Parcheggi pubblici che producono energia pulita anche a Genova e Piacenza. Dopo l’iniziativa del piccolo Comune di Castel Goffredo, in Lombardia, e il bando — riservato però ai parcheggi privati — della Regione Emilia‑Romagna, arriva ora il progetto del capoluogo ligure. Si tratta di un project financing da 1,1 milioni di euro, presentato dal raggruppamento temporaneo di imprese composto da City Green Light e Ferplant. L’obiettivo è l’installazione di 9 impianti fotovoltaici con la realizzazione di pensiline fotovoltaiche e l’attivazione di sistemi di autoconsumo a distanza. A Piacenza, invece, il cantiere comunale è già partito a giugno: pensiline fotovoltaiche per 100 posti auto, con l’energia prodotta destinata alla sede comunale.
Un progetto approvato dal Comune: «Aree di sosta come centrali energetiche rinnovabili»
La proposta dei privati è stata approvata dalla giunta comunale di Genova, su proposta dell’assessora all’Ambiente Silvia Pericu, con una delibera che ha dichiarato il pubblico interesse dell’iniziativa. Gli obiettivi oltre quelli energetici permettono di garantire una maggiore ombreggiatura ai veicoli.
«Con questa delibera – spiega l’assessora Pericu – aggiungiamo un tassello importante nel percorso di transizione energetica della nostra città e di installazione di produzione da pannelli fotovoltaici per l’autoconsumo. L’idea di trasformare le aree di sosta in centrali di produzione di energia pulita ci permetterà di produrre energia rinnovabile e di ridurre l’impronta carbonica beneficiando al contempo degli incentivi statali sull’autoconsumo».

«L’emergenza climatica in atto ci dice chiaramente che ogni singola azione può iniziare a essere determinate, e come amministrazione abbiamo deciso di muoverci con decisione in quella direzione. Questo progetto, inoltre, è la dimostrazione pratica di come la sinergia tra pubblico e privato possa generare un valore concreto per l’ambiente e per la cittadinanza».
Ma cosa significa sistemi di autoconsumo a distanza? Vuol dire che l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico installato in un luogo può essere utilizzata in un altro edificio, anche se non è fisicamente collegato all’impianto. Questo il principio: produci dove hai spazio, consumi dove ti serve.
A Piacenza 100 posti auto coperti da pensilina fotovoltaica, l’energia prodotta per la sede comunale
Nel Comune emiliano sono partiti a giugno i lavori per la realizzazione delle nuove pensiline fotovoltaiche nel parcheggio tra viale Malta e via Palmerio: uno tra i cinque progetti strategici nell’Agenda trasformativa urbana del Comune di Piacenza (Atuss), cofinanziati dal Fondo europeo di Sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo plus.

Un intervento di rilievo: le pensiline proteggeranno dagli eventi estremi e terranno all’ombra un centinaio di veicoli. Inoltre la posa dei pannelli a parziale copertura del parcheggio contribuirà al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni della vicina sede comunale di viale Beverora.
- LEGGI anche: Perché agli italiani l’elettrico ancora non va giù e guarda il VIDEO




@Janvalian
ripensandoci.. mi hai convinto, il governo presto dovrà spendere in fretta prima delle elezioni 14 miliardi di fondi vincolati a investimenti per energia
allora meglio le pensiline (anche se costicchiano, ma forse creano consapevolezza) che qualche “porcata” pro diesel, carbone, fanta-nuculare;
nel caso, i sabotatori al governo ci farebbero pure bella figura mediatica, favorendo 3-4 GW solari aggiuntivi all’ultimo minuto, dopo averne sabotati circa 40-50 GW installati in meno del dovuto in 3 anni
se proprio dovremo “incentivare” (invece che non bloccare le installazioni dei tipi economici che non necessitano di incentivi):
2000 €/KW potenza, costo per ftv su pensiline,
se incentivi generosi 80% del costo, incentivo 1600 €/KW
(abbiamo imparato che 100% incentivo genera “mostri”)
250-300 €/KWh capienza, costo per aziende di accumulo mini-BESS
se incentivi generosi 80%, incentivo 240 €/KW
es. finanziare di 2-3 GW di pensiline con abbinati 2-6 GWh di accumuli? e magari anche colonnine ricarica AC?
140 €/KWh capienza, costo accumuli BESS grandi taglia nelle aste MACSE
.. farei volentieri una asta Macse supplementare (la 3a ) oltre a quella già in programma tra poco (la 2a).. la rete da segni pressanti che le servono più accumuli.. sennò siamo taglieggiabili dalle tariffe delle centrali turbogas
1100 €/KW potenza, costo per ftv su capannone,
se incentivi 50%, incentivi 550 €/KW
NB: al momento finanziamo mi pare al 80% alcuni GW distribuiti su più anni di agrivoltaico del tipo evoluto e di parco agri-solare, e siamo su roba costosetta da 2000 €/KW, perchè fa gioco al ministro dare il contentino di soldi pubblici agli agricoltori, dopo che gli ha quasi vietato il fotovoltaico a terra e molto frenato e reso più caro anche l’agrivoltaico del tipo non evoluto, entrambi non necessiterebbero di incentivi essendo di base più economici
Non me ne voglia l’amico R.S. ma questo è un esempio di quale potrebbe essere il modello di fotovoltaico italiano a più veloce attuazione, nonostante non sia quello più economico.
