Brescia segue Roma nel ridurre i benefici per il parcheggio agli automobilisti elettrici. Nella Capitale dal 1 luglio gli e-driver pagano mille euro l’anno per entrare in Ztl, a Brescia dal 1 agosto la sosta non è più gratuita. Sulla Ztl nel sito del Comune lombardo si legge: «La richiesta di nuovi permessi per auto elettriche è temporaneamente sospesa per l’aggiornamento della disciplina in vigore». Indietro tutta. La scelta arriva dopo un boom di vendite di veicoli a batteria: dai 4.662 del 2022 agli 11.563 del 2025. Sulle barricate anche Forza Italia che chiede di ritirare il provvedimento.
Crescono le vendite, ma la quota sulla flotta è solo l’1%
Il ritornello, per esempio a Roma, è il solito: troppe auto elettriche. I numeri delle vendite confermano la tendenza, ma il totale delle BEV a Brescia si ferma all’1% del parco auto nonostante un +148 di vendite che equivale a 6.901 nuove auto elettriche in 3 anni. Il 99% viaggia ancora con auto inquinanti. Eppure vengono trattate allo stesso modo, nonostante i costi economici e sanitari del gas di scarico.
Il provvedimento si scopre leggendo il comunicato sull’aumento delle tariffe dei parcheggi. Qui il Comune sottolinea che «dal 2014 a oggi il costo della vita è aumentato di oltre il 24% ed era quindi necessario procedere a un riallineamento che tenesse conto del trend inflattivo registrato oltre che delle nuove esigenze della mobilità urbana».

Parcheggiare costerà di più e leggendo la comunicazione municipale emerge il cambio di rotta per i veicoli a emissioni zero: «Nelle aree a parcometro la tariffa oraria sarà di 3 euro nella Zona A, 2,10 euro nella Zona B e 1,60 euro nella Zona C, anche per i veicoli elettrici». E’ costosa la sosta a Brescia.
Forza Italia accusa: “Scelta poco coerente”
Il comunicato firmato dal segretario cittadino di Forza Italia Flavio Bonardi sembra scritto da un militante dei Verdi. «È una decisione che rischia di trasformarsi in un messaggio profondamente contraddittorio: prima si invita il cittadino a cambiare automobile per contribuire alla tutela dell’ambiente, poi si eliminano progressivamente tutti quei piccoli vantaggi che rendevano quella scelta più sostenibile anche dal punto di vista economico».
Stop a sosta gratis per le auto elettriche: chi ha fatto marcia indietro
Il messaggio è chiaro. «Per anni le istituzioni hanno invitato cittadini e imprese a investire nella mobilità elettrica, presentandola come uno degli strumenti fondamentali per ridurre le emissioni, migliorare la qualità dell’aria e accompagnare la transizione ecologica. Molti cittadini hanno compiuto questa scelta affrontando costi di acquisto spesso elevati, confidando anche in un sistema di incentivi che rendesse conveniente il passaggio a veicoli a zero emissioni». Ora il cambio di rotta.

Il finale è da attivista verde: «Se davvero si vuole ridurre l’inquinamento urbano, la mobilità elettrica non può essere semplicemente considerata una fonte di nuove entrate. Al contrario, dovrebbe continuare a beneficiare di politiche premiali, almeno fino a quando la diffusione dei veicoli elettrici non avrà raggiunto livelli tali da rendere superflui gli incentivi».
E non mancano i consigli all’amministrazione: «Occorre investire nell’estensione della rete di ricarica pubblica, aumentare il numero delle colonnine nei quartieri, nel centro cittadino e nei parcheggi di interscambio, favorire l’integrazione tra auto elettrica e trasporto pubblico, prevedere agevolazioni per i residenti che scelgono veicoli a basse emissioni e sostenere le imprese che rinnovano le proprie flotte aziendali con mezzi ecologici». A favore del Comune ricordiamo iniziative innovative come la ricarica dai lampioni.
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Mah, ha senso ridurre, rimodulare, proporzionare le agevolazioni all’aumentare dei veicoli di cui si vuole aiutarne la diffusione.
Ha assai meno senso rimuoverle completamente da un giorno all’altro!
Chesso’, avrebbero potuto piu’ logicamente riservare alle EV delle tariffe agevolate, o un periodo limitato di sosta gratuita (ad es 1h?), no?
Da famiglia con tre auto elettriche a Roma, sostengo da sempre che alcune forme di agevolazione non devono essere mantenute e non devono entrare nelle valutazioni di chi acquista. Il parcheggio è una occupazione di spazio pubblico. Se il Comune ritiene di farsi pagare, che paghino tutti (a partire dai residenti, che sono quelli che occupano di più, come accade in tutto il mondo, ma questa è un’altra storia). Se la ZTL è motivata da congestione e traffico, non c’è ragione per cui una elettrica dovrebbe essere agevolata rispetto ad una termica. Diverso è il discorso per quello che riguarda blocchi e limitazioni ambientali.
Sarebbe simpatico che i comuni a cominciare dal mio mentre equiparano il trattamento su parcheggio e accesso ztl annunciassero anche la tolleranza zero per chi occupa gli stalli di ricarica.
non potrei esser piu’ d’accordo ! 👍👍
le ZTL vanno preservate dal traffico.. che deve essere una eccezione
i parcheggi pubblici devono esser per tutti; magari a fronte del rientro tra i paganti, dovrebbero però assicurare molti punti di ricarica, anche solo AC magari se possibile sfruttare i medesimi lampioni per illuminazione con i posti attorno riservati solo a chi ricarica (con tariffe magari crescenti per chi occupa troppo a lungo gli stalli… va bene 6 / 8 ore lavorative… ma non oltre altrimenti diventa una usurpazione di spazio pubblico a tariffa agevolata..
Se ci son costi eccessivi per le famiglie a basso reddito occorre agire direttamente con forme di “abbonamento” a tariffe agevolate, non erga-omnes che sennò va principalmente a vantaggio dei già benestanti.
d’accordissimo con entrambi.
sono anni che lo scrivo, sia sulle ztl che sui parcheggi totalmente (o quasi) elettrificati.
ma fin dall’inizio, almeno su queste pagine, le bev erano “vendute” anche con niente bollo, ztl gratis, parcheggio gratis, corrente gratis ai supermercati..
se si fa diventare normalità quello che all’inizio era un’eccezione per pochi numeri, ovviamente tutti ne approfittano.. salvo lamentarsi quando tolgono il privilegio
ztl (zona traffico LIMITATO) = pochi mezzi in movimento: la deduzione che vada intesa come migliore “qualità dell’aria” non ha fondamento
“La deduzione che vada intesa come migliore “qualità dell’aria” non ha fondamento“. La smetta con le baggianate.
Certo… Cristiano.. la qualità dell’aria la migliori invece bruciando gasolio o benzina…
In una delle città più inquinate d’Italia ogni iniziativa che favorisce la circolazione e l’utilizzo (e non solo la vendita) di auto che non emettono nulla nelle vie cittadine deve essere ancora incentivata con parcheggi gratis e possibilità di circolare alle bev che sono ancora troppo poche. Giova alla salute di tutti invece si preferisce guardare le casse del comune dopo che ha appena preso quasi un milione di euro dai dividendi di A2A proprio vendendo energia non sempre “green”. Una vergogna.