A -40 gradi, su strade ghiacciate e con un’infrastruttura di ricarica ridotta al minimo, un camion elettrico eActros 600 da 40 tonnellate ha raggiunto Capo Nord e fatto ritorno. Protagonisti due imprenditori austriaci della logistica, che durante la eNordkappChallenge 2025 hanno dimostrato sul campo che la mobilità elettrica pesante può funzionare anche nelle condizioni più estreme.
Herbert e Silvia Salentinig sono partiti il 24 dicembre da Salisburgo verso Oldenburg, in Germania, punto di partenza ufficiale della eNordkappChallenge, spedizione avventurosa invernale riservata a veicoli elettrici.
Da qui circa 3.500 km fino al punto più settentrionale d’Europa, attraversando Danimarca, Svezia e Lapponia, in pieno inverno.
Non si è trattato di un test da laboratorio, ma un viaggio reale, affrontato con un Mercedes-Benz eActros 600 e un semirimorchio al seguito. La prima volta di un autoarticolato elettrico alla eNordkappChallenge.

Una sfida tecnica, ma anche personale
Per Herbert Salentinig, amministratore delegato di Vega International Car-Transport & Logistic-Trading, l’iniziativa non era un’operazione di immagine. La sua azienda utilizza già camion elettrici di diversi costruttori e investe direttamente in infrastrutture di ricarica. Capo Nord rappresentava una verifica concreta.
Ancora più significativa la scelta di condividere l’esperienza con la moglie Silvia, che per l’occasione ha conseguito la patente da camionista a 66 anni.
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L’impresa green nel gelo
Affrontare l’Artico con un camion elettrico in inverno significa trasformare ogni giornata in un esercizio di calcolo. Autonomia, punti di ricarica, tempi di sosta e margini di sicurezza sono stati pianificati sera dopo sera. Le condizioni non hanno fatto sconti: buio quasi continuo, strade ghiacciate, nevicate e temperature fino a -41°. Il tutto con un peso complessivo di circa 32,5 tonnellate, tutt’altro che simbolico.
Inoltre, il semirimorchio al seguito non è stato scelto per facilitare l’impresa, anzi. Salentinig ha optato per uno dei più penalizzanti: una bisarca con ruote gemellate, pesante e poco efficiente sulla neve. Con tanto di furgoncino d’appoggio caricato sopra. Un modo per evitare qualsiasi sospetto di prova edulcorata.
I consumi energetici ha subito notevoli oscillazioni: dai 145 kWh/100 km nelle condizioni migliori fino a picchi di 269 kWh nelle fasi più fredde.

Il vero nodo: la ricarica
Più della guida, la ricarica è stata la vera sfida. Nel nord della Svezia e oltre il Circolo Polare Artico, le colonnine diventano rare e spesso inadatte ai mezzi pesanti. Molte sono pensate solo per le auto, costringendo il team a sganciare il rimorchio o a improvvisare.
Non sono mancati problemi di pagamento, potenze insufficienti e stazioni bloccate. In un caso, l’arrivo con il 12% di batteria ha trasformato la sosta in un momento di forte tensione.

Il messaggio da Capo Nord
Alla fine, l’arrivo a Capo Nord non è stato celebrato con enfasi. Solo sollievo e consapevolezza di aver dimostrato qualcosa di concreto. Anche in uno dei test più duri per l’e-mobility europea come l’eNordkappChallenge.
Il messaggio che arriva da questa esperienza è che il trasporto pesante elettrico è già possibile oggi, anche in condizioni estreme, almeno su tratte pianificabili. “È una questione matematica – ha spiegato Salentinig – se pianifichi, funziona”.
Poi però a precisa domanda se rifarebbero l’esperienza, la risposta della coppia austriaca è arrivata con un sorriso: “Sì, ma d’estate”.
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