Leggo sempre più spesso sui social commenti del “popolo medio” del tipo “il fotovoltaico OK ma solo su tetti e parcheggi, per non consumare altro suolo”. Ovvio che a noi un po’ più conoscitori della materia ci si rizzano i capelli pensando alle potenzialità di fv a terra e agrivoltaico, comparati alle superfici che si andrebbero ad occupare, ma se questo è il modo migliore o l’unico per far approvare una grande quantità di impianti, beh allora ben venga.
Anzi si faccia qualcosa in più, come fatto dai francesi si imponga l’obbligo su tutti i parcheggi e su tutti i tetti oltre, a meno di evidenti vincoli paesaggistici o tecnici.
In Francia questo ha portato a un boom dello schema del “terzo investitore” con Esco che tirano fuori il capitale e si occupano di tutto a fronte di un ppa verso il proprietario della superficie. O meglio ancora nel caso di tetti pubblici si sono incentivati schemi di crowdfunding riservati ai residenti, con interessi (4-7%) migliori di quelli che possono garantire bot e obbligazioni.
Si potrebbero tirare fuori 15-20 GW con tempi brevissimi di autorizzazione, e tra l’altro con tempi e complessità di connessione alla rete bassissimi dato che si lavora in contesti urbani o industriali
Continuo a pensare che un obbligo di legge si tradurrebbe in un aumento sistematico dei prezzi, come da tradizione Italiana.
Ritengo sia meglio iniziare da una tassazione maggiorata dei terreni adibiti a parcheggio non coperti da FV, con una tassa che si incrementa anno su anno. Già solo parlarne in parlamento aumenterebbe i progetti
Ciao! facciamo entrambi, sia parcheggi e tetti che fotovoltaico a terra
credo anche io ci siano 15-20 GW potenziali installabili coprendo una frazione dei parcheggi e dei balconi, ma realisticamente non so se sarebbero così “veloci”, forse sarebbero suddivisi in più anni per ottenere l’obiettivo, esempio 3 GW all’anno se la normativa fosse fatta bene, e quel “se” sappiamo è un problema al momento, mancano volontà e capacità politiche
come costi con le pensiline siamo sui 2000 €/KW (tanti), il grosso del costo ovvviamente sono le strutture per le pensiline, costose e tecnicamente iper-certificate (antisismiche, sicurezza, requisiti pioggia, etc), se fossero imposte poi avresti ulteriori speculazioni sui listini all’italiana, andrebbe allora pensata bene la norma
se l’ammortamento della pensilina viene calcolato su un periodo breve ( e non su 20-40 anni) l’energia prodotta starebbe sui 13 cents al kwh; leggevo uno studio, per rendere competitivo il (costoso) FTV da pensilina, occorre in alternativa che:
— una quota della produzione sia destinabile ad autoconsumo (dove si risparmiano i costi di rete e le tasse ulteriori sul kwh); a questo punto anche un accumulo e delle satzioni di ricarica AC ci starebbero bene;
— oppure usare incentivi
— oppure che il costo della pensilina, che ripara anche le auto, sia scorporato da quello dell’impianto e/o ammortizzato in più tempo (come un bene che rimane nel tempo al proprietario del parcheggio)
PS: un’opzione politicamente premiante e evloce sarebbe forse spingere anche su incentivi per il FTV sui capannoni industriali, aiutando a ristrutturare quelli con tetti fatiscenti ?
