A Firenze stop ai monopattini, il TAR respinge la sospensione. Ma non è finita

Stop ai monopattini in sharing a Firenze



Il TAR boccia la sospensione del divieto di circolazione dei monopattini elettrici in sharing a Firenze. Dal 1° aprile inizia lo stop.

L’ultima parola – per ora – è quella del TAR che ha dato ragione al Comune di Firenze. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha respinto infatti la richiesta di sospensione della delibera comunale presentata da Bird e ha così confermato l’efficacia del provvedimento che vieta i monopattini a noleggio a a partire dal 1° aprile 2026. La decisione arriva dopo mesi di dibattiti, proteste degli operatori e preoccupazioni sulla sicurezza urbana.

Uno stop già annunciato nell’autunno 2025

La Giunta comunale di Firenze aveva già deciso, lo scorso novembre, di non rinnovare le autorizzazioni allo sharing dei monopattini elettrici, stabilendo che il servizio dovesse cessare entro il 31 marzo 2026 a causa delle difficoltà di applicazione delle nuove norme nazionali di circolazione e dei ripetuti comportamenti non conformi degli utenti alle regole del Codice della Strada. 

Una scelta fosse dettata principalmente da questioni di sicurezza stradale e dal fatto che il modello di free–floating complicava il controllo del rispetto delle regole, con frequenti violazioni come circolazioni sui marciapiedi o parcheggi inappropriati. Nulla di nuovo o di diverso da tante altre città.

Il no alla sospensione cautelare del TAR

Bird, tra i principali operatori internazionali di micromobilità, aveva presentato ricorso al TAR chiedendo di sospendere la delibera comunale in attesa del giudizio di merito. Tuttavia, il tribunale ha respinto l’istanza cautelare, ritenendo che non fossero forniti elementi tali da giustificare una sospensione del provvedimento. La decisione del TAR riguarda quindi solo la fase cautelare e non il merito della vicenda, ma di fatto permette al Comune di mantenere lo stop programmato per aprile 2026. 

La vicenda giudiziaria, dunque, non è conclusa. Anzi! Bird ha già annunciato che proseguirà il ricorso nel merito per ottenere un pronunciamento definitivo sulla legittimità della delibera. 

Quali sono le motivazioni del Comune?

Secondo Palazzo Vecchio, la decisione di interrompere lo sharing dei monopattini nasce dalla difficoltà di garantire l’adeguamento alle nuove normative nazionali (come l’obbligo di casco e copertura assicurativa per tutti gli utenti), oltre alla constatazione di un uso spesso non conforme e potenzialmente pericoloso dei mezzi. 

Queste difficoltà sono percepite come insormontabili dal Comune, soprattutto nel centro storico medievale di Firenze, dove la convivenza tra pedoni, turisti e veicoli leggeri può risultare particolarmente complessa senza adeguati strumenti di controllo. 

Monopattini, un dibattito che supera Firenze

La scelta del capoluogo toscano giunge in un contesto europeo dove altre città hanno già limitato o vietato i monopattini in sharing: Parigi ha imposto uno stop completo nel 2023 e Madrid ha revocato le licenze nel 2024, mentre altre amministrazioni italiane, come Lucca, avevano già escluso la presenza di servizi di mobilità condivisa nella forma free–floating. Dal punto di vista della micromobilità, questa evoluzione solleva questioni più ampie sul modello di regolamentazione necessario per coniugare sostenibilità, innovazione e sicurezza urbana.

Cosa cambia per gli utenti

Con l’entrata in vigore dello stop, i monopattini in sharing non saranno più disponibili sulle strade fiorentine dal 1° aprile 2026. Gli operatori dovranno disattivare le piattaforme digitali, chiudere i rapporti attivi con gli utenti e rimuovere fisicamente i mezzi dal territorio urbano. 

Il Comune ha annunciato che la mobilità sostenibile non verrà abbandonata: al contrario, l’amministrazione punta a potenziare i servizi di bike sharing, sia tradizionale sia elettrico, ritenuti più gestibili e conformi alle esigenze di sicurezza e ordine urbano. 

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

È un hobby costoso fare auto elettriche, Lamborghini rinuncia

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!