” bisogna stare attenti a leggere pure tra le righe delle frasi scritte in “piccolissimo”: gli euro di anticipo e soprattutto la maxi rata finale….eh.eh.eh…

  3. Ma l’HVO veramente non inquina?
    Ho notato che segue sempre il prezzo del diesel, anche durante la guerra in Iran ecc. Come mai?

  4. il problema principale è che negli ultimi decenni son diminuite le raffinerie destinate al gasolio, per vari motivi: sanzioni internazionali hanno impedito l’approvvigionamento da alcuni paesi- in guerra o solo sanzionati- impedendo l’arrivo del petrolio “giusto” per quei costosissimi “alambicchi” che non potevano elaborare atri tipi di idrocarburi (tipo quelli da sabbie bituminose canadesi, che tra l’altro producono una violenta impennata di emissioni ambientali) ; gli ultimi due conflitti (Russia vs Ucraina & USA vs Iran vs paesi golfo) stan portanto alla quasi settimanale distruzione di impianti di raffinazione e deposito idrocarburi, molti dei quali destinati al Diesel , tanto che la Russia sta arrivando all’export zero, anzi, necessita di importarlo da paesi “amici” per esigenze sia interne che belliche….
    Morale della “favola”: il gasolio rischia di diventare merce rara, solo da mercato nero, con conseguenti prezzi molto elevati … ed i succedanei come il bio-Diesel non potranno che ricalcarne le quotazioni per la legge della domanda e dell’offerta (come ha dovuto amaramente imparare il popolo americano ed il suo pazzo presidente).
    Chi ha motori Diesel…. trovi alternative ! (io a casa di parenti sto già lavorando per sostituire la caldaia a gasolio… entro l’estate…).

  5. Il diritto di usare il veicolo che ho acquistato, è sacrosanto, ma altrettanto lo è il respirare aria il meno inquinata possibile.
    Sarebbe interessante il veder dare sconti per usare il trasporto pubblico durante i mesi invernali.
    Oppure incentivare l’uso delle ebike, che sono l’unica vera possibilità di abbattere le emissioni., mediamente 1/20 di una bev.
    Nel mio comune di 1400 anime, nella provincia granda, I bimbi vengono portati a scuola in auto, perché 500m sono troppi da fare a piedi.(ed ho detto tutto).
    Per l’inverno non ci sono alternative, dal momento in cui si accendono i riscaldamenti in pianura padana l’aria diventa irrespirabile, andrebbe reso obbligatorio il passaggio ai riscaldamenti elettrici.
    Una volta che lo si installa, ci si rende conto del salto quantico… ma la mentalita e le abitudini sono un qualcosa di difficile da cambiare.
    Ne sappiamo qualcosa noi EV adopters….
    Buona giornata a tutti

    1. Per respirare aria più salubre bisognerebbe innanzi tutto impedire la circolazione dei motorini. Sono veramente terrificanti. Te lo dice uno che usa la bicicletta tutti i giorni per recarsi al lavoro.

      1. Vero verissimo, fortuna che a mano a mano vengono sostituiti dalle bici elettriche, se ne vedono ancora in giro ma sempre meno fortunatamente.

  6. Il problema non riguarda soltanto gli incentivi legati all’acquisto delle BEV.
    Molte persone non comprano elettrico semplicemente perché poi non hanno la possibilità di ricaricare le auto a casa, prerequisito essenziale per aderire alla transizione.
    E ricaricare alla colonnina è estremamente scomodo, oltre che poco vantaggioso da un punto di vista economico.

  7. Davide Isidoro P

    se il problema è economico, allora va incentivato il trasporto pubblico locale e il car sharing: ovunque in europa si possono affittare auto anche a giorni e a ore, il che rende superfluo il possesso di un veicolo da parte dei privati, con benefici sia per il bilancio familiare ma anche per l’ambiente visto che si tratta di veicoli nuovi e quindi più efficenti…ma ai politicanti fa comodo gridare contro il green-deal per coprire la loro inconsistenza nel lavorare per trovare soluzioni ai problemi ambientali delle città…

  8. Trovo profondamente sbagliato impedire la circolazione di auto “vecchie” su aree estese di territorio, non tutti possono cambiare auto ogni 10 anni, perché di questo parliamo. Inoltre quando uno compra la macchina non sa che dopo 10 anni non potrà più usarla, quindi ancora peggio.

    1. dovrei controllare ma mi pare che i divieti in Nord Italia per le auto classificate “Euro” più basse, sono stati pre-annuciati con più di 10 anni di anticipo

      inoltre chi fa un uso non intenso dell’auto, quindi non vuole spendere neppure qualche migliaoo di euro per auto usate, può usare le scatolette GPS move-in per avere alcune miglia di km di percorrenza all’anno

    2. Per le Euro 4 e per le categorie inferiori, come riportato nell’articolo, esiste già un dispositivo che consente di ottenere un bonus fino a 8 mila chilometri di circolazione. È una misura pensata per chi ha necessità di usare l’auto ma non ha le risorse per sostituirla: un vero salvagente sociale, che permette di continuare a muoversi senza essere penalizzati dalle restrizioni.

      Proprio per questo, la scelta della Regione di destinare 14 milioni di euro al biodiesel appare discutibile. Con la stessa cifra si sarebbero potute finanziare circa 2 mila auto elettriche per i cittadini meno abbienti, intervenendo in modo strutturale sul problema. Abbattere il prezzo delle vetture a 10 mila euro e garantire un mutuo decennale da 1.000 euro l’anno avrebbe reso l’elettrico accessibile a chi oggi non può permetterselo. E quei mille euro si ripagano da soli: niente bollo, niente carburante, parcheggi gratuiti o agevolati. Un risparmio reale, immediato, che migliora la vita delle persone e riduce l’inquinamento.

      Invece di sostenere un carburante di transizione, sarebbe stato più utile investire in una soluzione definitiva, che aiuta davvero chi ha meno e accelera la modernizzazione del parco auto.

    3. Davide Isidoro P

      io invece trovo profondamente sbagliato che si diano sussidi a pioggia per l’acquisto di carburante anzichè incentivare il trasporto pubblico locale: alla fine devono sempre riempire le tasche dei soliti noti…ricordo che quest’iniziativa proviene dalla stessa parte politica che diceva che era finita l’era dei bonus: ma evidentemente si faceva riferimento a quelli per il welfare state e non a quelli per i petrolieri…

  9. Caro assessore Marnati. Da polentone del cuneese, ma sovente a Torino per lavoro, mi auguro che parte dei soldi “dell’intelligentia” siano destinati a software per riconoscere i mezzi 100% elettrici. Io ne ho due; un furgoncino ed una vettura. Ad ogni transito nel centro, devo mandarVi email con vari documenti compilati, firmati e guai se non in pdf leggeri.
    Più complicato, poi, quando aggancio anche il rimorchietto.

  10. ma guarda un po’.. presidente di regione politico di Forsa Italia.. immagino sappia che bio-diesel o diesel sono simili, ma che il suo elettorato, oltre ad ENI che così pubblicizza e spinge il suo carburante spaccamotori, goda e lo premi quando fa le “furbate” come questa usando soldi pubblici cioè degli altri

    il popolo dei furbi.. tutti contro tutti per famiglia o fazioni .. sperando di essere più furbo e veloce del vicino.. invece di collaborare a fare le cose che andrebbero fatte per tutti e non rimandate.. proprio furbissimi

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