========= non dimentichiamo il FTV a terra ==
– – 260 GW potenza fotovoltatici a terra
ad alta resa, anche 1600 ore annue di funzionamento, e basso costo di installazione, quindi costo energia stracciato) si ottengono con pochi millesimi di territorio messi a ftv a terra, ( 840-1000 km2 netti di pannelli, la forchetta dipende se nella stima usiamo le efficenze luminose aumentate dei pannelli futuri o quelle attuali) ad esempio basterebbe una piccola frazione dei pascoli e prati perenni
– – 150 GW potenza fotovoltaici sui tetti
con resa più bassa, 1100 ore, e costi installazione più alti, si ottengono se installeremo pannelli
— su 8% dei 2900-3000 km2 dei tetti edifici -> 240 km2 pannelli
— su 20% dei 1350 km2 dei tetti capannoni -> 270 km2 pannelli
– – 15-20 GW potenza (almeno) fotovoltaici
se installiamo su una frazione dei parcheggi e aggiungiamo microimpianti da balcone
– – 25 GW eolico su terra (resa circa 2200 ore)
come quantità sono poco più che il re-powering dei siti già esistenti, cosi non spaventiamo i più conservatori, nessuna invasione di pale eoliche
– – 35 GW eolico in mare (resa circa 2800 ore)
come quantità è circa metà dei progetti esistenti, già in esame al Mase (in fase più avanzata mi pare 18 GW di progetti); costerà più caro ( a regine credo 9 cents kwh; la prima asta sui 14 censt, come le pensiline fotovolaiche diciamo) dell’eolico su terra, ma non modifica il paesaggio e se ne possono installare molti GW all’anno, una volta fatta partire la filiera
– – quote da altre rinnovabili ( calore spostato grazie alle pompe di calore, elettricita e calore da biomasse, idroelettrico, biometano, altri biocombustibili, elettricita e calore da geotermia)
=== obiettivi == 20 GW aggiunti anno ==
ai costi attuali dell’energia, e con il governo che blocca le rinnovabili del tipo che costerebbe poco (e niente allo Stato), mentre non disdegna del tutto le installazioni costose che necessitano di incentivi, cioè scambio di favori elettorale, tutto fa brodo per aumentare le installazioni, in attesa di (eventuali nuovi) governi che non ci vogliano cosi male
conticini alla mano, quello che servirebbe fare in Italia per abbassare i prezzi elettricità in 2 anni, e in soli 20 anni arrivare a 100% rinnovabili e decarbonizzazione e autarchia energetica totale (non solo il mix elettricità, ma anche trasporti, riscaldamenti e industrie; servono circa 400 GW rinnovabili e 500 GWh accumuli) sarebbe installare:
– 20 GW rinnovabili all’anno ( 17 GW ftv; 2 GW eolico offshore; 0,7 GW repowering siti eolici su terra, 0,3 GW biometano)
– 25 GWh di capacità accumuli all’anno (esempio 80% batterie e 20% bacini d’acqua secondari per pompaggi idroelettrici, che serviranno anche contro la siccità sempre più frequente)
al momento dopo il massacro di masochismo anti-patria dei tanti decreti governativi ostacolanti e ottocenteschi, installiano “solo” 7 GW di rinnovabili e 6 GWh di accumuli all’anno;
sulla necessità di permettere che la robusta filiera delle rinnovabili italiane (che ora esporta, non potendo installare e dar da lavorare in italia) di triplicare in modo naturale questi numeri, arrivando a 20 GW di rinnovabili all’anno (e sottinteso 25 GWh di accumuli, sennò la rete si satura/impalla nelle ore di picco delle rinnovabili), sono daccordo due opposti politici:
— base di Confindustria e Sole24ore che le ha dato un poco di voce
— Legambiente, PD, AVS
sono daccordo due opposti politici, perchè cosa di buon senso per sbloccare la nazione in debito e affanno perenne.. e le forze politiche che invece remano contro ci stanno tradendo, ci hanno venduto ai fatturati dei già ricchissimi azionisti ENI e agli alti prezzi energia
== zoo politico tra venduti e populisti ==
per chiacchera e in libertà, come al bar diciamo, che di politica capisco non abbastanza: oltre ai politici che si sono “venduti” a diventare amici di ENI, ci sono anche i “populisti”, purtroppo a livello regionale in più colori politici, anche loro non contrari a FTV sui tetti, mentre combattono le rinnovabili di grante taglia.. che però ricordiamo ancora, sono necessarie anche loro
credo i politici “populisti” più che altro cavalcano l’onda mediatica, cioè sfruttano gli investimenti in disinformazione di tempo e soldi fatti dai “venduti”
cioè alcune filiere industriali e politiche fanno per anni campagne mediatiche per demonizzare le rinnovabili di grande taglia, oggi non servono molto soldi per organizzarle, ma un po’ si, e anche tempo
quando hai creato questa inerzia di onda negativa sulle rinnovabili in una parte della popolazione più influenzabile, si accoda contro le rinnovabili di grande taglia anche il politico “populista” che in un certo senso ottiene visibilità scroccando gli investimenti mediatici manipolatori pagati per anni da altri, cioè filiera fossile-nucelare e politici venduti
Caro R.S. aggiungo solo un consiglio di lettura riguardo all’ultimo capoverso del tuo commento. In “Diluvio”, libro uscito nel 2022, Stephen Markley ha intuito perfettamente la strategia che si apprestavano ad adottare le Big Oil e anticipato tutto quello che sta avvenendo oggi e le conseguenze che questo avrà nei prossimi anni. Un testo profetico e inquietante che un accanito lettore come te dovrebbe leggere. Aggiungo: leggi anche l’intervista pubblicata da Repubblica qualche giorno fa https://www.repubblica.it/cronaca/2026/08/18/news/stephen_markley_cambiamento_climatico_caldo_petrolio_gas-425533633/
Salve Massimo, grazie per la segnalazione del libro
Multinazionali oil and gas in recenti azioni di lobby in Europa, articolo del 2025 (purtroppo solo in inglese), poco prima prima che ci mettesse direttamente Trump a cercare di imporre passi indietro nelle politiche energetiche mondiali:
https://www.somo.nl/the-secretive-cabal-of-us-polluters-that-is-rewriting-the-eus-human-rights-and-climate-law/